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martedì 11 gennaio 2011
CECI, LA SUA PRIMA 35 ANNI FA RACCONTATA SULL’INFORMAZIONE
La rievocazione ieri sera anche in diretta a Bar Sport – Guarda la fotogallery amatoriale del backstage
La notizia della scomparsa di Ezio Venturi, il cameraman gentiluomo, – uno struggente ricordo del quale è disponibile su gazzettadiparma.it, per mano del suo primo direttore Gabriele Billy Balestrazzi – come scrivevamo stanotte ha (giustamente) fatto cambiare in corsa la scaletta di Bar Sport a Giuseppe Milano che ha preferito chiudere i programma senza proseguire il teatrino col gioco-quiz al quale avrebbero dovuto rispondere i due storici radiocronisti Gian Carlo Ceci (il festeggiato per la sua radiocronaca da Guinness dei Primati dell’11.01.1976, che risulta essere la prima “integrale” su una radio privata almeno del Parma, se non nazionale) e Giuseppe “Pino” Colombi (autore già un anno prima del primo sperimentale Tutto il Calcio in ambito locale con i collegamenti non solo dalle gare del Parma ma anche delle altre squadre “minori” o di altri sport). Del primato di Ceci si occupa stamani anche l’Informazione di Parma in un bel servizio di Matteo Billi.
(All’interno la fotogallery amatoriale dal back-stage di Bar Sport)
L’INTERVISTA / Gian Carlo Ceci ricorda lo storico evento
TRENTACINQUE ANNI FA LA RADIOCRONACA INTEGRALE DEI GIALLOBLU’
«Portammo il telefono allo stadio dentro una scatola da scarpe»
L’emittente locale che trasmise la partita domenica 11 gennaio 1976 era Radio Emilia Uno nata qualche settimana prima: il 25 dicembre. Ad Arezzo la squadra ducale perse 3 a 2 una gara valevole per il campionato di serie C
di Matteo Billi (Informazione di Parma)
“Sembra solo ieri che la domenica/ci si chiudeva in casa con la radio vedevamo le partite contro il muro non allo stadio”. Canta Lucio Dalla nella sua Tempo. Ma le partite ascoltate alla radio (in casa, in auto, mentre si è a passeggio con moglie, fidanzate o amanti) sono un must che accompagna la più grande passione degli italiani attraverso due secoli di sport. Tutti almeno una volta nella vita siamo stati con la radiolina incollata all’orecchio in attesa di sentire la classica frase “scusa... intervengo da... ha segnato... ”. Voci che raccontano di dribbling, parate, falli, cartellini gialli e rossi, gol. Voci che raccontano emozioni. E fanno emozionare. Da Nicolò Carosio a Riccardo Cucchi, passando per Paolo Valenti, Sandro Ciotti, Enrico Ameri per citare i più noti a livello nazionale.
Ma le voci della partita del Parma calcio. Sono passati 35 anni da quando Gian Carlo Ceci, giornalista allora 33enne, raccontò agli ascoltatori di Radio Emilia Uno Arezzo-Parma valida per il campionato di serie C.
Con lui c'era anche Stefano Frigeri, allora studente poco più che ventenne (oggi dentista e delegato provinciale Unicef), «non per una radiocronaca a due voci come si usa adesso radio sono anche quelle delle tante emittenti private come Radio Parma e Radio Emilia. A proposito di quest’ultima oggi,11 gennaio 2011 (data che già da sola è particolare, infatti si può anche leggere come 11.1.11), è l'anniversario della prima radiocronaca integrale di una ma perché uno si occupava delle interviste e uno di raccontare la gara - spiega all'Informazione lo stesso Ceci - La “Gazzetta”di quel giorno annunciava anche la presenza di Carlo Olivieri che invece non c'era».
Radio Emilia Uno nacque il 25 dicembre 1975 «i proprietari erano Umberto Cocconcelli e Marcello Pallini (fratello di Fabrizio, morto alla fine degli anni Settanta) mentre direttore era Fabrizio Rizzi (attuale inviato del “Messaggero”,ndr). All'epoca collaboravo già con la Gazzetta di Parma ma lavoravo anche alla Sip e sapevo che per attivare una linea telefonica nella tribuna di uno stadio era prevista una riduzione».
Così ecco l'idea di raccontare tutti i 90 minuti delle partite della squadra ducale «ma soltanto quelle in trasferta perché il Parma non permetteva radiocronache in casa, temevano un danno, che i tifosi non venissero allo stadio. La prova generale però la facemmo la partita precedente, al Tardini contro l'Empoli (vittoria 1-0)».Quando Ceci (insieme a Frigeri) aprì «una strada che poi gli altri hanno percorso», i problemi di far arrivare la voce dal telefono alla radio erano grandi. «Il merito di esserci riusciti è di Marcello che lavorava in un'azienda di impianti d'allarme ma era soprattutto un genialoide», dice Ceci. Come scrive Gabriele Majo su broadcastitalia.it Pallini fu capace di inventare una sorta di traslatore ante-litteram (sul sito è possibile ascoltare l’audio di Ceci dei tempi supplementari dello spareggio di Triestina-Parma 1-3 valido per la promozione in serie B dallo stadio Menti di Vicenza lunedì 18 giugno 1979) e ricorda che Ceci “non diceva mai rete, perché ha la erre moscia e gli piaceva di più lo stile sudamericano che quello italico”.
Ceci, cosa ricorda di quella domenica?
«Partimmo per Arezzo con la mia auto, una Giulia (Alfa Romeo, ndr). La giornata non era fredda, non pioveva. L'unico altro giornalista a seguire il Parma era Attilio Fregoso della Gazzetta. Avevamo messo l'apparecchio telefonico in una scatola da scarpe mentre la telefonata l'addebitammo alla radio».
La radiocronaca andò bene ma il Parma perse.
«Sì,aveva due punti di distacco dalla coppia di testa formata da toscani e Rimini quindi era una partita importante. Vinse l'Arezzo 3 a 2 dopo che due volte i ducali avevano rimontato lo svantaggio, tutti i gol furono segnati da Muiesan ma gli ultimi due su calcio di rigore. In quel Parma giocava Benedetto, Torresani (attuale allenatore dei Crociati Noceto), Rizzati. L'arbitro era Claudio Pieri, padre di Tiziano».
E il giorno dopo?
«La gente lo sapeva anche perché la Gazzetta l'aveva annunciata e poi l'aveva scritto nelle pagine della cronaca della partita. Da quel momento diventò un appuntamento fisso».
Qual è stata la sua ultima telecronaca integrale?
«Le due partite dello spareggio salvezza in serie A con il Bologna nel 2005 per Radio Parma. Poi dopo solo qualche partita di Coppa Italia».
Qual è la miglior voce radiofonica del presente o del passato?
«In ambito sportivo sicuramente il fuoriclasse è Riccardo Cucchi. Ha la capacità di farti vivere la partita come se fossi sugli spalti perché il bravo radiocronista deve essere sempre un passo avanti all'azione, deve anticipare. A me una volta capitò di urlare “Gol... no”perché il giocatore del Parma era da solo davanti alla porta e incredibilmente calciò fuori».
A parte quella di Arezzo quali altre trasferte del Parma ricorda?
«All'estero in particolare nei Paesi del Nord come a Copenaghen, Mosca... Ma soprattutto a Praga un 3 marzo che faceva un freddo cane e poi a Stoccolma. Al mattino girando per la città la temperatura oscillava tra i -7 e i -9 così pensammo che allo stadio la sera saremo morti di freddo. Invece patimmo un gran caldo perché era tutto riscaldato! E poi a Genova, al Marassi quando prima della ristrutturazione dell'impianto si poteva seguire la gara anche dalle case vicine visto che sia Genoa che Sampdoria non davano la possibilità di avere una postazione allo stadio...Dal balcone dove ero io non vedevo una porta per cui mi arrangiavo ascoltando “Tutto il calcio” e con gli urli dei tifosi».
Oltre al calcio quale altre radiocronache ha fatto?
«Un po' di tutti gli sport: pallavolo, pallacanestro... Nel '78 a Parma si giocò la finale del campionato mondiale di baseball tra Cuba e Stati Uniti e in quell'occasione sì facemmo una radiocronaca
a due voci: io mi occupavo degli attacchi degli Usa mentre Arturo Dallatana di quelli dei cubani. In una
gara di ciclismo a San Polo invece con Soavi (all'epoca vendeva la pubblicità per Radio Emilia) mi trovai a stendere due chilometri di cavo del telefono dalla casa più vicina al traguardo per poter avere la linea. Al di fuori dello sport anche del terremoto del Friuli del ’76».
Dopo tanti anni di radiocronache qual è quella che vorrebbe ancora fare?
«Una partita di calcio... qualsiasi».
Il tempo c’è perché si diceva che l’invenzione di Guglielmo Marconi sarebbe morta all’avvento della televisione e invece resiste anche nell’epoca di internet e dei telefonini di ultima generazione che anzi, offrono tra le migliaia di funzioni anche la possibilità di ascoltare la radio.
(Matteo Billi – da Informazione di Parma, 11.1.11 – Le foto a corredo sono tratte dagli archivi personali di Gian Carlo Ceci e Gabriele Majo – http://www.stadiotardini.com/)



























FOTOGALLERY AMATORIALE DAL BACKSTAGE DI TV PARMA
(Cliccare sull’immagine per ingrandirla)

(All’interno la fotogallery amatoriale dal back-stage di Bar Sport)
L’INTERVISTA / Gian Carlo Ceci ricorda lo storico evento
TRENTACINQUE ANNI FA LA RADIOCRONACA INTEGRALE DEI GIALLOBLU’
«Portammo il telefono allo stadio dentro una scatola da scarpe»
L’emittente locale che trasmise la partita domenica 11 gennaio 1976 era Radio Emilia Uno nata qualche settimana prima: il 25 dicembre. Ad Arezzo la squadra ducale perse 3 a 2 una gara valevole per il campionato di serie C
di Matteo Billi (Informazione di Parma)
Ma le voci della partita del Parma calcio. Sono passati 35 anni da quando Gian Carlo Ceci, giornalista allora 33enne, raccontò agli ascoltatori di Radio Emilia Uno Arezzo-Parma valida per il campionato di serie C.
Così ecco l'idea di raccontare tutti i 90 minuti delle partite della squadra ducale «ma soltanto quelle in trasferta perché il Parma non permetteva radiocronache in casa, temevano un danno, che i tifosi non venissero allo stadio. La prova generale però la facemmo la partita precedente, al Tardini contro l'Empoli (vittoria 1-0)».Quando Ceci (insieme a Frigeri) aprì «una strada che poi gli altri hanno percorso», i problemi di far arrivare la voce dal telefono alla radio erano grandi. «Il merito di esserci riusciti è di Marcello che lavorava in un'azienda di impianti d'allarme ma era soprattutto un genialoide», dice Ceci. Come scrive Gabriele Majo su broadcastitalia.it Pallini fu capace di inventare una sorta di traslatore ante-litteram (sul sito è possibile ascoltare l’audio di Ceci dei tempi supplementari dello spareggio di Triestina-Parma 1-3 valido per la promozione in serie B dallo stadio Menti di Vicenza lunedì 18 giugno 1979) e ricorda che Ceci “non diceva mai rete, perché ha la erre moscia e gli piaceva di più lo stile sudamericano che quello italico”.
Ceci, cosa ricorda di quella domenica?
«Partimmo per Arezzo con la mia auto, una Giulia (Alfa Romeo, ndr). La giornata non era fredda, non pioveva. L'unico altro giornalista a seguire il Parma era Attilio Fregoso della Gazzetta. Avevamo messo l'apparecchio telefonico in una scatola da scarpe mentre la telefonata l'addebitammo alla radio».
La radiocronaca andò bene ma il Parma perse.
«Sì,aveva due punti di distacco dalla coppia di testa formata da toscani e Rimini quindi era una partita importante. Vinse l'Arezzo 3 a 2 dopo che due volte i ducali avevano rimontato lo svantaggio, tutti i gol furono segnati da Muiesan ma gli ultimi due su calcio di rigore. In quel Parma giocava Benedetto, Torresani (attuale allenatore dei Crociati Noceto), Rizzati. L'arbitro era Claudio Pieri, padre di Tiziano».
E il giorno dopo?
«La gente lo sapeva anche perché la Gazzetta l'aveva annunciata e poi l'aveva scritto nelle pagine della cronaca della partita. Da quel momento diventò un appuntamento fisso».
Qual è stata la sua ultima telecronaca integrale?
«Le due partite dello spareggio salvezza in serie A con il Bologna nel 2005 per Radio Parma. Poi dopo solo qualche partita di Coppa Italia».
Qual è la miglior voce radiofonica del presente o del passato?
«In ambito sportivo sicuramente il fuoriclasse è Riccardo Cucchi. Ha la capacità di farti vivere la partita come se fossi sugli spalti perché il bravo radiocronista deve essere sempre un passo avanti all'azione, deve anticipare. A me una volta capitò di urlare “Gol... no”perché il giocatore del Parma era da solo davanti alla porta e incredibilmente calciò fuori».
A parte quella di Arezzo quali altre trasferte del Parma ricorda?
«All'estero in particolare nei Paesi del Nord come a Copenaghen, Mosca... Ma soprattutto a Praga un 3 marzo che faceva un freddo cane e poi a Stoccolma. Al mattino girando per la città la temperatura oscillava tra i -7 e i -9 così pensammo che allo stadio la sera saremo morti di freddo. Invece patimmo un gran caldo perché era tutto riscaldato! E poi a Genova, al Marassi quando prima della ristrutturazione dell'impianto si poteva seguire la gara anche dalle case vicine visto che sia Genoa che Sampdoria non davano la possibilità di avere una postazione allo stadio...Dal balcone dove ero io non vedevo una porta per cui mi arrangiavo ascoltando “Tutto il calcio” e con gli urli dei tifosi».
Oltre al calcio quale altre radiocronache ha fatto?
«Un po' di tutti gli sport: pallavolo, pallacanestro... Nel '78 a Parma si giocò la finale del campionato mondiale di baseball tra Cuba e Stati Uniti e in quell'occasione sì facemmo una radiocronaca
a due voci: io mi occupavo degli attacchi degli Usa mentre Arturo Dallatana di quelli dei cubani. In una
gara di ciclismo a San Polo invece con Soavi (all'epoca vendeva la pubblicità per Radio Emilia) mi trovai a stendere due chilometri di cavo del telefono dalla casa più vicina al traguardo per poter avere la linea. Al di fuori dello sport anche del terremoto del Friuli del ’76».
Dopo tanti anni di radiocronache qual è quella che vorrebbe ancora fare?
«Una partita di calcio... qualsiasi».
Il tempo c’è perché si diceva che l’invenzione di Guglielmo Marconi sarebbe morta all’avvento della televisione e invece resiste anche nell’epoca di internet e dei telefonini di ultima generazione che anzi, offrono tra le migliaia di funzioni anche la possibilità di ascoltare la radio.
(Matteo Billi – da Informazione di Parma, 11.1.11 – Le foto a corredo sono tratte dagli archivi personali di Gian Carlo Ceci e Gabriele Majo – http://www.stadiotardini.com/)
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