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NAVIGHIAMO ALLA PRAMZÀNA

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martedì 13 novembre 2012

NONOSTANTE I BUONI PROPOSITI IL PARMA NON STUPISCE E NON FA NOTIZIA

L’Atalanta sbranando squadroni del calibro di Milan, Napoli e Inter, è riuscita a conquistarsi gli onori della cronaca (sportiva), così come la Fiorentina, non solo per il gran mercato fatto in estate, ma anche (e soprattutto) per l’esuberanza del calcio che sta proponendo e che la sta gradualmente riconsegnando ai palcoscenici che contano…

ghirardi microfoni telecamere(Luca Russo) Sedici punti in dodici giornate. Un passo che, se tenuto fino al termine della stagione, dovrebbe collocare il Parma tra la decima e la dodicesima posizione nella classifica di fine campionato. Ci avremmo messo ben più di una firma ai tempi del ritiro estivo. E considerando che abbiamo già fatto i conti con quasi tutte le grandi (all’appello mancano ‘solo’ Inter e Lazio), ce le avremmo messe anche per trovarci in questa posizione, esattamente a metà strada tra le piazze che valgono l’accesso all’Europa minore e quelle che schiudono le porte dell’inferno (leggi Serie B), dopo i primi dodici atti del torneo. Eppure qualcosa non torna. Per il secondo campionato consecutivo, il Parma non resta vittima di una falsa partenza (come, invece, accadde ai tempi di Marino, che raddrizzò la barca solo grazie ai due successi di fila contro Sampdoria e Bari), ma non riesce a far notizia. A far parlare di sé. O, per lo meno, a catalizzare l’attenzione dei media sportivi nazionali. Che invece si occupano d’altro.

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Sia ben chiaro: è fisiologico ed anche comprensibile, per ovvie ragioni di natura commerciale, che i tre grandi quotidiani sportivi, o le principali emittenti televisive che distribuiscono il prodotto calcio, si occupino dello strapotere bianconero; della rimonta fin qui solo abbozzata da parte dell’Inter; della rinascita del Napoli; del derby capitolino che ha mostrato gli occhi da triglia alla Lazio piuttosto che all’inconcludente Roma zemaniana; della crisi in cui si è cacciato il Milan a furia di austerity e di operazioni di mercato abbastanza discutibili; della Fiorentina rigenerata dalle cure dell’esteta Montella. Nessuno pretende che GdS, Corriere dello Sport e Tuttosport spendano, per il Parma, barili di inchiostro. Né è lecito aspettarsi da Sky e Mediaset Premium le stesse attenzioni che solitamente rivolgono alle piazze in cui si produce (o si dovrebbe produrre) calcio di alta fattura. E allora che sia il Parma ad escogitare qualcosa per imporsi all’attenzione di chi nel pallone ci lavora con una penna oppure con un microfono. Cosa? Beh, è presto detto: si potrebbe cominciare a praticare, sul serio, il calcio propositivo di cui tanto abbiamo sentito parlare. E che, fin qui, si è visto solo a tratti. Si corra il rischio cui, finora, ci siamo sottratti: fare un calcio veramente offensivo anche a costo di prendere, di tanto in tanto, qualche imbarcata. Il che non vuol dire starsene nella metà campo nemica senza creare grosse occasioni da gol. Ma abbinare al baricentro alto, materia in cui il Parma, quest’anno, sta distinguendosi con ottimi voti (anche se ne sa qualcosa il reparto arretrato), un bel po’ di opportunità per andare in rete, cosa che, tolte le gare del filotto, non sempre gli è riuscita. La sensazione è che i crociati in questo primo scorcio di stagione abbiano fatto come quegli adolescenti che si mettono in posa per mostrare muscoli che non hanno. Farebbero bene, i ragazzi di Donadoni, a passare qualche ora in più in palestra per costruirsi il fisico che stanno promettendoci da mesi. Diversamente, sarà difficile che taccuini e telecamere nazionali si innamorino del Parma tanto da dedicargli più dello spazio che fin qui gli hanno riservato. Del resto, come dicevamo sopra, è comprensibile: la Serie A non fa mancare a giornali e televisioni materiale su cui discutere. E per una realtà come quella in cui staziona il Parma, farsi spazio tra l’imbattibilità della Juventus e la profonda crisi del Milan post-Ibra, non è una passeggiata. Ci riuscirebbe solo se fosse in grado di proporre qualcosa di veramente nuovo. Ed una provinciale che gioca bene al calcio, è una novità abbastanza interessante perché carta stampata e tv non la derubrichino a fenomeno di secondo, terzo o quarto piano. L’Atalanta è lì a dimostrarcelo. Sbranando squadroni del calibro di Milan, Napoli e Inter, è riuscita a conquistarsi gli onori della cronaca (sportiva). Così come la Fiorentina, che sulle prime pagine ci è finita non solo per il gran mercato fatto in estate, ma anche (e soprattutto) per l’esuberanza del calcio che sta proponendo e che la sta gradualmente riconsegnando ai palcoscenici che contano. Luca Russo

8 commenti:

Anonimo ha detto...

Ma figuriamoci........i media nazionali, ma per certi versi anche quelli locali, non ci filavano né tantomeno ci esaltavano quando dominavamo in Europa e lottavamo per lo scudetto, figuriamoci ora che facciamo tranquilli campionati di metà classifica.......cosa c'è da stupirsi?!?!?! Sembrate nati ieri.....ah comunque l'Atalanta oltre a "sbranare" gli squadroni ha pure beccato cinque pere IN CASA dal Torino, Torino che in 12 giornate ha segnato in totale 13 gol.....no tanto per dire.......

Carlo

Luca Russo ha detto...

No, Carlo. Non sono nato ieri. E per questo ho dei ricordi abbastanza chiari dell'attenzione che i tre grandi quotidiani sportivi italiani dedicavano alle gesta del nostro Parma. Certo, nulla di paragonabile all'interesse del quale ricoprivano le solite grandi in ascesa o le grandi in caduta libera.

Ma non è questo il punto. Attorno al Parma sembra sia calato il silenzio. Al punto che, se fossi uno spettatore neutrale, mi chiederei: ma c'è anche il Parma in questo campionato? Gioca anche il Parma? Non pretendo che i mass media sportivi ci diano più del tempo che vogliono e devono dedicare ad altre squadre (ben più quotate e commerciali della nostra). Si chiede solo che il Parma faccia qualcosa per richiamarne l'attenzione (un minimo di attenzione, una mezza paginetta di tanto in tanto). E l'attuazione concreta del calcio propositivo, che ci è stato promesso mesi e mesi fa, potrebbe essere uno dei modi (chissà se il migliore tra quelli possibili) per costringere i riflettori a puntare su di noi. Immaginate: far punti attraverso il bel gioco. In Italia, per ora, ci sta riuscendo solo la Fiorentina.

L'Atalanta avrà anche beccato cinque pere dal Toro, ma in classifica stazionerebbe a quota 20 punti se non gliene avessero inflitti due di penalizzazione. Per un club delle sue dimensioni, avere 18 punti in saccoccia, occupare la sesta piazza e costringere al palo squadre del calibro di Milan, Napoli e Inter, è quasi un miracolo. Ed i media, giustamente, ne parlano.

Pericle Ferrari ha detto...

L'Atalanta conquista le prime pagine giusto questa settimana. Il giorno che battessimo una big succederebbe anche a noi, solo per quella settimana. Lo scorso anno ne vincemmo sette di fila, mi pare una signora impresa. Eppure chi ne parlò? I media in Italia funzionano così

Gabriele Majo ha detto...

Avete presente il mega-intervistone di Raymond a Ghirardi pubblicato in tempo reale ieri pomeriggio da stadiotardini.com: su Italia 2 (Italia 2, manco Italia 1) sono andati in onda una decina di secondi stamani alle 7. Per il resto di quei 7 minuti circa di conversazione (comprese le domande della Bertini) non s'è visto null'altro sulla Tv nazionale. Penso sia abbastanza significativo...
Cordialmente
Gmajo

Anonimo ha detto...

Luca ha ragione a dire che se facessimo qualche risultato " eclatante" potremmo avere più visibilità sui media nazionali, ma forse veramente poco di più di quella che abbiamo adesso.
Ricordo ancora il titolo della Gds il giorno dopo l'ultima nostra vittoria in coppa Italia contro la Juve, risultato miracoloso considerato che quell'anno ci salvammo nelle ultime giornate e la società era già in amministrazione controllata : ebbene la nostra vittoria fu relegata in secondo piano dato che il titolo principale era l'addio di Ronaldo all'inter.

Febbredacalcio

Gabriele Majo ha detto...

Mentre ricordo ad utenti di altre piazze virtuali, adiposi o meno che siano, che non abbiamo bisogno del loro apporto per far aumentare il counter del nostro sito (ma perché se anziché 2.000 visite quotidiane saliamo a 2.010 ci danno un premio?), mentre loro evidentemente di leggerci per poi trovare argomenti di discussione sì, dico, a chi ha tempo da perdere, di provare ad ascoltarsi l'intera conferenza stampa di ieri del CT Prandelli (da noi postata ieri sera), intervistato dai colleghi nazionali (in tutti i sensi, cioè di organi nazionali che seguono la Nazionale) dove il trionfo delle domande era su Balotelli, De Rossi, e compagnia cantante. Penso sia significativo, no?
Detto questo: oggi l'Atalanta è sesta, ma se è finita sotto i riflettori è perché ha fermato la rincorsa dell'Inter non certo per i suoi indubbi meriti pregressi. A parità di cavalcata, se avesse battuto, domenica scorsa, il Siena, non se la sarebbe filata nessuno (come nessuno se la era filata fino a quando ha sconfitto i nerazzurri). Se anche il Parma dovesse battere l'Inter tra un paio di lunedì potrebbe aver un analogo risalto (pur arrivando in seconda battuta e quindi con ancor meno interesse) rispetto agli orobici. Diciamo comunque che per la qualità del gioco lo scorso anno diversi media avevano - giustamente - tessuto le lodi del Catania di Montella, che sta confermandosi a Firenze. Insomma: pur nella stitichezza di spazi che vengono lasciate alle Cenerentole, se si offrono spunti positivi si guadagna qualche luce della ribalta. Se no si rimane ancor di più nell'anonimato.
Cordialmente
Gmajo

Anonimo ha detto...

parlare di calcio ed in particolare della nazionale
lo trovo di una noia mortale.
Per quanto riguarda il fu Parma AC penso che gli argomenti siano esauriti da tempo,ne riparlremo a maggio per la felicita' degli amanti dei luoghi comuni.

TEDIO

Anonimo ha detto...

ma chissenefrega di cosa parlano quei giornali illeggibili?

tabacco capzioso al sapore di mare