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giovedì 13 gennaio 2011
DOSSIER 2004-05/ MAJO INTERVISTATO DALL’INFORMAZIONE
Richiamo in prima e servizio a pag. 18: il racconto sulle origini del documento che ricostruisce i presunti torti arbitrali nella stagione dello Spareggio
La pubblicazione da parte di stadiotardini.com dei risultati del “dossier” preparato durante la stagione 2004-05 con l’elenco di presunti torti/favori arbitrali delle squadre iscritte all’allora Campionato di Serie A (il Parma appariva decisamente la più svantaggiata, analizzando i commenti alla moviola del giornalista “neutrale” Angelo Pesciaroli del Corriere dello Sport), ha destato la curiosità di alcune redazioni sportive locali e nazionali. Ci hanno ripreso, tra gli altri, i portali nazionali sportivi di sportal.it, msn, tiscali, libero; Polis Quotidiano, nell’articolo in edicola stamani, in un servizio di Mattia Schianchi ricostruisce l’elenco degli episodi sospetti guardando anche altre fonti, mentre Matteo Billi, responsabile delle pagine sportive dell’Informazione di Parma ha intervistato Gabriele Majo.
(Leggi l’intervista all’interno)
L’INTERVISTA – Gabriele Majo svela i retroscena della stagione 2004-05
«Torti arbitrali al Parma? Preparai un dossier per l’Ad Luca Baraldi»
di Matteo Billi (Informazione di Parma
«Giraudo, parlando a voce alta, praticamente quasi urlando,ci disse che comunque questa situazione ce l’avrebbe fatta pagare anche facendoci retrocedere in B». E’uno dei passaggi chiave – riportati dall’Ansa – del verbale dell’interrogatorio in qualità di persona informata dei fatti reso,nel novembre scorso, dall’ex dirigente del Parma (e attuale amministratore delegato del Bologna), Luca Baraldi, nell’ambito del processo su Calciopoli in corso di svolgimento a Napoli. «La successiva stagione calcistica - continua Baraldi come riporta sempre l’Ansa – il Parma si salvò dalla serie B effettuando uno spareggio col Bologna dopo aver subito numerosi torti arbitrali». Notizia quest’ultima che ha fatto tornare in mente al giornalista Gabriele Majo,nella stagione 2004-05 responsabile Ufficio stampa e comunicazione della società ducale, che lo stesso dirigente ducale gli chiese di redigere un dossier con i presunti torti arbitrali.
L’Informazione ha intervistato Majo per cercare di capire l’origine e lo sviluppo del documento.
In quale momento della stagione 2004-05 Luca Baraldi le chiese di realizzare il dossier?
«Già nella parte iniziale della stagione Baraldi si raccomandò di tenere monitorati giornali e televisioni;
ma la realizzazione vera e propria del dossier avvenne verso le battute finali, cioè quando mancavano cinque giornate al termine (nella nostra ricerca infatti ci sono solo i primi 33 turni di serie A). Posso dire con precisione che la “materia prima”, cioè le analisi della moviola di Angelo Pesciaroli del Corriere dello Sport, terminai di metterla insieme il 30 aprile 2005,quando ricevetti l’intera collezione dei suoi articoli e non solo quelli da me precedentemente raccolti. Scelsi apposta un moviolista non di Parma e neppure del Nord Italia per non avere alcun tipo di condizionamento da campanile e Pesciaroli mi sembrava tra i più competenti in materia».
Quale metodo utilizzò per realizzarlo? Perché si affidò all’aiuto di Gianni Barone e Paolo Corsanici?
«Premetto che ogni società di calcio, grande o piccola che sia, ogni tanto produce (o semplicemente minaccia di farlo) un dossier a testimonianza dei torti arbitrali subiti per poi andare a tirare la giacchetta a chi di competenza. In questo caso particolare abbiamo voluto distinguerci: assieme ad un dvd che ci fornì Sandro Piovani (all’epoca redattore di Tv Parma ed autore della rubrica della moviola della Gazzetta di Parma) con le riprese video degli episodi più eclatanti ai danni dei ducali, unimmo la nostra ricerca (a dispetto di altre teneva in considerazione i presunti torti o favori di tutte le squadre iscritte a quel campionato). Questa nostra intuizione ci ha consentito di elaborare una particolare graduatoria in cui, in base al rapporto torti/favori documentati, il Parma risultava essere di gran lunga la più tartassata. Mi avvalsi dell’amichevole collaborazione di Gianni Barone, amico e compagno d’avventura nelle prime radiocronache al seguito del Parma. Lui, e Paolo Corsanici (che conobbi in quell’occasione) avevano sicuramente maggiore dimestichezza del sottoscritto nell’elaborare al computer la ricerca e renderla più presentabile».
Quali le conclusioni del dossier?
«Nel calcio,tra i tanti,esiste pure questo luogo comune: a fine stagione torti e favori si compensano. Ma secondo la nostra analisi le squadre che definimmo “compensate”, cioè quelle dove il rapporto tra torti e favori era sostanzialmente in equilibrio, furono appena cinque (Bologna 0,88; Chievo 1,00; Lazio 1,22; Milan 1,20; Roma 1,17); quelle avvantaggiate risultarono essere Atalanta (0,57); Brescia (0,43); Inter (0,63); Juventus (0,45); Livorno (0,64); Messina (0,56); Sampdoria (0,55) e soprattutto il Siena (0,10), che definimmo “molto avvantaggiato”; quelle svantaggiate Cagliari (1,60); Fiorentina (1,50); Lecce (1,75); Palermo (1,67); Reggina (2,25); Udinese (2,00) e soprattutto il nostro Parma che con il suo 2,86 venne definita “molto svantaggiata”. Quando preparammo la nota di accompagnamento ai numeri sopra riportati precisammo: “E’chiaro che si tratta di errori arbitrali e come tali involontari. Il risultato finale ci dice che non sempre vi è una compensazione tra torti subiti e favori ricevuti” ».
Dei venti episodi contro il Parma ne ricorda qualcuno in particolare?
«A distanza di così tanto tempo non ne ricordavo perciò sono andato a rileggere le moviole di Pesciaroli. Mi hanno incuriosito i tre presunti torti che ci fece Saccani alla quindicesima giornata a Livorno: “Tre interventi dubbi in area su Gilardino, il primo di Galante, il secondo di Alessandro Lucarelli, il terzo livornese rimane non identificato. Ma il rigore per Saccani non c’è mai”. I tre dubbi di Pesciaroli, dopo aver rivisto le immagini, a noi parvero certezze e come tali le considerammo nel dossier,ma altre fonti ricordano solo come eclatante quello di Galante. Però se, per esempio, la Gazzetta di Parma considerò netto il fallo da rigore commesso alla sesta giornata (17 ottobre 2004) in Brescia-Parma 3-1, da Di Biagio su Gilardino, l’episodio non figura, invece, nel nostro dossier, in quanto per Pesciaroli l’arbitro non aveva sbagliato nel non concederlo: “Chiede un rigore Gilardino, dopo un contatto con Di Biagio, ma fa bene Collina a non fischiare nulla,non c’è fallo e oltretutto può giudicare da posizione felice”». Di quel periodo ricordo bene quanto spesso Gilardino fosse protagonista di episodi per lo meno dubbi. Il ricordo più nitido che qualcosa di strano in effetti c’era, esula da questo dossier: mi riferisco a quelle che ci parvero le famose “ammonizioni scientifiche”, quando a Lecce l’arbitro De Santis,eliminò uno ad uno,in ordine alfabetico, tutti i diffidati, ammonendoli».
E tra quelli a favore?
«Anche in questo caso sono andato a rivedere quello che scrisse Pesciaroli e come mai alla quarta giornata (Inter-Parma) risulta che Morganti ci abbia fatto un favore: “Grella stampa i suoi tacchetti sulla gamba di Veron, sarebbe da cartellino rosso,non scatta neanche il giallo”. Un favore a noi, un torto all’Inter, perché nell’elenco dei 144 episodi analizzati funzionava così: se c’è uno che ha un vantaggio, ce n’è un altro che ha uno svantaggiato. Ovviamente, però, se non fossi andato a rileggere non me lo sarei ricordato…».
Che fine fece secondo lei il dossier? Le risulta che sia stato consegnato agli organi competenti?
«Secondo me il dossier venne consegnato agli organi federali. Il problema, come dicevo, è che ne ricevono (o ne ricevevano) talmente tanti… Apposta cercammo di distinguerci presentando qualcosa di diverso e meno “partigiano”, dal momento che risultavano tra gli autori persone “terze”come Barone e Corsanici. Negli anni a seguire mi capitò, ancora di confezionare elenchi di torti subiti ,ma in quei casi mi venne chiesta meno equidistanza».
Lei sapeva delle minacce di Giraudo? Quando ne venne a conoscenza?
«No,delle minacce di Giraudo non ne sapevo nulla. Tant’è che solo ieri (martedì,ndr), quando ho letto le agenzie con le dichiarazioni di Baraldi davanti ai giudici mi è tornato in mente il famoso dossier che sostanzialmente certifica (per quello che può valere) che in effetti,come da lui asserito in tribunale,in quella stagione, decisa allo spareggio, il Parma aveva subito una considerevole serie di torti arbitrali. Poi non sta certo a me decidere quanto quella maledizione possa avere davvero influito e in che modo sull’andamento del campionato».
A distanza di sei anni da quei fatti cosa può succedere secondo lei?
«Direi un bel niente: chi ha dato dato ha dato e chi ha avuto avuto ha avuto,visto che il processo si tiene a Napoli, sfruttiamo questo famoso motto… La giustizia sportiva già ha fatto il suo corso,quei campionati non saranno più riscritti, indipendentemente dai risvolti penali. Al Parma andò bene, perché nello spareggio ebbe la meglio sul Bologna, che pagò più di noi eventuali maneggi. Ma corremmo davvero un bel rischio… Ed una retrocessione, allora,avrebbe significato sparire davvero dal calcio professionistico. Un peccato dopo il salvataggio (un’opera d’arte) a seguito del crac Parmalat. Non va dimenticato, infatti, il capolavoro che Bondi e Baraldi seppero fare facendo passare l’inedito principio che una società di calcio controllata da una azienda in amministrazione straordinaria non era da considerarsi fallita (con perdita di titolo sportivo e parco giocatori), bensì in ristrutturazione (con il mantenimento della serie A e di tutti calciatori, specie Gilardino)».
(da Informazione di Parma del 13.01.2011, intervista di Matteo Billi)
(Leggi l’intervista all’interno)
«Torti arbitrali al Parma? Preparai un dossier per l’Ad Luca Baraldi»
di Matteo Billi (Informazione di Parma
«Giraudo, parlando a voce alta, praticamente quasi urlando,ci disse che comunque questa situazione ce l’avrebbe fatta pagare anche facendoci retrocedere in B». E’uno dei passaggi chiave – riportati dall’Ansa – del verbale dell’interrogatorio in qualità di persona informata dei fatti reso,nel novembre scorso, dall’ex dirigente del Parma (e attuale amministratore delegato del Bologna), Luca Baraldi, nell’ambito del processo su Calciopoli in corso di svolgimento a Napoli. «La successiva stagione calcistica - continua Baraldi come riporta sempre l’Ansa – il Parma si salvò dalla serie B effettuando uno spareggio col Bologna dopo aver subito numerosi torti arbitrali». Notizia quest’ultima che ha fatto tornare in mente al giornalista Gabriele Majo,nella stagione 2004-05 responsabile Ufficio stampa e comunicazione della società ducale, che lo stesso dirigente ducale gli chiese di redigere un dossier con i presunti torti arbitrali.
L’Informazione ha intervistato Majo per cercare di capire l’origine e lo sviluppo del documento.
In quale momento della stagione 2004-05 Luca Baraldi le chiese di realizzare il dossier?
«Già nella parte iniziale della stagione Baraldi si raccomandò di tenere monitorati giornali e televisioni;
ma la realizzazione vera e propria del dossier avvenne verso le battute finali, cioè quando mancavano cinque giornate al termine (nella nostra ricerca infatti ci sono solo i primi 33 turni di serie A). Posso dire con precisione che la “materia prima”, cioè le analisi della moviola di Angelo Pesciaroli del Corriere dello Sport, terminai di metterla insieme il 30 aprile 2005,quando ricevetti l’intera collezione dei suoi articoli e non solo quelli da me precedentemente raccolti. Scelsi apposta un moviolista non di Parma e neppure del Nord Italia per non avere alcun tipo di condizionamento da campanile e Pesciaroli mi sembrava tra i più competenti in materia».
«Premetto che ogni società di calcio, grande o piccola che sia, ogni tanto produce (o semplicemente minaccia di farlo) un dossier a testimonianza dei torti arbitrali subiti per poi andare a tirare la giacchetta a chi di competenza. In questo caso particolare abbiamo voluto distinguerci: assieme ad un dvd che ci fornì Sandro Piovani (all’epoca redattore di Tv Parma ed autore della rubrica della moviola della Gazzetta di Parma) con le riprese video degli episodi più eclatanti ai danni dei ducali, unimmo la nostra ricerca (a dispetto di altre teneva in considerazione i presunti torti o favori di tutte le squadre iscritte a quel campionato). Questa nostra intuizione ci ha consentito di elaborare una particolare graduatoria in cui, in base al rapporto torti/favori documentati, il Parma risultava essere di gran lunga la più tartassata. Mi avvalsi dell’amichevole collaborazione di Gianni Barone, amico e compagno d’avventura nelle prime radiocronache al seguito del Parma. Lui, e Paolo Corsanici (che conobbi in quell’occasione) avevano sicuramente maggiore dimestichezza del sottoscritto nell’elaborare al computer la ricerca e renderla più presentabile».
Quali le conclusioni del dossier?
«Nel calcio,tra i tanti,esiste pure questo luogo comune: a fine stagione torti e favori si compensano. Ma secondo la nostra analisi le squadre che definimmo “compensate”, cioè quelle dove il rapporto tra torti e favori era sostanzialmente in equilibrio, furono appena cinque (Bologna 0,88; Chievo 1,00; Lazio 1,22; Milan 1,20; Roma 1,17); quelle avvantaggiate risultarono essere Atalanta (0,57); Brescia (0,43); Inter (0,63); Juventus (0,45); Livorno (0,64); Messina (0,56); Sampdoria (0,55) e soprattutto il Siena (0,10), che definimmo “molto avvantaggiato”; quelle svantaggiate Cagliari (1,60); Fiorentina (1,50); Lecce (1,75); Palermo (1,67); Reggina (2,25); Udinese (2,00) e soprattutto il nostro Parma che con il suo 2,86 venne definita “molto svantaggiata”. Quando preparammo la nota di accompagnamento ai numeri sopra riportati precisammo: “E’chiaro che si tratta di errori arbitrali e come tali involontari. Il risultato finale ci dice che non sempre vi è una compensazione tra torti subiti e favori ricevuti” ».
Dei venti episodi contro il Parma ne ricorda qualcuno in particolare?
«A distanza di così tanto tempo non ne ricordavo perciò sono andato a rileggere le moviole di Pesciaroli. Mi hanno incuriosito i tre presunti torti che ci fece Saccani alla quindicesima giornata a Livorno: “Tre interventi dubbi in area su Gilardino, il primo di Galante, il secondo di Alessandro Lucarelli, il terzo livornese rimane non identificato. Ma il rigore per Saccani non c’è mai”. I tre dubbi di Pesciaroli, dopo aver rivisto le immagini, a noi parvero certezze e come tali le considerammo nel dossier,ma altre fonti ricordano solo come eclatante quello di Galante. Però se, per esempio, la Gazzetta di Parma considerò netto il fallo da rigore commesso alla sesta giornata (17 ottobre 2004) in Brescia-Parma 3-1, da Di Biagio su Gilardino, l’episodio non figura, invece, nel nostro dossier, in quanto per Pesciaroli l’arbitro non aveva sbagliato nel non concederlo: “Chiede un rigore Gilardino, dopo un contatto con Di Biagio, ma fa bene Collina a non fischiare nulla,non c’è fallo e oltretutto può giudicare da posizione felice”». Di quel periodo ricordo bene quanto spesso Gilardino fosse protagonista di episodi per lo meno dubbi. Il ricordo più nitido che qualcosa di strano in effetti c’era, esula da questo dossier: mi riferisco a quelle che ci parvero le famose “ammonizioni scientifiche”, quando a Lecce l’arbitro De Santis,eliminò uno ad uno,in ordine alfabetico, tutti i diffidati, ammonendoli».
E tra quelli a favore?
«Anche in questo caso sono andato a rivedere quello che scrisse Pesciaroli e come mai alla quarta giornata (Inter-Parma) risulta che Morganti ci abbia fatto un favore: “Grella stampa i suoi tacchetti sulla gamba di Veron, sarebbe da cartellino rosso,non scatta neanche il giallo”. Un favore a noi, un torto all’Inter, perché nell’elenco dei 144 episodi analizzati funzionava così: se c’è uno che ha un vantaggio, ce n’è un altro che ha uno svantaggiato. Ovviamente, però, se non fossi andato a rileggere non me lo sarei ricordato…».
Che fine fece secondo lei il dossier? Le risulta che sia stato consegnato agli organi competenti?
«Secondo me il dossier venne consegnato agli organi federali. Il problema, come dicevo, è che ne ricevono (o ne ricevevano) talmente tanti… Apposta cercammo di distinguerci presentando qualcosa di diverso e meno “partigiano”, dal momento che risultavano tra gli autori persone “terze”come Barone e Corsanici. Negli anni a seguire mi capitò, ancora di confezionare elenchi di torti subiti ,ma in quei casi mi venne chiesta meno equidistanza».
Lei sapeva delle minacce di Giraudo? Quando ne venne a conoscenza?
«No,delle minacce di Giraudo non ne sapevo nulla. Tant’è che solo ieri (martedì,ndr), quando ho letto le agenzie con le dichiarazioni di Baraldi davanti ai giudici mi è tornato in mente il famoso dossier che sostanzialmente certifica (per quello che può valere) che in effetti,come da lui asserito in tribunale,in quella stagione, decisa allo spareggio, il Parma aveva subito una considerevole serie di torti arbitrali. Poi non sta certo a me decidere quanto quella maledizione possa avere davvero influito e in che modo sull’andamento del campionato».
A distanza di sei anni da quei fatti cosa può succedere secondo lei?
«Direi un bel niente: chi ha dato dato ha dato e chi ha avuto avuto ha avuto,visto che il processo si tiene a Napoli, sfruttiamo questo famoso motto… La giustizia sportiva già ha fatto il suo corso,quei campionati non saranno più riscritti, indipendentemente dai risvolti penali. Al Parma andò bene, perché nello spareggio ebbe la meglio sul Bologna, che pagò più di noi eventuali maneggi. Ma corremmo davvero un bel rischio… Ed una retrocessione, allora,avrebbe significato sparire davvero dal calcio professionistico. Un peccato dopo il salvataggio (un’opera d’arte) a seguito del crac Parmalat. Non va dimenticato, infatti, il capolavoro che Bondi e Baraldi seppero fare facendo passare l’inedito principio che una società di calcio controllata da una azienda in amministrazione straordinaria non era da considerarsi fallita (con perdita di titolo sportivo e parco giocatori), bensì in ristrutturazione (con il mantenimento della serie A e di tutti calciatori, specie Gilardino)».
(da Informazione di Parma del 13.01.2011, intervista di Matteo Billi)
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