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STRATEGIA DELLA TENSIONE
Cosa si nasconde dietro le decisioni apparentemente stravaganti del CASMS, che puniscono NON TUTTI i tifosi, ma solo quelli senza tessera del tifoso ?
Ci perdonerà Sara se siamo qui ancora una volta a scrivere di Maroni e di Ultrà, nonostante il suo invito di ieri ad occuparci di altro. Il problema è che la materia dà la stura a tutta una serie di riflessioni che ci piace fare per poter andare al di là del nostro naso (ed è notorio quanto io ne sia dotato…) senza accontentarci della superficialità o della banalità. Le indicazioni del CASMS (che nel caso specifico di Inter-Parma, come già rimarcato ieri, ha bypassato l’Osservatorio che non aveva inserito questa gara tra quelle a rischio) possono sembrare apparentemente stravaganti, ma, sotto sotto, potrebbero essere anche frutto di una moderna strategia della tensione…
(continua all’interno)
Premetto: io non sono così dietrologo dal credere che, a tavolino, il Ministro Maroni, o i suoi uomini studino provvedimenti ad hoc per poter ottenere una reazione scomposta degli avversari, al fine di poter giustificare leggi speciali o soltanto la validità della già in vigore e discussissima tessera del tifoso. Ma c’è chi lo sostiene, e dunque, confutando, lo scrivo, pur con tutti benefici del dubbio del caso. E’ innegabile, tuttavia, che certe piccole ritorsioni, provocazioni, dispettucci non manchino nell’armamentario ministeriale, deciso a risolvere in un certo modo la pratica Ultrà.
Consentitemi una digressione: in uno dei primi post su questa delicata materia, affermai, adattando una celebre frase in voga negli anni di piombo, che non stavo né con lo Stato, né con gli Ultrà, in quella che – questo si è acclarato – è una guerra in corso. Talora fredda, talora calda, ma guerra. Nel caso specifico mi riferivo all’esame critico, da cronista, degli episodi del prepartita di Parma-Sampdoria, stavolta, invece, allargo il concetto al ‘combattimento’ in generale. Le piccole ritorsioni, provocazioni e dispettucci di cui sopra a propria volta sono all’origine – e non lo nascondono neppure i diretti interessati – di ulteriori conseguenze, diciamo così altrettanto pungenti. Usciamo di metafora, per essere più chiari? OK, ci proviamo… Non abbiamo la prova provata per affermarlo, tuttavia se, clamorosamente, ai tifosi doriani è stato vietato di celebrare il gemellaggio con i parmigiani
(attenzione, però, stiamo sempre parlando dei così detti No Tessera, perché gli altri non hanno subito alcun tipo di limitazione, così come paradossalmente a San Siro, qualora ci fosse lo spazio disponibile potrebbero andare tutti quanti i 10.371 Tesserati Crociati a sostenere la squadra contro la capoclasse dello scorso campionato, in quanto loro non sono soggetti a provvedimenti restrittivi) è perché nella trasferta precedente a Cesena, c’erano stati alcuni disordini con protagonisti i no-tessera doriani, tra i più attivi del movimento contro la card maroniana. Figlia di Cesena-Sampdoria (a propria volta discendente di Italia-Serbia, dal momento che è stato esposto un manichino di Ivan il terribile, il famoso capo ultrà che tenne in scacco Marassi)
è stata la restrizione di Parma-Sampdoria, con la inibizione ai residenti in Liguria della possibilità di acquisto dei biglietti. La disobbedienza di circa 150 persone, che in qualche modo hanno acquistato i biglietti proibiti in una tabaccheria di Parma (nei giorni scorsi abbiamo denunciato la totale inefficacia tecnica delle limitazioni territoriali, proprio prendendo spunto da questo episodio, purtroppo da altri organi di informazione trascurato) sembrerebbe, invece, essere all’origine della proposta avanzata direttamente dal CASMS (e non già dall’Osservatorio) di far star fuori i non tesserati residenti a Parma in occasione della gara contro l’Inter. E qui, è bene, rassegna stampa
alla mano, fare qualche altro piccolo distinguo, perché, con superficialità, un marziano piombato nel nostro paese, ammesso che riuscisse a capire la nostra lingua, vedendo sparato sulla prima pagina della Gazzetta di Parma (che in città, lui stesso, il marziano sa, che gode di una autorevolezza tale come la Gazzetta Ufficiale) il titolo “Vietata ai tifosi del Parma la trasferta di San Siro”, avrebbe potuto capire che tutti i tifosi del Parma sono stati puniti con tale provvedimento. Invece no:
10.371 tesserati possono acquistare i biglietti in vendita da lunedì 22 novembre, chi non può farlo è solo chi non è in possesso della famosa card, madre di una miriade di polemiche. Allo stesso modo, leggendo il disappunto espresso da Angelo Manfredini, Presidente del Centro di Coordinamento dei Parma Club, lo stesso omino verde potrebbe dubitare che i suoi 4.600 e rotti associati (tutti o quasi, comunque, tesserati, nonostante le perplessità iniziali, successivamente superate) possano in qualche modo avere subito gli strali ministeriali. invece no. Ma è giusto esprimere – intanto a parole, poi vedremo nei fatti –
solidarietà alla minoranza colpita, pur avendo, sul tema tessera, una idea differente, dal momento che loro ce l’hanno ed i puniti no. Ma Manfredini puntualizza: “Indipendentemente dall’essere favorevoli o meno alla tessera del tifoso queste decisioni sono immotivate.” Anche Corradone Marvasi ha preso posizione: tra l’altro Matteo Scipioni, estensore dell’articolo sul quotidiano confindustriale, ci informa che anziché essere “come sempre pronto a buttarla sul ridere, questa volta è scuro in volto e la voce non promette battute.” Asserisce Marvasi: “Improvvisamente scopro che i tifosi del Parma sono violenti e pericolosi. Ci sarà pure anche qui qualche mela marcia, ma siamo
sempre stati corretti ovunque in tutta Italia.” A onor del vero recenti e più lontane cronache hanno mostrato alla Penisola una faccia diversa della medaglia, e la parte sana, fosse anche il 99,9% non ha preso chiaramente pubblica posizione emarginando, isolando, tagliando la parte malata. O è stata ignorata la questione, o peggio si è cercato di difendere l’indifendibile. Meglio non addentrarsi se no si va fuori tema. Torniamo sul seminato: Marvasi tuona: “Qualcuno vuole creare tensione e confusione. Ma perché?” Eccoci, ci siamo, di nuovo la “strategia della tensione”. Il problema, molto semplicemente, è che c’è una concatenazione di cause e
concause che poi portano a provvedimenti – assurdi, almeno apparentemente – come quelli che ci troviamo a commentare ultimamente con una certa frequenza. Certe decisioni paradossali – come quelle di impedire la vendita (ai No-TdT) in Liguria dei biglietti di Parma-Sampdoria o vietare ai tifosi parmigiani (sempre No Tessera) la trasferta di San Siro quando due anni fa gli interisti rimasero impuniti dopo aver devastato un asilo nei pressi del Tardini – sono delle armi in più che vengono offerte agli avversari, proprio perché possono essere facilmente utilizzate e strumentalizzate. Non a caso chiunque, io compreso, ha potuto stigmatizzare la trasformazione della festa annunciata di Parma-Sampdoria in una evitabile serata ad alta tensione, ed i “gemelli” ne hanno approfittato, mettendoci del loro, per evidenziare la differenza, come se fosse tutta colpa del Ministro cattivo e della sua famigerata Tessera
… Va aggiunto che avvertimenti o moniti, più o meno chiari, erano stati inviati agli interessati dal Ministero e dai suoi uomini già alla vigilia della stagione, quando avevano preannunciato sanzioni nei confronti di autori di particolari proteste, in particolare contro la Tessera dl Tifoso. Pur condividendo il fine di ripulire gli stadi dalla violenza e renderli accoglienti per le famiglie, i metodi attuati dal Ministro Maroni mi lasciano alquanto perplesso: in particolare questi dispettucci, queste ripicchine, mi paiono del tutto inutili se non nocivi, oltre ad essere un clamoroso autogol in termini di comunicazione, vantaggio ben sfruttato dagli avversari che trovano insperati alleati anche in
taluni organi di informazione che si accontentano della superficie senza scavare un po’ per cercare di capire più a fondo il problema. Il comportamento poco consono di certi agenti e funzionari di Polizia sono una pessima pubblicità per lo Stato ed un ottimo appiglio per la sua controparte: penso, ad esempio, al filmato amatoriale inserito oggi dai Boys sul proprio sito internet che mostra l’operato censurabile di un alto graduato della polizia bresciana; del resto come ieri sera ho assistito, al Cinema Edison, alla proiezione del docu-film “E’ stato morto un ragazzo, Federico
Aldrovandi che una notte incontrò la polizia”, firmato dal giornalista della Rai Filippo Vendemmiati, il quale ha riferito al pubblico – ed è il colmo – che i quattro protagonisti negativi della storia sono tuttora in servizio per la Polizia di Stato: “La nostra sconfitta – ha concluso – è che con questa opera non siamo riusciti neppure ad ottenere la sospensione di chi ha palesemente dimostrato di non essere in grado di fare il mestiere di poliziotto. Come fa il Ministero dell’Interno, lo Stato, a farsi rappresentare da personale così?” La domanda, anche se il contesto del film è del tutto differente, tante volte è pertinente anche per le questioni stadi
di calcio. Servirebbe, però, un disarmo bilanciato, proprio come ai tempi della vera guerra fredda. Perché sia pure a forza di dispettucci e ripicche si sta assassinando il pallone…
E’ di questa sera, infine, la presa di posizione della Società Parma FC, per bocca dell’A.D. Pietro Leonardi, affidata al sito internet ufficiale, cui va riconosciuto il merito di avere specificato che le “le misure non riguardano i possessori di tessera del tifoso”. Queste le parole di Leonardi, che si dice “sconcertato. Avevo già espresso il mio rammarico e la mia perplessità in occasione delle scelte fatte dal Casms per la gara al Tardini con la Sampdoria, una partita che metteva di fronte due tifoserie gemellate. Ora che però viene di fatto vietata ai nostri supporter la trasferta di San Siro, non posso limitarmi a ribadire semplicemente il grande rincrescimento. Esprimo piena solidarietà ai nostri tifosi che ci seguono sempre con grande passione. Sono in totale disaccordo con il provvedimento adottato, una decisione che trovo assurda e che francamente proprio non capisco. Gradirei conoscerne i motivi. Mi auguro che in futuro una decisione così penalizzante non riguardi più i nostri tifosi che si distinguono per correttezza e sportività.” (gabriele majo)
1 commenti:
semplicemente fare la tessera
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