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martedì 11 gennaio 2011
BARALDI: “GIRAUDO MINACCIO’ DI MANDARE IL PARMA IN B”
L’esponente della Triade bianconera, secondo quanto riferito dall’ex dirigente crociato ai PM napoletani, fece pressioni a seguito di una operazione legata a Di Vaio e Brighi
(ANSA) – "Giraudo, parlando a voce alta praticamente quasi urlando... ci disse che comunque questa situazione ce l'avrebbe fatta pagare anche facendoci retrocedere in B". E' uno dei passaggi del verbale dell'interrogatorio in qualità di persona informata dei fatti reso nel novembre scorso dall'ex dirigente del Parma Luca Baraldi e depositato dai pm Giuseppe Narducci e Stefano Capuano agli atti del processo di Calciopoli ripreso oggi a Napoli. La vicenda si colloca al centro di una complessa trattativa per la cessione alla Juventus dell'attaccante Di Vaio, all'epoca in forza alla società emiliana….
(Continua all’interno)
… Baraldi ricorda le "estenuanti trattative" nel 2002 tra Sacchi da un lato e Giraudo e Moggi dall'altra: il costo dell'operazione ammontava a 27,5 milioni di euro e si "concluse che la Juve avrebbe versato la somma di 16 milioni circa, rateizzati in tre anni, al netto dell'acquisto della compartecipazione di Brighi. La restante somma di 11,5 milioni sarebbe stata il frutto della recente operazione: il Parma, all'atto della cessione di Di Vaio, avrebbe acquistato il 50 per cento del calciatore Matteo Brighi per la somma di 5 milioni e la Juve avrebbe avuto l'altro 50 per cento di Brighi". "Il patto – ha aggiunto Baraldi – era che poi (atteso che le compartecipazioni possono durare per regolamento federale non oltre due anni dalla stipula del contratto) alla scadenza del biennio successivo, la Juve si impegnava ad acquistare il 50 per cento del calciatore Brighi, quota di proprietà del Parma Calcio, per la somma di 11,5 milioni, pagamento che sarebbe avvenuto presso la Lega con ratei triennali".
"Questa ultima pattuizione – spiega l'ex dirigente del Parma – come mi disse Sacchi e come ho potuto constatare visionando la relativa documentazione, venne stabilita attraverso una scrittura privata manoscritta e controfirmata da Luciano Moggi, per conto della Juve, e da Sacchi per conto del Parma. Questo tipo di procedura era regolare da un punto di vista civilistico ma è irregolare secondo un punto di vista di regolamento federale". Nel 2004, dopo il fallimento della Parmalat, Baraldi venne nominato amministratore delegato dal commissario Bondi. A Giugno, il 21 o 22, viene fissato un appuntamento nella sede della Juve. "Venimmo ricevuti da Giraudo, Moggi e Bettega. Ricordo che dei tre parlava principalmente Giraudo. Moggi interveniva saltuariamente, mentre Bettega non aprì proprio bocca. Dopo le battute iniziali Giraudo ci disse che volevano onorare l'impegno assunto, ma che per fare ciò era necessario che il Parma Calcio desse alla Juve una opzione all'acquisto dei calciatori Gilardino, Marchionni e, se ricordo bene, Bresciano.
Ovviamente noi rispondemmo che non se ne parlava proprio perché gli accordi erano nudi e crudi: loro dovevano acquistare il nostro 50 per cento di Brighi per un valore di 11,5 milioni di euro... ricordo che percepimmo chiaramente le loro richieste come un vero e proprio ricatto poiché l'assunto era che in assenza di dette opzioni loro non avrebbero firmato l'acquisto del 50 per cento di Brighi e ciò ovviamente ben sapendo delle difficoltà finanziarie del Parma la cui società controllore era la procedura fallimentare".
Il giorno dopo nuovo incontro in un albergo di Milano. "Giraudo parlando a voce molto alta praticamente quasi urlando, alle nostre insistenze ed alla manifestazione che avremmo portato in Lega la scrittura privata controfirmata da Moggi e da Sacchi ci disse che avrebbero firmato ma che comunque questa situazione ce l'avrebbe fatta pagare anche facendoci retrocedere in serie B... ricordo che Giraudo si alzò in piedi e urlando, con fare minaccioso, disse che il Parma avrebbe pagato questo suo rifiuto, che non avrebbe avuto più rapporti con la Juventus e che avremmo avuto problemi anche a livello sportivo. La successiva stagione calcistica il Parma si salvò dalla serie B effettuando uno spareggio col Bologna dopo aver subito numerosi torti arbitrali". (Ansa)
(Continua all’interno)
… Baraldi ricorda le "estenuanti trattative" nel 2002 tra Sacchi da un lato e Giraudo e Moggi dall'altra: il costo dell'operazione ammontava a 27,5 milioni di euro e si "concluse che la Juve avrebbe versato la somma di 16 milioni circa, rateizzati in tre anni, al netto dell'acquisto della compartecipazione di Brighi. La restante somma di 11,5 milioni sarebbe stata il frutto della recente operazione: il Parma, all'atto della cessione di Di Vaio, avrebbe acquistato il 50 per cento del calciatore Matteo Brighi per la somma di 5 milioni e la Juve avrebbe avuto l'altro 50 per cento di Brighi". "Il patto – ha aggiunto Baraldi – era che poi (atteso che le compartecipazioni possono durare per regolamento federale non oltre due anni dalla stipula del contratto) alla scadenza del biennio successivo, la Juve si impegnava ad acquistare il 50 per cento del calciatore Brighi, quota di proprietà del Parma Calcio, per la somma di 11,5 milioni, pagamento che sarebbe avvenuto presso la Lega con ratei triennali".
"Questa ultima pattuizione – spiega l'ex dirigente del Parma – come mi disse Sacchi e come ho potuto constatare visionando la relativa documentazione, venne stabilita attraverso una scrittura privata manoscritta e controfirmata da Luciano Moggi, per conto della Juve, e da Sacchi per conto del Parma. Questo tipo di procedura era regolare da un punto di vista civilistico ma è irregolare secondo un punto di vista di regolamento federale". Nel 2004, dopo il fallimento della Parmalat, Baraldi venne nominato amministratore delegato dal commissario Bondi. A Giugno, il 21 o 22, viene fissato un appuntamento nella sede della Juve. "Venimmo ricevuti da Giraudo, Moggi e Bettega. Ricordo che dei tre parlava principalmente Giraudo. Moggi interveniva saltuariamente, mentre Bettega non aprì proprio bocca. Dopo le battute iniziali Giraudo ci disse che volevano onorare l'impegno assunto, ma che per fare ciò era necessario che il Parma Calcio desse alla Juve una opzione all'acquisto dei calciatori Gilardino, Marchionni e, se ricordo bene, Bresciano.
Ovviamente noi rispondemmo che non se ne parlava proprio perché gli accordi erano nudi e crudi: loro dovevano acquistare il nostro 50 per cento di Brighi per un valore di 11,5 milioni di euro... ricordo che percepimmo chiaramente le loro richieste come un vero e proprio ricatto poiché l'assunto era che in assenza di dette opzioni loro non avrebbero firmato l'acquisto del 50 per cento di Brighi e ciò ovviamente ben sapendo delle difficoltà finanziarie del Parma la cui società controllore era la procedura fallimentare".
Il giorno dopo nuovo incontro in un albergo di Milano. "Giraudo parlando a voce molto alta praticamente quasi urlando, alle nostre insistenze ed alla manifestazione che avremmo portato in Lega la scrittura privata controfirmata da Moggi e da Sacchi ci disse che avrebbero firmato ma che comunque questa situazione ce l'avrebbe fatta pagare anche facendoci retrocedere in serie B... ricordo che Giraudo si alzò in piedi e urlando, con fare minaccioso, disse che il Parma avrebbe pagato questo suo rifiuto, che non avrebbe avuto più rapporti con la Juventus e che avremmo avuto problemi anche a livello sportivo. La successiva stagione calcistica il Parma si salvò dalla serie B effettuando uno spareggio col Bologna dopo aver subito numerosi torti arbitrali". (Ansa)
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