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LA PRIMA VOLTA A CALCIO & CALCIO DEL PRESIDENTE DEL BONI FANS CLUB
Il racconto della serata speciale del minorenne (ancora per una settimana) Lorenzo Fava a Teleducato, che per stadiotardini.com prova a cimentarsi critico televisivo
(Lorenzo Fava, presidente Boni Fans Club) – Le ferie estive hanno giovato ai “loggionisti” di Calcio & Calcio: gli ospiti non si sono risparmiati nelle loro considerazioni, hanno incassato colpi (anche con molta nonchalance ed eleganza) e hanno risposto a tono a chi li chiamava in causa. Riguardo qualsiasi argomento stesse trattando il conduttore, Michele Angella, gli ospiti – nonché opinionisti fissi della trasmissione televisiva per questo nuovo campionato di calcio - hanno saputo elaborare tesi e proposte ficcanti: a partire da Enrico Boni, ex voce domenicale delle radiocronache del Parma FC per un'illustre emittente carpigiana, e opinionista, incontrastato da tre stagioni sulla poltrona di “Calcio&Calcio”, il quale viene definito “vulcanico” da chi lo presenta, anche se questo appellativo gli era già stato coniato a tempo debito dal sottoscritto, avendolo omaggiato di un fans club a lui dedicato – “ENRICO BONI contro tutti!” – su facebook. Il Profeta, come lo chiamiamo noi suoi umili discepoli, mette subito “sull'attenti” il collega, nonché “top journalist” – o meglio “top player”, così è stato presentato –, Andrea Schianchi, nota firma della “Gazzetta dello Sport” , con un'acuta schermaglia: “Volevo ringraziare tutti i partecipanti al tour estivo, al pellegrinaggio, che abbiamo fatto dal Presidente (Ghirardi, nda). E vorrei ricordare gli unici bei momenti estivi che sono stati quelle due o tre volte in cui siamo andati a fare un giro in barca col Presidente, perché con Ghirardi io ci vado in barca, Schianchi ci va in gommone!”. Continua all’interno
Il “Saltimbanco” – così era stato simpaticamente battezzato da chi gestisce questo blog, Gabriele Majo – dimostra che le scorie marittime non lo hanno ancora abbandonato e soprattutto si dimostra, fin dalle prime battute energico, e frizzante: infatti mette in scena una simpatica gag in cui innalza fieramente con la mano un pomodoro rosso, segno di protesta contro la bufala dello sciopero dell'AIC (Associazione Italiana Calciatori), di cui il Presidente è l'ex giocatore della Roma – e con un recente passato anche in Cina – Damiano Tommasi. L'argomento che scioglie subito il ghiaccio è proprio quello dello sciopero indetto dai calciatori nello scorso week end e che ha causato lo slittamento della 1° giornata di Seria A Tim (a differenza della Serie B, che è iniziata ugualmente). Origine del conflitto: una legge che tuteli i calciatori fuori rosa e il fatto che costoro non paghino la tassa di solidarietà (abolita, per altro, proprio ieri sera, nda).
Andrea Schianchi sentenzia giustamente che le responsabilità non sono tutte a carico dei calciatori, i quali, nonostante ciò, rimangono una classe di privilegiati. Responsabili sono anche i Presidenti che, secondo lui, di comune accordo hanno rifiutato a oltranza ogni proposta per costringere l'Assocalciatori ad attuare quella che fino ad allora era stata vista dai più come una minaccia, o un capriccio. In molti avevano sottovalutato che si potesse arrivare a tanto.
Ma Schianchi, su intervento del sottoscritto – dal momento che mi trovavo in perfetta sintonia con Boni, che aveva affermato che i calciatori avrebbero dovuto decurtarsi dallo stipendio una precisa percentuale poiché, come ogni lavoratore con uno stipendio da mortale, avevano aderito ad uno sciopero – precisa con fermezza che in realtà non si tratta di sciopero, bensì di semplice spostamento.
Ma allora perché tanto rigore e tanta pratica nell'utilizzare in modo frequente il termine “sciopero”? Addirittura nel titolo – “E se scioperassero i tifosi?” – del tema lanciato della redazione di Teleducato si faceva esercizio di questa parola, erronea e impropria a detta di Schianchi, ma anche di Chiara Andreoli e Matteo Caselli, anche loro facenti parte del parterre del monday night.
A prescindere dal fatto che calciatori, Presidenti e FIGC (sotto le mentite spoglie del Presidente Abete), avrebbero dovuto trovare una soluzione di comune accordo per venire incontro alle esigenze di tutte e tre le parti – aggiungiamoci anche i tifosi, che, effettivamente, sono gli unici a rimetterci qualcosa, come sostenevano Angelo Manfredini (Presidente del Centro Coordinamento Parma Club), Bruno Bia e Giorgio Iotti, entrambi vicepresidenti del CCPC – mi sembra doveroso muovere una critica a tutto il sistema calcio italiano: occorre una rifondazione per cercare di migliorare e tornare competitivi come lo eravamo un tempo, quando il nostro calcio era considerato probabilmente il più bello del mondo. Numerosi problemi affliggono il nostro “Pallone”: dal problema degli stadi, troppo vecchi, poco moderni e non ancora di proprietà
delle rispettive società, fino al problema degli stipendi eccessivamente esosi, dalla querelle riguardo i diritti TV, fino alla questione marketing, oscurato e ostacolato ancora dalle abusive “bancarelle” antistanti agli stadi. Senza dimenticare il fatto che il calcio italiano sta perdendo punti nel ranking Uefa, un coefficiente escogitato per classificare le squadre di club e per decidere quante di queste, all'interno di ogni campionato nazionale, potranno avere accesso alla Champions League e/o all'Europa League. E' appena stato superato dalla Bundesliga , ovvero il campionato tedesco, che ha acquisito così una squadra in più per queste due competizione intercontinentali, e presto ci vedremo scavalcati dalla League 1, i cugini francesi.
Non mancano le chiamate in diretta di tifosi infuriati e i messaggi di protesta, che mandano in tilt la posta elettronica di Alessandra Giavarini , first lady della trasmissione.
Si passa, così, dal grande problema di un calcio sempre più piccolo ai motivi che angustiano il piccolo Parma. L'attributo non è casuale: Michele Angella prepara una schermata che vede la squadra crociata ai nastri di partenza alla decima/undicesima posizione. Alcuni tra gli invitati –come la stessa Chiara Andreoli e i rappresentati del CCPC – si trovano d'accordo con l'ipotesi caldeggiata dal conduttore, predicendo, anzi, le più rosee aspettative per la squadra allenata da Mr Franco Colomba. Altri invece – quali Schianchi, Boni (una tantum allineati sulla stessa corrente di pensiero!) e in ultimo chi vi scrive ritengono che nemmeno quest'anno sarà facile ottenere la salvezza, visto che le squadre che lottano per non retrocedere hanno aggiunto tasselli non esaltanti, ma quanto meno solidi alle loro rose. Non sarà facile per i crociati mantenere il rendimento, i risultati e le costanza che i tifosi presenti al Tardini avevano potuto ammirare nelle ultime giornate dello scorso campionato.
Ma se gli animi iniziavano già a surriscaldarsi dopo i temi “sciopero” e obiettivi stagionali”, il tema “calciomercato” li ha fatti andare in escandescenza!
Il sig. Pino, affettuoso telespettatore di “Calcio&Calcio”, direttamente dalla Calabria, è soddisfatto delle operazioni mercatali effettuate dal Direttore Leonardi, al punto che giudica il mercato del Parma “da 7” in pagella. Ma allo stesso tempo, manifesta qualche perplessità sulle condizioni di uno dei neo arrivati in casa gialloblu, il cileno Jaime Valdes, oggetti misterioso dell'estate, che rischia di diventare un secondo caso “Marquès”. Che sia per la rima?
Thomas, un appassionato del Parma “da una vita” e che credo di conoscere dal momento che mi mandava i saluti (non letti dalla Giavarini!) – se così fosse è il mio compagno di avventure scolastiche! – , nell'sms che scrive da casa esterna il suo credo sul planning di trattative portate a termine in questi mesi: “Le uniche operazione giuste che ha fatto il Parma sono state quelle di riprendere Biabiany e di vendere Paci!”.
In studio, Matteo Caselli si augura l'avvento del Messia, sotto le mentite spoglie di Amauri (o in alternativa Bianchi del Torino). Enrico Boni – che a propria volta viene soprannominato “Profeta” – caldeggia la mia ipotesi, Rolando Bianchi, ma in alternativa gradirebbe Caracciolo, in quanto le ipotesi “Pozzi e Floccari vanno bene per fare rispettivamente il giardiniere e il custode di villa Ghirardi!”
Il sottoscritto esprime qualche dubbio su Amauri dal momento che l'italo-brasiliano della Juventus arrivò l'anno scorso a Parma con uno spirito di rivalsa, una voglia di dimostrare all'Italia intera che era ancora un attaccante valido e adatto alla Serie A, tanto che riuscì a dare un contributo fondamentale alla salvezza dei ducali. Ma i dubbi mi sorgono se penso che questa voglia ora, dopo l'ottima parentesi della scorsa primavera, si possa essere assopita e sul fatto che l'11 della Juve non ha dato certezze per tutta l'estate riguardo il suo prossimo futuro; non sarebbe più conveniente (anche per le casse del Parma) puntare su un giocatore come Bianchi, che ha gol, esperienza (nonostante l'ancor giovane età) e qualità nelle gambe e determinazione nella testa? O perché non tentare di rimanere così, quantomeno fino a gennaio, quando poi si potrebbe ricorrere eventualmente al “mercato dei disperati”?
Si pone poi l'interrogativo del regista: Gianluca Musacci, 24 anni, arrivato ieri dall'Empoli in cambio di Manuel Coppola, potrebbe non bastare visto il “pacchetto dei centrocampisti”, un po' acerbo e senza qualità, che si ritrova in casa il Parma?
In chiusura, c'è ancora spazio per parlare del noto motivetto estivo “caro prezzi, calo abbonamenti”; una notevole flessione si è registrata nelle casse del Parma FC e sugli spalti del Tardini, deserti, tra l'altro, nelle occasioni dell'amichevole/presentazione contro il Levante e nel turno di Coppa Italia contro il Grosseto: mancano all'appello circa 3.000 abbonati per raggiungere la quota dei 10.000 che Ghirardi si aspettava. E pensare che solo 6.500 tessere erano state confermate in fase di prelazione. Manfredini ostenta sicurezza e afferma che il deficit sarà colmato. Vedremo.
Si provano a snocciolare i dubbi riguardo questo problema: soltanto crisi economica che affligge l'Italia? Oppure anche una sfiducia del malato calcio italiano di cui si è a lungo dibattuto e scritto? “Ma la gente di Parma aspetta il colpo last minute”, dice Iotti. Manca un po' di chiarezza, la squadra pare, a molti, incompleta e dipendente dal solo Giovinco e gli abbonamenti non aumentano e la gente si allontana sempre più dagli stadi. Per fortuna, nel week end che ci attende arriva la Nazionale, che è probabilmente l'unico elemento in grado da fare da collante, per un Paese diviso da campanilismi, opposizioni di veduta, politica, e ora anche dal calcio. Nel frattempo, aspettiamo che dietro a un tavolo qualcuno decida di far partire questo campionato, sicuramente non prima dell'11: per un'altra gita in barca (o sul gommone) c'è tempo... Lorenzo Fava (Presidente del Boni Fans Club)
11 commenti:
Piccola correzione, Gabriele, riguardo la mia (ancor più giovane) età: settimana prossima gli anni diventeranno 17, non sarò quindi maggiorenne. Fatto sta che una simile esperienza, con la crème de la crème del giornalismo parmigiano (all'appello mancavi solo tu), la porterò con me in quel famoso "bagaglio delle conoscenze personali" che ognuno di noi ha.
Grazie, Gabriele, per avermi dato la possibilità di scrivere un articolo: questo per me è un sogno!
Domanda, ma se Boni va a commentare la reggiana, il presidente del fans club come si comporta? Un saluto ai tifosi intervenuti ieri, anche i Boys.
Geronimo
Ciao Geronimo. La tua è una domanda molto interessante e acuta. Ti rispondo: mi sono appassionato ad Enrico Boni poco meno di dieci anni fa, quando iniziavo ad interessarmi del calcio e a guardare la prime partite. Ovviamente, essendo piccolo non avevo né la possibilità economica (che tutt'oggi mi viene offerta dai miei genitori - che ringrazio di cuore -, essendo io un sedicenne, diciassettenne settimana prossima) né la possibilità materiale di frequentare il Tardini ogni domenica. Così dopo aver seguito 4/5 gare interne nella stagione 2003/2004, in quella successiva sottoscrissi il mio primo abbonamento (gratis, perché under 14! E in quel periodo il Parma navigava in cattive acque finanziarie...). Fu proprio in quell'anno calcistico (quello dello spareggio salvezza) che iniziai ad ascoltare le partite dei miei "idoli" via radio; Enrico più di ogni altro me la ha fatte vivere intensamente.
L'anno scorso, infine, ho avuto la fortuna di incontrarlo e conoscerlo.
La nostra amicizia va al di fuori del calcio, quindi se lui dovesse andare a commentare la Reggiana (ipotesi per assurdo, però) non mi sentirei tradito, anzi cercherei di ascoltare qualche cronaca per imparare il mestiere. Ma la mia (e la sua) fede calcistica resterebbe quella gialloblù. Enrico è un cittadino di Sant'Ilario, che non è del tutto a Reggio Emilia, e comunque la provenienza non decreta le qualità di una persona.
Un saluto, Geronimo. Lorenzo Fava.
Il miglior intervento di questa trasmissione da parte dei tifosi è stato quello del mitico Angelo Manfredini presidente del Coordinamento che incarna l'essenzialità del tifo parmigiano quando ha detto che Boniprima di parlare del Parma e dei suoi tifosi lui che è reggiano si deve sciacquare la bocca.
Tifoso essenziale
Cero Direttore GM,
Floccari x Borini!
Un suo comento a "caldo", grazie.
Enzo Dallai
aspettando il commento del direttore dico la mia su questa operazione di mercato.credo che oggi sia stata staccata definitivamente la spina al già agonizzante e mai avviato "progetto giovani" del parma.la vendita di un possibile talento come borini,rimpiazzato da un 30enne (ad oggi età media della formazione titolare del parma 29 anni,è bene ricordarlo)chiarisce definitivamente che il parma,non appena gli vengono mostrati dei denari,vende.non so se questo sia dovuto a buchi di bilancio,dato che a detta del presidente la società è sana,ma se non fosse cosi sarebbe ancora più preoccupante perchè anche il più incapace tra gli addetti ai lavori arriverebbe a capire che i giovani talenti vanno trattenuti e valorizzati.faccio un esempio:è molto probabile che 2 anni fa all'udinese siano stati offerti 7-8 milioni per sanchez ma pozzo lo ha tenuto e quest'anno lo ha venduto a 42.ora,non voglio paragonare borini a sanchez ma mi spiegate dove sta il progetto giovani se ad ogni offerta questi vengon venduti?io questa politica non la chiamo progetto,la chiamo tirare a campare.se non si riesce a trattenere nemmeno i 20enni per poterli poi rivendere quando acranno acquistato valore l'anno prossimo saremo punto e a capo.se dobbiamo inventarci qualcosa e comprare ogni anno qualche 30enne ai margini della propria società di appartenenza va bene ma che ce lo dicano e abbiano almeno la decenza di non parlare più di progetto parma.
Salve Charon01, la differenza tra un club di grande stazza come la Roma e un club di più piccole dimensioni come il Parma sta anche nel potersi permettere la pazienza di far maturare un giocatore per poi venderlo dopo anni a cifre esorbitanti. Tuttavia in tempi di crisi economica non so quanto il gioco possa valere la candela. Per Borini Leonardi ha totalizzato una plusvalenza di 8,5 milioni di euro (scrive chi di queste cose ne sa) mi pare un ottimo risultato. Per me, in questo caso, c'è da dire bravo a Leonardi. Come ho scritto anche nel pezzo pubnblicato pochi minuti fa, è una operazione più o meno similare a quella di Paloschi a Gennaio. Via un giovane, in cambio di soldi, parecchi e un calciatore più esperto (Palladino). Una squadra come il Parma, che deve salvarsi, è fisiologico che punti su calciatori d'esperienza. Io non avrei neppure preso Floccari, concedendo fiducia a Crespo e Pellè: però non penso ci sia da criticare la società per questa operazione che porta un calciatore pronto per l'uso e in più 2 milioni di euro di guadagno. Quelli che lei bolla per 30enni ai margini della propria società, se rispondono al nome di Amauri e Floccari non credano ci sia da sputarci su, no? Saluti Gmajo
mi dispiace molto ,ma da parmigiano dico che mi somo vergognato della sparata di manfredini (che va al parma a gratis da anni),di una ignoranza clamorosa !
turella 61
beh certamente,su Amauri o Floccari siamo d'accordo (e infatti il primo non siamo riusciti a riprendercelo e il secondo per ora è in prestito e vedremo se si riuscirà a riscattarlo),io mi riferivo ai vari Blasi et similia...secondo me però il punto non è questo.il punto è che,proprio perchè non siamo una potenza,vale la pena fare lo sforzo di tenersi i giovani più promettenti per poterli valorizzare al meglio.certo è un rischio e posso capire che davanti a 8 milioni di euro si vacilli,ma se la roma è disposta a darli evidentemente è perchè il ragazzo mostra qualità che possono fargli raddoppiare o più il valore...forse allora è meglio rischiare e negarsi alle prime offerte.mentre però nel caso di un giuseppe rossi,per il quale non si vollero spendere 10 e si sarebbe potuto guadagnare 30,si può capire che la spesa fosse proibitiva,in questo caso il giocatore era già nostro a costo 0 quindi non ci si perdeva nulla a trattenerlo.detto questo,e mi scuso per il papiro che ho scritto,il nodo centrale di tutta la questione e quel che più mi preoccupa è che si siano dovuti utilizzare i 2 milioni di borini per floccari.ma davvero non abbiamo un euro che è uno?dove sono le entrate dei vari dzemaili,bojinov ecc.?abbiamo fatto un mercato da amministrazione controllata e non capisco perchè
Buonasera a tutti, cari lettori.
Innanzitutto, capisco i vostri animi accesi e delusi - come il mio - per l'ultima giornata di trattative. Non si è conclusa come mi aspettavo da tempo; il planning di mercato che avevo mi ero prospettato prevedeva l'arrivo di una punta che segnasse parecchi gol: Bianchi o il ritorno di Amauri. Il direttore Leonardi - in questo caso mi sento di difenderlo, al contrario di quanto farò fra poco - ha fatto di tutto per provare a riportarlo in crociato, ma intorno alle 17 di quest'oggi pomeriggio si è sentito rispondere "picche" dall'11 bianconero, al quale non andava bene l'ingaggio che gli era stato proposto. Amauri non è voluto tornare e così si è virato su un'altra pista: Floccari, l'unico attaccante disponibile che non era da prendere in quanto non è un goleador, come invece serviva a noi.
E allora, come ho scritto nel mio articolo, non avrebbe avuto maggior senso restare così fino a gennaio con il parco attaccanti che si aveva a disposizione (Borini -poi ceduto alla Roma -, Pellè e Crespo)? Capitolo cessione di Borini: io non comprendo né condivido la scelta adottata dalla società; in ballo c'era uno dei migliori talenti italiani: era stato acquistato in estate dopo che era stata sbaragliata la concorrenza di top club europei.
La dirigenza avrebbe potuto trattenerlo almeno fino a fine stagione: la plusvalenza (è vero che i soldi che incasserà il Parma non saranno pochi) sarebbe stata certamente più alta. E il progetto giovani sarebbe continuato.
Concludo, riallacciandomi con quanto diceva Turella 61, con cui non posso che essere completamente d'accordo: non si è trattata di una sparata, ma di un insulto bello e buono, rivolto anche con aria minacciosa. Che Boni possa esser simpatico o no, è un conto, ma Manfredini ha commesso uno scivolone di stile. Il silenzio è stata la miglior risposta, nessuno "ha dato corda" alla sua provocazione. Saluti, Lorenzo Fava.
Gentile Charon01, sul discorso che lei riprende circa i 2 milioni di Borini vorrei meglio spiegare la questione, al fine di non generare equivoci di sorta. I 2 milioni, infatti, sono la differenza positiva a favore del Parma conteggiando le due operazioni Borini in uscita ( + 7 milioni di euro) e Floccari in entrata ( - 5 milioni di euro). La differenza è appunto di 2 milioni a favore del Parma. Mattia, nel suo commento sotto il post del mio commento al mercato, ha tuttavia specificato che il riscatto non è obbligatorio, stando a quanto si legge sul sito della Roma. Per quanto riguarda i prestiti onerosi di entrambe le operazioni la partita si chiude in pareggio, stando alle cifre che sono circolare, e cioè 1,5 da darsi alla Lazio per Floccari, 1,5 arriveranno dalla Roma per Borini, dunque dare avere si compensano totale zero.
Su Borini io ribadisco il mio pensiero circa la validità dell'operazione di Leonardi, il quale ha garantito all'allenatore un attaccante già formato, cedendo sì una promessa, ma andando a realizzare una plusvalenza. Si poteva aspettare? Mah. Magari Borini avrebbe avuto poche occasioni per mettersi in mostra e certe volte è meglio prendere subito i quattrini e onestamente sette non sono pochi (considerato, appunto che per Floccari ne bastano cinque, cioè due in meno).
Sulla situazione economico-finanziaria del Parma, la rimando all'intervista pubblicata da noi lunedì sera con il giornalista del Sole 24 Ore Marco Bellinazzo, che ha soppesato tutti i bilanci delle squadre di A, per l'inchiesta finita sulle pagine del quotidiano della Confindustria. A stadiotardini.com Bellinazzo ha dichiarato che il Parma è ben amministrato, perché a fronte di un leggero incremento del fatturato negli ultimi 2 anni, si è mantenuto un certo contenimento sui costi del personale (leggi gli stipendi dei giocatori) il cui rapporto è tra i migliori tra le squadre della massima serie. Tuttavia i debiti sono ben superiori ai crediti immediatamente esigibili o liquidabili. E questo non è un aspetto di poco conto. Se poi si considerano i ritardi sui proventi dei diritti tv, si capisce come non si possa largheggiare, al di là del fatto che il Parma fosse tra le poche società a poter operare senza limitazioni sul mercato, come ricordato da Leonardi. Tuttavia questo non significa, in vista del fair play finanziario, darsi alle spese pazze. Datosi che il ciclostile dello zio Calisto pare non sia più in funzione, noi parmigiani dovremmo accontentarci di quel che passa il convento. E Giovinco, tanto per fare un nome, ma anche Floccari appena arrivato, Zaccardo & C. (senza dimenticare Crespo, in splendida forma nonostante i suoi 36 anni) sono di taglia superiore rispetto alla provinciale che si deve salvare. Saluti Gmajo
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