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mercoledì 19 gennaio 2011
DIVORZIO GIAMPAOLO/CATANIA, L’ANALISI
Dal giornale sportivo on line etneo Itasportpress.it il commento sull’inaspettata separazione. Secondo la Gazzetta di Parma era compromesso il rapporto con l’AD Lo Monaco
Sulla Gazzetta di Parma l’informato Vanni Zagnoli (siamo in piena era internet sicché si possono raccogliere dettagli pur abitando a Reggio Emilia) riferisce che per Giampaolo è stato “fatale il rapporto compromesso con l’amministratore delegato del Catania, Pietro Lo Monaco”. Insomma l’esatto contrario di quanto succede a Parma tra Leonardi e Marino, che vanta l’identico score stagionale del collega. Marco Platania del giornale sportivo on line Itasportpress.it, invece, scrive: “Alla fine ha prevalso la legge del campo, impietosa e più autorevole che ha costretto l'ad Pietro Lo Monaco a esonerare quel mister che aveva voluto a tutti i costi preferendolo a qualche giovane di belle speranze come Lerda e Pane.” E ricorda come proprio dopo la partita col Parma Lo Monaco avesse rivelato di aver offerto cinque anni di contratto al tecnico salutato ieri sera. Mica male questa clausola “salva-esonero” che trasforma il licenziamento dell’allenatore in una separazione consensuale: una sorta di reciproca assicurazione, magari anche più efficace che non quella di far firmare al tecnico un contratto annuale… (gmajo)
Continua all’interno con il copia-incolla degli articoli di Zagnoli e Platania
DA ITASPORTPRESS.IT, EDITORIALE DI MARCO PLATANIA
GIAMPAOLO: GRAZIE GENTILUOMO E ARRIVEDERCI AL PROSSIMO MODULO A DUE PUNTE
Dopo la sconfitta contro il Genoa: "Giampaolo non rischia proprio". Dopo la sonora sconfitta di Cagliari: “Giampaolo è il nostro allenatore, l’abbiamo scelto e lo supportiamo”. Dopo il pareggio interno contro il Chievo, di domenica scorsa: “Giampaolo non rischia l'esonero”. A dirla tutta l'ad del Catania, Pietro Lo Monaco ha mentito solo nei primi due casi. Sul libro paga del Calcio Catania Spa, ci sarà solo un nome e un cognome alla voce “allenatore” o, come preferisce identificarlo il presidente Pulvirenti: “tecnico”: Diego Pablo Simeone. Ma l'esonero (o l'allontanamento fate voi) di Giampaolo è comunque una sconfitta per tutti. Per il mister che ha fallito la sua missione e per la società che ha creduto all'ex del Siena tanto da fargli firmare un contratto quadriennale. Alla fine ha prevalso la legge del campo, impietosa e più autorevole che ha costretto l'ad Pietro Lo Monaco a esonerare quel mister che aveva voluto a tutti i costi preferendolo a qualche giovane di belle speranze come Lerda e Pane. "Critiche a Giampaolo? Puntiamo forte su di lui, tant'è vero che gli ho offerto 5 anni di contratto" disse Lo Monaco lo scorso 14 settembre dopo Parma-Catania. Si darà che qualcosa nello spogliatoio stava scricchiolando a Massannunziata e che qualche "senatore" stava alzando la voce, ma questi sono ormai piccoli dettagli che non faranno parte della storia del Catania.
GIAMPAOLO IL TATTICO- Il 30 maggio scorso quando il Catania versione 2010-2011 era ancora in fase embrionale, mister Marco Giampaolo firmò un contratto lungo che esaltava il progetto della società. Un tecnico giovane e ambizioso strappato ad altre società blasonate. Il progetto tattico c'era, le idee pure e l'idillio sembrava nascere sotto una buona stella. Nel mese della primavera e delle rose, sbocciava un Catania ancora da plasmare con una brillante salvezza alle spalle e un futuro rossazzurro tutto da scrivere. Il suo predecessore sulla panchina etnea, Sinisa Mihajlovic, aveva lasciato un ottimo e fresco ricordo nella memoria a breve termine dei tifosi. La pesante eredità veniva accolta da un allenatore preparato che faceva del suo credo tattico un vangelo inintaccabile senza alcuna possibilità di differente conversione. “Non si può prescindere dagli uomini a disposizione”, affermava il tecnico di Bellinzona agli esordi dell'avventura rossazzurra. Invece non si è mai distaccato dal suo 4-5-1 mascherato da 4-3-3, e quando sono stati effettuati tentativi in tal senso, i risultati non sono stati dei migliori. Attraverso tale modulo tattico, il Catania avrebbe dovuto costruire salvezza e successi inattesi magari centrando la tanto agognata Europa. Il plenipotenziario dell'elefante, Lo Monaco, auspicò “10 anni in rossazzurro” per Giampaolo. La rincorsa alle prime rughe, si è fermata prima del parto: solo otto mesi. E la scelta di esonerare l'allenatore è stata dolorosa proprio come un parto. Il progetto avviato congiuntamente da dirigenza e staff tecnico doveva essere di lunga durata e i rischi di incorrere in ostacoli improvvisi sembravano pari a zero. Ma il gioco latitava sin dagli albori e con esso i risultati che sono venuti meno man mano che ci si avvicinava al freddo invernale.
INVERNO GLACIALE PER I TECNICI DEL CATANIA- Nel dicembre 2009 pagò dazio Gianluca Atzori, perché la sua convinzione tattica si imbattè nel suo scarso ardore. Oggi la situazione è ben diversa. Evidentemente l'esercito degli allenatori patisce oltremodo il mite inverno catanese e non riesce a sopravvivere senza i “viveri” rappresentati dai risultati e sotto i colpi delle gravose pacche sulle spalle dei colleghi che raccolgono tanti punti e, magari, qualche complimento in meno. Se si eccettuano l'ultima prestazione casalinga contro il Chievo, l'inguardabile sconfitta di Lecce e la debacle di Cagliari, il Catania di Giampaolo non ha mai fornito performance al di sotto delle aspettative. Ma non ha mai esaltato. A peggiorare la posizione del “saldissimo” allenatore di Bellinzona, è intervenuta la crisi di risultati nel periodo post-natalizio: un punto nelle ultime tre gare. È vero che si è giocato con Roma e Inter, è vero anche che il Catania si è espresso ad ottimi livelli ma questa squadra necessita di fieno in cascina, e Giampaolo aveva già finito le scorte, panacea di tutti i mali? Sarebbe ingeneroso solo pensarlo. Quando un rapporto si interrompe le colpe vanno suddivise equamente. Portare avanti le proprie idee è lodevole ma paraocchi e tappi alle orecchie non sono bastati all'ormai ex allenatore del Catania per nascondere il carisma e la personalità che gli ordinavano di agire seguendo il proprio credo tattico, senza ascoltare chi era prodigo di consigli fuori e dentro casa. Perseverare è diabolico e Giampaolo lo ha fatto, intestardendosi e commettendo errori che alla fine si sono rivelati determinanti. Barrientos sta facendo il fenomeno all'Estudiantes, Sciacca è un talento nostrano che dopo il recupero dall'infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi per tanto, troppo tempo, è tornato a dispensare la solita miscela di qualità e quantità a centrocampo. Gli occhi a mandorla di Morimoto sono sempre più rettangolari a forza di vedere il campo dalla tribuna o, nella migliore delle ipotesi, dalla tribuna. Mascara come Baggio o Del Piero utilizzati col contagocce nel finale di carriera. E sono solo alcuni esempi. Il senno di poi è buon consigliero, certamente, ma non c'è più spazio né per le conferme né per le smentite. Nessuno potrà dire se Giampaolo si è fossilizzato nella trincea delle sue idee dimenticando chi c'era fuori, chi scalpitava a bordo campo, chi avrebbe mangiato l'erba se solo avesse avuto la possibilità di calcarla. La parola passa al prossimo allenatore del Catania che verrà ufficializzato oggi. Costui avrà in mano “il Catania più forte della gestione Pulvirenti – Lo Monaco”, come si è detto da più parti e come l'alta dirigenza rossazzurra ha confermato nel recente passato. Il rapporto si interrompe e ambo le parti sono chiamate a recitare il mea culpa. Si sbaglia sempre in due ma non tutti hanno la possibilità di riscattarsi subito. Il Catania ce l'ha, Giampaolo dovrà attendere ma siamo sicuri che si riscatterà alla grande avendo enormi doti umane e anche tecniche. Delle cinque imprescindibili componenti ne è venuta meno una: lo staff tecnico. Le altre quattro, società compresa, rimarranno ancora e lungo. Domenica scorsa è tornato il tifo caldo sugli spalti, un sostegno che ci voleva proprio. C'è sempre tempo tempo per rimediare a un errore o una decisione infelice. Proiettandoci sull'immediato futuro auguriamo al nuovo allenatore Diego Pablo Simeone, un proficuo e duraturo rapporto di lavoro col Catania. Che arrivi almeno alle doglie... (Marco Platania, da http://www.itasportpress.it/)
DALLA GAZZETTA DI PARMA, ARTICOLO DI VANNI ZAGNOLI
CATANIA, SILURATO GIAMPAOLO
Gli etnei hanno 22 punti come il Parma. Sostituto tra i favoriti l’argentino Simeone
Da ieri sera, Marco Giampaolo non è più l’allenatore del Catania. Il tecnico e la società etnea hanno deciso «congiuntamente di risolvere il rapporto contrattuale. Preso atto della bontà del lavoro fin qui svolto, il Catania augura al tecnico e al suo staff le migliori fortune sportive».
Il divorzio è sorprendente perchè la squadra rossoazzurra è sempre stata in zona salvezza, da inizio stagione e fra le squadre di seconda fascia mostrava il gioco più convincente. Giampaolo era stato capace di pareggiare a San Siro con il Milan e all’Olimpico con la Lazio per 1-1. Due domeniche fa era passato in vantaggio con l’Inter, poi la rimonta firmata Cambiasso. Il Catania ha lo stesso score del Parma, come i gialloblù ha vinto poco, sole 5 partite (il Bari è l’unica con meno successi, 3). Domenica si è fatto rimontare dal Chievo, al Massimino, sull'1-1: restano 3 punti sulla zona retrocessione, prima della sosta l’1-0 sul Brescia aveva restituito tranquillità. Poi tre sconfitte, compreso il 2-0 a Torino in coppa Italia con la Juventus. Fatale il rapporto compromesso con l’amministratore delegato del Catania, Pietro Lo Monaco, che pure smentisce: «Non si prendono certe decisioni a cuor leggero, ma per il bene del Catania e in maniera davvero consensuale. Il tecnico con noi aveva un contratto biennale, ma con possibilità di rescindere in anticipo. L’intesa è stata raggiunta perchè continui nel migliore dei modi la sua carriera». Ha inciso anche la lite con la bandiera etnea, Giuseppe Mascara. «Non tutti i matrimoni riescono, il calcio è fatto di queste cose, restano la stima nell’uomo e nel tecnico. Dispiace sempre quando si rompe un connubio».
Oggi alle 13 la presentazione del nuovo tecnico, nella rosa dei candidati il favorito è Franco Colomba, licenziato dal Bologna alla vigilia del campionato: «Al momento non ne se niente», ci ha risposto alle 21,45, ieri sera. Tra i papabili ci sarebbero gli argentini Sensini e Simeone, oltre a Cagni e Sonetti. Chance anche per Serse Cosmi e Gianni De Biasi. Tra le ipotesi sorprendenti, Beppe Bergomi e Paolo Di Canio.
Ieri doppia seduta per il Catania, a Massannunziata, guidata ancora da Giampaolo. In mattinata lavoro atletico, nel pomeriggio è comparso il pallone, con cura del possesso e partitella finale. Il giapponese Morimoto si è allenato regolarmente, carichi di lavoro individuali defatiganti per gli argentini Carboni e Maxi Lopez, da oggi nuovamente in gruppo. Corsa a bordo campo per il difensore Alvarez, Biagianti e l’ex Potenza; lavoro differenziato per il centrocampista Izco, altro argentino. (Vanni Zagnoli, Gazzetta di Parma)
Continua all’interno con il copia-incolla degli articoli di Zagnoli e Platania
DA ITASPORTPRESS.IT, EDITORIALE DI MARCO PLATANIA
GIAMPAOLO: GRAZIE GENTILUOMO E ARRIVEDERCI AL PROSSIMO MODULO A DUE PUNTE
Dopo la sconfitta contro il Genoa: "Giampaolo non rischia proprio". Dopo la sonora sconfitta di Cagliari: “Giampaolo è il nostro allenatore, l’abbiamo scelto e lo supportiamo”. Dopo il pareggio interno contro il Chievo, di domenica scorsa: “Giampaolo non rischia l'esonero”. A dirla tutta l'ad del Catania, Pietro Lo Monaco ha mentito solo nei primi due casi. Sul libro paga del Calcio Catania Spa, ci sarà solo un nome e un cognome alla voce “allenatore” o, come preferisce identificarlo il presidente Pulvirenti: “tecnico”: Diego Pablo Simeone. Ma l'esonero (o l'allontanamento fate voi) di Giampaolo è comunque una sconfitta per tutti. Per il mister che ha fallito la sua missione e per la società che ha creduto all'ex del Siena tanto da fargli firmare un contratto quadriennale. Alla fine ha prevalso la legge del campo, impietosa e più autorevole che ha costretto l'ad Pietro Lo Monaco a esonerare quel mister che aveva voluto a tutti i costi preferendolo a qualche giovane di belle speranze come Lerda e Pane. "Critiche a Giampaolo? Puntiamo forte su di lui, tant'è vero che gli ho offerto 5 anni di contratto" disse Lo Monaco lo scorso 14 settembre dopo Parma-Catania. Si darà che qualcosa nello spogliatoio stava scricchiolando a Massannunziata e che qualche "senatore" stava alzando la voce, ma questi sono ormai piccoli dettagli che non faranno parte della storia del Catania.
GIAMPAOLO IL TATTICO- Il 30 maggio scorso quando il Catania versione 2010-2011 era ancora in fase embrionale, mister Marco Giampaolo firmò un contratto lungo che esaltava il progetto della società. Un tecnico giovane e ambizioso strappato ad altre società blasonate. Il progetto tattico c'era, le idee pure e l'idillio sembrava nascere sotto una buona stella. Nel mese della primavera e delle rose, sbocciava un Catania ancora da plasmare con una brillante salvezza alle spalle e un futuro rossazzurro tutto da scrivere. Il suo predecessore sulla panchina etnea, Sinisa Mihajlovic, aveva lasciato un ottimo e fresco ricordo nella memoria a breve termine dei tifosi. La pesante eredità veniva accolta da un allenatore preparato che faceva del suo credo tattico un vangelo inintaccabile senza alcuna possibilità di differente conversione. “Non si può prescindere dagli uomini a disposizione”, affermava il tecnico di Bellinzona agli esordi dell'avventura rossazzurra. Invece non si è mai distaccato dal suo 4-5-1 mascherato da 4-3-3, e quando sono stati effettuati tentativi in tal senso, i risultati non sono stati dei migliori. Attraverso tale modulo tattico, il Catania avrebbe dovuto costruire salvezza e successi inattesi magari centrando la tanto agognata Europa. Il plenipotenziario dell'elefante, Lo Monaco, auspicò “10 anni in rossazzurro” per Giampaolo. La rincorsa alle prime rughe, si è fermata prima del parto: solo otto mesi. E la scelta di esonerare l'allenatore è stata dolorosa proprio come un parto. Il progetto avviato congiuntamente da dirigenza e staff tecnico doveva essere di lunga durata e i rischi di incorrere in ostacoli improvvisi sembravano pari a zero. Ma il gioco latitava sin dagli albori e con esso i risultati che sono venuti meno man mano che ci si avvicinava al freddo invernale.
INVERNO GLACIALE PER I TECNICI DEL CATANIA- Nel dicembre 2009 pagò dazio Gianluca Atzori, perché la sua convinzione tattica si imbattè nel suo scarso ardore. Oggi la situazione è ben diversa. Evidentemente l'esercito degli allenatori patisce oltremodo il mite inverno catanese e non riesce a sopravvivere senza i “viveri” rappresentati dai risultati e sotto i colpi delle gravose pacche sulle spalle dei colleghi che raccolgono tanti punti e, magari, qualche complimento in meno. Se si eccettuano l'ultima prestazione casalinga contro il Chievo, l'inguardabile sconfitta di Lecce e la debacle di Cagliari, il Catania di Giampaolo non ha mai fornito performance al di sotto delle aspettative. Ma non ha mai esaltato. A peggiorare la posizione del “saldissimo” allenatore di Bellinzona, è intervenuta la crisi di risultati nel periodo post-natalizio: un punto nelle ultime tre gare. È vero che si è giocato con Roma e Inter, è vero anche che il Catania si è espresso ad ottimi livelli ma questa squadra necessita di fieno in cascina, e Giampaolo aveva già finito le scorte, panacea di tutti i mali? Sarebbe ingeneroso solo pensarlo. Quando un rapporto si interrompe le colpe vanno suddivise equamente. Portare avanti le proprie idee è lodevole ma paraocchi e tappi alle orecchie non sono bastati all'ormai ex allenatore del Catania per nascondere il carisma e la personalità che gli ordinavano di agire seguendo il proprio credo tattico, senza ascoltare chi era prodigo di consigli fuori e dentro casa. Perseverare è diabolico e Giampaolo lo ha fatto, intestardendosi e commettendo errori che alla fine si sono rivelati determinanti. Barrientos sta facendo il fenomeno all'Estudiantes, Sciacca è un talento nostrano che dopo il recupero dall'infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi per tanto, troppo tempo, è tornato a dispensare la solita miscela di qualità e quantità a centrocampo. Gli occhi a mandorla di Morimoto sono sempre più rettangolari a forza di vedere il campo dalla tribuna o, nella migliore delle ipotesi, dalla tribuna. Mascara come Baggio o Del Piero utilizzati col contagocce nel finale di carriera. E sono solo alcuni esempi. Il senno di poi è buon consigliero, certamente, ma non c'è più spazio né per le conferme né per le smentite. Nessuno potrà dire se Giampaolo si è fossilizzato nella trincea delle sue idee dimenticando chi c'era fuori, chi scalpitava a bordo campo, chi avrebbe mangiato l'erba se solo avesse avuto la possibilità di calcarla. La parola passa al prossimo allenatore del Catania che verrà ufficializzato oggi. Costui avrà in mano “il Catania più forte della gestione Pulvirenti – Lo Monaco”, come si è detto da più parti e come l'alta dirigenza rossazzurra ha confermato nel recente passato. Il rapporto si interrompe e ambo le parti sono chiamate a recitare il mea culpa. Si sbaglia sempre in due ma non tutti hanno la possibilità di riscattarsi subito. Il Catania ce l'ha, Giampaolo dovrà attendere ma siamo sicuri che si riscatterà alla grande avendo enormi doti umane e anche tecniche. Delle cinque imprescindibili componenti ne è venuta meno una: lo staff tecnico. Le altre quattro, società compresa, rimarranno ancora e lungo. Domenica scorsa è tornato il tifo caldo sugli spalti, un sostegno che ci voleva proprio. C'è sempre tempo tempo per rimediare a un errore o una decisione infelice. Proiettandoci sull'immediato futuro auguriamo al nuovo allenatore Diego Pablo Simeone, un proficuo e duraturo rapporto di lavoro col Catania. Che arrivi almeno alle doglie... (Marco Platania, da http://www.itasportpress.it/)
DALLA GAZZETTA DI PARMA, ARTICOLO DI VANNI ZAGNOLI
CATANIA, SILURATO GIAMPAOLO
Gli etnei hanno 22 punti come il Parma. Sostituto tra i favoriti l’argentino Simeone
Da ieri sera, Marco Giampaolo non è più l’allenatore del Catania. Il tecnico e la società etnea hanno deciso «congiuntamente di risolvere il rapporto contrattuale. Preso atto della bontà del lavoro fin qui svolto, il Catania augura al tecnico e al suo staff le migliori fortune sportive».
Il divorzio è sorprendente perchè la squadra rossoazzurra è sempre stata in zona salvezza, da inizio stagione e fra le squadre di seconda fascia mostrava il gioco più convincente. Giampaolo era stato capace di pareggiare a San Siro con il Milan e all’Olimpico con la Lazio per 1-1. Due domeniche fa era passato in vantaggio con l’Inter, poi la rimonta firmata Cambiasso. Il Catania ha lo stesso score del Parma, come i gialloblù ha vinto poco, sole 5 partite (il Bari è l’unica con meno successi, 3). Domenica si è fatto rimontare dal Chievo, al Massimino, sull'1-1: restano 3 punti sulla zona retrocessione, prima della sosta l’1-0 sul Brescia aveva restituito tranquillità. Poi tre sconfitte, compreso il 2-0 a Torino in coppa Italia con la Juventus. Fatale il rapporto compromesso con l’amministratore delegato del Catania, Pietro Lo Monaco, che pure smentisce: «Non si prendono certe decisioni a cuor leggero, ma per il bene del Catania e in maniera davvero consensuale. Il tecnico con noi aveva un contratto biennale, ma con possibilità di rescindere in anticipo. L’intesa è stata raggiunta perchè continui nel migliore dei modi la sua carriera». Ha inciso anche la lite con la bandiera etnea, Giuseppe Mascara. «Non tutti i matrimoni riescono, il calcio è fatto di queste cose, restano la stima nell’uomo e nel tecnico. Dispiace sempre quando si rompe un connubio».
Oggi alle 13 la presentazione del nuovo tecnico, nella rosa dei candidati il favorito è Franco Colomba, licenziato dal Bologna alla vigilia del campionato: «Al momento non ne se niente», ci ha risposto alle 21,45, ieri sera. Tra i papabili ci sarebbero gli argentini Sensini e Simeone, oltre a Cagni e Sonetti. Chance anche per Serse Cosmi e Gianni De Biasi. Tra le ipotesi sorprendenti, Beppe Bergomi e Paolo Di Canio.
Ieri doppia seduta per il Catania, a Massannunziata, guidata ancora da Giampaolo. In mattinata lavoro atletico, nel pomeriggio è comparso il pallone, con cura del possesso e partitella finale. Il giapponese Morimoto si è allenato regolarmente, carichi di lavoro individuali defatiganti per gli argentini Carboni e Maxi Lopez, da oggi nuovamente in gruppo. Corsa a bordo campo per il difensore Alvarez, Biagianti e l’ex Potenza; lavoro differenziato per il centrocampista Izco, altro argentino. (Vanni Zagnoli, Gazzetta di Parma)
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