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mercoledì 18 gennaio 2012

LEONARDI: “ALLE VOLTE E’ L’UOMO PUBBLICO, IL DIRIGENTE, A UTILIZZARE IL GIORNALISTA A LIVELLO MEDIATICO E NON VICEVERSA”

E Jonathan: “Io, essendo brasiliano, intendo portare e trasmettere un po’ di allegria. Divertirmi e divertire... L’unico problema che ho è la lingua, che mi mette in difficoltà a dialogare. Ma prometto che mi metterò al lavoro per imparare l’italiano: penso che questo faciliterà il mio processo di ambientazione a Parma”

ALL’INTERNO LA TRASCRIZIONE LETTERALE DELLA RISPOSTA DELL’AD PIETRO LEONARDI ALLA DOMANDA DI STADIOTARDINI.COM IN CONFERENZA

Gabriele Majo (www.stadiotardini.com) – Vorrei sapere come è stato il vostro guardarvi negli occhi, visto che è stato decisivo per l’approdo finale…

“Vado rapido perché almeno così dico le cose mie, perché poi può darsi che non si capiscano e parlo brasiliano pure io oggi… Io sono andato con molto entusiasmo a fare questo tipo di operazione: ho capito e recepito molto bene quelle che erano le necessità di Jonathan per cambiare squadra. E’ chiaro e lampante che poi ci possono essere delle situazioni che vengono anche non soltanto, in un certo qual modo a livello mediatico non si fa solo l’utilizzo del giornalista nei riguardi dell’uomo pubblico, ma alle volte si fa che l’uomo pubblico – il dirigente o il calciatore – utilizza il giornalista. E perciò io ho utilizzato l’effetto mediatico per esprimere un giudizio di affrettare questo tipo di trattativa, ma questo non è servito, perché adesso sarebbe veramente da presuntuoso dire, ho detto con velocità questa cosa, ma Jonathan, il giorno dopo, indipendentemente dalle dichiarazioni del Parma aveva deciso di venire nel Parma, ed era contento di venire nel Parma, e il motivo di questo tipo di situazione è stato il cambio realmente troppo repentino da due squadre brasiliane in sei mesi, e poi andare nell’Inter, e poi arrivare nel Parma, era giusto e corretto che lui facesse tutte le sue valutazioni, per arrivare a fare una conclusione. Perciò il mio modo di guardare negli occhi era già stato chiaro quando ci siamo conosciuti per la prima volta e lui aveva visto con quanto entusiasmo il sottoscritto voleva che Jonathan venisse a giocare nel Parma, perché io ritengo che Jonathan sia un giocatore di primissima fascia, e che il Parma, se non ci fosse stata questo non utilizzo nell’Inter non si sarebbe potuto permettere di acquistarlo direttamente. Perciò questa era una opportunità unica da poter ottimizzare, un po’ come quella che era successa l’anno scorso, per esempio, con Amauri, che andava a migliorare un qualcosa che noi ritenevamo, da quel punto di vista, carente. Per quanto mi riguarda ho subito pensato di avere a che fare con una persona estremamente corretta, che ha anteposto tutte le situazioni sue personali, professionali, tecniche, mettendo in prima fila la sua famiglia, perciò questa cosa qui deve far riflettere per bene e per questo io ho apprezzato e apprezzo il calciatore, ma anche l’uomo perché da un certo punto di vista lui era, ed è, consapevole che il fatto di giocare nel Parma sia produttivo per la sua carriera, però non voleva creare delle problematiche all’interno della sua famiglia”.

(Pietro Leonardi, estratto dalla conferenza stampa di presentazione del nuovo acquisto Jonathan – Centro Sportivo di Collecchio – 18.01.2012 - Videoregistrazione amatoriale e trascrizione letterale a cura di Gabriele Majo per www.stadiotardini.com)

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Gabriele ho un dubbio. Leonardi ha detto che per Mariga c'é un problema per lo status da extracomunitario, vero? Ma avendo ceduto Ze Eduardo all'Empoli il problema non si è risolto? O per caso nella finestra di gennaio del calciomercato si applicano norme diverse? Grazie. Davide.