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domenica 15 gennaio 2012

CANDIDATI SINDACI, APRITE BENE LE ORECCHIE: IL GHIRO NON HA INTENZIONE DI LASCIARE IL TARDINI

La volontà di continuare a giocare all’Ennio è stata ribadita in settimana in una intervista alla Gazzetta di Parma. Quella in cui ha spiegato il suo punto di vista sull’esonero di Colomba…

GHIRARDI PACCIANI GDP 12 01 2012(gmajo) – Con tempi più da settimanale, che non da blog quotidiano, siamo qui oggi, domenica, a ragionare sulla intervista che il presidente del Parma FC Tommaso Ghirardi ha concesso al capo servizio della Gazzetta di Parma Paolo Emilio Pacciani e pubblicata giovedì scorso sul quotidiano. La chiacchierata tra i due prendeva ovviamente il là dalle evoluzioni circa la guida tecnica della prima squadra passata da Colomba a Donadoni, ma, fedeli alla linea dei primi fondatori di stadiotardini.com, vorremmo prima di tutto mettere in risalto una rassicurazione del proprietario del club, il quale ha ribadito ancora una volta che non ha alcuna intenzione di far disputare le gare dei crociati in un impianto diverso dal Tardini. Con buona pace di Simone Rossi e di eventuali altri candidati sindaci che vogliamo tirare a mano la questione ormai trita e ritrita della delocalizzazione dell’Ennio.

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A Pep che gli ha evidenziato come in campagna elettorale ci siano politici che affermano che il Parma dovrebbe costruirsi uno stadio di proprietà fuori dalla città, il Ghiro ha risposto: «Io ho detto sin dal primo giorno in cui sono arrivato a Parma che sono felice di poter giocare al Tardini. Certo, servono ulteriori lavori di ristrutturazione oltre a quelli, ingenti che sono stati già fatti, per rendere la domenica più piacevole ai tifosi. Viabilità e parcheggi andrebbero inoltre migliorati per non rovinare la domenica a chi ci vive attorno. Noi abbiamo già fatto lavori per 3,5 milioni nello stadio in questi cinque anni, però se ci sarà la possibilità di modificare lo stadio in meglio saremo in prima linea per farlo». C’è da dire che finora le migliorie apportate sono andate appannaggio soprattutto della Upper Class, con ristorantini a picco sul mare verde del campo, salottini gold o platinum, G Box o G Live, ma ad esempio la tanto attesa tettoia per proteggere i diversamente abili dalle intemperie, promessa da G Sport, non è ancora apparsa, nonostante ci fosse stato promesso che sarebbe stata pronta per fine settembre. E meno male che la domenica non piove. Al contrario al nostro sportello reclami sono piovute diverse segnalazioni sulle condizioni di disagio per i tifosi dei popolari come Curva Nord e Distinti. La ricetta alla Robin Hood che noi abbiamo suggerito è sempre valida: ogni intervento per l’Upper Class, di cui c’è grande richiesta, dovrebbe favorire contestualmente anche gli altri settori, riservando una percentuale dei ricavi dell’”affitto” degli spazi per i più ricchi per le migliorie da apportare a quelli per i più poveri. Ghirardi, nella sua risposta, si è mostrato sensibile anche ai problemi dei residenti del quartiere Cittadella: in questo senso dovrebbe essere la Municipalità a far qualcosa di meglio o di più. Cari candidati primi cittadini, anziché proporre di spostare l’Ennio, perché non fate funzionare la fantasia per far sì che lo stesso possa rimanere lì creando meno disagi? Sarebbe già buona cosa dare una sistemata alle ordinanze ripetute a suon di copia in colla e non calibrate volta per volta ad ogni specifica esigenza. Il Commissario Straordinario Ciclosi, che con una buona dose di buon senso ha già arginato il più possibile la zona “proibizionista” circoscrivendola alle immediate vicinanze dell’impianto, non potrebbe fare altrettanto a proposito delle chiusure al traffico che tante lamentele provocano in chi abita in quei dintorni? Pep nel suo pezzo si è anche fatto portavoce di un’altra istanza di Ghirardi, anche se non ha attribuito il pensiero a lui, ma lo ha fatto proprio : Da circa quattro anni il settore della Curva Sud adiacente ai distinti è sotto sequestro dalla magistratura”. A parte che gli anni sono tre, comunque sono troppi lo stesso. stadiotardini.com aveva chiesto un appuntamento al PM Paola Del Monte per trattare di questa questione, ma la stessa non ha mai trovato il tempo (tra una Green Money e l’altra) di risponderci personalmente, salvo farci dire, sostanzialmente, un no comment dalla sua segretaria. Tenere ancora sotto sigilli l’ex Settore Ospiti, ad incidente probatorio già fatto ai miei occhi appare un “nonsense”. Non avendone la disponibilità si è dovuti arrivare all’assurdo di far traslocare (o perdere) i famosi 400 abbonati della Curva Sud, al fine di lasciare quella porzione agli eventuali No Tessera avversari, così come suggerito da una circolare ministeriale. Peccato che poi siano state di fatto vietate tutte le trasferte di costoro. E dunque a cosa è servito chiudere? Amen.

E ora veniamo all’avvicendamento Donadoni-Colomba: Pep ci riporta che nel giorno della presentazione ufficiale dell’attuale mister, il decimo in cinque anni, il Ghiro “ha voluto tenersi in disparte, lasciando che i riflettori fossero tutti per il suo nuovo allenatore”. Poi gli ha chiesto: “Lo sa che si è guadagnato un posto nella lista dei “mangia allenatori” come Zamparini e Cellino? Tommaso ha motivato così quello che a noi è parso un capriccio: «Purtroppo sono troppo innamorato di questa società ed ho l'ambizione di fare sempre meglio. Ogni volta che ho cambiato un allenatore ho pensato di fare qualcosa di importante e di migliorare i risultati della squadra».Beh: qualche volta ha avuto mano felice, vedi Ranieri, qualche volta infelice, vedi Cuper. Ma «Esonerare qualcuno è un sacrificio economico, non certo un divertimento. Ed anche a livello umano non è piacevole». Sarà: ma il vizietto ce lo aveva anche ai tempi del Carpenedolo, adesso non sto qui a cercare quanti, se no non finisco più di chiosare…

Pep ha osservato: “Questa volta, a differenza dei precedenti cambi di allenatore, la classifica è tranquilla…” E il Pres gli ha spiegato: «E' proprio questo che deve far riflettere chi mi ha criticato. C'è la volontà da parte mia e dei miei dirigenti di fare qualcosa di più con questa squadra». Chiamala, se vuoi, ambizione. Che però fa rima con presunzione… «Il primo obiettivo resta sempre raggiungere la salvezza, ma questo non vuol dire che non si debba poter volere di più. Ho letto alcune perplessità sulle dichiarazioni di Donadoni, ma lui ha espresso esattamente il mio pensiero. Non perché ci siamo messi d'accordo, ma perché capisce di calcio e ha capito il valore della squadra. E' solo un vantaggio per i tifosi questo non voler accontentarsi». “Questo non voler accontentarsi”: sembra di risentire Orlandini a Bar Sport, quello secondo cui Colomba tirava a campare e così via. Ghirardi dice che Donadoni ha capito il valore della squadra: posto che immagino che gli arriveranno almeno un paio di rinforzi validi (e così il confronto con la precedente gestione interrotta sarà incommensurabile), come ho avuto occasione di scrivere più volte sul blog a mio modesto avviso questo organico, razionalmente, è da dodicesimo posto in classifica. E Psycolomba ha viaggiato in questa media per l’intera durata del suo mandato. Lo stesso Leonardi più volte ha fatto un mea culpa ammettendo che forse erano stati sopravalutati io giocatori. Dunque: si conferma che l’esonero è di pancia: perché la resa di Colomba non è stata, per le cifre, inferiore alle legittime aspettative. Il tecnico maremman-bolognese ha pagato per i frequenti rovesci a casa delle grandi, dove il Parma ha sì stupito, ma per le dimensioni dei disastri. In altra parte della chiacchierata col capo servizio sport della GdP Ghirardi ha provveduto da solo ad alzare l’asticella. “Dopo Ranieri arriva un altro tecnico di grande nome. E' il segnale che il Parma gioca al rialzo?” Gli chiede Pep. E il Ghiro conferma: «Sì, mi auguro che i tifosi capiscano questa filosofia. Cerco di fare le cose in modo ambizioso. Donadoni è un valore aggiunto per la società, una persona di fama internazionale che qui a Parma ha la possibilità di diventare un grande allenatore così come è stato un grande giocatore… Abbiamo parlato a lungo e non è mai stata in dubbio la sua volontà di venire qui. Vede Parma come un trampolino di lancio per una carriera importante. Io ho sempre detto che il mi sogno è quello di salvarmi il più in fretta possibile, perché questa è la priorità, e poi piazzarmi nei primi dieci. Questo è il mio obiettivo e questo vorrei che fosse il piazzamento finale del Parma….». E qui ribadisco un concetto che ho già fatto trapelare tra i miei commenti in risposta ai lettori, tra qui quelli di stamani a Tattico: “Con Donadoni e l'attuale organico (che, però, immagino sarà anche rintuzzato) il Parma deve passare al più presto dalla parte opposta della classifica e rimanervi sino alla fine. Se non accadrà sarà un fallimento...”. Aggiungendo sempre il solito monito: “Attenzione: più si illude e più si delude”.

In parte dell’articolo si legge anche un po’ di propaganda di Re Tommaso indirizzata ai sudditi: «La società sta crescendo con una logica di attenzione ai bilanci, dando continuità a diversi progetti che abbiamo in corso. Non solo il centro direzionale di Collecchio ma anche la ristrutturazione delle strutture tecniche come il nuovo campo in sintetico». A proposito del rinnovo del campo sintetico, sarebbe stato meglio evitare di trasformare in discarica a cielo aperto la porzione di terreno (se non ricordo male comunale) alle spalle del campo del Settore Giovanile, dove fa pessima mostra di sé il vecchio manto abbandonato. «In più c'è una continua ricerca di giovani talenti e di rafforzamento del settore Giovanile…» che mi pare fino a questo punto non abbia portato a grandi risultati, visto che non ricordo negli ultimi anni nomi di calciatori approdati in prima squadra dal vivaio, né mi pare che ci si stia esaltando con piazzamenti memorabili. «… e la volontà di piazzare la prima squadra sempre più in alto in classifica. Anche se la media dei piazzamenti del Parma sotto la mia gestione, a parte l'anno disgraziato della retrocessione, si aggira intorno all'undicesimo posto». Sulla mia bilancia il Parma dell’anno disgraziato della retrocessione (ma fu disgrazia o disastro perlomeno colposo?) valeva il 10° posto come organico della rosa, ma reputai un errore affidarla a un tecnico un po’ alla Sannino (nei modi e nelle espressioni) come Di Carlo, succeduto ad un gentleman di pedigree come Ranieri. E lasciamo perdere poi l’evoluzione con Cuper. Se la media di piazzamento è attorno all’11° posto – e di allenatori ne sono cambiati in questi cinque anni, di dirigenti pure, e pure moltissimi calciatori – non vuol forse dire che, ambizioni o presunzioni a parte, ragionevolmente è quello il posto dove si colloca il Parma? Certo, bisogna migliorarsi e puntare sempre più in alto, ma senza sognare e tenendo bene i piedi per terra, come faceva il tanto vituperato Colomba, che ben sapeva cosa avrebbe potuto ottenere dai giocatori che aveva in mano. Infine lo sfoggio delle figurine collezionate da Ghirardi nei suoi cinque anni di presidenza: «Non dimentichiamo i giocatori che sono passati da Parma in questi cinque anni: da Amauri a Giovinco, da Lucarelli a Floccari e tanti altri che hanno deliziato i nostri tifosi…». Beh, proprio tutti tutti… Gabriele Majo

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