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martedì 31 gennaio 2012

CLAMOROSO A TV PARMA – “ESONERATO” GAVAZZOLI. MOLOSSI, DIRETTORE UNICO DELL’INFORMAZIONE DEL GRUPPO, CONFERMA LA NOTIZIA A STADIOTARDINI.COM

andrea gavazzoli(gmajo) – Scusate l’invasione in un campo diverso dal Parma Calcio, ma la notizia non può certo essere trascurata da chi, come noi di stadiotardini.com, ha sempre dato risalto anche alle minime curiosità  legate ai salotti televisivi del lunedì sera delle reti cittadine. E poi si tratta di una vera e propria “bomba”, tra l’altro in prossimità delle elezioni comunali. Andrea Gavazzoli è stato sollevato dall’incarico di direttore responsabile di Tv Parma dalla proprietà (il gruppo Gazzetta di Parma), che ha deciso di unificare nella persona di Giuliano Molossi il referente unico delle varie testate del gruppo, la Gazzetta cartacea e on line, ed appunto Tv Parma. E’ lo stesso Giuliano Molossi a confermarcelo al telefono: “Sì, la notizia è vera”.

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Foto 20 (DSC_1085)“Da domani, 1° Febbraio sarò il responsabile anche del Tg Parma, il telegiornale di Tv Parma. Sono stato informato stamani di questa decisione della proprietà da parte dell’Amministratore Delegato, la quale, evidentemente, intende così sfruttare, più di quanto non sia stato fatto in passato, le sinergie che possono nascere tra i vari mezzi che compongono il gruppo, compreso il sito, dunque, di cui sono sempre stato il direttore, e ora anche la televisione, che potrà diventare una sorta di TeleGazzetta”. Ovviamente anche la radio? “Non mi è stato specificato, ma immagino di sì. Naturalmente per le scelte giornalistiche. Non musicali”. Molossi, (nella foto a fianco di Franco Saccò Archimmagine, scattata ieri alla premiazioni dell’Atleta dell’Anno e del mese) dunque, diventa il plenipotenziario del più importante gruppo editoriale cittadino (di proprietà dell’Unione Parmense degli Industriali). Dopo essermi congratulato con lui non posso che essere vicino in queste ore al direttore uscente Andrea Gavazzoli, che era in sella dal 2003,  il quale all’inizio della presente stagione sportiva, mi aveva gratificato conferendomi l’incarico di opinionista della trasmissione Bar Sport.  Gabriele Majo

7 commenti:

Anonimo ha detto...

come mai sono spariti i commenti da questa pagina?
caro maio,tu hai elogiato chi ti ha chiamato in trasmissione ma non sai cosa diceva su di te...se lo sapessi non avresti scritto quelle cose

Gabriele Majo ha detto...

Egregio anonimo delle ore 09.56, i commenti a questa pagina non sono spariti per il semplice fatto che non ci sono mai stati. Lei forse fa riferimento a quelli che erano stati postati nell'articolo che avevo dedicato successivamente allo stesso argomento che trova tuttora al loro posto al link sotto riportato.

http://www.stadiotardini.com/2012/01/il-terremoto-tv-parma-lesonerato.html

Al contrario di altri siti cittadini che scelsero di escludere la possibilità di commentare la notizia, io non lo feci in ossequio alla libertà di espressione, consentendo ai lettori di dira la propria anche su questa questione. Purtroppo arrivarono anche alcuni commenti (forse quelli che lei stava cercando) non particolarmente carini nei confronti del direttore licenziato, che io non oscurai per la medesima ragione per cui lasciai attivo - del resto come sempre - lo spazio commenti. Ognuno è libero di dire la propria, senza trascendere troppo, ovviamente: nell'occasione avevo trattato Gavazzoli come me stesso, in quanto anche commenti negativi nei miei confronti sono stati ospitati sul blog. Così come nel mio caso preferisco rispondere agli eventuali appunti, magari cantandole all'avversario di turno, allora "chiosai" le esternazioni dei lettori che avevo ospitato pur non condividendole. Del resto anche oggi sto ospitando - e non ho cancellato - il suo commento pur essendo anonimo (condizione di per sé già sufficiente per non esser gradita: ognuno deve avare il coraggio delle proprie idee mettendoci la faccia, il nome e il cognome, o almeno uno straccio di nick name) e pur insinuando cattiverie nei confronti del "Gava".
Detto questo, non ho l'anello al naso: so perfettamente, ad esempio, cosa pensasse di me Gavazzoli quando ero al servizio di Ghirardi e cosa gli potesse aver detto, dal momento che la mia "par condicio" anziché una linea preferenziale, lo poteva disturbare. Ma lui giocava il suo ruolo. Io il mio. Una volta che ero uscito di scena - probabilmente - avrà anche goduto, magari pensando di essersi tolto dalle scatole un rompipalle che pensava di contare più del presidente, ma forse con il passare del tempo (il migliore dei medici) si sarà anche ricreduto. Del resto se ha avuto il coraggio di aprirmi le porte di Tv Parma persino con un incarico a gettone a Bar Sport non può che essere stato così. Ed è giusto che io per questo lo abbia ringraziato pubblicamente come si può leggere sopra. Anzi, forse avrei anche potuto far di più.
Tra l'altro anch'io non ero mai stato tenero col Gava, sia pubblicamente che privatamente, soprattutto quando ero al Parma e lui preferiva relazionarsi direttamente col principale anziché con chi da questi era pagato per intrattenere i rapporti con gli organi di informazione. Ma penso che sia acqua passata per tutti. In più non gli avevo mai perdonato - io che pur giovanissimo, ero stato tra i primi frequentatori di Radio Parma nel '75 - di aver ribattezzaro l'emittente "Rpr", che pareva una pernacchia: adesso spero che il suo successore rimetta le cose a posto. Ma ciò non toglie che, al di là di queste quisquillie ci possa essere una stima prima di tutto professionale reciproca. Cordialmente Gmajo

Parmigiano ha detto...

Egr. Majo, complimenti per la risposta perchè esprime la sua linea tutta d'un pezzo nel dire le cose nel bene e nel male. A tal proposito devo considerare come la sua schiettezza riveli una buona dose di coraggio e che la sua etica sia ben distante dal famoso "buonismo" di cui si è dibattuto nei giorni scorsi -almeno per come lo intendo io- per cui credo che le nostre posizioni su quello scambio di idee non siano poi così distanti da come in apparenza può sembrare. Vorrei, benchè in ritardo, dire anch'io la mia riguardo al licenziamento di Gavazzoli, notizia che mi ha sorpreso in quanto inaspettata, per esprimere la reazione di un semplice lettore/telespettatore che non conosce il "dietro le quinte" dell'ambiente. Alla sorpresa del primo momento mi sono fatto l'idea che probabilmente le cause di tale provvedimento fossero ben diverse da quelle indicate nel comunicato ufficiale rilasciato da parte della dirigenza di TV Parma, per cui ho concluso che Gavazzoli abbia pagato qualche sua specifica condotta non gradita ai piani alti degli industriali parmensi. Ciò non toglie il rammarico di aver visto uscire di scena un giornalista a mio parere valido e competente. Credo infatti che la principale emittente cittadina, sotto la sua direzione, abbia fatto notevoli passi avanti per quanto riguarda la forma e i contenuti delle sue trasmissioni; avendo io 38 anni infatti ricordo bene com'era la TV Parma della mia infanzia, amatoriale e paesana: oggi invece si può dire che essa non tema il confronto con molte emittenti a livello nazionale. Approfitto dunque di questo spazio per esprimere la mia solidarietà all'ex direttore Andrea Gavazzoli e per auguragli un rapido rientro in scena sul palcoscenico della comunicazione di Parma. A tal proposito lancio una proposta a Tommaso Ghirardi: si avvalga il Presidente di Gavazzoli come consulente per curare l'aspetto mediatico della Società, che da tempo dimostra di avere pericolose falle al suo interno. Sarebbe sicuramente, a mio parere, un ottimo investimento da non lasciarsi scappare. Cordialmente, Parmigiano.

Gabriele Majo ha detto...

Salve Parmigiano e mi scusi se non ho poi approfondito, come avrei voluto (e come avevo promesso avrei fatto) il tema buonismo da lei suggerito l'altro giorno dopo che il povero Leonardi è stato cornuto e mazziato a seguito dei fatti di Genova. Ne approfitto in questa sede, tanto si parla di comunicazione, quindi in senso lato siamo in tema... Io non sono d'accordo con Lei quando suggerisce di seguire strategie alla Mourinho. Intanto perché gli estimatori di Leonardi sono convinti che lui questa strategia l'abbia seguita spesso, e poi - motivo principale - perché un conto è essere Mourinho all'Inter e un conto è esserlo al Parma, con tutto il rispetto per noi... Dopo le esternazioni del "Ghileo" dello scorso anno a seguito della sconfitta interna col Napoli (ricordate in questi giorni dallo stesso Leonardi) ebbi modo di dire che sarebbero state controproducenti, perché un conto è l'urletto della Cenerentola, un conto lo stracciarsi le vesti delle Genoveffe. Fuori di metafora: ai media dei torti subiti dal Parma (ma anche dal Genoa, siamo sportivi!) non gliene frega nulla; tanto meno al "Palazzo": le risulta, forse, che il segnalinee di Genoa-Parma vedrà stroncata la propria carriera come quello di Milan-Juve? Ovviamente no. Così come una partita in cui si scontrano i giganti fa decisamente più audience rispetto ai nanetti, dove le malefatte passano indisturbate, perché riguardano pochi tifosi, al contrario di Milan-Juve, che vantano un elevatissimo numero di supporter, cui si aggiungono simaptizzanti ed antipatizzanti di entrambe le squadre. Io condivido appieno lo stile di Donadoni e sinceramente mi stupisco che il GhiLeo sia dalla sua parte. Io ricordo che ai miei tempi la linea presidenziale era ben diversa da quella "buonista" attuale. Ma il fatto è che non si deve essere buonisti o cattivisti sperando di trarre qualche vantaggio, come parrebbe suggerire Lei, o Parmigiano. Si tratta di esserlo naturalmente, con la precisa consapevolezza, come insegna, Donadoni, che tanto le cose non cambiano, perchè i fatti di cui ci si lamenta sono già avvenuti, e se si spera in una successiva compensazione, per dirla col nostro tecnico "allora non si è capito nulla di questo mondo". Continua

Gabriele Majo ha detto...

Io, dunque, ritengo che non ci sia bisogno di chissà quali strategie, se non essere se stessi, senza agire per ottenere un profitto. Il risultato deve essere figlio di quello che avviene sul campo e una squadra deve avere dentro di sé la forza per essere più forte di un torto arbitrale. Anche decisivo. Non mi sembra che sia un'epoca di congiure, l'attuale. Gli errori sono tanti, troppi, nei confronti di tutti; non solo di qualcuno. Si tratta di essere razionali e prendere atto delle cose. Se Leonardi aveva ritenuto che il Parma avesse subito uno o più torti e si è sfogato con l'arbitro o coi suoi assistenti la conseguenza non poteva che essere un deferimento, perché non credo che stesse parlando da solo a voce alta, come ha argomentato in tv. Se poi nella motivazione del giudice non c'è scritto a chi erano rivolte le eventuali espressioni ingiuriose è un vizio di forma del giudice o di chi ha redatto il referto in base al quale il giudice ha giudicato. Ma che fosse incavolato lo immagino ben bene. E che poi ci sia in ascolto qualche permalosone che scrive è altrettanto naturale... Insomma, io avrei evitato anche l' "invettiva televisiva" verso la giustizia sportiva: pur essendo spesso un' "ingiustizia" sportiva, se il signor Romeo è libero di arbitrare (tra l'altro come a Genova...) e Morrone è stato costretto a pagare 15.000 euro di ammenda per essersi sentito dare del capitano di merda (io continuo a credergli), lo stile Parma che non parla di arbitri ed incassa con sportività i torti, sarebbe stato un po' più credibile. Insomma non si può essere buonisti fino alle 20.30 e poi cantarle in prima serata in tv a reti unificate. Questo, ovviamente, è un parere, nato anche dal fatto che secondo me un conto è essere l'Ad del Parma, un conto quello della Juve... Continua

Gabriele Majo ha detto...

Ed eccoci al tema Gavazzoli. Intanto una premessa: inizialmente anch'io pensavo che altre motivazioni avessero influito di più che non quella ufficiale di carattere economico, peraltro da lui stesso avallata nell'intervista a Talignani di Repubblica. In effetti il suo onorario era diventato piuttosto insostenibile per le casse dell'emittente: con il suo taglio il bilancio non dico che vada a posto, ma sicuramente è di tinte meno rosse. Detto questo, però, da buon dietrologo, immagino che ci siano anche altre recondite motivazioni, soprattutto pensando alle modalità dell'allontanamento, senza uno straccio di salvataggio delle apparenze, come da sempre avviene da quelle parti. Insomma un classico promoveatur ut amoveatur sicuramente più "democristiano" di un licenziamento in tronco (peraltro con tutte le conseguenze economiche del caso, considerate le tutele contrattuali dei direttori di testata). Se questo non è avvenuto vuol dire che il "nostro" era uscito un po' troppo dal seminato. C'è chi ha tirato in ballo, diciamo così, "il suo stile di vita": io credo che questa motivazione non possa stare in piedi, perchè chi è stato cacciato era lì da 9 anni, non da 9 giorni. Se non c'era nulla da eccepire prima, improvvisamente c'era da eccepire dopo, paradossalmente, tra l'altro, dopo che uno ha ulteriormente arricchitto il proprio percorso umano (si era appena sposato) e professionale? Lei, Parmigiano, parla di un'ipotetica condotta sgradita agli industriali: beh, diciamo che il Gava, in effetti, ha avuto il grande merito (per gli esterni) di fare molte cose di testa sua... Io, infine, non farei confronti tra la sua Tv Parma e quella del passato, poiché se è vero che Andrea ha costruito una emittente a sua immagine e somiglianza (diciamo più aggressiva e moderna) è anche vero che, specie ad inizio mandato, ha avuto decisamente più mezzi a disposizione rispetto a chi lo ha preceduto. Direi che soprattutto la forma e i ritmi, ma anche la tipologia di espressione, hanno caratterizzato la tv che prima del suo avvento somigliava molto di più al giornale. Quella forma amatoriale e paesana, cui lei accennava prima, non era figlia solo del direttore che c'era prima, Gabriele Balestrazzi, sicuramente più moderato, compassato e rassicurante (proprio come tradizionalmente è la Gazza), ma anche dei minori mezzi tecnici a disposizione. A parte che, come noto, io (al contrario di lei) apprezzo l'amatoriale e il paesano, come ben si evince dal blog costruito a mia immagine e somiglianza, dove faccio sfoggio (continuamente) di amatorialità, privilegiando di gran lunga i contenuti sulla forma.
Sul fatto che "esteticamente" la Tv di Gavazzoli potesse essere all'altezza dei network non ho da eccepire, ma ciò non toglie che si possano comunicare contenuti importanti anche in bianco e nero... Specie se il termine di confronto è la tv degli anni '80...
Infine sul suggerimento a Ghirardi di prendere Gavazzoli come uomo comunicazione non mi pronuncio affatto per palese "conflitto di interessi"...
Cordialmente Gmajo

Parmigiano ha detto...

Buondì Majo, la ringrazio per la lunga e corposa risposta che offre veramente parecchi spunti di riflessione: devo dire che confrontarsi con lei è sempre un'occasione per approfondire ed arricchire il proprio punto di vista. Mourinho -piaccia o no- ha impartito la lezione della grande importanza della comunicazione nel calcio odierno e non cogliere questo aspetto priva una squadra di un'arma in più. Il ruolo dei giornalisti sportivi è anche quello di amplificare le dichiarazioni dei dirigenti e credo che questa opportunità, in un mondo dove l'opinione di massa è molto sensibile alle notizie del web, non vada assolutamente sprecata. Mi spiego meglio: se al termine di una partita in cui sono avvenuti evidenti errori arbitrali che hanno penalizzato pesantemente la propria squadra non si fa alcuna dichiarazione a riguardo in sala stampa non ci si può poi lamentare che i giornali e le emittenti non ne parlino. La reazione di Ghirardi infatti mi è apparsa particolarmente contraddittoria: da una parte non ha commentato l'operato dell'arbitro, dall'altra si è detto deluso perchè questa condotta non ha pagato in termini di risalto nelle testate sportive. Mi chiedo come pensino il Ghileo di portare all'attenzione dell'opinione pubblica il problema degli errori arbitali se non quella di una chiara comunicazione nei modi e nei tempi istituzionali: se non ne hanno parlato loro perchè si lamentano che non lo abbiano fatto nemmeno i giornalisti? Anzichè scancherare d'innanzi all'arbitro al termine dell'incontro per poi non rilasciare alcuna intervista in sala stampa Leonardi deve imparare una volta per tutte a fare l'esatto contrario: tacere nel tragitto dal campo agli spogliatoi e denunciare ai giornalisti gli errori arbitrali. L'importante è farlo con il corretto stile, senza piagnistei nè aggressività ma con fermezza e pacatezza e qui si inserisce il discorso dell'astuzia. Quando ho parlato di astuzia infatti mi riferivo appunto alla capacità comunicazionale del diplomatico, che sa far emergere il problema senza esporsi alla critica, e non certo alla furbizia del mariuolo che la fa sotto agli occhi del malcapitato: un conto è l'astuzia, un altro è l'onestà e nel calcio come nella vita bisogna essere onesti ma astuti, bisogna cioè essere bianchi come le colombe e astuti come i serpenti. Credo dunque che oggi sia importante non subire silenziosamente gli errori arbitrali ancor più se si è nella condizione di cenerentole: il cosiddetto "buonismo" -se intendiamo con questo termine il mutismo mediatico dei dirigenti- rischia di generare la convinzione nella classe arbitrale, per lo meno a livello inconscio, che una prestazione approssimativa contro i nanerottoli del campionato non sia poi così grave e questo, in un mondo dove la componente psicologica incide sensibilmente nella prestazione di chi scende in campo, non va assolutamente sottovalutato. Per questo dico che la comunicazione del Parma ha parecchie falle da riparare con urgenza. Cordialmente, Parmigiano.