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mercoledì 12 gennaio 2011

2004-05, IL DOSSIER DEI TORTI ARBITRALI

Insospettito dai tanti episodi contro il Parma, Baraldi mi commissionò un dossier, che preparai assieme a Gianni Barone e Paolo Corsanici. Ed in effetti…
dossierIeri sera, prima di chiudere la pagina sportiva di Polis Quotidiano, il collega Mattia Schianchi mi chiama, mi legge l’Ansa con la deposizione di Luca Baraldi dinnanzi ai PM napoletani di Calciopoli, (nella quale il dirigente faceva riferimento alle minacce di retrocessione ricevute da Giraudo) arriva alla conclusione: “Il Parma si salvò dalla serie B effettuando uno spareggio col Bologna dopo aver subito numerosi torti arbitrali”, e mi chiede: “Ti ricordi se il Parma in quella stagione (2004-05) subì dei torti arbitrali?” “Hai voglia!”, gli rispondo. E gli svelo di un dossier che Baraldi allora, insospettito dai tanti episodi sfavorevoli subiti dal Parma, mi chiese di realizzare. E io lo preparai assieme a Gianni Barone e Paolo Corsanici
(continua all’interno)


Facciamo un tuffo nel passato di alcuni anni: stagione 2004-05, la mia prima in servizio permanente effettivo quale Responsabile Ufficio stampa e Comunicazione del Parma FC.

barone corsanici il metodistaI PERSONAGGI – Luca Baraldi
è l’amministratore delegato del neonato club (sorto dalle ceneri del Parma AC finito in Amministrazione straordinaria dopo il crack Parmalat) chiamato dal Commissario Straordinario Enrico Bondi. Il Presidente della newco è Guido Angiolini. Gianni Barone, giornalista pubblicista, è stato il radiocronista con il quale ebbi modo di lavorare insieme nei primi gloriosi anni al seguito del Parma, mentre Paolo Corsanici è un geometra, amico e collega di Barone, che successivamente avrebbero insieme dato alle stampe il volume “Il Metodista”, storia della evoluzione della tattica calcistica, tuttora reperibile su Internet.
I FATTI – Miracolosamente sopravvissuto al crack Parmalat (grazie al salvataggio orchestrato da Enrico Bondi e Luca Baraldi, i cui buoni uffici nei piani alti del calcio riuscirono a far passare l’inedito principio che una società di calcio controllata da una azienda in amministrazione straordinaria non è da considerarsi tecnicamente fallita (con la conseguente perdita del titolo sportivo e del parco giocatori) bensì in ristrutturazione (quindi con il pieno diritto di mantenere la categoria ed appunto i calciatori), si barcamena in un campionato piuttosto tormentato, che lo vede sempre veleggiare nelle zone basse della classifica (pur avendo ancora in rosa un organico di tutto rispetto, con punta di diamante Gilardino, ma anche Frey, Bonera, P. Cannavaro, Grella, Simplicio, Bresciano e Morfeo, solo per citare alcuni dei più quotati), fin dall’inizio vessato da decisioni arbitrali perlomeno controverse.
gilardino041110TORTI ARBITRALI – A furia di subire quelli che vengono recepiti come dei veri e propri torti arbitrali Baraldi (all’epoca io non ero al corrente della maledizione di Giraudo, ma l’AD ovviamente sì) inizia a sentire puzza di bruciato e mi chiede di realizzare un DOSSIER che possa documentare tutti gli episodi sospetti.
IL DOSSIER – Al fine di poter presentare (immagino alle competenti autorità sportive o federali) un documento credibile, ma soprattutto per poterci rendere esattamente conto noi dall’interno della reale situazione, senza inutili vittimismi per piangerci addosso (sterile esercizio), mi impegnai a preparare un dossier che fosse il meno fazioso ed il più equilibrato possibile. Scelsi come fonte non un giornale locale, bensì il Corriere dello Sport, quotidiano sportivo della Capitale, passando ai raggi x gli episodi alla moviola (di tutte le squadre iscritte a quel campionato, e non solo del Parma) descritti nell’apposita rubrica tenuta da Angelo Pesciaroli, all’epoca vice capo redattore di quella testata, nonché giornalista noto e con una vasta esperienza in materia (giustizia sportiva inclusa, essendo autore di alcuni manuali), oggi in pensione, dopo 46 anni di servizio per il Corriere dello Sport e consulente della Lega Italiana Calcio Professionistico (o Lega Pro, la ex Serie C). Durante la sua deposizione come teste all’udienza del processo di Napoli del 1° giugno 2010 si è auto-definito uno “statistico”
dossierLA METODOLOGIA DI LAVORO – Senza presunzione penso che il risultato della collettiva opera dell’ingegno mia, ma soprattutto di Gianni Barone e Paolo Corsanici (i quali collaborarono con me a solo titolo di amicizia, senza ricevere mercede alcuna) che seppero elaborare in maniera pressoché scientifica i dati ricevuti, sia un esempio unico nel suo genere. E per questo particolarmente attendibile.

LE AVVERTENZE – Sono stati inseriti soltanto gli errori arbitrali ritenuti certi, attribuendo per ogni torto subito da una squadra il relativo favore ottenuto dall'altra. I dati riguardano Il campionato italiano di calcio di serie A, anno 2004 – 2005 dalla prima alla trentatreesima giornata compresa (poi ci fermammo nell’analisi, perché dovemmo consegnare l’elaborato ai committenti). Solo in due casi sono stati individuati eventi che Pesciaroli aveva omesso di indicare per motivi di spazio o di stampa, che riguardavano due torti subiti dal Parma (Gol di Bovo contro la Roma e gol del Palermo irregolare).
baraldi lucaI RISULTATI – “La statistica – scrivemmo allora come avvertenza presentando il nostro lavoro – non tiene conto della differenza esistente tra incontri casalinghi e trasferte, e non attribuisce un peso diverso agli errori commessi in caso di risultato incerto o già acquisito. E' chiaro che si tratta di errori arbitrali e come tali ritenuti involontari. Il risultato finale ci dice che non sempre vi è compensazione tra torti subiti e favori ricevuti.”

CONCLUSIONI – Alla fine del nostro lavoro apparve in maniera inequivocabile che il Parma FC risultava essere la squadra più majo collegamento con moggivessata dai torti arbitrali, avendone documentati 20 contro e 7 a favore. Il rapporto torti/favori dei crociati era il più penalizzante della serie A (2,86): secondo questo indice, invece, in quella stagione la squadra più avvantaggiata risultava il Siena (rapporto 0,10, avendo subito 1 solo torto contro i 10 favori). Secondo i nostri calcoli, nelle prime 33 giornate di quella stagione (2004-05) le uniche squadre in cui torti e favori risultavano sostanzialmente compensati furono: Bologna (0,88), Chievo (1,00), Lazio (1,22), Milan (1,20), Roma (1,17); le squadre svantaggiate Cagliari (1,60), Fiorentina (1,50), Lecce (1,75), Palermo (1,67), Reggina (2,25), Udinese (2,00); le squadre avvantaggiate Atalanta (0,57), Brescia (0,43), Inter (0,63), Juventus (0,45), Livorno (0,64), Messina (0,56), Sampdoria (0,55). Il totale degli episodi analizzati 144. (Gabriele Majo)

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