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giovedì 26 gennaio 2012

ROCCO DEI BOYS, E’ ARRIVATO IL GIORNO DEL GIUDIZIO

Oggi a Roma il processo, con rito ordinario, per il capo ultrà parmigiano arrestato, prima di Lazio-Parma all’Olimpico con un amico del fratello di Sandri che aveva sull’auto un arsenale “bianco” . I due avevano dichiarato di essere in quella zona per consegnare uno striscione ai tifosi crociati. Circostanza confermata anche da stadiotardini.com che aveva assistito al passaggio alla corriera in corsa del CCPC

angelo manfredini e rocco dei boys[2](gmajo) – Si volge oggi, giovedì 26 gennaio 2012, in un’aula del Tribunale Penale di Roma, con rito ordinario il processo a carico di Federico Negri, noto per essere assieme a Gabriele Sandri quando venne ucciso 4 anni fa all’autogrill di Badia al Pino) e Rocco Marroni, del direttivo del gruppo Boys Parma 1977, arrestati dai Carabinieri domenica 6 novembre 2011, poiché trovati a bordo di un’auto contenente un arsenale di armi bianche nei pressi dello stadio Olimpico prima della partita Lazio-Parma. Il giudice monocratico lunedì 7 novembre aveva convalidato l’arresto per il reato di detenzione di oggetti atti ad offendere, rinviando appunto ad oggi il giudizio, anche se aveva disposto la scarcerazione. In quella sede i due arrestati avevano sostenuto che si trovavano vicino all'Olimpico per consegnare ai tifosi del Parma uno striscione che ricordava gli scomparsi Matteo Bagnaresi e Gabriele Sandri. Quel giorno, infatti, biancazzurri e crociati scesero in campo con maglie speciali con una toppa con i loghi delle due Fondazioni Onlus che li ricordavano. L’iniziativa era stata presentata al Centro sportivo di Collecchio il venerdì precedente 4 novembre in una conferenza stampa alla quale aveva presenziato lo stesso Rocco dei Boys.

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striscione[lazio parma]La tesi difensiva dei due accusati, dunque, verte sul famoso striscione che è stato in effetti consegnato da Rocco dei Boys a un membro del CCPC che l’ha preso dalla corriera in corsa (anche se ovviamente aveva rallentato) in Via dei Gladiatori, nei pressi dell’impianto romano, là dove pochi minuti dopo sarebbero stati tratti in arresto dalle forze dell’ordine. Essendo ospite del pullman del Centro di Coordinamento ho potuto personalmente stadiotardini com lazio parma con toppa sulle maglie[2] constatare l’avvenuto passaggio nelle circostanze descritte. La mia personale sensazione, scritta in quei giorni in alcuni articoli apparsi su stadiotardini.com, è che Rocco dei Boys non c’entri affatto con il contenuto di quell’auto Santa Barbara in bianco (“sembrava di essere alla Brico” parole dello stesso Rocco) e che non ne fosse a conoscenza (“mica gli avevo chiesto di aprire il baule prima di salire”, ci aveva detto informalmente qualche giorno dopo a Collecchio, pur evitando di rilasciare dichiarazioni davanti alle telecamere) ma che si sia soltanto trovato nel momento sbagliato al posto sbagliato. Che potessero ordire rocco dei boys con manfredini conferenza 09 11 2011[5]chissà quale reato proprio nel giorno in cui si ricordavano i due martiri mi pare piuttosto improbabile, anche se capisco che agli occhi sospettosi delle forze dell’ordine trovarsi al cospetto di un’auto piena di armi bianche con a bordo due ultrà, sia pure di opposte tifoserie, potesse far loro nascere qualche sospetto, considerati anche i precedenti. E oggi è il giorno del giudizio. In bocca al lupo, Rocco, perché stavolta sono pienamente convinto della tua totale innocenza. Gabriele Majo

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4 commenti:

Anonimo ha detto...

gentiel Gabriele, so di essere OT rispetto all'argomento, ma non so in quale alro modo segnalare a lei e a tutti i lettori del suo blog, questo interessante articolo a commento di una recente ricerca http://blog.tagliaerbe.com/2012/01/pseudonimi-commenti.html
Naturalmente le dico questo, conoscendo la sua curiosa avversione verso coloro che commentano il suo blo utilizzando dei nick
Saluti,
Nick Name :-)

Anonimo ha detto...

Mi chiamo Alessio,vengo da Montecatini e sono un abbonato in curva,Ho avuto nodo di conoscere rocco e di trascorrere un Po di tempo con lui,sempre nell ambito Parma.si parla di un ultras che fa del Parma una ragione di vita e che mai assolutamente,visto i precedenti,avrebbe mai voluto fare del male con armi e chissà che cosa.per uno striscione consegnato,tutto sto casino.auguro a rocco un pronto rientro,nel suo fortino,dove sicuramente si sente la sua mancanza.

Gabriele Majo ha detto...

Ringrazio Alessio di Montecatini per la sua testimonianza a favore di Rocco; colgo l'occasione per segnalare che per il momento non gli è stato tolto il Daspo comminato nell'occasione, sicché attualmente è impossibilitato a tornare nel fortino. Vedremo cosa succederà dopo l'udienza del 20 febbraio.
Cordialità Gmajo

Gabriele Majo ha detto...

A Nick name, invece, dico grazie per la interessante segnalazione, anche se debbo specificargli che non sono "curiosamente contrario a chi utilizza i nick name", bensì a coloro che postano i propri contributi sul blog completamente senza firma, a coloro che sono totalmente anonimi. Mi sta bene, in questa realtà virtuale, che si possa celare la vera identità personale, fa parte del gioco, a meno che non si muovano accuse precise per le quali è giusto che uno si assuma le proprie responsabilità. L'inchiesta che Lei ha postato ha il limite di essere un traino a google+ piuttosto che a facebook: entrambi, tuttavia, sono luoghi di perdizione e di peccato per chi ha avuto una solida educazione cattolica come il sottoscritto... Ovviamente sto scherzando, nel senso che per me l'uno vale l'altro, però mi sembrava tirasse la volata al social di Google. Al di là di questo diffido sempre delle statistiche, per via della antica legge del pollo. Per l'esperienza che mi sono fatto in questi primi 15 mesi al timone di stadiotardini.com direi che la maggior parte di chi si firma con un nick name e frequenta fedelmente il blog è affidabile e offre spunti interessanti di discussione o di analisi (solo per citare qualcuno, non si offendano gli altri, direi febbredacalcio, parmigiano, filippo1968); poi ce ne sono altri che utilizzano il proprio nome e cognome (come Enzo Dallai o Luca Russo), i quali, appunto, non hanno problemi a declinare le vere generalità; quelli completamente anonimi, però, anziché arricchire il dialogo, mi paiono di solito più propensi all'invettiva, se non all'offesa, senza un minimo di contributo costruttivo alle discussioni. Ecco: sono questi quelli che, più o meno "curiosamente", mi danno fastidio. Come mi dà fastidio che ci sia ancora qualcuno che su altri siti mi accusi indirettamente di postare da anonimo o con falsi nick dei commenti: ad esempio su parma.repubblica.it tale Martin/Maria mi accusava indirettamente di aver postato dei commenti (contro gli ultras) con il nick Martin sulla Repubblica e Maria su gazzettadiparma.it , avendo significativamente scritto: "con il sospetto che nella vita tu sia Ma…schjo", giocando sul mio cognome. Ebbene: quando devo cantarle agli ultras, come a qualcun altro utilizzo il mio piccolo vascello, appunto stadiotardini.com, mettendoci la faccia (la foto) e il nome e cognome. Non ho bisogno di nascondermi essendo molto orgoglioso delle mie idee neppure dietro un nick name. Ed è forse per questo che "curiosamente" mi stupisco quando lo fanno altri. E anche quelle poche volte che a mia volta arricchisco il dibattito sugli siti aperti cittadini metto il mio nome e cognome completato da www.stadiotardini.com . Quello che costoro non capiscono è che possa esserci gente che la pensa diversamente da loro, o che la possa pensare come me. E invece sono di più di quanto possono credere... Grazie anche per avermi offerto la possibilità di dirlo. Cordialmente Gmajo