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martedì 24 gennaio 2012

DONADONI A GIOVINCO: PIGLIA ESEMPIO DAI CAMPIONI DEL BARCA

“Qualche giorno fa – ha spiegato il new coach – gli avevo portato l’esempio de gli attaccanti del Barcellona, perché credo che sia giusto che un giocatore che ha le sue qualità abbai come idea, come modello, un giocatore di quel calibro, perché lui ha tutte le potenzialità”

donadoni conferenza stampa 24 01 2012 (gmajo) – Ieri, spinto dalla stima nei confronti di Colomba e dal mio innato spirito di contraddizione nei confronti del prossimo in generale e dei suoi detrattoti in particolare, ho esaltato quella che era la “posizioncina” che il tecnico licenziato seppe trovare a Sebastian Giovinco, a dispetto dell’inquadramento nel 3 4 3 di Mister Donadoni, caratterizzato, da un certo tourbillon tattico davanti (attuato, come ha spiegato oggi in conferenza il new coach, per non dare punti di riferimento fissi ai difensori avversari, che a suo parere sarebbero più preoccupati) che ancora non lo ha visto brillare. Certo, ci sono i lavori in corso, e tutto è perfettibile. La stessa Formica, a parere di Donadoni, ha tuttora ampi margini di miglioramento e gli ha consigliato di prendere esempio da quelli del Barcellona: “Sono tutti giocatori che nella prevalenza dei casi non hanno una grande struttura fisica, hanno grande rapidità, grande velocità, grandi capacità tecniche, però sono sempre giocatori che sanno mettersi nelle condizioni di sporcare sempre la palla o la giocata degli avversari e quindi di metterli in qualche modo sotto pressione, tenendoli più in là possibile, vicino alla porta avversaria e questo gli consente poi di sfruttare ancora meglio la velocità e la rapidità che hanno, perché una volta che hanno ripreso o conquistato palla, sono determinanti negli ultimi 15-20 metri”.

All’interno la trascrizione integrale dei consigli di Donadoni a Giovinco

“Di Giovinco conosciamo tutti la capacità di gestire la palla quando ce l’ha tra i piedi: questa è una qualità che ha naturale e gli viene anche abbastanza spontaneo. E’ in tutto il resto che deve cercare di migliorare e di incrementare. Qualche giorno fa gli avevo portato l’esempio de gli attaccanti del Barcellona, perché credo che sia giusto che un giocatore che ha le sue qualità abbai come idea, come modello, un giocatore di quel calibro, perché lui ha tutte le potenzialità. Sono tutti giocatori che nella prevalenza dei casi non hanno una grande struttura fisica, hanno grande rapidità, grande velocità, grandi capacità tecniche, però sono sempre giocatori che sanno mettersi nelle condizioni di sporcare sempre la palla o la giocata degli avversari e quindi di metterli in qualche modo sotto pressione, tenendoli più in là possibile, vicino alla porta avversaria e questo gli consente poi di sfruttare ancora meglio la velocità e la rapidità che hanno, perché una volta che hanno ripreso o conquistato palla, sono determinanti negli ultimi 15-20 metri. E lui questo lo deve fare. Però lo può fare chiaramente se c’è anche da parte dei compagni un attimo di aiuto perché da solo non può farlo, se no spende e consuma energie a vuoto e poi perde di lucidità. Lui una volta che poi ha la palla, è libero di fare assolutamente quello che ritiene più giusto, perché poi è giusto dare sfogo a quelle che sono le sue qualità tecniche.”

(Roberto Donadoni, conferenza stampa del 24.01.2012 al Centro Sportivo di Collecchio – video registrazione amatoriale e trascrizione a cura di Gabriele Majo per www.stadiotardini.com)

GUARDA IL VIDEO AMATORIALE

 

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