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GASPERINI E IL PARMA PROPRIO NON S’HA DA FARE…
Con l’arrivo di Donadoni per la seconda volta è naufragato il progetto di avere il propositivo Gian Piero alla guida dei crociati. Curiosità: l’unico allenatore riuscito a rimanere una stagione intera sulla panchina crociata è Francesco Guidolin…
(gmajo) – Ma Roberto Donadoni ce l’ha una famiglia? No, dico: perché fissare la conferenza stampa del sabato alle 13.45 (quando la squadra inizierà la rifinitura alle 15) può creare problemi digestivi ai poveri cronisti costretti ad ingozzarsi a pranzo per arrivare in tempo al Centro Sportivo di Collecchio. A meno che l’ex Ct non ci voglia tutti in forma (come Cagni, anche se io ero l’unico esentato dalla sua dieta a zona che costringeva i calciatori a chiedere in giro un tozzo di pane, come i tossici le 100 lire) facendoci applicare il “salta bobi”… Già da questa introduzione avrete capito che questo è un pezzo di cazzeggio (del resto dopo la svolta un po’ triviale dataci da Giorgio Orlandini e Alessandro Lucarelli posso finire degnamente la settimana del turpiloquio), dove annoteremo qualche dato statistico vero, condito da un pizzico di ironia. Sperando non sfoci nel sarcasmo, così come temporibus illis mi accusava Nevio Scala. Questo perché lo stile dello scrivente sostanzialmente è lo stesso di allora, anche se ingentilito dall’esperienza e dalla maturità (ma indova?)...
Continua la lettura all’interno
E allora un dato statistico interessante è che quel poco amato (da Lor Signori) Francesco Guidolin è l’unico dei vari allenatori avvicendatisi nell’attuale dominazione Tommaso (dieci, incluso Manzo, ingaggiato per una sola giornata, sia pure tristemente passata agli annali, ma non certo per colpa sua) ad essere rimasto per una intera stagione sulla panchina del Parma. Vale a dire quella dell’anno successivo alla promozione da lui conquistata (dopo aver rilevato Gigi Cagni e fatto cambiare il menù), culminata con il famoso ottavo posto in classifica, nonostante la lunga crisi a cavallo del periodo natalizio. Non per passare da nostalgico, ma rimango dell’idea che i problemi tecnici del Parma siano iniziati proprio con l’addio di Guidolin (spesso, non a caso, l’ho definito “peccato originale”), che avrebbe potuto e soprattutto dovuto essere evitato. La vulgata societaria è che sia stato quell’ipocrita del Don a voler a tutti i costi salutare la compagnia perché voleva a tutti i costi un prolungamento di contratto. Non essendo stato accontentato allora ha tramato con l’Udinese per poi chiedere il permesso di accasarsi lì. Io ho sempre ritenuto poco verosimile questa narrazione, dal momento che di Marino si vociferava da tempo immemore (minimo minimo da Gennaio), e poi perché Guidolin con le sue manie e il suo perfezionismo non attraeva certo la simpatia di chi gli stava vicino. Non solo: anche il suo feeling con la piazza (geniale l’idea del ritorno in Cittadella) poteva essere fonte di invidie e gelosie. Fatto sta che se il Don aveva un certo feeling con la piazza, altrettanto non mi sentirei di giurare con datore e colleghi di lavoro. Con quei chiari di luna, in effetti, c’era ben poco da costruire, anche se il progetto, fino a quel punto, era proseguito e bene. E oggi rimane il rammarico perché sono state buttate via due stagioni, quando, invece, dal primo piano già raggiunto nella costruzione, con un po’ più di buon senso e meno personalismi, si sarebbe potuti arrivare al terzo o al quarto. Don Francesco l’accordo con l’Udinese l’aveva raggiunto solo nell’ultimo mese, come ci ha raccontato in conferenza stampa, cioè quando aveva “nasato lo straccio”. E aveva ben capito che, al di là di quell’anno di contratto che ancora lo legavano al club crociato, il matrimonio era terminato. Certo l’affronto di trovarsi una squadra lui e salutare la compagnia, anziché aspettare comodamente di essere sollevato dall’incarico non deve essere stato ben digerito, se a distanza di ormai tre allenatori da allora l’AD gli riserva tuttora frecciatine…
Spesso mi era capitato di tratteggiare similitudini tra le vicende professionali al Parma di Guidolin e Colomba, e altrettanto ho letto tra i commenti lo pensano i lettori: entrambi, ad esempio, vennero doverosamente confermati dopo i rispettivi obiettivi centrati (la promozione l’uno, l’insperata salvezza l’altro), ma con ben poca reale convinzione. E così al primo alito contrario anziché unirsi a sistema, si dava la stura a dubbi, critiche, idee di sostituzione ben amplificate dalla stampa “vicina”. Il povero Colomba se mai avrà detto più o meno: ‘Se il problema sono io parliamone’, non ha avuto un momento di debolezza, così come interpretato dalla Società (Leonardi dixit), ma appunto un moto di orgoglio dopo che per le intere vacanze di Natale la gran cassa ci ha raccontato del contatto con Delneri (i ghirardiani) o con Gasperini (i leonardiani) per la sua sostituzione immediata o a fine stagione. La ciurma, con il capitano sfiduciato dall’armatore, non poteva che ammutinarsi. E le dichiarazioni sia di Giovinco che di Lucarelli mi portano a pensare che in effetti i giocatori non si siano stracciati così tanto le vesti quando hanno capito che Psycolomba avrebbe fatto le valigie. Sulla Gazzetta di Parma, spero di poter chiosare nei prossimi giorni, non avendone avuto il tempo prima, Ghirardi, intervistato da Pep ha spiegato: «Io ho sempre detto che il mio sogno è quello di salvarmi il più in fretta possibile, perché questa è la priorità, e poi piazzarmi nei primi dieci. Questo è il mio obiettivo e questo vorrei che fosse il piazzamento finale del Parma». Decimo posto? Diciamo che con Colomba la squadra ha stazionato nei pressi del dodicesimo, esattamente là dove razionalmente si poteva pensare con l’organico che ha. Pretendere il decimo con questi uomini è eccessivo. Anche se alla guida è arrivato un ex Ct… Ora che ha chiamato un allenatore di fama internazionale come dice lo stesso Pres, bisogna che gli dia anche uomini adeguati. Se il Parma donadoniano non riuscirà a stare dalla parte sinistra della classifica, dunque, sarà un fallimento. Io non penso che Colomba sia stato come l’Ulivieri di dieci anni prima, non in grado di guidare la Ferrari, pur avendo concluso degnamente il Gran Premio dell’anno prima, dopo aver rilevato Sacchi, subentrato a Malesani). Quella volta la cacciata dell’ex bolognese favorì l’ingaggio plurimiliardario di Daniel Passarella, rimasto in sella per cinque sconfitte, prima che a salvare capra e cavoli ci pensasse lo specialista Pietro “Gedeone” Carmignani, alla prima delle sue epiche imprese (la seconda fu la salvezza dopo lo spareggio col Bologna, anche se in panchina al Dall’Ara nel match decisivo andò il suo vice Zoratto, essendo lui squalificato). Ma torniamo a Gasperini (del resto abbiamo titolato su di lui): è la seconda volta che il suo matrimonio non s’ha da fare, nonostante il gran daffare del “manutengolo”. Nel primo caso, infatti, egli avrebbe dovuto succedere a Marino, dopo il palese fallimento del progetto propositivo numero 1. Il Picciotto avrebbe dovuto rimanere in sella sino a fine stagione per poi passargli il testimone. Ma l’inopinata sconfitta con il Bari fece finire il castello virtuale a carte 48. Colomba salvò troppo bene il Parma per poter essere salutato, e così Gasperini dovette consolarsi con l’Inter. Un anno dopo la stessa storia: Colomba non piace ai vertici (i motivi ve li ha spiegati molto bene Pep in un suo editoriale in perfetto stile GdP, o anche Giorgio Orlandini, senza andarci troppo per il sottile, a Bar Sport) e così la dirigenza si dà da fare per trovare una adeguata soluzione. Come nel caso precedente tutto si basa sul principio che il nocchiero al timone riesca a pilotare la nave fino in porto senza burrasche, ma anche stavolta, non appena è venuta fuori la pista Gasperini, è arrivata una tormenta di proporzioni inenarrabili che ha fatto colare a picco, non tanto la nave, quanto il solo timoniere. E così il buon Gian Piero, che per tramite nostro aveva perfino difeso Colomba, stigmatizzando il fatto che fossero uscite quelle voci, per la seconda volta in due anni rimane con in mano il cerino Parma. Come dicevo un anno fa si consolò con una squadretta come l’Inter, chissà stavolta con che colore di fazzoletto si asciugherà le lacrime. Temo per lui che non sarà a tinte verticali, dal momento che sia al Milan che alla Juve i rispettivi tecnici non sono affatto in discussione. Debbo aggiungere, però, che a mio avviso Gasperini, alle condizioni economiche che erano state riportate (due anni a 700.000 euro a stagione) avrebbe fatto cippirimerlo al Parma, dal momento che non tanto all’Inter (come naturale), ma anche al Genova guadagnava ben di più. Gabriele Majo
10 commenti:
GASPERINI PUO' SEMPRE VENIRE I CONTRATTI SONO FATTI PER ESSERE STRACCIATI QUINDI ANCHE SE DONADONI FA BENISSIMO QUA MA LEONDARDI SE PER LA PROSSIMA STAGIONE VUOLE UN ALTRO LO PUO' FARE BENISSIMO PARLANDO CON DONADONI DICENDOGLI KE HANNO PENSATO DI CAMBIARE L HO FANNO E MAGARI DONADONI RESCINDE COSI' PUO' VENIRE GASPERINI, E POI PERCHE' SI VA TANTO A DIETRO CON LUI PER ME POTREBBE FARE BENISSIMO QUA LUI LO VEDO COME RANIERI!ANDATE TUTTI A DIETRO CON GASPERINI MA LASCIATELO STARE POVERO UOMO CHE NON CI HA FATTO NEINTE DI MALE A NOI, SAREBBE MEGLIO PARLARE DI MARINO CHE I NOSTRI DIRIGENTI HANNO PESTATO UNA BELLA.... A PRENDERE LUI E POI E' PARITO BENE CON IL GENOA TANTI COMPLIMENTI AL GRANDE ALLENATORE IL "MOURINHO ITALIANO"!!
Può darsi che le cose tra la società e Guidolin siano andate come Majo racconta (io la penso diversamente ma in ogni caso sempre di sensazioni e non certezze si parla). Ma siccome nessuno può pensare che con Colomba il Parma avrebbe potuto fare quel che Guidolin avrebbe potuto forse fare se fosse rimasto, inutile recriminare su un esonero che alla squadra non potrà che far bene. Sono in linea con Pacciani e Orlandini (stile Gdp o meno). Almeno di goleade e partite inguardabile secondo me d'ora in poi ne vedremo molte meno
Ringrazio per i contributi entrambi gli anonimi, che avrei gradito firmassero almeno con un nick name le proprie argomentazioni che ospito volentieri: pur non coincidendo con i miei convincimenti, infatti, contribuiscono ad arricchire il dialogo. Il secondo, quello scritto in minuscolo delle 15.57 dice che "almeno di goleade e partite in guardabili ne vedremo molte meno": è senza dubbio un auspicio condivisibile, ma non certo una certezza. Prendo atto che la pensa come Orlandini e Pep, tuttavia io non dimentico il grandissimo lavoro fatto in opera di salvezza. E non ci avrei scommesso un euro. E non ho certo remore a ricordare adesso tutto lo scetticismo che avevo all'ingaggio di Psucolomba, che poi seppe fugare ogni mio dubbio. Per me rimane un esonero capriccio, pur essendo da tempo nell'aria. Quando un Ad ti delegittima agli occhi di tutti dopo Milan-Parma, così come fece dopo Inter-Parma,settembre 2009 con Guidolin, difficile che la ciurma risponda alle indicazioni del capitano della nave. Poi che Guidolin sia superiore a Franco come qualità è pure indubbio. Ma lo si sapeva già da prima. E se già da prima non rispondeva all'identikit ideale dell'allenatore da Parma, perché non si hanno avuto gli attributi per congedarlo nonostante l'impresa? Una volta che è stato confermato avrebbe dovuto proseguire il suo mandato, dato che la resa era in linea con le legittime razionali aspettative.
All'anonimo delle 14.23, che ha postato il suo commento tutto in maiuscolo, rispondo che purtroppo è vero che nel calcio i contratti sono fatti per essere stracciati, ma ragionevolmente non credo che si possa pensare ad oggi che il prossimo allenatore sia Gasperini. Significherebbe un totale fallimento del mandato a Donadoni: e la cosa sarebbe preoccupante assai. Dubito, invece, che se Donadoni dovesse fare benissimo, come dice lei, possa essere cacciato a cuor leggero: stiamo parlando di un ex ct della Nazionale, e sappiamo quanto al Ghiro piacciano i nomi grandi. Cristiano Lucarelli incluso, che ha avuto il coraggio di inserire tra i nomi che ha citato a Pep nella sua intervista di giovedì scorso, che spero quanto prima di passare al setaccio....
Il "Marinho" qui ha fallito e a Genova ha fatto male all'esordio, ma io rimango convinto che una esperienza lontano da Leonardi non possa che fargli bene, per poter mostrare quello che è davvero, senza l'influenza, o l'ombrello protettivo del suo pigmalione.
Io non vado dietro con Gasperini: anzi sono stato io che con stadiotardini.com ho diffuso la smentita (più o meno veritiera che fosse) dell'ex allenatore dell'Inter. Il mio pezzo di oggi non era di rimpianto per lui. Era solo un rimarcare la curiosità di come due volte sia andato alle ortiche il tentativo di farlo venire a Parma. Magari tra qualche anno sentiremo di una telefonata di Leonardi a lui, con l'incipit: "Riusciranno i nostri eroi?". Io ho tirato a mano questa storia per ricordare ancora una volta come Franco Colomba fosse stato delegittimato agli occhi dei giocatori (e la loro resa sul campo si è vista anche a San Siro) e di tutti coloro che seguono il Parma, come addetti ai lavori o semplici tifosi, inducendo i mezzi di informazione a parlare di Delneri (Gazzetta di Parma e Gazzetta dello Sport, a firma Sandro Piovani, mica uno qualunque) e Gasperini. Cordialmente Gmajo
A prescindere da come siano da ripartire le colpe sulla vicenda Guidolin, ciò che è innegabile è che v'è stato un passo indietro notevole sull'aspetto prettamente sportivo. L'attuale rosa è inferiore a quella che aveva Guidolin, soprattutto se si confrontano i rispettivi reparti di centrocampo e la quantità di giovani promesse, già pronte per il grande calcio, che aveva quella rosa. Se è vero com'è vero che dal punto di vista patrimoniale, adesso abbiamo molti più giocatori di proprietà rispetto ad allora, è altrettanto vero che questo passo indietro è stato fatto. Ergo, di chiunque sia la colpa - quel che è certo è che, dati gli strascichi, non si è trattato di una separazione consensuale - è giusto, e lo dico da uomo di sport più che da tifoso del Parma, che sia andata così. Guidolin non avrebbe potuto fare molto di più rispetto a quell'ottavo posto ed è giusto che le sue qualità siano al servizio della società-modello tra le provinciali. I rimpianti per Guidolin mi verrebbero se avessimo una rosa all'altezza dell'obiettivo "colonna di sinistra", ma fino a quando l'allenatore (sia esso Colomba, Donadoni, Gasperini o chi per loro) sarà all'altezza o addirittura di livello superiore rispetto a quello della rosa, c'è poco da rimpiangere...se in 3 stagioni la rosa è rimasta più o meno a quello stesso livello, senza grandi investimenti sul mercato, non si può pensare che potessero essere fatti grandi sforzi per trattenere Guidolin, a prescindere da simpatie o antipatie di sorta. Per questo, comunque sia andata, associo Guidolin a Ranieri, ovvero allenatori di primissimo ordine, cui vanno tutta la mia stima e la mia gratitudine, ma che appartengono al passato, più o meno recente.
Il Tattico
Ottimo l'intervento de Il Tattico. Unico dettaglio su cui non sono totalmente d'accordo è la valutazione della rosa che aveva a disposizione Guidolin, a mio avviso equipollente o comunque non di molto superiore all'attuale. Diciamo che si viaggia da qualche anno in qua su una rosa da 12° posto circa. Poi il fatto che il Don avesse guidato ai suoi all'8° è bravura sua e demerito delle avversarie. Colomba, al contrario, nella mozza stagione attuale, aveva reso né al di sopra, né al di sotto delle legittime aspettative, dal momento che la media dei piazzamenti ottenuti in classifica era sostanzialmente del 12° posto. E' evidente, però, che in un campionato mediocre come l'attuale, ci si aspettasse qualcosa in più del normale(di qui l'esonero "di pancia", dal momento che al Ghiro, orgoglioso, non va giù di fare figure barbine a case dei suoi modelli o amici Moratti e Galliani). Certo in un campionato esistono alti e bassi, fasi positive e negative per le grandi, figurarsi per le squadre attrezzate spendendo uno "0" in meno rispetto a loro (per competere con Inter e Milan bisognerebbe acquistare la Juve, non il Parma...) e la fase negativa del Parma stava durando da un po': il bel tempo avrebbe potuto essere alle porte. Per gli obiettivi dichiarati all'inizio, incluse le preoccupazioni espresse da Leonardi a Salso nel pre-campionato, e mai smentite successivamente, semmai ribadite, l'esonero di Colomba non può che apparire capriccioso. Si è parlato di stupire, di ambizioni, di voglia di essere più bravi degli altri. Bene: ma a questo punto l'asticella si è alzata. Con Donadoni e l'attuale organico (che, però, immagino sarà anche rintuzzato) il Parma deve passare al più presto dalla parte opposta della classifica e rimanervi sino alla fine. Se non accadrà sarà un fallimento...
Comunque sia convengo che ormai Guidolin e Colomba siano acqua passata e come noto acqua passata non macina più. Ma i confronti col recente passato nel calcio sono normali, non ci sarebbe da stupirsi...
Cordialmente Gmajo
Ovviamente la risposta precedente era relativa al primo dei due commenti di Il Tattico, che di nome abbiamo scoperto fa Andrea, come evidenziato dal secondo intervento. Stavolta mi trovo meno d'accordo sulla indicazione dei "tribunari". Per me Hernan rischia grandemente di essere uno di costoro, perché Palladino nella gerarchia attuale è superiore a Crespo. Almeno credo. Così è sempre stato, almeno, nell'era Colomba, ma credo che il "decuius" se ha agito così avesse comunque l'avallo della società, che mirava a valorizzare altri pari ruoli che non l'antico Simbolo, confermato con non pochi dubbi e tiramolla la scorsa estate. Direi, tra l'altro, dal Presidente più che dall'AD. Anche se poi quest'ultimo ci racconta che su tutte le decisioni i due si trovano totalmente d'accordo. E non potrebbe essere altrimenti (che lo dica, non che lo sia). Significativo, in proposito, cosa scritto oggi da Piovani sulla GdP che in modo acuto collega le due parabole Colomba-Crespo, entrambi confermati appunto per riconoscenza pur tra mille dubbi e contraddizioni. Se proprio non si credeva più in loro si trattava di avere gli attributi per dare il ben servito. Non sarebbe stato d'immagine? La piazza non avrebbe gradito? No, dico: perché così, invece, è forse molto diverso?
Colomba ha avuto la personalità forte di tenere fuori Crespo, benché fossero in tanti a tirarlo per la giacchetta. Donadoni oggi potrebbe anche concedergli il campo (a gara in corso), appunto perché potrebbe essere una passerella finale, e perché gli manca Pellè. Sa benissimo che alla prima potrebbe anche sbagliare tutto che tanto gli sarebbe perdonato. E sarebbe abbastanza da "paraculi" ingraziarsi le folle mostrando l'oggetto del desiderio. Razionalmente, però, il Crespo di oggi è un lontanissimo parente di quello che era. E quindi il tecnico potrebbe solo pensare, come ha promesso di fare, al bene della squadra, indipendentemente da nomi e glorie passate.
Su Pereira non sarei così perentorio nell'affermare che finirà in tribuna. Egli, infatti, è uno dei giovani più promettenti della rosa e penso anche che non sarà ceduto a gennaio. Tra i capi di imputazione a Colomba c'era anche il fatto di non averlo mai impiegato prima. Ed è un giocatore che potrebbe appunto far fare cassetto con una bella plusvalenza. vedo che secondo Paolo Grossi della GdP partirà addirittura titolare oggi pomeriggio, a fianco di capitan Morrone, in luogo dello squalificato Galloppa.
Penso dunque che sarà un altro a fare compagnia a Brandao...
Cordialmente
Gmajo
Riguardo Crespo, dal punto di vista tecnico-tattico sarebbe una follia lasciarlo fuori. Valdes e Palladino sono abbastanza simili da portarne uno solo in panchina insieme a Crespo (dando per scontato che dietro Floccari, accanto a Giovinco ci sia Biabiany). Sono d'accordo sul fatto che il rinnovo di Crespo sia stato un errore, un errore da cui ci hanno rimesso (Crespo, Colomba, i tifosi, la società). Sul discorso di Colomba se non erro c'era un'opzione sul contratto per quest'anno che, alla luce dei risultati conseguiti, sarebbe stato impossibile non sfruttare, a prescindere dalla gratitudine. Con riguardo infine al confronto tra rose, il dato importante, su cui mi pare lei sia d'accordo con me, è che in tre anni quei passi avanti che sono stati fatti sul piano patrimoniale ed economico non sono stati accompagnati da una crescita sul piano tecnico-sportivo. Più che l'arrivo di un vincente (da calciatore) Donadoni, è l'esonero di un onestissimo mestierante come Colomba a suggerire che la società si è presa un impegno, quello di arrivare nella colonna di sinistra. Il messaggio che deve passare è che la salvezza non basta più. A me sta benissimo. A chi ha anteposto, forse giustamente, l'aspetto gestionale a quello sportivo? E' sicuramente un'assunzione di responsabilità non indifferente...
Il Tattico
Caro Il Tattico, mentre il Parma al 25' è passato in vantaggio con Biabiany, Ti segnalo che come immaginavo Crespo non è andato in panchina. E in più ci ha stupito non mandando in tribuna Brandao che è tra i possibili rincalzi. tra questi anche Danilo Pereira, cui ha preferito Musacci. Cordialmente Gmajo
ciao Gabriele,
personalmente non è che mi disperi per il mancato arrivo di Gasperini.
Mi dispera maggiormente la tribuna di Crespo.
Vedremo cosa succede, ma ho il sentore che siamo veramente ai titoli di coda e che il sipario stia calando, ahimè per l'ultima volta,sul più grande
goleador che il Parma ha avuto.
Sulla partita, considerando che il Siena ha avuto in mano il pallino del gioco per lunghi tratti, che dopo il loro goal gli spettri delle numerose rimonte avversarie cominciavano ad aleggiare, direi che sono tre punti d'oro.
Febbredacalcio
p.s. il grande Gede di miracoli ne ha fatto un terzo : la coppa Italia
che quella squadra derelitta strappò con i denti alla Juve. Commoventi.
Ciao Febbre, sul discorso Crespo ero stato un facile profeta nel prevedere che nulla sarebbe cambiato col cambio di guida tecnica. Penso che Colomba possa essere dunque assolto per il suo ripetuto ostracismo, se anche il suo sostituto non lo ha ritenuto idoneo a figurare tra i 18 a distinta quest'oggi. Insomma siamo davvero ai titoli di coda: e si poteva probabilmente evitare questo calvario prima con una migliore gestione della patata bollente. Se la società lo aveva considerato un calciatore finito perché rinnovargli il contratto? Colomba ha sbagliato, a mio avviso, a non dargli fiducia ad inizio stagione, quando sembrava al top (e un calciatore di quella età può rendere solo qualche mese, non una intera stagione, evidentemente) dopo, una volta perso, era superfluo puntare su di lui. Certo Hernan ha sbagliato a dichiarare pubblicamente che sarebbe stata la sua ultima stagione nel Parma rendendosi conto che non riusciva più ad allenarsi o a sostenere i ritmi della serie A italiana, puntando ad andare a giochicchiare altrove. (E non certo gratis, perché quando si tratta di soldi non si fa i romantici). Se già ti consideravano finito prima, caro Hernan, non hai fatto altro che legittimare i loro dubbi. Insomma un pasticciaccio collettivo.
Sul mancato arrivo di Gasperini vorrei sgombrare ogni dubbio: io non ho rammarichi: ho solo voluto mettere insieme un po' di curiosità e fare due ragionamenti sui vari movimenti ipotetici e reali attorno alla panchina del Parma. Piuttosto il rammarico è perché l'esonero di Colomba a mio avviso è un capriccio presidenziale. Ed anche la presunta perdita del controllo dello spogliatoio da parte del tecnico licenziato non può che essere una logica conseguenza del progressivo processo di delegittimazione nei suoi confronti, che aveva avuto i prodromi dopo la gara con il Milan e la rumorosa assenza a bordo campo di Leonardi via via arrivando fino alle voci messe nel ventilatore informativo a proposito di nomi di sogni e successori.
La partita col Siena, come scriverò domani in maniera più compiuta, vagamente mi ha ricordato quella col Chievo, gestione Colomba. E Donadoni ha proseguito con la sua serie positiva delle giornate d'esordio da tecnico subentrante.
Infine grazie per aver ricordato anche il trofeo che il buon Gede aveva fatto finire nella bacheca del Parma.
Ciao Gabriele Majo
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