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ALMENO ABBIAMO VINTO LA GARA DEI PRODOTTI…
A “Quelli che il calcio” spalla, salame, parmigiano, lambrusco, fortana, preferiti alle eccellenze napoletane, anche se lo studio, affamato ha sbafato tutto…
Meno male che almeno hanno vinto i prodotti del nostro territorio, perché i napoletani ce l’hanno suonata su tutta la linea: è triste ammetterlo, ma purtroppo anche la nostra prestazione, quali parmigiani nello studio della Ventura, è stata condizionata dalla contemporanea prova del San Paolo dei nostri eroi. Numericamente parlando i nostri interventi a “Quelli che il Calcio” sono stati inferiori a quelli dei partenopei, proprio a cagione della doppietta di Cavani, ma ancor prima del fischio d’inizio di Mazzoleni (millanta volte incrociato come quarto uomo, stavolta arbitro titolare) 800 km più a sud di Milano dove eravamo, anche qualitativamente parlando ci eravamo già fatti surclassare dai nostri avversari, certo più avvezzi – per intrinseche caratteristiche – ad un tifo più caldo e passionale del nostro. E da capitano, o portavoce del gruppo ho il dovere di ammetterlo. Assumendomi le mie responsabilità. Mettendoci la faccia. Un po’ come fa Giovanni Rana con i suoi tortellini o altra pasta fresca in catalogo…
A proposito di pubblicità occulta o giù di lì: all’intervallo, sul monitor della nostra postazione, è apparso un due aste, di tipica fabbricazione azzurra, con l’immagine del vasetto di un noto surrogato di cioccolato spalmabile e la scritta: “Che vita sarebbe senza Cavani?”. Beh: sicuramente peggiore per i partenopei, ma certamente migliore per noi. E per noi intendo sia Mirante & C., sia noi nove rappresentanti della passione crociata negli studi Rai Tv di Milano Mecenate, dove eravamo arrivati caricati di speranze e anche di armi segrete, sottratte ai nostri avversari, con la
speranza che funzionassero… Vedi il cornetto rosso (peperoncino), eccellenza del nostro territorio, essendo stato da me coltivato a Parma, mostrato con sfottò ed un pizzico di orgoglio ad inizio trasmissione come amuleto, perché, tra previsioni ottimistiche dell’Oste Indovino (pronostico – vittoria di misura nostra – che io ho avuto l’ardire di riportare dinnanzi a milioni di testimoni, mettendoci la faccia, ed
assumendomi le mie responsabilità), corsi e ricorsi storici favorevoli, esorcismi vari, e training autogeno avevamo finito per credere che fosse proprio la volta buona. E invece…
Ma torniamo al racconto, minuto per minuto, della nostra partita a Casa Ventura. Nove erano i convocati, a parte chi vi parla la delegazione era formata da otto rappresentanti del Centro di Coordinamento, selezionati dal Presidente del CCPC Angelo Manfredini (assente giustificato poiché sceso direttamente in Campania a godersi lo spettacolo dal vivo), e cioè: Franco Greblo, Claudia Rosi, Marisa Benelli, Franco Milani, Massimo Saccani, Alberto Camellini, Marina Dodi, Paolo Petrazzoli. Il mezzo di locomozione un furgone portavalori con i vetri oscurati. Del resto andavano protetti i valori a bordo.
Arrivati veniamo accolti dalla deliziosa Chiara, che fa firmare una liberatoria a ciascuno di noi: si sa mai volessimo chiedere danni di immagine in caso di risultato negativo… Greblo, quale tesoriere del gruppo, si sottopone agli straordinari, perché a lui di autografi sulle scartoffie ne toccano più che agli altri. Intanto incrocio Stefano Bettarini, vecchia conoscenza, per i suoi non dimenticati trascorsi parmigiani e Aldo Musci, famoso Dee Jay parmigiano ed autore-suggeritore di “Quelli Che…”, negli ultimi tempi assurto agli onori delle cronache di spettacolo per le sue
partecipazioni a Striscia La Notizia nei nuovi panni di cabarettista (è il Dino della coppia Gino e Dino) e.Finalmente riesco ad immortalare la sua tipica mossa per riuscire a leggere – da presbite – gli SMS sul telefonino… Un pasto luculliano (panino e acqua minerale) ci è gentilmente offerto dall’ente di stato nel bar sottostante la redazione del programma, ove dobbiamo tassativamente tornare per le 12.40, in tempo per ascoltare le istruzioni di Daniele Battaglia, colui il quale avrà il compito di coordinare, in studio, gli interventi delle due tifoserie ospiti. Nel frattempo familiarizziamo con i nostri avversari: pericolosamente avverto che il loro capitano – cronista di Radio Marte – ha già partecipato al programma e quindi conosce già il terreno di battaglia ed ha già pronto un piano d’azione, fatto di omaggi alla Ventura (la statuetta dello Sciosciò) ed oggetti di indubbio valor calcistico-storico (le scarpette di Maradona). Altro
punto a nostro svantaggio , al di là delle caratteristiche peculiari dei tifosi napoletani notoriamente più esuberanti, caldi e coloriti di noi. Battaglia, che confessa di essere reggiano – avessi avuto modo di parlare un po’ di più in diretta lo avrei ribattezzato “Spigolo” per questo – mi sembrava, tra l’altro, soffrisse un po’ di sudditanza psicologica nei confronti dei nostri avversari. Del resto fanno più telespettatori di noi, quindi era fisiologico fosse così. Però, imparziale, ci dà qualche consiglio che noi non seguiremo: “In televisione già le cose eclatanti appaiono smorzate, più soft. quindi, quando farete il coro metteteci voce,entusiasmo, passione … ” La nostra esecuzione di “Son contento solo se vedo vincere il Parma” sarà, al contrario, talmente incolore e con toni e volumi inferiori alle aspettative, da farlo buttare a terra per la disperazione…
Partivamo, già, con demeriti “congeniti” nostri: il Parma, poi, passa in svantaggio. Ho il microfono: cerco una improbabile difesa dei nostri eroi (anche se in realtà a parte la dabbenaggine di subire un gol in contropiede a casa dell’avversario, fino a quel punto non mi erano parsi poi così male). La breve arringa, mi pare anche riscuota un buon successo. Ma sarà, in pratica, anche l’ultimo intervento. Lo show,
infatti, non regala tanto spazio alle tifoserie ospiti in studio, essendo più una trasmissione di spettacolo che di sport: sul palco si alternano Cremonini, Bennato, la Parietti, Morgan, tornato in Rai, dopo aver scontato una lunga squalifica, oltre ai collegamenti con gli inviati sui campi e con gli imitatori. Particolarmente apprezzabili anche le toniche ballerine: coreografie che dal vivo rendono bene l’idea. Una piccola consolazione per gli sconfitti. Una grande consolazione, invece, la vittoria nella gara dei prodotti tipici. La nostra spalla, il salame, il parmigiano hanno faticato ad arrivare integri fino al terzo
tempo,cioè a fine trasmissione. Ad ogni pausa pubblicitaria il banchetto veniva preso di mira sia dagli artisti che dal pubblico, ed erano le nostre eccellenze ad essere più gettonate, benché fossero ben rappresentante anche quelle napoletane (un tortino di verdure, ora non ricordo bene quali, e olive era una favola, ma anche dolci, come sfogliatelle e babà). Morgan ha adocchiato subito il nostro “felino”, Battaglia ha tentato di tagliarlo alla milanese (cioè non con taglio obliquo) e si è buscato il pronto richiamo della nostra rappresentativa. Peggio ha fatto la Ventura che ha avuto l’ardire di definire salamella la spalla, quando la Marisa gliel’ha portata fin sul palco. Comunque sia lo studio affamato alla fine ha sbafato tutto,
ma proprio tutto, senza far distinzione sulla denominazione d’origine di provenienza dei prodotti.
Il ritorno a casa, sul portavalori, è stato caratterizzato dal commento alla prova di Napoli: alta la delusione della comitiva, arrivata perfino ad invocare l’utilizzo di Paci centravanti o altre improbabili soluzioni. Un disappunto che ha fatto passare in sottordine anche l’emozione di essere stati ospiti in trasmissione. (gabriele majo)
PHOTOGALLERY DAGLI STUDI RAI DI MILANO
PHOTOGALLERY DAL PICCOLO SCHERMO, A CURA DI FRANCO SACCO’ – ARCHIMMAGINE
5 commenti:
Eccoli qua dove erano!!! inverce di incitare il Parma in quel di Napoli!!! bravi ccpc!!!!
Gentile Anonimo, oltre ad imparare a firmarsi, sarebbe meglio fosse anche meno fazioso: la presenza del CCPC a Napoli era infatti ben nutrita e rappresenta, al di là della delegazione di otto persone - le quali il prossimi week end saranno a Bari - presenti nello studio di Quelli che il Calcio, dove hanno sofferto tanto quanto può averlo fatto lei comodamente davanti al televisore di casa sua nel vedere la prova del Parma. Grande merito quindi a tutti coloro che sono stati a Napoli, sotto qualsiasi "etichetta" si siano presentati al San Paolo. GM
Cose ne dice allora di raccontarci accuratamente la storia dei ccpc e la gestione del bar al tardini..,. con tutti i particolari (anche quelli non tanto onesti)
Gentile ex CCPC, se lei ha delle accuse da muovere, circostanziate e provate, nei confronti della associazione della quale non fa più parte, si muova nelle sedi più opportune e non al riparo di un nick name su un sito internet. Per quanto ne so io, la gestione dei bar del Tardini è affidata da anni al CCPC come forma di tangibile riconoscenza per l'opera prestata gratuitamente dal CCPC al servizio della società Parma Calcio. Sono passati fior fiore di presidenti, amministratori delegati, dirigenti, di diversa estrazione, compresi quelli della Amministrazione Straordinaria, che si sono interrogati sulla materia senza trovare, dopo aver esaminato attentamente la questione, nulla da eccepire o nulla di svantaggioso per il club. Ergo la gestione è corretta, se no il rapporto instaurato durante l'epoca Tanzi si sarebbe interrotto. Le occasioni non sono mancate. Sulla gestione interna direi che il problema non ci compete: si rivolga alle sedi opportune, se pensa di potyer rivendicare qualche diritto, evitando di vomitare astio virtuale sul web. Comunque chi è senza peccato scagli la prima pietra. GM
La ventura ha i suoi anni
ma "gallina vecchia fa buon brodo!!!
ah no!
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