REDIRECT SU STADIOTARDINI.IT

Stai per essere trasferito su StadioTardini.it spin-off di StadioTardini.com
Se il redirect non dovesse funzionare vai su http://www.stadiotardini.it
e aggiorna i tuoi segnalibri.

Blog Archive



NAVIGHIAMO ALLA PRAMZÀNA

Powered by Blogger.

Blog Archive

lunedì 22 novembre 2010

L’ECLETTICO MARINO

Ma quale integralista del 4 3 3: contro la Lazio ha fatto mutare pelle al suo Parma, tornato camaleontico come ai tempi di Guidolin, alla fine perfino schierato con la difesa a tre!

Pasquale MarinoPrima della trasferta di Bari, invero un po’ scocciato, Pasquale Marino aveva affermato di non aver sposato il 4 3 3. Bisogna dargli ragione perché da qualche tempo a questa parte qualche variazione sul tema l’ha proposta (vedesi l’ormai antico ottusangolo col Chievo, o l’attacco senza punte di Napoli, tanto per citare un paio di esempi eclatanti di sperimentazione, oltre alla acclarata rivoluzione di Giovinco trequartista, successivamente surrogato nel ruolo da Candreva) ed oggi si è spinto perfino a quell’azzardo, da tanti invocato e per la prima volta realizzato (da inizio gara) e cioè il tandem offensivo Crespo-Bojinov, supportato da un rombo alle spalle, con Candreva vertice alto del medesimo, Dzemaili vertice basso, con laterali Morrone a destra e Gobbi a sinistra...
Continua all’interno

SAM_6908Vabbè, si potrebbe obiettare che Candreva potrebbe essere anche considerato un vertice basso di un ipotetico triangolo d’attacco completato dalle due punte centrali, tornando al solito 4 3 3, ma la configurazione geometrica più azzeccata ci pare proprio quella del rombo. Poi vedremo domani come battezzerà i vari disegni tattici che si sono alternati Paolo Grossi della Gazzetta di Parma, vero luminare della materia, essendo in possesso di regolare patentino da allenatore (mentre il nostro mister ombra, Mattia Fontana deve ancora mangiarne di pastasciutta…). Azzardo a Riccardo Cucchi e Gian Carlo Ceciscrivere nottetempo, senza la coperta di Linus della verifica, e senza taccuino a conforto, abitudine ormai desueta per me. Del resto come dice da secoli l’highlander Gian Carlo Ceci non capisco nulla di calcio, per cui cosa mi azzardo ad addentrarmi in analisi troppo grandi per me? Ma tant’è…  Del resto lo stesso Ceci  (nella foto a fianco con Riccardo Cucchi, prima firma di Tutto il Calcio Minuto per Minuto) si stupisce spesso perché in sala stampa difficilmente vengo posti quesiti di natura tecnica. Parlavo di vari accorgimenti tattici, perché oggi, contro la Lazio, il Parma di Marino è tornato ad essere camaleontico come quello del suo predecessore Francesco Guidolin, che al Tardini verrà ospitato nel prossimo match casalingo (domenica 5 dicembre), dopo il mezzogiorno di fuoco di San Siro (con tifosi dotati di tessera che potranno regolarmente accedere, al contrario esce morrone entra angelodi chi non ce l’ha, per via del nuovo discutibile provvedimento restrittivo strologato dal Casms, che ha vietato la vendita ai residenti non tesserati della nostra provincia). La prima variazione è avvenuta con l’innesto di Angelo – cui andrebbe fatto un monumento, per la confermata utilissima capacità di calarsi in partita partendo tra i rincalzi,oltre che per il nuovo assist per il gol del ritrovato Crespo – al posto di Morrone, il quale, è stato costretto al forfait già al 19’ del primo tempo. Brutta cosa: dopo una carriera senza infortuni la Roccia, nella presente stagione, sta pagando il fio tra incidenti e ricadute. Suerte. Con l’inserimento di Angelo sull’out destro mi è parso di vedere entra dellafioreun Candreva più al servizio del centrocampo che non della trequarti, direi appaiato a Dzemaili, in un classico 4 4 2, tendente al 4 3 3 (per le doti offensive di Angelo sull’out destro e il contemporaneo spostamento a sinistra di Bojinov. Ma poi, attenzione, attenzione, incredibile dictu (ci perdoni il latinismo Lotito, cui domani dedicherò un post…) si è vista perfino la difesa a tre. Eh sì, perché, nel finale, dopo che Dzemaili ha chiesto il cambio (avevadella fiore tra paci e lucarelli subito un paio di infortuni ravvicinati) “Bazguale” trasformatosi nel “Don”, ha inserito Dellafiore schierato, di fatto, libero arretrato, di un paio di passi, rispetto alla coppia di stopper Paci-Lucarelli (come si vede nel dettaglio della foto a lato), con Zaccardo da un lato ed Antonelli, dall’altro, avanzati al supporto del centrocampo che a quel punto era forte di Candreva e Gobbi, mentre in avanti rimaneva Crespo supportato dal solito Angelo a destra e Marques a sinistra in un 3-4-3. Marques, in precedenza, era subentrato a Bojinov, alla cui uscita pare che in tribuna stampa (io non c’ero, ero nel mio esilio in laterale Petitot) diversi cronisti abbiano applaudito simulando di firmare autografi su un taccuino… (gabriele majo)

0 commenti: