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mercoledì 10 novembre 2010
CRESPO CI METTE IL CUORE (NON SOLO LA FACCIA)
L’attaccante chiede ed ottiene di rompere il silenzio stampa per lanciare un accorato appello d’aiuto, al quale tutti abbiamo il dovere di rispondere sì. Anche se con un piccolo distinguo…
In certi momenti non basta metterci la faccia. Bisogna metterci il cuore. E’ quello che ha fatto oggi Hernan Crespo. Ha spiegato di essere stato lui a chiedere ed ottenere di poter parlare nonostante il silenzio stampa per chiedere umilmente aiuto alla gente di Parma, convinto che tutti insieme ci si possa saltare fuori remando tutti nella stessa direzione, senza processi. Perché la caccia al colpevole andrà fatta solo dopo, quando “la classifica ci darà tranquillità.” Ho solo ascoltato le parole dell’Uomo, così ben scandite, senza vederlo in faccia, perché ho sentito solo registrazione audio dal nostro Jonathan Belletti, (disponibile cliccando sull’apposito pulsante a fine trascrizione) senza assistere live alla “conferenza”. Mi sono bastate per capire il suo stato d’animo, la sua sofferenza, la sua voglia di riscatto. Senza la vergogna di chiedere aiuto. Parole che difficilmente si sentono, perché Hernan oltre alla faccia ci ha messo il cuore. I sentimenti. E ne ha da vendere. L’unico distinguo che ci permettiamo di fare è che non crediamo sia giusta la sua richiesta di rinunziare alla nostra professionalità in questo momento di crisi: si possono amare i colori sociali – e Dio sa quanto ognuno di noi li ami – pur continuando ad avere uno spirito critico, ma costruttivo. Appunto senza caccia alle streghe. Anzi, al contrario, forse sarebbe stato meglio se noi cronisti non avessimo mai abdicato al nostro diritto dovere di critica… (gmajo)
Segue la trascrizione integrale della dichiarazione di Hernan Crespo e il file audio
“Vorrei prima di tutto ringraziare del fatto che siete venuti. So che siamo in silenzio stampa: ho chiesto io al Direttore di poter parlare con voi, di potere dire la mia. Ho chiesto anche ai ragazzi: ho comunicato anche a loro che volevo fare una conferenza stampa un po’ per spiegare la situazione, perché ritengo che in questo momento abbiamo bisogno di tutti. E quando dico tutti non dico soltanto i ragazzi, non dico soltanto lo staff medico, lo staff tecnico, dico i magazzinieri, dico i giornalisti, dico la città.
Non parlo di progetti: non parlo assolutamente di niente. Non voglio parlare di uomini o nomi, se l’allenatore va bene, se l’allenatore va male, se Leonardi va bene, se va male, se Crespo va bene, se Crespo va male… Non voglio parlare di tattica, non voglio parlare assolutamente di niente di tutto questo.
Voglio parlare di sentimenti: voglio parlare di una situazione che sta accadendo in questo momento e voglio soprattutto riferirmi a quelli che amano questi colori, a quelli che si emozionano ogni volta nel vedere una maglia crociata o una maglia gialloblù. A tutti quanti, eh?
Io ho la fortuna di fare tutti e due: fare il giocatore e fare il tifoso della squadra che amo, della città che amo, che mi ha dato tanto. E quindi per questo ci tengo a mettere la faccia e a dire la mia.
Siamo in difficoltà. Siamo in difficoltà: no, nessuno si vergogna a dire niente. Si parla del progetto e il progetto va avanti molto bene, ma siamo in difficoltà. Abbiamo scommesso su qualcosa di importante, di creare qualcosa , una base solida per crescere, per tornare ai tempi ai quali tutti vogliamo tornare. Ma ci vuole del tempo. E si passa per una difficoltà enorme, come questa.
Sicuramente non possiamo assolutamente dire che ci aspettavamo una situazione del genere. No, nell’ideologia, nella voglia di fare, nel modo di comportarsi, nel modo di lavorare: nessuno , assolutamente nessuno. Io in primis non pensavo di trovarci ultimi in classifica.
Quindi ritengo che sia importante, come ci siamo già nello spogliatoio, di capire la gravità della situazione, capire dove siamo messi. Allora io faccio un appello a voi tutti: a voi che scrivete, a voi che dite, alla gente che va allo stadio: di pensare al Parma, di non pensare a progetti giovani o grandi che siano, non mi interessa. Pensate al Parma, a quelle undici magliette che andranno in campo giovedì, pensate a quelle lì. A tifare per amore della città, per amore di questi colori, per amore di questa squadra.
Non dico che non l’abbiamo mai fatto, al contrario: è un grido di aiuto. Allora chi ama veramente, chi ama veramente…
Poi ci sarà il tempo, ma in questo momento quando vedi la tua squadra del cuore che è in difficoltà, la prima cosa che devi fare, la prima, noi che siamo quelli che andiamo in campo, fare una autocritica e capire i motivi per i quali dobbiamo migliorare, ma chiedo a voi il sostegno, perché ne abbiamo bisogno. A voi tutti quanti. A voi che la pensate diversamente, a voi che credete che qualcuno deve giocare e qualcuno deve andare giù, a voi che dite che deve cambiare l’allenatore e che deve cambiare la dirigenza, a voi che dite che Crespo non ce la fa più. A tutti voi dico: dimenticate questo. Dimenticatelo, per favore. Siamo in difficoltà e abbiamo il bisogno di tutti. Tutti insieme. Compatti. Perché non vogliamo tornare a brutti tempi, a brutti periodi.
Non bisogna addossare colpe a nessuno in questo momento. Non è semplice, lo so, lo capisco, perché voi fate i giornalisti, perché il tifoso vuole vedere il gran gioco, ma anche noi: vogliamo fare tutto.
Sapete, in questo momento, qual è la cosa più gratificante per noi giocatori? E’ fare gol… Fare gol cosa significa? Almeno, per me, o per quello che sento dai miei compagni. E’ avere tutta la gente che tu ami, che rappresenti, contenta. E quindi quando leggo certe cose, quando sento i fischi mi fa male. Meritati o immeritati che siano: ma mi fanno male.
In questo momento dobbiamo capire la gravità della situazione. Abbiamo bisogno, sai di cosa? Di questo: io mi tolgo dal professionista che sono, io che faccio il giocatore e comincio a fare il tifoso. Io che faccio il giornalista, faccio il tifoso. Io sono tifoso e continuo a fare il tifoso fino alla fine. Questo è quello che chiedo, perché siamo in difficoltà.
Se siamo compatti ed uniti tutti quanti – tutti quanti, eh? – ci saltiamo fuori da questa situazione, perché io sono molto convinto che ci saltiamo fuori, perché so la forza che ha il Parma, so la forza che ha Parma città. So che ci salteremo fuori. E in quel momento ognuno comincerà a fare il suo lavoro: il giornalista che critica, che non va d’accordo con questo, il tifoso che dice non mi piace che giochi questo, vorrei che giocasse l’altro: però quando si naviga nella tranquillità. Quando la classifica ci darà tranquillità.
In questo momento non abbiamo bisogno di trovare colpevoli: non ci serve a niente trovare colpevoli. Colpevole di cosa? Se andiamo male, andiamo tutti male. Poi tutti soffriremo. Allora, in questo momento, bisogna pensare ad essere uniti. Dimostriamo che siamo il Parma. Dimostriamo, in questo momento di grande difficoltà, che siamo uniti e abbiamo un obiettivo in comune. Tutti quanti. Tutti noi che amiamo questi colori. Tutti noi che amiamo questa città. Facciamo una dimostrazione di forza: tutti quanti."
E’ tutto quello che volevo dirvi. Grazie ragazzi.
Hernan Crespo
(registrazione di Jonathan Belletti, trascrizione di Gabriele Majo)
Segue la trascrizione integrale della dichiarazione di Hernan Crespo e il file audio
Non parlo di progetti: non parlo assolutamente di niente. Non voglio parlare di uomini o nomi, se l’allenatore va bene, se l’allenatore va male, se Leonardi va bene, se va male, se Crespo va bene, se Crespo va male… Non voglio parlare di tattica, non voglio parlare assolutamente di niente di tutto questo.
Voglio parlare di sentimenti: voglio parlare di una situazione che sta accadendo in questo momento e voglio soprattutto riferirmi a quelli che amano questi colori, a quelli che si emozionano ogni volta nel vedere una maglia crociata o una maglia gialloblù. A tutti quanti, eh?
Io ho la fortuna di fare tutti e due: fare il giocatore e fare il tifoso della squadra che amo, della città che amo, che mi ha dato tanto. E quindi per questo ci tengo a mettere la faccia e a dire la mia.
Siamo in difficoltà. Siamo in difficoltà: no, nessuno si vergogna a dire niente. Si parla del progetto e il progetto va avanti molto bene, ma siamo in difficoltà. Abbiamo scommesso su qualcosa di importante, di creare qualcosa , una base solida per crescere, per tornare ai tempi ai quali tutti vogliamo tornare. Ma ci vuole del tempo. E si passa per una difficoltà enorme, come questa.
Sicuramente non possiamo assolutamente dire che ci aspettavamo una situazione del genere. No, nell’ideologia, nella voglia di fare, nel modo di comportarsi, nel modo di lavorare: nessuno , assolutamente nessuno. Io in primis non pensavo di trovarci ultimi in classifica.
Quindi ritengo che sia importante, come ci siamo già nello spogliatoio, di capire la gravità della situazione, capire dove siamo messi. Allora io faccio un appello a voi tutti: a voi che scrivete, a voi che dite, alla gente che va allo stadio: di pensare al Parma, di non pensare a progetti giovani o grandi che siano, non mi interessa. Pensate al Parma, a quelle undici magliette che andranno in campo giovedì, pensate a quelle lì. A tifare per amore della città, per amore di questi colori, per amore di questa squadra.
Non dico che non l’abbiamo mai fatto, al contrario: è un grido di aiuto. Allora chi ama veramente, chi ama veramente…
Poi ci sarà il tempo, ma in questo momento quando vedi la tua squadra del cuore che è in difficoltà, la prima cosa che devi fare, la prima, noi che siamo quelli che andiamo in campo, fare una autocritica e capire i motivi per i quali dobbiamo migliorare, ma chiedo a voi il sostegno, perché ne abbiamo bisogno. A voi tutti quanti. A voi che la pensate diversamente, a voi che credete che qualcuno deve giocare e qualcuno deve andare giù, a voi che dite che deve cambiare l’allenatore e che deve cambiare la dirigenza, a voi che dite che Crespo non ce la fa più. A tutti voi dico: dimenticate questo. Dimenticatelo, per favore. Siamo in difficoltà e abbiamo il bisogno di tutti. Tutti insieme. Compatti. Perché non vogliamo tornare a brutti tempi, a brutti periodi.
Non bisogna addossare colpe a nessuno in questo momento. Non è semplice, lo so, lo capisco, perché voi fate i giornalisti, perché il tifoso vuole vedere il gran gioco, ma anche noi: vogliamo fare tutto.
Sapete, in questo momento, qual è la cosa più gratificante per noi giocatori? E’ fare gol… Fare gol cosa significa? Almeno, per me, o per quello che sento dai miei compagni. E’ avere tutta la gente che tu ami, che rappresenti, contenta. E quindi quando leggo certe cose, quando sento i fischi mi fa male. Meritati o immeritati che siano: ma mi fanno male.
In questo momento dobbiamo capire la gravità della situazione. Abbiamo bisogno, sai di cosa? Di questo: io mi tolgo dal professionista che sono, io che faccio il giocatore e comincio a fare il tifoso. Io che faccio il giornalista, faccio il tifoso. Io sono tifoso e continuo a fare il tifoso fino alla fine. Questo è quello che chiedo, perché siamo in difficoltà.
Se siamo compatti ed uniti tutti quanti – tutti quanti, eh? – ci saltiamo fuori da questa situazione, perché io sono molto convinto che ci saltiamo fuori, perché so la forza che ha il Parma, so la forza che ha Parma città. So che ci salteremo fuori. E in quel momento ognuno comincerà a fare il suo lavoro: il giornalista che critica, che non va d’accordo con questo, il tifoso che dice non mi piace che giochi questo, vorrei che giocasse l’altro: però quando si naviga nella tranquillità. Quando la classifica ci darà tranquillità.
In questo momento non abbiamo bisogno di trovare colpevoli: non ci serve a niente trovare colpevoli. Colpevole di cosa? Se andiamo male, andiamo tutti male. Poi tutti soffriremo. Allora, in questo momento, bisogna pensare ad essere uniti. Dimostriamo che siamo il Parma. Dimostriamo, in questo momento di grande difficoltà, che siamo uniti e abbiamo un obiettivo in comune. Tutti quanti. Tutti noi che amiamo questi colori. Tutti noi che amiamo questa città. Facciamo una dimostrazione di forza: tutti quanti."
E’ tutto quello che volevo dirvi. Grazie ragazzi.
Hernan Crespo
(registrazione di Jonathan Belletti, trascrizione di Gabriele Majo)
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