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PARMA-SAMP, LIGURI “NO TDT” FUORI. MA CHI HA DECISO?
Osservatorio e CASMS propongono, Questore e Prefetto dispongono
Cerchiamo – ma vi avverto che dovrete leggerci con pazienza, perché l’articolo potrà risultare pesante – di fare un po’ di divulgazione, districandoci tra leggi, regolamenti e disposizioni varie per capire chi veramente ha deciso che Parma-Sampdoria fosse una partita a rischio, tale da essere assoggettata al provvedimento restrittivo della mancata vendita dei tagliandi in Liguria a chi non in possesso della tessera del tifoso. Il suggerimento di limitare la vendita dei biglietti è partito, in primis, dall’ Osservatorio sulle Manifestazioni Sportive, che, al contrario del CASMS (che lo avrebbe poi proposto ai successivi organi competenti che menzioneremo), è un organismo collegiale che oltre a vari rappresentanti delle forze dell’ordine (polizia, carabinieri, vigili del fuoco), ha al suo interno anche organismi come Coni, Figc, e, per talune pratiche anche l’Anci (i Comuni), la Siae, la Guardia di Finanza, le Ferrovie, etc. Il CASMS (Comitato analisi per la sicurezza sulle manifestazioni sportive), di nascita successiva, è invece una totale ed esclusiva emanazione del Ministero degli Interni. Dunque: l’Osservatorio, nel momento in cui ravvisa una criticità di ordine pubblico su qualche evento sportivo, emette una determinazione, demandando la questione al CASMS, che ha il compito di trovare una soluzione alla problematica segnalata dall’Osservatorio… (continua all’interno)
Non per fare i pedanti, ma ribadiamo: il primo dei due organismi segnala, l’altro deve trovare una soluzione. Siamo, cioè, nell’esclusivo campo di una azione propositiva, senza alcun potere decisionale. A chi viene formulata la proposta? Al responsabile dell’ordine pubblico della provincia che ospita l’evento, ed il responsabile dell’ordine pubblico è il Questore. Egli, nel pieno possesso delle funzioni a lui demandate (e pocanzi ricordate) dopo le valutazioni del caso, palesa al Prefetto, autorità di Governo, l’opportunità di adottare la misura che meglio ritiene per
l’evento in questione. Misura che solitamente è la medesima proposta dagli organismi che suggeriscono la determinazione, ma che potrebbe essere anche diversa, qualora, quale responsabile dell’ordine pubblico ritenesse opportuno apportare variazioni, proprio perché la determinazione suggerita non è vincolante. Nel caso di Parma-Sampdoria sarebbe stato auspicabile – e lo scrivo in corsivo perché questa è una opinione e non un fatto – rivedere quanto indicato dagli enti suggeritori, proprio in virtù del gemellaggio
che lega da oltre 20 anni le due tifoserie, circostanza certo non ignota a chi come il dottor Gennaro Gallo a lungo ha lavorato in questa città ancor prima della sua nomina a Questore. Purtroppo non è andata così. Nel giro di fogli sulle scrivanie non c’è stata alcuna obiezione e pedissequamente l’iter è proseguito. E qui entra in scena il Prefetto, quarto ed ultimo attore della trafila. Il Prefetto, quale rappresentante dello Stato, è colui che firma il decreto, assumendosi di fatto le responsabilità finali.
A “cercarsi del freddo per il letto”, come ho titolato il servizio pubblicato stamani con la cronaca della evitabile serata di ieri, non è stato il solo CASMS, messo generalmente all’indice in questi giorni un po’ da tutti (ed anche da me), ma un poker di entità, due propositive, una decisiva ed una ratificante. Mi scuserà il dottor Gallo, che professionalmente conosco da tempo immemorabile, ma proprio per la sua ormai consolidata ed acquisita parmigianità mi sarei aspettato un atto di coraggio preventivo: cioè il suo NO alla proposta del tandem
Osservatorio-Casms. E’ vero che diventa difficile rifiutare quello che teoricamente è solo un invito, ma è forse una coercizione del proprio datore di lavoro (come ricordavamo il Casms è diretta emanazione del Ministero dell’Interno, cui, sia pure per via gerarchica ed indiretta, deve rispondere anche il capo della polizia parmigiana), però lo avesse fatto avrebbe potuto evitare il successivo atto di coraggio, quello descritto stamattina da Gian
Luca Zurlini della Gazzetta di Parma: “A pochi passi c'era però il questore Gennaro Gallo che è intervenuto in prima persona per fermare la carica e invitare alla calma i tifosi. E proprio il suo gesto, seguito dalla decisione di fare entrare i tifosi in attesa in fila indiana, ma senza perquisizioni personali, ha evitato che la situazione degenerasse, anche se in molti hanno preferito andarsene e rinunciare alla partita.” Come documentato dal racconto e dalle immagini di stadiotardini.com il Questore era al comando degli uomini entrati da un ingresso laterale all’interno della zona prefiltraggio. Uomini che, ricevuto l’ordine di entrare dal proprio superiore, una volta ravvisato il pericolo, sentendosi minacciati, si sono difesi. Come? Caricando. Che ci fossero donne e bambini non è bello. Ma non è bello neppure che ci fossero proprio loro in prima fila. Ma perché il Questore, il quale, ironia della sorte, battezzò la sua nomina con quell’indimenticabile Parma-Inter, ha deciso di fare entrare
direttamente i suoi uomini nella gabbia, anziché farli intervenire da fuori (aggirando quanto di solito dispense e/o manuali mi pare prevedano in questo caso?): perché altrimenti ci sarebbe stato uno sfondamento delle duecento persone circa che pressavano per entrare, tenuti fuori assai a fatica dagli steward, che a me sono parsi più timorosi che non arroganti. Ma forse ero troppo lontano per vedere bene. Fatto sta che si è scritta una pessima pagina sulla quale è bene riflettere. Senza sentirsi né santi né eroi. (gabriele majo)
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