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venerdì 21 gennaio 2011

PRANDELLI, CRONACA ROMANZATA DEL PRANZO AGLI ANTICHI SAPORI

Menù parmigiano (vino a parte) per il Cittì assieme ad altri nove commensali nella trattoria di Gaione
SAM_1533In tutto erano in dieci. Cittì compreso. Ma tutti quanti (almeno quelli che abbiamo interpellato), per rispetto della privacy e della riservatezza, oltre che per uno spiccato senso dell’amicizia, hanno mantenuto il massimo riserbo, passando con estrema facilità dalla bocca piena a quella cucita, senza regalare agli estranei alcuna indiscrezione sul pranzo agli Antichi Sapori che ha chiuso la giornata parmigiana di ieri di Cesare Prandelli. Ma noi curiosoni e gossippari di stadiotardini.com qualche piccolo dettaglio siamo lo stesso riusciti a metterlo insieme per dare vita a questo minuscolo dietro le quinte, purtroppo, ahinoi, non arricchito da una delle nostre consuete apprezzate e rinomate fotogallery amatoriali. Qui a fianco a corredo, dunque, mettiamo l’immagine di  Apolloni  subito dopo l’incontro con Cesare sotto i Portici del Grano. Perché tra i commensali c’era pure lui e anche la signora ritratta di spalle che poi scopriremo…
(Continua all’interno)
antichiLa “cimice” che avevamo piazzato sotto il tavolo a fianco del camino, protetto da un paravento, nella sala d’accoglienza della trattoria di Gaione (un tempo appartenuta a Nicolò Paganini, in epoca più recente all’indimenticato Ciccio Zerbini, che cercava di educare il gusto di noi cronisti alle prime armi, consigliandoci piatti e vini di qualità, ed ora al non meno valido Davide, e signora, che pure apprezziamo particolarmente), nel suo gracchiare, ci ha trasmesso inequivocabilmente che il “Rosso di Frascati”, reduce dall’esonero di Grosseto, SAM_1532non mira ad entrare nel giro della Nazionale, dove peraltro il budget ed il parco uomini a disposizione del Cittì sono abbondantemente esauriti, bensì a trovare, per la prossima stagione, una piazza adeguata per il rilancio. Un posto dove possa far emergere le sue indubbie qualità, così come era avvenuto a Modena, quando rilevò Zoratto conducendo i “Canarini” all’epoca ultimi in classifica ad una insperata salvezza all’ultima giornata, impresa bissata anche l’anno successivo, al termine di una stagione assai tranquilla, ma solo un po’ complicata nel finale per via di un calo di SAM_1531rendimento della squadra. Prandelli gli avrebbe consigliato di prestare attenzione nella scelta soprattutto all’ambiente, trovando una società che lo sappia far lavorare in pace. Chiedete se Parma possa essere considerata tale? Scusate ma la ricevente ogni tanto perdeva il segnale sicché non so proprio dirvi se si sia accennato a questo tipo di argomento, ma ci viene da pensare che “nemo profeta in patria est”, come sa bene Pioli, ed Apolloni è un parmigiano d’adozione. Certo per il futuro sarebbe una ipotesi suggestiva: il Parma in mano ad uno dei ragazzi del ’90, però prima sarebbe meglio arricchire il bagaglio d’esperienze, prima di affrontare la sfida nella SAM_1472propria città… Gli altri commensali? Beh, Fabio Cola, psicologo e motivatore apprezzato collaboratore, io aggiungerei anche consigliere, di Prandelli ai tempi della sua esperienza parmigiana. Se gli Antichi Sapori sono il covo parmigiano di Cesare quando torna da queste parti, probabilmente il merito è proprio dell’ex responsabile delle relazioni interne che sovente organizza esclusivi meeting eno-gastronomici al fine di mettere in relazione persone che in qualche modo possano avere assonanze tra loro. Ricordo una mitica serata di pesce e champagne giù sandro piovaninella cantinetta davvero indimenticabile. Non sarebbe ora di farne un’altra? Probabilmente verrebbe volentieri anche Sandro Piovani. Ieri la Gazzetta di Parma ha fatto l’oculata scelta di affidare proprio a lui, il principale cantore delle epiche gesta di Prandelli a Parma, il racconto del suo ritorno in città da Commissario Tecnico. Nonostante il pranzo (i piedi sotto la tavola sono rimasti fino alle 16 circa, quando la compagnia si è sciolta) Sandrone (ormai, in verità, dovremmo chiamarlo Drino, visto che da qualche tempo in qua sta mettendo su una invidiabile silhouette) ha confezionato ben tre pezzi dell’intera pagina dedicata dal quotidiano locale dedicata a questa occasione. Sandro è anche buon amico di Cesare Prandelli, un feeling nato quasi dieci anni fa e consolidato Paolo Grossinel tempo, nonostante la distanza. Diciamo quindi che dell’argomento era ben preparato… Ma non era l’unico della scuderia Segea ad essersi accomodato al desco del Ct: c’era anche Paolo Grossi, il quale è pure corrispondente da Parma del Corriere dello Sport –Stadio, testata rappresentata ufficialmente dall’inviata Alessandra Giardini (l’unica ad avere preferito i tortelli d’erbetta agli anolini), che pure vanta non buoni, ma ottimi uffici con Prandelli. Ma non si trattava di una conferenza stampa bensì di un ritrovo tra amici e parenti: c’era, infatti, anche il figlio Niccolò (attuale preparatore di raccordo del Parma FC), assieme alla moglie Veronica, il Bianco, alias Danfio Bianchessi, il responsabile del Centro Sportivo di Collecchio, dove più o meno alla stessa ora il presidente Ghirardi stava seguendo i lavori della squadra agli ordini di Marino. Il Pres, siccome come è noto l’occhio del padrone bianco ingrassa il cavallo, ha dovuto optare per il “dovere” di stare vicino alla squadra appena prima di una gara “pesante” come l’anticipo col Catania, al “piacere” di pasteggiare con colui che gli aveva consigliato a suo tempo di acquistare la Società. Tra i convitati anche il cognato di Prandelli, Alberto. Dicevamo prima che l’astemia Alessandra Giardini (un commensale misterioso le versava sempre da bere sciupando il vino, peraltro non emiliano, ma via radio è difficile leggere bene l’etichetta…) aveva preferito i tortelli d’erbetta ai galleggianti scelti dal resto della compagnia. Ovviamente degno accompagnamento il prosciutto di Parma ed altre specialità del territorio. Sia pure protetta dal paravento la tavolata è stata notata da alcuni altri avventori degli Antichi Sapori, che hanno approfittato della nota cortesia e disponibilità del Commissario Tecnico per un rapido saluto con autografo. (gabriele majo)

1 commenti:

Gabriele Majo ha detto...

Prendo atto, delle precisazioni verbalmente formulatemi in data odierna (15.02.2011) dal Signor Danfio Bianchessi al Centro Sportivo di Collecchio verso le ore 15.15, e cioè che in data 21.01.2011 l’allenamento del Parma si era svolto al mattino e non al pomeriggio (anche se nel pezzo non si fa riferimento ad orari, se non ad uno non specificato "più o meno a quell'ora") e dunque che lo stesso Bianchessi non aveva lasciato il posto di lavoro (argomentazione peraltro da me non riportata all'interno dell'articolo) per partecipare al pranzo con il Commissario Tecnico Cesare Prandelli, al quale lo stesso Bianchessi è pervenuto più tardi rispetto agli altri commensali proprio per poter concludere la sua opera al Centro Sportivo di cui egli è il responsabile. Da parte mia, oltre a ricordare che l’articolo in questione era una “cronaca romanzata”, dunque con tutta l’ironia del caso (a complemento di altri servizi più “seriosi” sulla visita del Ct a Parma), sottolineo come non ci fosse alcuna volontà da parte del sottoscritto di mettere in cattiva luce il signor Bianchessi (né si capirebbe lo scopo di questa azione). Il riferimento al fatto che più o meno “alla stessa ora il Presidente stava seguendo i lavori della squadra agli ordini di Marino…” era per motivare l’assenza – quella sì giornalisticamente rilevante – al conviviale in questione del Presidente Tommaso Ghirardi, del quale si voleva esaltare (come scritto, questo sì) che “ha dovuto optare per il ‘dovere’ di stare vicino alla squadra appena prima di una gara pesante come l’anticipo col Catania, al ‘piacere’ di pasteggiare con colui che gli aveva consigliato a suo tempo di acquistare la società”. Per esigenza di esposizione il Centro Sportivo di Collecchio era stato l’anello di congiunzione per citare tra i presenti al pranzo anche il Bianchessi (come fatto per tutti gli altri commensali), per poi evidenziare l’assenza di Ghirardi, notoriamente ottimo amico di Prandelli. Tutto qui. Non ho difficoltà alcuna a scusarmi con l'interessato se in qualche modo si è sentito offeso per quanto riportato nell'articolo, ma da parte mia non c'era alcuna intenzione di farlo. Purtroppo è stata fraintesa - o ho espresso male io - unafrase che voleva solo essere un elogio del Presidente per il suo attaccamento alla squadra. Gabriele Majo