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mercoledì 4 gennaio 2012

MANARA ALLA CORTE DELL’ABRAMOVICH ITALIANO. QUANDO IL PRIMO DERBY DELLA CISA IN A?

Lo Spezia di Gabriele Volpi ha scritturato l’ex medico sociale crociato (e del Milan) di ritorno dal Qatar

massimo manara 24 10 2010 stadiotardini com(gmajo) – Il 25 ottobre 2010, pochi giorni dopo la nascita di stadiotardini.com (o meglio, dopo l’inizio della mia “gestione”) con la fedele compatta immortalai (foto a lato) Massimo Manara, ex medico sociale dei crociati per 17 anni, sugli spalti del Tardini per Parma-Roma.In quei giorni Dottor Jack era ancora a libro paga del Milan, anche se di lì a poco avrebbe iniziato una interessante avventura all’estero quale responsabile sanitario delle Nazionali del Qatar, terminata pochi giorni fa. La Gazzetta di Parma di stamani ci ha informato che da poco Manara è il nuovo medico sociale dello Spezia, che milita in Lega Pro Prima Divisione. Qualcuno potrebbe pensare che il professionista – che è anche presidente dell’Associazione Medici Sportivi di Parma e Vice Presidente nazionale dei Medici di Calcio – stia ricominciando dalla gavetta: può anche darsi, ma sicuramente si tratta di una gavetta dorata, dal momento che l’ambizione del presidente onorario, nonché patron, Gabriele Volpi (da Dagospia definito l’Abramovich italiano) è quella di raggiungere la massima serie nel giro di tre anni, e si sta appunto attrezzando per farlo (e lo stesso ingaggio di un medico stato al Parma dei tempi d’oro, al Milan e nel Qatar lo dimostra). ..

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spezia stadium tuttosport 25 11 2011Avevo conservato una pagina di Tuttosport del 25 novembre 2011, in cui si dava notizia di un progetto da 45 milioni di euro per l’edificazione dello Spezia Stadium, un nuovo impianto da 20.000 posti che si ispirerà a quello della Juventus. Nell’occasione Volpi affermò: “Il Picco è glorioso, ma serve qualcosa di più funzionale”. Armando Napoletano, l’autore del pezzo, scrisse: “E’ in fase di evoluzione un progetto che permetterà alla centenaria società aquilotta di traslocare dal vecchio ed antico Alberto Picco, pieno di storie di passione, per un impianto moderno, che verrà realizzato sulla falsariga di quello di Torino, e come quello, senza attendere l’evolversi della legge sugli stadi”. Volpi, il 25 novembre su Tuttosport affermò: “Parto per la Nigeria, ma in tre settimane decidiamo. Studieremo questa soluzione insieme ad alcuni soci che lavorano con me in Nigeria, in special modo quelli della Rizzani De Eccher (noti costruttori, ndr). Sottoporrò a loro la situazione. Se è cosa fattibile lo sapremo presto, entro un mese circa non di più”. Ho provato a seguire l’evoluzione e mi sono imbattuto su “Città della Spezia News”, il quotidiano on line della Spezia e Provincia, che il 15 dicembre, con un aggiornamento “in diretta” da Villa Marigola, dove era in corso una cena (è disponibile anche un video dove quello che viene definito Presidentissimo stava parlando a braccio), a proposito dello stadio aveva affermato: “Stiamo facendo una riflessione, ho visto i progetti che mi ha portato Corradino. La riflessione è su più possibilità compreso intervenire sull'area del Picco d'intesa col Comune. Mettiamoci ad un tavolo e parliamone”. Ristrutturazione del Picco o stadio nuovo, dunque: anche a La Spezia come altrove il dibattito è aperto. Lo Spezia Stadium, descritto su Tuttosport da Volpi era così: “Se si pensa che questa nuova struttura possa essere interamente finanziata dallo Spezia si deve mettere la società in grado di sfruttarla. E parlo di parcheggi, negozi, ristoranti, bar. Sì, il modello Juventus di ultime generazione per intenderci. Solo con questi presupposti si può parlare di nuovo impianto, del quale questa città avrebbe bisogno davvero. Si tratterebbe di 45 milioni di euro di spesa, per un’area di oltre 22 mila metri quadrati, parcheggi sotterranei, museo interno e ristoranti, con pochi anni di massima di realizzazione. Per fare uno stadio così bisogna che ci sia la possibilità di ammortizzare costi come questi, non in un anno chiaramente, ma con un piano finanziario adatto non ci vorrebbero secoli. Quando mi metto in testa di realizzare qualcosa alla fine ce la faccio, è un po’ una sfida come quella di portare questa città in B. Poi vedremo…” Lo stesso giorno (25 novembre) su Tuttostadi.it venne ripreso un articolo del quotidiano Il Secolo XIX, in cui si dava conto dell’ironia  dei tifosi spezzini favorevoli alla costruzione di un nuovo stadio nell’area Fornaci, vicino al cimitero dei Boschetti. “Questa circostanza ha scatenato l’ironia degli stessi tifosi per quello che potrebbe essere denominato ‘lo stadio dei Cipressi’, dove il coro degli ultras bianconeri diventerà ‘Quando saremo in Curva Cimitero, come una tomba lo Spezia esploderà!’, il minuto di raccoglimento verrà ovviamente osservato in un silenzio di tomba e se qualcuno si farà male in campo entrerà la bara al posto della barella. La coppia d’attacco ideale è Fiori-Corona. Una certezza anche per i calendari, perché nel ponte dei Santi lo Spezia giocherà sempre in trasferta per motivi di ordine pubblico. E per invidia i Genoani da Marassi si sposteranno a… Morissi’.

Sempre su internet si possono trovare le referenze (non ufficiali, of course) di Gabriele Volpi, definito da Dagospia l’ “Abramovich italiano”: “Gabriele Volpi non lo conosce nessuno, ma è il supermiliardario italiano che si è arricchito grazie al petrolio africano. Chi è, chi non è, come ha fatto la sua fortuna, chi sono i suoi amici più o meno limpidi, da Fiorani al Presidente della Nigeria. Per alcuni è un ‘trafficante d’armi’, per il Fai (che gli fa la guerra) è colui che vuole cementificare Santa Margherita Ligure. Ma per le varie aziende italiane e straniere che sfruttano le sue concessioni è un ottimo socio”. Tutto questo prima di una intervista ritratto di Filippo Astone per il Mondo. Insomma Dottor Jack sembra aver trovato davvero un buon partito: quando si giocherà il primo Derby della Cisa? Gabriele Majo

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