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domenica 22 gennaio 2012

ESCLUSIVA STADIOTARDINI.COM / PARLA GUIDO ANGIOLINI, IL PRESIDENTE DELLO SPAREGGIO

“Capii che ce l’avremmo fatta quando, nel secondo tempo, un signore distinto, scuotendo il capo sconsolato disse: ‘Il Bologna non ce la farà mai a recuperare due gol…’ Tra i miei ricordi più cari c’è un quadretto che mi era stato regalato: da una parte, sotto l’intestazione ‘disperazione’ c’è la foto di Pagliuca appoggiato al palo, e dall’altra la gioia di Gilardino dopo la rete decisiva…”

PARMA(gmajo) – Per presentare degnamente l’odierno derby Bologna-Parma stadiotardini.com si è ricordato di un personaggio tanto schivo quanto importante e decisivo della recente storia crociata: Guido Angiolini, il primo presidente del Parma F.C. (la new-co nata dalle ceneri del Parma A.C. di Calisto Tanzi dopo il crac Parmalat passato sotto il controllo dell’Amministrazione Straordinaria di Enrico Bondi), al timone del club anche nella serata più rimasta nel cuore dei tifosi della recente storia crociata, lo Spareggio di Bologna del 18.06.2005. “E’ stato il momento più alto della sua carriera calcistica?”, abbiamo chiesto al top manager , 80 anni ad agosto, che da qualche mese ha lasciato l’incarico di amministratore delegato di Gemina e presidente di Aeroporti di Roma, per fare il Cincinnato, come lui stesso si è definito ad Acqui Terme, nel Monferrato, dove ha una cascina in campagna con un lembo di terra…

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colpo d'occhio longhi angiolini“Non so se sia stato il momento più alto – dice al telefono a stadiotardini.com ma sicuramente il momento più emozionante di tutti”. Chi l’avrebbe mai detto che un “capitano d’industria” di altri tempi, scaraventato dagli eventi alla guida di una società di calcio gloriosa, ma ad alto rischio di estinzione dopo i guai giudiziari del suo proprietario, finisse per affezionarsi così tanto a quei ragazzi in maglia crociata, tanto da patire per loro: “Non mi ricordo chi dei nostri avessi vicino in tribuna, ma sono scolpiti ancora nella mia mente il volto e la fisionomia di un distinto signore bolognese, seduto a un paio di sedili di distanza da me, e soprattutto la sua voce che sentenziò: ‘Il Bologna due gol non li segnerà mai’. Quella frase mi diede la certezza che ce l’avremmo fatta”. Scorreva il secondo tempo dello “Spareggio” – i crociati erano in vantaggio per 2-0, gol di Cardone (al 17’) grazie ad un rimpallo gentile omaggio di Eupalla, fino a quel giorno poco sorridente coi nostri e Gilardino (46’), l’ultimo della serie (il 24°), prima della indispensabile cessione al Milan, che avrebbe garantito per un altro po’ la sopravvivenza del club, in attesa del tanto sospirato compratore – ma il cronometro sembrava non voler mai avanzare. “Le parole di quel signore calmo, ma sconsolato, furono il segnale che, al di là dei minuti che ancora mancavano alla fine, l’impresa si sarebbe compiuta. E per me ancora oggi è un ricordo chiaro…” Anche se a rinfrescargli quotidianamente la memoria di quel 18 giugno 2005 è un quadretto che un tifoso gli ha regalato: “E’ un ricordo molto caro che porto sempre con me: da una parte, sotto l’intestazione ‘disperazione’ c’è la foto di Pagliuca appoggiato al palo, dall’altra c’è l’esplosione di gioia di Gilardino dopo la rete del raddoppio. Gilardino che, tra l’altro, se non ricordo male ci era mancato nella partita di andata al Tardini, per via di tutte quelle squalifiche dopo le ammonizioni e le espulsioni della gara di Lecce, nell’ultima di campionato”. L’arbitro De Santis lo definì un capolavoro, ma evitiamo di inquinare la nostra conversazione con la brutta pagina di Calciopoli, anche se certo non possiamo non ricordare l’esternazione per certi versi clamorosa, perché un po’ fuori dalle righe e dal suo stile abituale, del presidente Angiolini, pronunziata proprio dopo la gara 1 con il Bologna (vincitore all’Ennio per 1-0, marcatore Tare al 18’), quella dell’omicidio in guanti bianchi. Ecco il flash back con il “take” dell’agenzia Adnkronos delle ore 14.34 del 15.06.2005: ''Ci sono tanti modi per fare degli omicidi. Qualcuno li fa con i guanti bianchi: quello che ha vissuto il Parma quest'anno mi fa pensare ad un omicidio bianco''. Sono le parole del Presidente del Parma, Guido Angiolini, il giorno dopo la prima sfida-salvezza persa dai gialloblu per 1 a 0 contro il Bologna allo stadio 'Tardini'. ''Forse il Parma e' stato visto come un oggetto estraneo, forse non aveva troppi amici nel 'palazzo', ma sicuramente se il cammino e' stato impervio non e' stato per demeriti suoi. Il nostro dovere e' quello di difendere questo patrimonio e, potete stare certi, lo difenderemo in tutti i modi, leciti ed ammessi, perche' e' una responsabilita' che sentiamo''. Se non ricordo male il direttore sportivo Oreste Cinquini, uomo di mondo, rabbrividì quando venne a conoscenza di quelle parole, magari sapendo quanto fosse in effetti permaloso il “palazzo”, magari temendo ulteriori ritorsioni, ma se il presidente Angiolini, facendo un po’ violenza alla sua etica del non apparire, le pronunziò, era perché in un qualche modo era stato toccato dentro dallo sfogo negli spogliatoi di Capitan Cardone, dopo la partita: “Io ho un mio modo di vivere le cose: non è che io non sentissi il peso o la tensione, ma di solito ho reazioni diverse. Ma quando sentii Cardone, bravissimo ragazzo, sempre molto corretto anche nelle espressioni, esplodere, anche con qualche parolaccia, invocando una maggiore difesa della società, capii che probabilmente dovevo andare anch’io in prima linea a dire qualcosa. E così rilasciai quelle famose dichiarazioni, interpretando anche lo stato d’animo dei giocatori”. Il Presidente Angiolini pagò la sua estemporanea uscita dapprima con un deferimento, puntualmente arrivato il giorno dopo (ecco il lancio delle 17.26 del 16.06.2005 sempre dell’Adnkronos: Il presidente del Parma, Guido Angiolini, e' stato deferito dal Procuratore federale alla Commissione Disciplinare ''per le dichiarazioni rese ad organi di informazione, in ordine alla gara Parma-Bologna del 14 giugno 2005, lesive della reputazione di soggetti e organismi operanti nell'ambito federale, in violazione dei principi di lealta', correttezza e probita'''. Per responsabilita' diretta e' stata deferita anche la societa' Parma.”) e poi con una multa, che avrebbe personalmente pagato: “Era un mio preciso dovere”. Lo spareggio d’andata era stato diretto dall’arbitro Farina, che più di un travaso di bile aveva provocato anche in passato ai supporter crociati. Ecco come lo aveva giudicato, dopo la prima sfida salvezza, la piazza dei tifosi di Parmafans.it : “Non è stato all'altezza di arbitrare una gara così delicata, facendo anche finire la partita in rissa e mandando in crisi di nervi i 28 mila sostenitori crociati che gremivano come non mai il Tardini. Non concesso un rigore netto per fallo di Legrottaglie su Simplicio, anzi l'arbitro di Novi Ligure ammonisce per simulazione il brasiliano! Poi l'inevitabile rissa nel finale di partita, espulsi i due allenatori oltre a Bucci ed Amoroso che sedevano in panchina. Un Parma che continua a subire torti arbitrali, segno che qualcuno vuole la società ducale in serie B, ma c'è una partita di ritorno da giocare, con la massima intensità e consapevolezza di poter ribaltare il risultato dell'andata. Crociati non è finita, CREDERCI!” Anche il mitico Gedeone Carmignani avrebbe seguito la gara al cardiopalmo del ritorno in Tribuna al Dall’Ara, sostituito in panchina dal suo vice Daniele Zoratto. Finita la partita ci furono gavettoni e lanci sotto la doccia per tutti, inclusi gli austeri presidente e addetto stampa: “Sì, ricordo bene il bagno che neppure io evitai negli spogliatoi in festa – prosegue Angiolini ma soprattutto porto nel cuore il ricordo indelebile della grande piazza gremita di gente. Il pullman non riusciva neanche ad avanzare da quanto le strade erano invase da persone esultanti con bandiere e magliette. Mentre i giocatori scendevano dal pullman io mi eclissai. So che loro, assieme a Baraldi, salirono in Municipio e furono ricevuti dal Sindaco. Ma non potrò mai dimenticare quei momenti in piazza Garibaldi: probabilmente non si trattava solo di una partita di calcio, forse era una rivalsa dell’intera città dopo i tanti guai passati. Una rivincita non solo sportiva”. Del resto “lo sport in generale, e il calcio in particolare”, sono considerati dal presidente Angiolini (una volta, al telefono per gli auguri, piacevolissimo rito che ripetiamo ogni anno e di cui sono onorato e vado orgoglioso, gli dissi “solo” dottor Angiolini e lui, giustamente, mi riprese dicendomi: “Ma come? Non mi chiama più Presidente?”) “una parte della vita sociale, della società, e come tali vanno vissuti. E noi l’avevamo pensata in questo modo fin da quando dibattemmo tra noi se far fallire la squadra di calcio. E il decidere di salvarla era anche stato un modo per essere presenti sul territorio”. Quando nell’estate del 2004 conobbi il presidente Angiolini per la mia presa in servizio al Parma Calcio, quale capo ufficio stampa, introdotto dall’allora AD Luca Baraldi che mi aveva ingaggiato, nell’entrare nel suo ufficio nella palazzina liberty di Via Grassi a Collecchio, mi sentivo titubante un po’ come Fantozzi quanto entrava nell’ufficio del Superdirettore: del resto il Presidente aveva fama anche di uomo severo e la leggenda narrava pure di pianti di qualche sua sottoposta in Parmalat. Negli anni a seguire, invece, avrei conosciuto una persona squisita che ha lasciato in tutti i dipendenti uno splendido ricordo, proprio per la sua “umanità”. Nella mia fantasia era stato proprio il contatto con il Parma e il mondo del calcio a cambiarlo: titubante e fantozziano come quella volta, ho anche provato a dirglielo: “Ma no, credo che questa sia solo una sua impressione… Non so se mi sono ‘sciolto’ o ‘umanizzato’ con il calcio: sicuramente lavorando in un ambiente diverso può darsi che abbia cambiato qualche comportamento, e se fosse come lei mi dice non potrebbe che essere una nota di merito per me. Però io credo anche al Parma di avere portato avanti il mio credo e i miei principi e cioè che è la squadra a vincere, mai uno solo. E io mi sono sentito uno della squadra, attorniato da collaboratori in gamba. Come sempre c’era un gruppo di lavoro, una società con degli obiettivi, poi le responsabilità se le doveva prendere qualcuno, in questo caso io. E io ho fatto grossi sforzi per parlare, per comunicare, perché non era nel mio carattere, ma era un mio preciso dovere”. Di quell’esperienza il Presidente Angiolini ricorda soprattutto i lati positivi: “Le cose negative, che pure ci sono state le ho dimenticate. Per fortuna, una volta superate le difficoltà, e ce ne sono state perché anche il salvataggio non è stato semplice, mi sono rimaste solo le cose belle”. Come gli allenatori, non fa nomi di singoli o preferiti. Neppure Gilardino: “Non avevo simpatie particolari per qualcuno: ricordo tutta la squadra, lo spirito, il team. E l’entusiasmo che c’era”. Il nome di Gilardino, tra gilardino gazzetta di parma 18 01 2012l’altro, è tornato di recente sulle cronache locali per via della pendenza che il Parma AC ha con il Verona per via della richiesta di pagamento della società scaligera di 12 milioni di euro, derivanti da una scrittura privata firmata a suo tempo da Calisto Tanzi ed Arrigo Sacchi, quale contropartita per la sua cessione: “In base alle norme calcistiche il Parma FC è a posto. La causa civile, invece, è in piedi da anni…”. Ma appunto sta per arrivare il momento del verdetto finale, dal momento che dopo sei anni è tramontata l’ipotesi di transazione ed entro due mesi e mezzo ci sarà il giudizio. Secondo il cronista di giudiziaria della Gazzetta di Parma Davide Barilli “i legali di Parma AC (anche se nella causa è coinvolto pure il Parma FC) in particolare insistono per l’improcedibilità, poiché la domanda del Verona doveva essere fatta non al giudice ordinario, ma quello fallimentare”. Insomma una questione in punta di diritto, basata sul fatto che la società veneta non si è insinuata nel fallimento. Staremo a vedere... Tornando al Presidente Angiolini, da cronista un po’ curioso, ho provato anche a sfruculiare su una mia vecchia curiosità, e cioè i motivi delle sue improvvise dimissioni nell’ottobre del 2006, quando riprese il testimone in mano Bondi (che cooptò come consigliere Luigi Nardi): “Le cose possono essere viste da diversi punti, sia da destra che da sinistra. E non è corretto parlare senza che ci siano entrambe le parti interessate…”. Ma prima di quell’improvviso addio il presidente Angiolini fece in tempo a scegliere Stefano Pioli: “Scelto… diciamo che c’ero ancora anch’io. E per me era bravo. Sì, lo so che adesso allena il Bologna. Mi ricordo che ci portò in Appennino a giocare in mezzo alle montagne una delle prime amichevoli…”. A proposito di allenatori “scelti” da Angiolini: la stampa inclemente non gli perdonò mai quella sua uscita a proposito del predecessore di Pioli, Mario Beretta, preso perché era quello che costava meno, come il Pres ammise candidamente in conferenza stampa. Forse, però, sarebbe meglio ricordarlo per i successi ottenuti che non solo per quella frase. O per i bei gesti, come quello di portare la colazione a Savi e Cigarini all’aeroporto di Kazan, dove avevano dormito in area internazionale, quando qualcuno si dimenticò di apporre il visto sul loro passaporto. Un Angiolini, idealmente presidente a vita, nonché tifoso del Parma: “Certo, continuo a seguirlo, ci mancherebbe altro! Sono affezionato alla squadra crociata perché fa parte della mia vita professionale: ritengo che abbiamo fatto un ottimo lavoro, mantenendola in serie A in quelle condizioni e con un bilancio economico e finanziario di grande soddisfazione. Non potrei non essere tifoso del Parma, come sono ‘tifoso’ della Montedison e di tutti i posti dove ho lasciato un po’ di me stesso. Ho ricordi molto vivi”. Al momento del commiato si parla anche dalla gloriosa casacca crociata, che, proprio grazie al presidente Angiolini, ebbe ben tre caratterizzazioni: la classica bianca con croce nera, quella gialla con croce blu e quella blu con croce gialla (considerata un talismano l’anno di Beretta): “Ci eravamo posti l’obiettivo di parmigianizzare la società: non vorrei dire un ritorno alle origini, ma una valorizzazione del territorio che ci ospitava, un calarci nel contesto della città. Anche come sponsor davamo la precedenza a quelli locali, soprattutto. E avevamo capito il valore della maglia crociata. Cosa rappresentava per la città e per i tifosi”. Gabriele Majo

3 commenti:

Luca Russo ha detto...

Gabriele, complimenti per questo "servizio"!

Da stampare e conservare con cura: come se fosse un pezzettino della storia del nostro amato Parma da far leggere alle future generazioni di tifosi, quelle che non hanno vissuto o non ricordano perfettamente la tensione di quelle giornate a cavallo tra il Maggio ed il Giugno del 2005. Mai letto una ricostruzione più esatta e fedele di quei giorni; talvolta si fa presto a ricaricare con la "leggenda" accadimenti sportivi del passato, a te è bastato semplicemente ricordarli così come si son consumati. Complimenti davvero! Valgono molto di più un pezzo ed un intervista del genere che le solite dichiarazioni pre e post partita zeppe delle solite frase di default di cui son pieni sia i giornali che i notiziari sportivi trasmessi via etere.

Anonimo ha detto...

Davvero un' articolo emozionante , grazie per aver ricordato un indelebile vittoria del nostro PARMA.
Mi associo ai complimenti.
Distinti saluti Stefano

Gabriele Majo ha detto...

Ringrazio sia Luca Russo che Stefano per il gradimento espresso a proposito della mia intervista esclusiva al presidente dello Spareggio Guido Angiolini. Come trait d'union alle risposte dell'ex braccio destro di Bondi ho inserito un po' di ricordi personali miei "dall'interno", utili a non dimenticare la più emozionante pagina di storia crociata degli ultiumi 10 anni, oltre a ad una stagione quella dell'Amministrazione Straordinaria (che di stagioni sportive furono quasi tre) in cui le necessità aguzzarono l'ingegno, fino ad evitare il declassamento del club. Onore al merito di Angiolini, Presidente da pochi capito, all'esterno (anche perché poco espansivo o comunicativo, al di là del non essere un uomo di calcio), ma che all'interno si seppe far amare.
Cordialmente Gmajo
P.s. Luca per il DvD sto cercando di trovarne una copia, ma della promozione c'è pur sempre il libro da me curato "Parma in A"...