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martedì 11 gennaio 2011
ADDIO CAMERAMEN GENTILUOMO
In diretta al “suo” Bar Sport la ferale notizia della scomparsa di Ezio Venturi, l’operatore dei ritiri
Combinazione in quello studio ieri sera, anzi poche ore fa, dal momento che la trasmissione non è terminata da molto, c’ero anch’io. Mi trovavo lì, a Tv Parma, invitato da Giuseppe Milano e Monica Bertini, per celebrare, a Bar Sport, il 35° anniversario della prima radiocronaca diretta di Gian Carlo Ceci, alla presenza del “rivale” di sempre Giuseppe “Pino” Colombi. Cose terrene, nelle quali a noi terzi piace marciare mettendo, non per cattiveria, ma per puro divertimento, un po’ l’uno contro l’altro, pur sapendo che entrambi, Ceci e Colombi, hanno avuto indubbi meriti sulla crescita e sullo sviluppo delle allora radio libere, da pionieri quali erano. Ma a richiamarci a tutt’altra meno piacevole realtà è la ferale notizia piombata nello studio verso la fine della trasmissione: è morto Ezio Venturi.
(continua all’interno)
La voglia di battagliare – Sono stato io il primo! No io di calcio ne capisco più di te! – tipico del teatrino tv del lunedì sera scema immediatamente nei protagonisti e Giuseppe Milano cambia in corsa la scaletta che a fine programma prevedeva una gara di quiz nella quale avrebbero dovuto fronteggiarsi i due veterani radiofonici. Saputo della scomparsa della “Zia” preferisce chiudere, magari con qualche secondo di anticipo, la trasmissione senza ulteriori “divertenti” appendici.
La commozione, soprattutto tra i tecnici che con Ezio Venturi hanno lavorato gomito a gomito, è altissima, ma anche tra i giornalisti. Ceci ricorda – avrebbe voluto dirlo in diretta, ma non ha fatto in tempo – che fu proprio lui lo a portarlo a Tv Parma, di cui sarebbe nel tempo diventato un collaboratore fisso. Non si occupava di calcio, Ezio, ma forse proprio perché introdotto da Giancarlo iniziò ad appassionarsi soprattutto a quel particolarissimo periodo, per le squadre di calcio, che è la preparazione estiva. Da vent’anni a questa parte, magari sacrificando le vacanze, ed alle volte mettendoci economicamente pure del suo, aveva scelto di seguire tutti i ritiri del Parma, documentando con le sue immagini training, sedute, interviste, curiosità, insomma tutto ciò che accadeva in altura. I suoi preziosi filmati, poi, sarebbero arrivati in qualche modo a Parma, grazie a staffette o del personale del Parma FC o della Gazzetta, magari degli stessi tifosi, persone tutte che hanno apprezzato in questi anni la sua gentilezza, la familiarità e la riservatezza.
I ricordi più piacevoli che mi legano a lui sono relativi all’estate 2005 quando il Parma fece la preparazione a Sestola: il mio primo ritiro, diciamo così “completo” in organico alla Società. Alla sera ci ritrovavamo spesso – lui, il preparatore atletico Vincenzo Pincolini, Marco, un ragazzo tuttofare del posto ed io – in enoteca per bere un bicchiere di quello buono (ma buono per davvero) in compagnia, o passeggiando per le strade del paese, magari filosofeggiando sulle mille questioni della vita.
Due estati fa gli viene diagnosticata una grave malattia: lui non la nasconde parlando con i colleghi, con gli amici ed anche con i semplici conoscenti: “Come sto? Beh ho un tumore, ma a parte quello sto bene”, rispose una volta, lasciando di ghiaccio un fotografo, ignaro della sua vicenda personale. Ma Ezio non si è mai pianto addosso e fino all’ultimo ha combattuto consapevolmente contro l’avversario imbattibile, che stasera ha segnato, imparabile, il gol decisivo.
A luglio mi concesse il privilegio di registrare una intervista con lui, nella quale parlammo di questa sua specialità: essere da 20 anni l’operatore Tv dei ritiri del Parma. La pubblicò Settore Crociato. Oggi, noi, vogliamo riproporre, in sua memoria, quella chiacchierata. Ciao Zia. Ci mancherai. Gabriele Majo
Ai genitori e ai famigliari le nostre sentite condoglianze
Clicca qui per riascoltare l’intervista di Gabriele Majo ad Ezio Venturi (20 luglio 2010)
TRASCRIZIONE INTEGRALE DELLA INTERVISTA DI GABRIELE MAJO AD EZIO VENTURI
Mentre effettuiamo la registrazione di questa conversazione, su Tv Parma stanno scorrendo le immagini della prima uscita con il Levico. Immagini firmate dalla monocamera di Ezio Venturi.
Quello di Levico è il tuo ventesimo ritiro, o ne abbiamo perso qualcuno?
"No, io li ho fatti tutti i ritiri, da Folgaria a Morgex La Salle, passando per Sestola e Vigo: praticamente li ho fatti tutti, così come ho fatto tutte le partite amichevoli durante il precampionato".
Poi durante la stagione? Vai in letargo?
"Io mi occupo di altre cose, durante la stagione, non mi occupo di calcio, ma di altri argomenti, sempre per Tv Parma, naturalmente".
Come è nata questa tua passione per i ritiri, visto che non ne perdi uno?
"E' nata per caso, direi, forse, come premio estivo: mi sono offerto per fare questi ritiri, arrivando il giorno prima, così potevo registrare le immagini del pullman mentre arrivava, fino all'ultimo giorno. E' nata così, per caso, poi mi è piaciuta la situazione, ed abbiamo continuato, praticamente, per 20 anni".
Una tradizione che si consolida grazie anche alla direzione e alla redazione sportiva di Tv Parma?
"Ovviamente devo ringraziare tutti i direttori, in particolare Andrea Gavazzoli che mi ha dato fiducia anche quest'anno. Probabilmente le mie riprese lo soddisfano. Un grazie anche a Giuseppe Milano, che tutti i giorni mi sprona, mi dice: dammi le immagini, dimmi chi c'è e chi non c'è. Siamo in stretto contatto telefonico con la redazione. E poi man mano tutti gli anni ci sono i vari telecronisti. L'ultimo è Carlo Chiesa, con tutti sono in ottima sintonia: ci troviamo molto bene, insomma".
La tua è una presenza educata e discreta: in questi anni hai avuto modo di fare tante registrazioni molto utili per quei tifosi che non possono venire in ritiro a vedere direttamente all'opera i propri beniamini. Insomma effettui un servizio molto utile per la Comunità locale.
"Spero di sì. La cosa importante è che io uso sempre la massima educazione. Quando c'è Monguidi o quando c'è Rodio chiedo sempre il permesso di entrare in campo, se posso riprendere. Oggi, ad esempio, ho fatto delle riprese in palestra ed ovviamente ho chiesto il permesso. Poi mi dicono sempre di sì, non ci sono problemi. Vorrei ricordare, per esempio, i primi anni a Folgaria, quando c'era Nevio Scala, allora non c'erano tutti questi controlli, e allora cosa facevo io? Mi presentavo al mattino del primo giorno del ritiro e dicevo signor Nevio, io dovrei entrare in campo, dovrei fare delle riprese, e lui mi rispondeva: "Guardi, con questa educazione lei può entrare, fa tutte le riprese che vuole, eventualmente prenderà qualche pallonata ..." Infatti, di pallonate, ne ho prese parecchie, specie quando mi mettevo dietro la porta".
Tante pallonate e anche tanta pioggia?
"Tanta pioggia, certo, anche perché in ritiro spesso i campi sono scoperti, a parte quest'anno a Levico. Devo ringraziare veramente tutti i miei vecchietti, tra virgolette, che mi tengono sotto l'ombrello, ovviamente per evitare non che mi bagni io, quanto la telecamera. Vorrei ricordare Mora, Pepino, Umberto con sua moglie Isa; vorrei ringraziare Guido ed Ivana, Carlo, ad esempio, che a turno mi hanno sempre tenuto sotto i loro ombrelli per non bagnare la telecamera e per filmare tutta la partita, ovviamente. I miei vecchietti, come li chiamo io, sono anche adesso qui intorno e brontolano perché li chiamo così, come potete sentire in sottofondo. I miei tecnici sono molto professionali".
Ti abbiamo disturbato a tavola?
"No, sono qui nel viale principale di Levico, molto bello, al fresco; c'è qualche nuvola in giro, però, si sta molto bene, direi. Ottima accoglienza, specialmente nell'albergo dove sono, veramente il titolare ha fatto in modo che avessi un ufficio apposta per trasmettere le interviste e le immagini a Tv Parma. Ecco, vorrei ricordare ... è una cosa molto importante ... che dall'anno scorso abbiamo la possibilità di trasmettere via computer le interviste e le immagini: non è come una volta che si dava la cassetta al primo che andava a Parma. Eravamo quasi a livelli di piccione viaggiatore. Invece dall'anno scorso mi sono impegnato ad imparare a montare con il computer ed inviare giornalmente i servizi, praticamente in leggera differita. Una importante evoluzione tecnica di Tv Parma".
Una simil-diretta molto apprezzata anche dai tifosi, perché dà quel senso di freschezza e genuinità: trasmette proprio la sensazione di essere lì, anche se i tempi eroici ed epici di quando si mandavano le cassette a Parma con il piccione viaggiatore di turno, rimangono indimenticabili?
"Sono tempi ormai lontani, però. Questa evoluzione tecnologica è stata molto importante".
Partendo proprio dagli albori, come ti sei trovato in questi anni in ritiro con il Parma, già dai tempi di Nevio Scala?
"Molto bene, sia quando c'era Nevio Scala, sia con gli addetti stampa, sia con l'organizzazione: non ho mai avuto problemi. Ho sempre potuto riprendere quello che volevo, senza problemi. Ecco: con i giocatori io mi comporto molto professionalmente, do del lei. Il tifoso Ezio Venturi è rimasto a casa. Qui c'è Ezio Venturi con la telecamera, che da del lei ai giocatori, e non ha mai avuto problemi. Io filmo e basta. Non sto a chiedere autografi o magliette: sono professionale e basta".
Qualche aneddoto di queste lunghe annate? O se ne hai qualcuno fresco di quest'anno?
"Mah ... Di aneddoti ce ne sono tanti. Calcisticamente parlando, tutto si è svolto normalmente, quindi particolari aneddoti non ne ho. Certo ho conosciuto grandi personaggi: Cannavaro, Buffon, tanti altri, Il giapponese Nakata. Extracalcio, invece, ricordo la compagnia dei giornalisti della Gazzetta di Parma, per esempio, utilissimi; anzi, li ringrazio per le domande che fanno e che poi io registro. Poi le mangiate con Piovani: delle cose molto goliardiche, direi. Poi, una volta, una situazione molto bella, anche se forse non va molto a nostro favore: eravamo a Morgex La Salle io e Zurlini e, scendendo da Courmayeur, pur non avendo bevuto, ci eravamo persi il Monte Bianco. Ci siamo fermati dicendo: guarda che è lì, no guarda che è là, il fatto è che era coperto da una montagna che aveva coperto il Monte Bianco!!!".
Questi giorni a Levico stanno passando con la stessa spensieratezza?
“Sì, c'è sempre molta gioia tra i tifosi, che parlano con i giocatori; danno loro addirittura consigli su come battere le rimesse laterali come sta facendo una supertifosa che è qui adesso. C'è molta felicità direi!!!".
Intervista di Gabriele Majo – Le foto da Levico sono di Jonathan Belletti
(continua all’interno)
La commozione, soprattutto tra i tecnici che con Ezio Venturi hanno lavorato gomito a gomito, è altissima, ma anche tra i giornalisti. Ceci ricorda – avrebbe voluto dirlo in diretta, ma non ha fatto in tempo – che fu proprio lui lo a portarlo a Tv Parma, di cui sarebbe nel tempo diventato un collaboratore fisso. Non si occupava di calcio, Ezio, ma forse proprio perché introdotto da Giancarlo iniziò ad appassionarsi soprattutto a quel particolarissimo periodo, per le squadre di calcio, che è la preparazione estiva. Da vent’anni a questa parte, magari sacrificando le vacanze, ed alle volte mettendoci economicamente pure del suo, aveva scelto di seguire tutti i ritiri del Parma, documentando con le sue immagini training, sedute, interviste, curiosità, insomma tutto ciò che accadeva in altura. I suoi preziosi filmati, poi, sarebbero arrivati in qualche modo a Parma, grazie a staffette o del personale del Parma FC o della Gazzetta, magari degli stessi tifosi, persone tutte che hanno apprezzato in questi anni la sua gentilezza, la familiarità e la riservatezza.
I ricordi più piacevoli che mi legano a lui sono relativi all’estate 2005 quando il Parma fece la preparazione a Sestola: il mio primo ritiro, diciamo così “completo” in organico alla Società. Alla sera ci ritrovavamo spesso – lui, il preparatore atletico Vincenzo Pincolini, Marco, un ragazzo tuttofare del posto ed io – in enoteca per bere un bicchiere di quello buono (ma buono per davvero) in compagnia, o passeggiando per le strade del paese, magari filosofeggiando sulle mille questioni della vita.
Due estati fa gli viene diagnosticata una grave malattia: lui non la nasconde parlando con i colleghi, con gli amici ed anche con i semplici conoscenti: “Come sto? Beh ho un tumore, ma a parte quello sto bene”, rispose una volta, lasciando di ghiaccio un fotografo, ignaro della sua vicenda personale. Ma Ezio non si è mai pianto addosso e fino all’ultimo ha combattuto consapevolmente contro l’avversario imbattibile, che stasera ha segnato, imparabile, il gol decisivo.
A luglio mi concesse il privilegio di registrare una intervista con lui, nella quale parlammo di questa sua specialità: essere da 20 anni l’operatore Tv dei ritiri del Parma. La pubblicò Settore Crociato. Oggi, noi, vogliamo riproporre, in sua memoria, quella chiacchierata. Ciao Zia. Ci mancherai. Gabriele Majo
Ai genitori e ai famigliari le nostre sentite condoglianze
Clicca qui per riascoltare l’intervista di Gabriele Majo ad Ezio Venturi (20 luglio 2010)
TRASCRIZIONE INTEGRALE DELLA INTERVISTA DI GABRIELE MAJO AD EZIO VENTURI
Quello di Levico è il tuo ventesimo ritiro, o ne abbiamo perso qualcuno?
"No, io li ho fatti tutti i ritiri, da Folgaria a Morgex La Salle, passando per Sestola e Vigo: praticamente li ho fatti tutti, così come ho fatto tutte le partite amichevoli durante il precampionato".
Poi durante la stagione? Vai in letargo?
"Io mi occupo di altre cose, durante la stagione, non mi occupo di calcio, ma di altri argomenti, sempre per Tv Parma, naturalmente".
Come è nata questa tua passione per i ritiri, visto che non ne perdi uno?
"E' nata per caso, direi, forse, come premio estivo: mi sono offerto per fare questi ritiri, arrivando il giorno prima, così potevo registrare le immagini del pullman mentre arrivava, fino all'ultimo giorno. E' nata così, per caso, poi mi è piaciuta la situazione, ed abbiamo continuato, praticamente, per 20 anni".
Una tradizione che si consolida grazie anche alla direzione e alla redazione sportiva di Tv Parma?
"Ovviamente devo ringraziare tutti i direttori, in particolare Andrea Gavazzoli che mi ha dato fiducia anche quest'anno. Probabilmente le mie riprese lo soddisfano. Un grazie anche a Giuseppe Milano, che tutti i giorni mi sprona, mi dice: dammi le immagini, dimmi chi c'è e chi non c'è. Siamo in stretto contatto telefonico con la redazione. E poi man mano tutti gli anni ci sono i vari telecronisti. L'ultimo è Carlo Chiesa, con tutti sono in ottima sintonia: ci troviamo molto bene, insomma".
La tua è una presenza educata e discreta: in questi anni hai avuto modo di fare tante registrazioni molto utili per quei tifosi che non possono venire in ritiro a vedere direttamente all'opera i propri beniamini. Insomma effettui un servizio molto utile per la Comunità locale.
"Spero di sì. La cosa importante è che io uso sempre la massima educazione. Quando c'è Monguidi o quando c'è Rodio chiedo sempre il permesso di entrare in campo, se posso riprendere. Oggi, ad esempio, ho fatto delle riprese in palestra ed ovviamente ho chiesto il permesso. Poi mi dicono sempre di sì, non ci sono problemi. Vorrei ricordare, per esempio, i primi anni a Folgaria, quando c'era Nevio Scala, allora non c'erano tutti questi controlli, e allora cosa facevo io? Mi presentavo al mattino del primo giorno del ritiro e dicevo signor Nevio, io dovrei entrare in campo, dovrei fare delle riprese, e lui mi rispondeva: "Guardi, con questa educazione lei può entrare, fa tutte le riprese che vuole, eventualmente prenderà qualche pallonata ..." Infatti, di pallonate, ne ho prese parecchie, specie quando mi mettevo dietro la porta".
Tante pallonate e anche tanta pioggia?
"Tanta pioggia, certo, anche perché in ritiro spesso i campi sono scoperti, a parte quest'anno a Levico. Devo ringraziare veramente tutti i miei vecchietti, tra virgolette, che mi tengono sotto l'ombrello, ovviamente per evitare non che mi bagni io, quanto la telecamera. Vorrei ricordare Mora, Pepino, Umberto con sua moglie Isa; vorrei ringraziare Guido ed Ivana, Carlo, ad esempio, che a turno mi hanno sempre tenuto sotto i loro ombrelli per non bagnare la telecamera e per filmare tutta la partita, ovviamente. I miei vecchietti, come li chiamo io, sono anche adesso qui intorno e brontolano perché li chiamo così, come potete sentire in sottofondo. I miei tecnici sono molto professionali".
Ti abbiamo disturbato a tavola?
"No, sono qui nel viale principale di Levico, molto bello, al fresco; c'è qualche nuvola in giro, però, si sta molto bene, direi. Ottima accoglienza, specialmente nell'albergo dove sono, veramente il titolare ha fatto in modo che avessi un ufficio apposta per trasmettere le interviste e le immagini a Tv Parma. Ecco, vorrei ricordare ... è una cosa molto importante ... che dall'anno scorso abbiamo la possibilità di trasmettere via computer le interviste e le immagini: non è come una volta che si dava la cassetta al primo che andava a Parma. Eravamo quasi a livelli di piccione viaggiatore. Invece dall'anno scorso mi sono impegnato ad imparare a montare con il computer ed inviare giornalmente i servizi, praticamente in leggera differita. Una importante evoluzione tecnica di Tv Parma".
Una simil-diretta molto apprezzata anche dai tifosi, perché dà quel senso di freschezza e genuinità: trasmette proprio la sensazione di essere lì, anche se i tempi eroici ed epici di quando si mandavano le cassette a Parma con il piccione viaggiatore di turno, rimangono indimenticabili?
"Sono tempi ormai lontani, però. Questa evoluzione tecnologica è stata molto importante".
Partendo proprio dagli albori, come ti sei trovato in questi anni in ritiro con il Parma, già dai tempi di Nevio Scala?
"Molto bene, sia quando c'era Nevio Scala, sia con gli addetti stampa, sia con l'organizzazione: non ho mai avuto problemi. Ho sempre potuto riprendere quello che volevo, senza problemi. Ecco: con i giocatori io mi comporto molto professionalmente, do del lei. Il tifoso Ezio Venturi è rimasto a casa. Qui c'è Ezio Venturi con la telecamera, che da del lei ai giocatori, e non ha mai avuto problemi. Io filmo e basta. Non sto a chiedere autografi o magliette: sono professionale e basta".
Qualche aneddoto di queste lunghe annate? O se ne hai qualcuno fresco di quest'anno?
"Mah ... Di aneddoti ce ne sono tanti. Calcisticamente parlando, tutto si è svolto normalmente, quindi particolari aneddoti non ne ho. Certo ho conosciuto grandi personaggi: Cannavaro, Buffon, tanti altri, Il giapponese Nakata. Extracalcio, invece, ricordo la compagnia dei giornalisti della Gazzetta di Parma, per esempio, utilissimi; anzi, li ringrazio per le domande che fanno e che poi io registro. Poi le mangiate con Piovani: delle cose molto goliardiche, direi. Poi, una volta, una situazione molto bella, anche se forse non va molto a nostro favore: eravamo a Morgex La Salle io e Zurlini e, scendendo da Courmayeur, pur non avendo bevuto, ci eravamo persi il Monte Bianco. Ci siamo fermati dicendo: guarda che è lì, no guarda che è là, il fatto è che era coperto da una montagna che aveva coperto il Monte Bianco!!!".
Questi giorni a Levico stanno passando con la stessa spensieratezza?
“Sì, c'è sempre molta gioia tra i tifosi, che parlano con i giocatori; danno loro addirittura consigli su come battere le rimesse laterali come sta facendo una supertifosa che è qui adesso. C'è molta felicità direi!!!".
Intervista di Gabriele Majo – Le foto da Levico sono di Jonathan Belletti
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