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domenica 2 ottobre 2011
PARMA-GENOA 3-1 / DALLA SALA STAMPA / LEONARDI: “PER LA PRIMA VOLTA ABBIAMO DIMOSTRATO DI STRAVINCERE”
“Non ci eravamo mai riusciti prima, né con Guidolin, né con Marino, né con Colomba nelle sette partite: ad un certo punto c’è stata la resa da parte dell’avversario”
(gm) – Dalla sala stampa del Tardini le parole dell’Ad Pietro Leonardi (nella foto di repertorio), che aveva già notato segni di ravvedimento del Parma nel match contro la Roma, ma che oggi, per la prima volta negli ultimi tre anni, a suo dire, ha sottomesso l’avversario: “Penso che nei tre anni in cui io sono stato a Parma – e questo è il terzo anno – quella di oggi è stata l’unica partita, e non lo dico con motivi di polemica, vorrei essere letto bene, in cui abbiamo dimostrato di stravincere. Nel primo anno con Guidolin, nel secondo anno con Marino e poi Colomba, anche nelle sette gare, questa è stata una partita che ad un certo punto, per la prima volta da quando sono al Parma, c’è stata la resa da parte dell’avversario. Questo non vuol dire che eravamo meno bravi il primo anno e ancor meno bravi il secondo. E’ che c’è stata una concentrazione totale per l’intera durata della partita e gli episodi ci hanno dato un po’ ragione”.
All’interno la trascrizione integrale della conferenza stampa dell’AD Leonardi dopo Parma-Genoa 3-1
Guido Schittone (Tv Parma) – Stavamo parlando con Colomba della prestazione e del carattere della squadra e anche dei passi avanti fatti dai nuovi acquisti…
“Beh, ma bisogna avere pazienza, come avevo detto, ma indipendentemente dal discorso del singolo, io ho detto che il Parma per mettere in risalto le proprie qualità deve mettere in campo quelle caratteristiche che avevo intravisto già contro la Roma. Perciò penso poi che perdere a Torino contro la Juventus, o perdere a Firenze o perdere con la Roma sono situazioni che ci possono anche stare: l’importante, però, è avere un atteggiamento diverso e la squadra deve capire che l’atteggiamento giusto era quello con la Roma e quello di oggi”.
Guido Schittone (Tv Parma) – Adesso c’è la pausa, che al Parma non ha mai portato benissimo, al di là della vittoria sulla Juventus di un anno fa, sembra sempre portare un calo di concentrazione…
“Ma no. Però c’è uno spunto importante per dimostrare che c’hai ragione, perché andiamo a giocare a Napoli… Scherzo, però, voglio dire: l’importante è che la squadra abbia capito quello che ho detto prima, perché poi, quando ci si mette al pari con gli altri e si corre più degli altri, si lotta più degli altri, almeno come voglia, poi vengono fuori delle qualità, perché questa squadra, poi, lo dico con molta serenità, ha delle qualità, è indubbio. Poi è chiaro che possono venir meno nel momento in cui c’è tutta una serie di risultati negativi, invece questo risultato, contro una squadra importante, perché poi il Genoa è un’altra squadra che è stata allestita per ambizioni, per velleità, con giocatori di un certo valore, oggi penso che gran parte del merito del Parma non è tanto demerito del Genoa”.
Sandro Piovani (Gazzetta di Parma) – Senti, ti faccio la stessa domanda che ho fatto poco fa a Colomba. Gli ho chiesto: domani ti arrabbierai se leggerai che il Parma è Giovinco dipendente?
“Ma Giovinco è del Parma, perciò il problema è se il Parma si dovesse privare di Giovinco. Giovinco è un’arma del Parma, come lo è Mirante, che domenica scorsa, magari, c’era qualche cosa di eccessivo nella critica, come avevo visto, però fa parte del gioco, e secondo me è stato decisivo quanto e se non di più per esempio di Giovinco, perché in un momento determinante, cioè l’inizio di gara, ha fatto due interventi strepitosi. Il Parma è dipendente da tutta una serie di componenti. Quando è arrivato Giovinco abbiamo detto subito che si trattava di qualcosa di importante per il Parma: sono stato preso in un certo modo, però la verità è questa ed è merito suo. Cioè Giovinco è un giocatore che può far fare quel salto di qualità al Parma e alla stagione del Parma. Perciò dobbiamo essere coerenti ed orgogliosi di questo. Non è che dobbiamo aver timore perché siamo dipendenti da Giovinco. Non penso che a Napoli si arrabbino se gli si dice che qualche volta sono Cavani-dipendenti”.
Sandro Piovani (Gazzetta di Parma) – Hai detto più o meno le stesse cose di Colomba…
“Però non ci eravamo confrontati…”
Sandro Piovani (Gazzetta di Parma) – Adesso, invece, ti dico una cosa che mi ha detto un tifoso prima della partita: guarda sono sicuro che faremo bella figura oggi perché il Parma deve sempre prendere due o tre schiaffoni prima di dare il massimo…
“Ma non è una questione di schiaffoni: è una questione di episodi. E’ una questione di episodi, perché poi si esprimono dei giudizi e dobbiamo usare molto più raziocinio, quanto meno devo mettercelo io il raziocinio nel giudicare, perché secondo me noi, nonostante avessimo perso la partita con la Roma, avevamo messo in campo tutto quello che avevamo e non meritavamo tantissime critiche, come, invece, ne meritavamo tantissime con la Juventus e con la Fiorentina, secondo me. Con la Roma, no, perché erano stati determinanti gli episodi. Oggi, se non avesse fatto l’intervento strepitoso Mirante magari avremmo visto un’altra gara e magari con la Roma se fosse andata diversamente l’azione di Biabiany con un passaggio a Giovinco, si sarebbe giudicata in un altro modo. Perciò noi non abbiamo bisogno di schiaffoni: noi dobbiamo essere coscienti che se non ci mettiamo quello che abbiamo messo oggi è dura, perché la serie A è complicata, è una cosa terribile. Penso che Penso che nei tre anni in cui io sono stato a Parma – e questo è il terzo anno – quella di oggi è stata l’unica partita, e non lo dico con motivi di far polemica, vorrei essere letto bene, in cui abbiamo dimostrato di stravincere. Nel primo anno con Guidolin, nel secondo anno con Marino e poi Colomba, anche nelle sette gare, questa è stata una partita che ad un certo punto, per la prima volta da quando sono al Parma, c’è stata la resa da parte dell’avversario. Questo non vuol dire che eravamo meno bravi il primo anno e ancor meno bravi il secondo. E’ che c’è stata una concentrazione totale per l’intera durata della partita e gli episodi ci hanno dato un po’ ragione”.
Pietro Razzini (gazzetta.it) – Buonasera, forse può essere considerata una banalizzazione della intera partita della squadra: però non crede che la vera differenza sia stato il fatto di segnare per primi questa volta? Poi le gambe e la testa hanno agito di conseguenza…
“Però anche col Chievo avevamo segnato per primi, però, dopo, abbiamo sofferto, e questo significava che avevamo paura di vincere e qualche cosa che non funzionava. Questo significa che cresce con l’autostima e cresce con le giocate: sia per chi para, per chi difende, per chi gioca a centrocampo, per chi poi fa quello che ha fatto Giovinco, crescere l’autostima da parte di tutto il gruppo e tutta la squadra. E perciò io ritengo che siccome questa squadra qui è una squadra che se cresce nell’autostima e nella consapevolezza che per far dei risultati nell’aspetto qualitativo c’è bisogno di mettersi al pari degli altri a livello fisico, di cattiveria agonistica e tutto il resto, è fondamentale. Dopo Torino e Firenze c’erano, giustamente, le pernacchie, e adesso magari sabato prossimo qualcuno dirà che andiamo a giocare una sfida Champions. Che ne so: la realtà è pure la nostra. Quest’anno non ho mai voluto dire -40, ho cambiato il motto e cioè viviamo alla siamo concentrati su questo, e consapevoli dei nostri limiti. La cosa più importante non è tanto essere consapevoli delle capacità, ma essere consapevoli dei limiti”.
Pietro Razzini (gazzetta.it) – E partendo dal fatto che è sempre il gruppo quello che conta, io volevo chiederle un parere su due individualità: Jadid che è partito in sordina e adesso sta trovando spazio e Biabiany, che approfittando anche dell’infortunio di Valiani sta dimostrando di essere sempre più importante all’interno della squadra…
“Ma tutti i calciatori noi li abbiamo scelti per determinate caratteristiche. Biabiany non è che scalza Valiani, e Jadid non scalza altri: siamo consapevoli che per migliorare un gruppo, e l’ho già detto ad inizio stagione, abbiamo tentato di variare le caratteristiche dei singoli calciatori. Biabiany non è Valiani, Jadid non è Galloppa e Blasi non è né Galloppa né Jadid. Sappiamo e sapevamo che potevamo avere magari qualche difficoltà: abbiamo messo a disposizione del tecnico varie e tante caratteristiche, consapevoli che ci sono dei pregi e dei difetti, perché dobbiamo considerarci una squadra che si chiama Parma e che viene da un percorso e che sta crescendo da quel punto di vista, in riferimento anche alla crescita totalitaria-societaria, e non dobbiamo tenerla in disparte questa cosa, però dobbiamo essere anche un po’ orgogliosi e credere nei nostri calciatori. Penso che sia giusto così, ma indipendentemente dal fatto che si vinca o che si perda, perché poi, alla fine, quello che conta è che diano il massimo dal 1’ al 94…”
(Pietro Leonardi – Stadio Tardini, Conferenza stampa dopo Parma-Genoa 3-1 del 02.10.2011 – Registrazione audio e trascrizione a cura di Gabriele Majo per www.stadiotardini.com)
All’interno la trascrizione integrale della conferenza stampa dell’AD Leonardi dopo Parma-Genoa 3-1
Guido Schittone (Tv Parma) – Stavamo parlando con Colomba della prestazione e del carattere della squadra e anche dei passi avanti fatti dai nuovi acquisti…
“Beh, ma bisogna avere pazienza, come avevo detto, ma indipendentemente dal discorso del singolo, io ho detto che il Parma per mettere in risalto le proprie qualità deve mettere in campo quelle caratteristiche che avevo intravisto già contro la Roma. Perciò penso poi che perdere a Torino contro la Juventus, o perdere a Firenze o perdere con la Roma sono situazioni che ci possono anche stare: l’importante, però, è avere un atteggiamento diverso e la squadra deve capire che l’atteggiamento giusto era quello con la Roma e quello di oggi”.
Guido Schittone (Tv Parma) – Adesso c’è la pausa, che al Parma non ha mai portato benissimo, al di là della vittoria sulla Juventus di un anno fa, sembra sempre portare un calo di concentrazione…
“Ma no. Però c’è uno spunto importante per dimostrare che c’hai ragione, perché andiamo a giocare a Napoli… Scherzo, però, voglio dire: l’importante è che la squadra abbia capito quello che ho detto prima, perché poi, quando ci si mette al pari con gli altri e si corre più degli altri, si lotta più degli altri, almeno come voglia, poi vengono fuori delle qualità, perché questa squadra, poi, lo dico con molta serenità, ha delle qualità, è indubbio. Poi è chiaro che possono venir meno nel momento in cui c’è tutta una serie di risultati negativi, invece questo risultato, contro una squadra importante, perché poi il Genoa è un’altra squadra che è stata allestita per ambizioni, per velleità, con giocatori di un certo valore, oggi penso che gran parte del merito del Parma non è tanto demerito del Genoa”.
Sandro Piovani (Gazzetta di Parma) – Senti, ti faccio la stessa domanda che ho fatto poco fa a Colomba. Gli ho chiesto: domani ti arrabbierai se leggerai che il Parma è Giovinco dipendente?
“Ma Giovinco è del Parma, perciò il problema è se il Parma si dovesse privare di Giovinco. Giovinco è un’arma del Parma, come lo è Mirante, che domenica scorsa, magari, c’era qualche cosa di eccessivo nella critica, come avevo visto, però fa parte del gioco, e secondo me è stato decisivo quanto e se non di più per esempio di Giovinco, perché in un momento determinante, cioè l’inizio di gara, ha fatto due interventi strepitosi. Il Parma è dipendente da tutta una serie di componenti. Quando è arrivato Giovinco abbiamo detto subito che si trattava di qualcosa di importante per il Parma: sono stato preso in un certo modo, però la verità è questa ed è merito suo. Cioè Giovinco è un giocatore che può far fare quel salto di qualità al Parma e alla stagione del Parma. Perciò dobbiamo essere coerenti ed orgogliosi di questo. Non è che dobbiamo aver timore perché siamo dipendenti da Giovinco. Non penso che a Napoli si arrabbino se gli si dice che qualche volta sono Cavani-dipendenti”.
Sandro Piovani (Gazzetta di Parma) – Hai detto più o meno le stesse cose di Colomba…
“Però non ci eravamo confrontati…”
Sandro Piovani (Gazzetta di Parma) – Adesso, invece, ti dico una cosa che mi ha detto un tifoso prima della partita: guarda sono sicuro che faremo bella figura oggi perché il Parma deve sempre prendere due o tre schiaffoni prima di dare il massimo…
“Ma non è una questione di schiaffoni: è una questione di episodi. E’ una questione di episodi, perché poi si esprimono dei giudizi e dobbiamo usare molto più raziocinio, quanto meno devo mettercelo io il raziocinio nel giudicare, perché secondo me noi, nonostante avessimo perso la partita con la Roma, avevamo messo in campo tutto quello che avevamo e non meritavamo tantissime critiche, come, invece, ne meritavamo tantissime con la Juventus e con la Fiorentina, secondo me. Con la Roma, no, perché erano stati determinanti gli episodi. Oggi, se non avesse fatto l’intervento strepitoso Mirante magari avremmo visto un’altra gara e magari con la Roma se fosse andata diversamente l’azione di Biabiany con un passaggio a Giovinco, si sarebbe giudicata in un altro modo. Perciò noi non abbiamo bisogno di schiaffoni: noi dobbiamo essere coscienti che se non ci mettiamo quello che abbiamo messo oggi è dura, perché la serie A è complicata, è una cosa terribile. Penso che Penso che nei tre anni in cui io sono stato a Parma – e questo è il terzo anno – quella di oggi è stata l’unica partita, e non lo dico con motivi di far polemica, vorrei essere letto bene, in cui abbiamo dimostrato di stravincere. Nel primo anno con Guidolin, nel secondo anno con Marino e poi Colomba, anche nelle sette gare, questa è stata una partita che ad un certo punto, per la prima volta da quando sono al Parma, c’è stata la resa da parte dell’avversario. Questo non vuol dire che eravamo meno bravi il primo anno e ancor meno bravi il secondo. E’ che c’è stata una concentrazione totale per l’intera durata della partita e gli episodi ci hanno dato un po’ ragione”.
Pietro Razzini (gazzetta.it) – Buonasera, forse può essere considerata una banalizzazione della intera partita della squadra: però non crede che la vera differenza sia stato il fatto di segnare per primi questa volta? Poi le gambe e la testa hanno agito di conseguenza…
“Però anche col Chievo avevamo segnato per primi, però, dopo, abbiamo sofferto, e questo significava che avevamo paura di vincere e qualche cosa che non funzionava. Questo significa che cresce con l’autostima e cresce con le giocate: sia per chi para, per chi difende, per chi gioca a centrocampo, per chi poi fa quello che ha fatto Giovinco, crescere l’autostima da parte di tutto il gruppo e tutta la squadra. E perciò io ritengo che siccome questa squadra qui è una squadra che se cresce nell’autostima e nella consapevolezza che per far dei risultati nell’aspetto qualitativo c’è bisogno di mettersi al pari degli altri a livello fisico, di cattiveria agonistica e tutto il resto, è fondamentale. Dopo Torino e Firenze c’erano, giustamente, le pernacchie, e adesso magari sabato prossimo qualcuno dirà che andiamo a giocare una sfida Champions. Che ne so: la realtà è pure la nostra. Quest’anno non ho mai voluto dire -40, ho cambiato il motto e cioè viviamo alla siamo concentrati su questo, e consapevoli dei nostri limiti. La cosa più importante non è tanto essere consapevoli delle capacità, ma essere consapevoli dei limiti”.
Pietro Razzini (gazzetta.it) – E partendo dal fatto che è sempre il gruppo quello che conta, io volevo chiederle un parere su due individualità: Jadid che è partito in sordina e adesso sta trovando spazio e Biabiany, che approfittando anche dell’infortunio di Valiani sta dimostrando di essere sempre più importante all’interno della squadra…
“Ma tutti i calciatori noi li abbiamo scelti per determinate caratteristiche. Biabiany non è che scalza Valiani, e Jadid non scalza altri: siamo consapevoli che per migliorare un gruppo, e l’ho già detto ad inizio stagione, abbiamo tentato di variare le caratteristiche dei singoli calciatori. Biabiany non è Valiani, Jadid non è Galloppa e Blasi non è né Galloppa né Jadid. Sappiamo e sapevamo che potevamo avere magari qualche difficoltà: abbiamo messo a disposizione del tecnico varie e tante caratteristiche, consapevoli che ci sono dei pregi e dei difetti, perché dobbiamo considerarci una squadra che si chiama Parma e che viene da un percorso e che sta crescendo da quel punto di vista, in riferimento anche alla crescita totalitaria-societaria, e non dobbiamo tenerla in disparte questa cosa, però dobbiamo essere anche un po’ orgogliosi e credere nei nostri calciatori. Penso che sia giusto così, ma indipendentemente dal fatto che si vinca o che si perda, perché poi, alla fine, quello che conta è che diano il massimo dal 1’ al 94…”
(Pietro Leonardi – Stadio Tardini, Conferenza stampa dopo Parma-Genoa 3-1 del 02.10.2011 – Registrazione audio e trascrizione a cura di Gabriele Majo per www.stadiotardini.com)
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