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mercoledì 12 gennaio 2011

DOSSIER ARBITRALE 2004-05 / ECCO LA NOSTRA MATERIA PRIMA

Tutte le analisi alla moviola di Pesciaroli del Corriere dello Sport, che avevamo scelto come fonte neutrale per costruire la nostra ricerca
dossierSono passati tanti anni e certi episodi che allora (stagione 2004-05) ci sembravano chiari coma la luce del sole, dopo un po’ di tempo possono essere passati nell’oblio della memoria. Ma carta canta, come si suol dire, e villan dorme… Stanotte, anziché dormire, richiamati dall’attualità della deposizione di Luca Baraldi, all’epoca dirigente del Parma, al processo di Calciopoli, il quale riferì delle minacce di retrocessione ricevute da Giraudo, abbiamo ritrovato e riproposto quel nostro vecchio dossier, che confezionammo con il prezioso aiuto di Gianni Barone e Paolo Corsanici, che dimostrava quanto fosse stata tartassata la squadra crociata, la più penalizzata dell’intera serie A, mettendo sulla bilancia torti e favori nelle prime 33 giornate di quel campionato, secondo l’analisi “neutrale” alla moviola di Angelo Pesciaroli, all’epoca vice capo redattore del Corriere dello Sport
(continua all’interno)

Preferimmo scegliere un giornale non di Parma o del Nord Italia apposta per evitare il più possibile condizionamenti da campanile, dal momento che il nostro fine era quello di ricavare un prodotto il più obiettivo possibile, onde poterlo presentare agli organi competenti non come il solito piagnisteo. E’ chiaro che né Pesciaroli (che peraltro non era al corrente di questa nostra operazione) né noi “analisti” del suo lavoro abbiamo la presunzione di sancire la verità: siamo ed eravamo pieni di dubbi, per carità. Eppure utilizzando lo stesso metro per tutte le squadre prese in considerazione nei 144 episodi passati ai raggi x il Parma, in effetti, risultava essere la squadra più penalizzata dalle decisioni arbitrali. Diversi colleghi, prima di tutti, Mattia Schianchi di Polis Quotidiano, ci hanno chiesto di elencare i 20 episodi contro che il Parma avrebbe avuto. Li accontentiamo, a seguire, indicando la giornata di riferimento e l’arbitro, oltre all’elenco completo delle descrizioni proposte allora dalla nostra fonte di riferimento. Confrontando la nostra ricerca di allora, con la ricostruzione odierna fatta da Mattia Schianchi seguendo altre fonti (la Gazzetta di Parma) notiamo che non sempre il risultato è analogo. Certi episodi riportati da Pesciaroli non apparivano così determinanti per la Gazzetta o neppure menzionati, così come certi episodi sacrosanti per il quotidiano locale sono stati, invece, cassati con assoluzione dell’arbitro dall’esperto giornalista del Corriere dello Sport. Visto che il prossimo avversario è il Brescia, citiamo, a titolo puramente esemplificativo, quanto accadde alla sesta giornata (17 ottobre 2004) Brescia-Parma 3-1, dove il fallo da rigore di Di Biagio che il moviolista dell’epoca del quotidiano locale Sandro Piovani aveva ritenuto netto, su Alberto Gilardino, non figura, invece, nel nostro dossier, in quanto per Pesciaroli l’arbitro non aveva sbagliato: “Chiede un rigore Gilardino, dopo un contatto con Di Biagio, ma fa bene Collina a non fischiare nulla, non c’è fallo e oltretutto può giudicare da posizione felice.” (gabriele majo)

ECCO, DAL DOSSIER 2004-05, L’ELENCO DELLE GIORNATE E DEGLI ARBITRI IN CUI IL PARMA AVREBBE RICEVUTO DECISIONI SFAVOREVOLI
2^giornata (Morganti); 3^ giornata (Rodomonti); 8^ giornata (Rizzoli); 9^ giornata (De Marco); 10^ giornata (Bergonzi); 12^ giornata (Rizzoli); 15^ giornata (Saccani, 3 episodi); 16^ giornata (Racalbuto); 20^ giornata (Bertini); 23^ (Collina, 2 episodi); 26^ (Messina , 2 episodi); 27^ (Cassarà); 28^ (Pieri); 29^ (Rodomonti); 32^ (Collina, 2 episodi).
ECCO TUTTE LE DESCRIZIONI ALLA MOVIOLA DI ANGELO PESCIAROLI DALLA 1^ ALLA 33^ GIORNATA DEL CAMPIONATO DI SERIE A 2004-05 SCRITTE PER IL CORRIERE DELLO SPORT
di Angelo Pesciaroli
(prima giornata, 12 settembre 2004)
Il campionato parte con decisioni ineccepibili degli arbitri improntate alla massima severità ed al rispetto del regolamento. Non sembra quasi di essere in Italia. Nell’anticipo di sabato il portiere Dida è stato espulso per aver atterrato in area un avversario senza più ostacoli verso il gol. Si è discusso molto ieri sera in tv: a molti appassionati di calcio sembra esagerata la doppia punizione, tecnica (rigore) e disciplinare (cartellino rosso), ma il regolamento è questo e chi non lo accetta deve semmai andare a reclamare da Blatter. Le norme pretendono l’espulsione del giocatore che trattiene per la maglia un avversario lanciato a rete senza altro ostacolo. La stessa cosa di sabato a Milano è accaduta ieri sera a Marassi per il fallo di Antonioli su Simone Inzaghi. Rigore e rosso ineccepibili. Nel pomeriggio all’Olimpico Viali ha fermato, tirandolo per la maglia Totti, ultimo uomo verso il portiere. Giusta espulsione, in questo caso accompagnata da un calcio di punizione perché il capitano della Roma era fuori area. Nulla da eccepire, in punto di regolamento, anche sull’espulsione di Cassano che mette le mani in faccia a Chiellini. L’ultimo episodio di applicazione severa ma giusta del regolamento è il rosso a Franceschini della Reggina per fallo da tergo su Di Michele. Ed anche su questo tipo di scorrettezza il regolamento è drastico.
Magari si potesse continuare così. Aspettiamo alla prova gli altri arbitri, pretendendo l’immediato stop tecnico per chi non si atterrà al regolamento dopo la prima giornata. Roma-Fiorentina (Dondarini) - Ci sarebbe da discutere anche su un contatto in area viola tra Dainelli e Totti, non punito, ma se c’è errore esso non è clamoroso. Esagerato sembra il giallo ad Obodo, non è un fallaccio quello che commette su Totti.
Brescia-Juve (Trefoloni) - Proteste di Corioni che considera intimidatorio il cartellino giallo sancito contro Sculli nei primi minuti della partita. Ma è arrivata molto presto, prima della mezz’ora di gioco, anche l’ammonizione a Camoranesi. I cartellini, se giustificati, non hanno orologio. Samp-Lazio (Rosetti) - Svista al 10’ del primo tempo per un fallo di mano non visto di Flachi in attacco che procura grattacapi a Peruzzi. Nel secondo tempo thrilling in area per uno scontro Zauri-Flachi, ma il fallo è del doriano. Un fuorigioco sbagliato dal guardalinee Niccolai toglie a Inzaghi una buona occasione nella ripresa.
Reggina-Udinese (Tombolini) - Riprende la vecchia sinfonia del presidente Pozzo contro Tombolini. A prescindere dagli errori dell’arbitro, che è sempre sfortunato quando trova i friulani (basti ricordare il gol di mano convalidato lo scorso anno a Guly in Bologna-Udinese), qualcuno dovrebbe spiegare a Pozzo che le cose sono due: o si manda a casa per sempre Tombolini oppure si abolisce il sorteggio delle designazioni. Con la formula attuale (sorteggio su tre fasce che nessuna società ha contestato prima che partisse il campionato!!!) evitare che Tombolini incontri l’Udinese non si può, salvo che non lo si voglia retrocedere stabilmente in serie B (terza fascia). Tra l’altro le contestazioni dell’Udinese fanno parte del repertorio televisivamente opinabile: infatti il fallo su Iaquinta potrebbe cominciare fuori area, quando all’ostacolo di Nakamura su Di Michele la visione della telecamera è obliqua e non da alcuna certezza sul contatto. Il dubbio, come è naturale nel calcio, diviene certezza solo per chi subisce il presunto torto.
Cagliari-Bologna (Collina) - C’è un calcio di rigore, conncesso dall’arbitro, per una spinta alle spalle di Bega ai danni di Cipriani, in zona c’è anche il portiere Katergiannakis ma non è lui a toccare l’avversario. Si potrebbe obiettare che Cipriani non aveva ormai possibilità di realizzare il gol, non aveva più la visuale della porta aperta, ma se il fallo in area c’è, il rigore va fischiato. Lo batte Giunti, toh chi si rivede nel nostro campionato, e spedisce a lato. Longhi a «90° minuto» fa arrabbiare Collina rilevando che al momento della battuta c’é molto traffico in area. Palermo-Siena (Saccani) - Suscita molti dubbi l’annullamento di un gol di Toni per fuorigioco, giacché l’attaccante sembra in linea col penultimo difensore. Per questo episodio non ce la sentiamo di condannare il guardalinee Di Mauro il quale, oltretutto, deve giudicare mentre il centravanti del Palermo è nel bel mezzo di una mischia. Atalanta-Lecce (Rodomonti) - Si discute molto in televisione su un contatto (che non può essere definito intervento scorretto) di Diamoutene su un avversario. Secondo noi non ci sono assolutamente gli estremi per concedere il rigore.
Regolare il gol con il quale il bulgaro Bojinov pareggia, scatta in linea con il penultimo difensore, vede bene il guardalinee Alvino.
Parma-Messina (Rizzoli) - Contatto non punito di Gilardino con Rezai, ma a noi sembra che sia il centravanti del Parma a tentare lo sfondamento, non è l’iraniano ex messinese a commettere una scorrettezza.
di Angelo Pesciaroli
(seconda giornata, 18 settembre 2004)
Cinque espulsi lo scorso anno dopo due giornate, mentre adesso siamo già a quota 12. Ci piacerebbe che i sorteggiatori Bergamo e Pairetto ci spiegassero con comodo, quando non sono impegnati a scrivere, la ragione per la quale in un campionato come quello attuale di serie A, che ha acquisito una sola partita in più a giornata, possa verificarsi questa discrasia. I rossi sono più del doppio rispetto allo scorso campionato. Poiché il regolamento è cambiato solo per l’ammonizione obbligatoria di chi si toglie la maglia dopo aver realizzato un gol (ieri è toccato a Bonazzoli), i capi degli arbitri dovrebbero spiegarci se è cambiato invece il metro di giudizio della loro truppa. Ci sembra infatti difficile accettare il concetto che si commettono più falli nell’anno in cui le retrocessioni sono scese da quattro e mezzo su 18 squadre a tre su 20.
Siena-Samp (Ayroldi) - Il sospetto che siano cambiati gli ordini è forte quando capitano episodi come quello che toglie di mezzo Carrozzieri al 9’ del secondo tempo per essere arrivato in ritardo su un pallone, con conseguente colpo a Chiesa determinato da eccessiva irruenza. Un giallo basterebbe. Insistiamo sull’episodio in quanto Ayroldi può giudicare da due metri e non considera che la palla è già fuori dalla portata del doriano. L’arbitro poi non può fare a meno di espellere anche Volpi che scaglia con rabbia, pur senza colpire, il pallone verso il guardalinee Consolo.
Messina-Roma (Collina) - Il nostro n.1 era stato rimbrottato nel turno precedente per non aver fatto ripetere un rigore calciato con l’area piena di gente. E in questa seconda giornata si ricorda di raccomandare ai giocatori di non entrare in area prima del tiro dal dischetto. Solo che a parer nostro stavolta l’errore è più pesante perché il rigore è inventato. Mexes salta più in alto di Zampagna che ricorre a tutto il suo mestiere per strappare il tiro dal dischetto. E sulla battuta di Parisi, se vogliamo essere precisi, c’é Rezaei che ruba due metri. Lazio-Reggina (Trefoloni) - Visto che Trefoloni è l’erede designato di Collina, nella giornata il senese si adegua al maestro nel concedere un rigore inesistente. Lo carpisce Simone Inzaghi per un inesistente fallo di Cannarsa che giustamente protesta. Trefoloni è generoso anche nel finale quando potrebbe mostra il giallo allo stesso Inzaghino che si fa trascinare da un raptus: dito pericolosamente diretto verso l’orecchio di Borriello che evidentemente ha provocato il laziale.
Bologna-Milan (Messina) - L’arbitro deve offrire al guardalinee Copelli almeno una cena nel calebre ristorante di Canneto sull’Oglio (più o meno a metà strada tra Bergamo e Mantova dove i due risiedono). E’ l’assistente infatti che evita a Messina una gaffe clamorosa, quando l’arbitro indica il dischetto del rigore contro il Bologna dopo una manata alla palla di Nesta in area del Bologna. Se un qualsiasi ostacolo impedisse all’assistente di correggere l’errore, scoppierebbe la rivoluzione al Comunale dove Galliani viene contestato anche per l’indiscutibile rigore concesso da Messina quando Colucci in netto ritardo atterra Kakà. Nessuna immagine televisiva riesce invece a stabilire con certezza se c’è un altro rigore per il Milan quando un cross di Pancaro verso l’area bolognese viene intercettato da Petruzzi. Ci vorrebbe una telecamera piazzata nella tribuna Maratona. Non c’è.
Juve-Atalanta (De Santis) - E’ pulito il gol con cui Trezeguet porta in vantaggio i bianconeri, non c’è fuorigioco (il francese è tenuto in posizione regolare da Natali) né danneggiamento del portiere. Fiorentina-Cagliari (Racalbuto) - Più che sospetta una tirata di maglia di Bega ai danni di Portillo. Ma l’arbitro di Gallarate non concede un rigore in A dal marzo 2003, dopodiché con quella di ieri ha diretto 20 partite senza mai indicare il dischetto. Poi in un’azione in area di avversaria di Suazo è il cagliaritano a commettere il fallo.
Livorno-Chievo (Dattilo) - Il giovane calabrese si fa apprezzare per l’energia con cui ammonisce due toscani: Evangelisti per un’entrata a piedi uniti e Vigiani per una simulazione in area avversaria. Dubbi invece perun rigore non concesso a Vidigal tirato per la maglia. L’arbitro è coperto, potrebbe aiutarlo il guardalinee Cuttica ma non lo fa.
Udinese-Parma (Morganti) - Arbitro severo nel primo giallo a Bonera (su Jankulovski), così non può fare a meno di espellere il parmense quando attacca da dietro Iaquinta. Episodio thrilling in area nella ripresa: su Di Natale (con Frei fuori dei pali) esce Bovo a gamba pericolosamente alta verso il viso dell’udinese. L’arbitro dà scalcio a due, l’Udinese vorrebbe il rigore. In realtà al momento dell’uscita a vuoto di Frei, sul lancio per Di Natale c’è una posizione di fuorigioco non segnalata dal guardalinee Lanciano: essendo fuori il portiere, rimane solo Bovo tra Di Natale e la porta. Il rigore arriva pochi minuti dopo per un fallo da dietro di Grella su Pizarro. E’ nettamente entrata la palla del 3-0.
di Angelo Pesciaroli
(terza giornata, 22 settembre 2004)
Atalanta-Inter (Paparesta) - Si discuterà molto sul gol della vittoria dell’Inter realizzato di forza da Adriano. Il brasiliano parte da lontano sulla destra del campo e vince un duello di forza con Natali, ma in maniera che in tv appare dubbia. La prima impressione è che il contrasto tra i due giocatori sia spalla contro spalla, dunque regolare, ma rivedendo con più pazienza l’azione si nota che il giocatore dell’Atalanta cade, lasciando campo libero al bolide nerazzurro, per un colpo proibito del piede sinistro di Adriano sul destro del rivale ed anche per una leggera spinta subita da parte dell’interista.
Era stato regolare il 2-2 dell’Atalanta, anche se con le vecchie interpretazioni del fuorigioco il gol di Pazzini sarebbe stato annullato per la posizione di un compagno.
Roma-Lecce (Bertini) - E’ netta la spinta su Cassano che induce l’arbitro aretino a concedere il calcio di rigore che Totti sbaglia in maniera clamorosa con un pallonetto non riuscito.
Brescia-Lazio (Racalbuto) - Ventunesima partita consecutiva dell’arbitro siciliano senza fischiare rigori. La Lazio può lamentarsi dell’eccessiva fiscalità dell’arbitro nell’espulsione di Rocchi che comunque colpisce Bachini da dietro. Ma con la stessa fiscalità avrebbe dovuto essere espulso anche Domizzi per un fallo violento su Antonio Filippini.
Samp-Juve (Dondarini) - La Sampdoria contesta il rigore iniziale per fallo di Emerson su Falcone. C’è una grande mischia in area da rigore, ma la ripresa da dietro la porta rende certo l’intervento falloso del doriano . Certo, la decisione è stata molto fiscale. L’arbitro ritiene involontario un tocco di braccio involontario di Zebina in area di rigore. Sul gol di Ibramovic, Trezeguet è avanti a tutti sulla linea di porta, non danneggia nessuno e non partecipa. Discorso difficile invece per quanto riguarda un episodio finale: Cannavaro precede di poco Pagano che arrivando da dietro finisce per cadere chiedendo il rigore. Ma il difensore bianconero allontana la palla prima dell’impatto. In un primo momento Dondarini concede il rigore, ma un deciso intervento del guardalinee Ambrosino lo riporta sulla retta strada. Le proteste di Flachi sono comprensibili per le situazioni sfavorevoli in cui è incorsa la Sampdoria in questo inizio di campionato, ma comunque sono eccessive. Ha rischiato l’espulsione.
Cagliari-Siena (Pieri) - Si può discutere all’infinito anche sul rigore che porta in vantaggio i sardi: grande fuga di Suazo con tentativo di intervento da dietro di Cirillo che effettivamente tocca il rivale e lo fa cadere. Il contatto avviene sulla linea dell’area di rigore , è questione davvero di centimetri, forse è più fuori che dentro, ma è difficile mettersi d’accordo.
Palermo-Fiorentina (Farina) - Appare netto il fallo da rigore di Viali su Toni che viene preso per la maglia di spalle. Anche la telecamera piazzata a metà campo riesce a cogliere la scorrettezza. Lupatelli però para il tiro dal dischetto di Corini senza commettere irregolarità. Nel corso del secondo tempo annullato un gol di Toni per una posizione di fuorigioco indiscutibile. Chievo-Udinese (Saccani) - Partita televisivamente senza grossi problemi, non si vedono errori del lanciato arbitro mantovano.
Milan-Messina (Rosetti) - Non ci sono recriminazioni nè da parte milanista nè dei neo-promossi. Nella prima parte della gara l’arbitro è pronto a bloccare sul nascere un tentativo a rete di Pippo Inzaghi originato da un fallo.
Parma-Bologna (Rodomonti) - Sull’azione del secondo gol bolognese potrebbe esserci in partenza una posizione di fuorigioco.
Reggina-Livorno (M.Mazzoleni) - Telecamera tagliata fuori dal lunghissimo lancio che permette a Bonazzoli di andare in gol. Bisogna fidarsi dell’occhio del guardalinee Toscano che offre un buon aiuto all’esordiente arbitro bergamasco. Importante anche notare che nella circostanza non ci sono proteste da parte dei difensori toscani.
di Angelo Pesciaroli
(quarta giornata, 26 settembre 2004)
E’ successo di tutto in serie A, con gli arbitri giovani clamorosamente imbarazzanti nel giorno in cui i sorteggiatori Bergamo e Pairetto hanno spedito in serie B Collina, Messina e Trefoloni. Sono liberi di farlo, le responsabilità sono le loro, ma non possono raccontare al pubblico che la colpa è dell’Uefa che impone di non utilizzare la domenica in campionato gli arbitri impegnati il martedì seguente nella Champions League. Questa consuetudine ha le sue brave eccezioni: una recentissima riguarda proprio Collina che domenica 4 aprile 2004, alle 20.30, diresse al Meazza Inter-Juve 3-2 e alle 20.45 del successivo martedì era tranquillamente in campo per Monaco-Real Madrid 3-1 di Champions League. Questa settimana Collina sarà impegnato martedì in Olympiacos-Liverpool. Si poteva ripetere l’eccezione, visto il peggioramento generale degli arbitri in questo campionato. E non parliamo per favore di problemi di viaggio. Da Malpensa o da Fiumicino per arrivare ad Atene si impiega meno tempo che a fare in auto Milano-Montecarlo.
Ha fallito Dattilo, ha fallito Ayroldi, i rincalzi sono peggiori degli anziani, le società medie e piccole non ne possono più. Attendiamoci una ribellione politica clamorosa che potrebbe rivelarsi molto importante in vista dell’assemblea del 4 ottobre che dovrebbe far cadere il famoso diritto di veto.
Udinese-Brescia (Dattilo) - Sbagliano in tanti nella giornata, in primo luogo il giovane arbitro calabrese il quale non vede il fallo di Sculli su De Sanctis: piede alto e tacchetti sulla schiena del portiere che resta a terra, la palla finisce ai bresciani e Mannini segna a porta vuota. Fallo clamoroso impunito, salvo che quei lividi sulla schiena, visti in tv, Morgan non se li sia fatti disegnare col pennarello dal massaggiatore. L’arbitro Dattilo (12 presenze in serie A con quella di ieri) ed i suoi collaboratori sono poi rimasti spettatori della indecorosa bagarre scatenatasi tra le due panchine. Ne ha fatto le spese solo De Biasi. Inaudito. Vedremo che cosa arriverà al giudice sportivo, ma la prima condanna viene dalle immagini. Livorno-Atalanta (Ayroldi) - Anche qui dirige un arbitro di terza linea, 31 presenze in 6 anni di Can significano qualcosa. Il pugliese annulla un gol di Protti regolare perché il livornese spinge un avversario solo dopo che la palla è entrata in porta. Protti gioca da cent’anni, non si ricordano suoi precedenti clamorosi in campo e davanti al giudice sportivo. Un arbitro deve applicare il regolamento ma deve conoscere anche i giocatori. Quanto al leggero colpo con le mani dello stesso sanguinante Protti all’arbitro durante la protesta, cerchiamo di non drammatizzare. Un episodio scorretto ma innocuo.
Ha fatto bene l’Atalanta a protestare in settimana contro le valutazioni dell’agenzia B&P: visto che si ottiene qualcosa? Giusta l’espulsione di Pazzini per la tacchettata a Melara.
Lazio-Milan (Paparesta) - Subito un giallo a Couto che tocca duro Sheva, così il portoghese se la vede brutta quando si attarda sotto la curva nord dopo il gol. Per fortuna della sua squadra non si toglie la maglia. Dispettucci, nel primo tempo, tra Gattuso e Simone Inzaghi con calcetto al milanista. Severa l’ammonizione a Kaladze per un fallo su A.Filippini. Giusta quella a Crespo che commette fallo da dietro, unica infrazione nel punire la quale gli arbitri sono quest’anno abbastanza uniformi. Nella ripresa Paparesta pesca un duro colpo di gomito di Ambrosini ad Emanuele Filippini e fa scattare il rosso per il milanista. Un bel quadretto nella barriera del Milan davanti a una punizione di Oddo: Sheva alza il gomito, Seedorf glielo abbassa, in area è un pericolo, i due sembrano litigare, l’episodio porta fortuna a Sheva che poco dopo segna i due gol.
Nel finale Nesta e Simone Inzaghi se ne fanno di tutti i colori, addirittura un morsetto del laziale al dito del rivale, uno schiaffetto di risposta di Nesta. Se la cavano entrambi.
Inter-Parma (Morganti) - Grella stampa i suoi tacchetti sulla gamba di Veron, sarebbe da cartellino rosso, non scatta neanche il giallo. Ancora una volta l’uniformità va a farsi benedire. Giusto invece il giallo a Morfeo che esce dalla barriera in anticipo su una punizione di Recoba. Lecce-Cagliari (Rodomonti) - Severa l’interpretazione che fa espellere Lopez per fallo violento o da ultimo uomo (lo leggeremo nelle motivazioni del giudice). Fiorentina-Samp (Preschern) - Pulitissimo lo stacco di Bazzani per il gol che porta in vantaggio la Samp. Messina-Chievo (Rizzoli) - Non è netto il colpo di braccio di Conte che procura il rigore sciupato dal Chievo.
Siena-Reggina (De Santis) - Manica larga su due episodi in area che almeno si compensano (Balestri tira per la maglia Cirillo e Mignani commette fallo su Borriello).
di Angelo Pesciaroli (quinta giornata, 3 ottobre 2004) Un’altra domenica allucinante su molti campi per gli errori degli arbitri. Juve e Milan sono state favorite da due grossolane sviste. Da una parte una testata di Ibrahimovic a Cribari rimasta impunita, dall’altra l’annullamento del 2-2 della Reggina, a pochi minuti dalla fine, per un fallo commesso da Nesta che giocava ancora nel Milan, non era passato durante la partita alla squadra calabrese. Di gettare altra benzina sul fuoco delle polemiche non si sentiva alcun bisogno, nella circostanza ci hanno pensato due internazionali, Trefoloni e Farina. Milan-Reggina (Trefoloni) - A chi ritiene che il sorteggio sia una cosa giusta, sottoponiamo il ruolino di Trefoloni prima di questa partita: sei vittorie e un pareggio per il Milan, 5 pareggi e due sconfitte con la Reggina. Il gioco dei bussolotti è una cosa così giusta che i sorteggiatori P&B sono già sicuri di essere confermati per il settimo anno consecutivo insieme all’attuale metodo di designazione. Basta chiederglielo.
Ma veniamo all’episodio di ieri a San Siro: il Milan sta vincendo 2-1 quando Borriello conclude a rete un’incursione della Reggina. Ma in contemporanea, magari un centesimo di secondo prima, arriva il fischio dell’arbitro. Che ha visto Trefoloni? Mistero. In tv tutti gli osservatori neutrali, da Longhi in poi, sono concordi nel ritenere che è Nesta a far fallo su Dionigi e anche noi siamo di questo parere. Applicando il vantaggio, quel 2-2 sarebbe stato regolarissimo. E con altrettanta franchezza siamo pronti a sottolineare che un intervento a gamba alta di Colucci su Dida avrebbe meritato un cartellino, anche rosso (se nel campionato italiano di serie A esistesse una certa severità).
Udinese-Juventus (Farina) - A gioco fermo, mentre sta per essere battuto un calcio di punizione, Ibrahimovic colpisce con una testata Cribari: dovrebbe essere espulso, invece non viene neanche ammonito, segno evidente che Farina non vede. Scatterà dunque la prova televisiva. Che non potrà essere respinta al mittente, cioè al procuratore: infatti se Farina dicesse «ho visto e non l’ho ritenuto un fallo» dovrebbe essere sospeso per sei mesi. Stessa sorte toccherebbe ai guardalinee Ceniccola e/o Cavuoti se (come ha fatto dopo Lazio-Milan un loro collega per il morso al dito con fuoriuscita di sangue e lo schiaffo tra Nesta e Simone Inzaghi) dicessero: «Abbiamo visto, ma non era un fallo». Sulla pericolosità di una testata come fatto violento neanche c’è da soffermarsi. Anche la terza condizione per esaminare la prova tv c’è tutta: il gioco, come detto, era fermo. Visto che domenica il campionato di A riposerà, il tutto sarà deciso tra due martedì, insieme al famoso reclamo dell’Udinese che, assistita dall’avv. Cantamessa, è decisa ad arrivare sino alla CAF pur di ripetere la partita col Brescia per il gol realizzato con il portiere De Sanctis a terra.
Roma-Inter (Bertini) - Nel primo tempo negato dall’arbitro un rigore per parte: prima in area romanista per un intervento di Ferrari su Martins, negli ultimi minuti per un pestone quasi analogo di Cambiasso su Mancini. Il tutto intervallato da due gialli a Veron e Montella, per fallacci su Totti e su Cordoba. Nel secondo tempo ancora un cartellino giallo per Cambiasso. Atalanta-Lazio (Collina) - L’arbitro sopporta interventi abbastanza duri da una parte all’altra, direzione all’inglese ma equa. Citiamo una manata sul viso di un Filippini e una ginocchiata fortuita di Muzzi sulla schiena di un avversario. Regolare il pareggio della Lazio, Muzzi è in linea con gli ultimi difensori.
Palermo-Bologna (Racalbuto) - E’ più da rigore che da simulazione l’intervento di Biava su Meghni. Le immagini non possono stabilire la violenza dell’impatto, ma il cartellino giallo per il bolognese appare sicuramente esagerato.
Messina-Siena (Dondarini) - Siamo in grado di precedere anche la comunicazione ufficiale di P&B nella loro rubrica giornalistica: l’arbitro bolognese Dondarini sarà internazionale dal I° gennaio, coprirà il vuoto lasciato da Bolognino che per limiti di età è passato a fare l’osservatore. Ieri a Messina Dondarini ha concesso un giusto rigore alla squadra di casa e lo ha fatto altrettanto giustamente ripetere perché c’era traffico in area. Pochi colleghi hanno quest’abitudine. Sul gol del Siena, convalidato, la palla era nettamente entrata, ultimo colpo di Mirko Conte.
Parma-Fiorentina (Tombolini) - Ci sarebbe da discutere su una deviazione di braccio di Bolano in barriera su punizione quasi dal limite. Ma in questi casi non è possibile mettersi d’accordo sulla volontarietà o meno, ognuno è autorizzato a rimanere della propria tesi.
Samp-Livorno (Rosetti) - Pulitissimo il gol di Rossini che di testa precede nettamente l’intervento del portiere avversario. Immagini non chiarissime sull’episodio Pavan-Lucarelli: se l’arbitro fischiasse il rigore non sarebbe una decisione assurda.
di Angelo Pesciaroli
(sesta giornata, 17 ottobre 2004)
Il vento tira sempre nella stessa direzione, anche alla vigilia dell’assemblea di Lega. Ma se succede che Farina viene subito rimandato in campo dalla premiata agenzia P&B dopo i fatti di Udine, diventa automatico per gli arbitri, nei casi dubbi, allinearsi con il vento alle spalle. Si corre di più, si fa meno fatica, si dirigono più partite, si guadagna di più.
Cagliari-Milan (Rodomonti) - Questa volta nella tentazione di aiutare una grande cade, magari incosciamente, forse perché impallato dai due giocatori in discussione, anche un arbitro senza precedenti specifici di sudditanza psicologica, almeno in data recente. Il Milan dovrebbe rimanere in dieci uomini già nel primo tempo al 36’ quando Costacurta, inseguendo Langella che non avrebbe più avversari tra lui e la porta, mette giù il cagliaritano un metro prima dell’area. Non viene presa alcuna decisione e nel caso specifico è gravemente corresponsabile il guardalinee davanti alle panchine Stagnoli che segnala al lontano Rodomonti: tutto a posto. Nel corso di ”90° minuto” Longhi giustamente fa notare come persino Costacurta faccia un gesto per dire che il tutto è avvenuto fuori area, cioè a dire non si tratta di rigore. Ma l’arbitro è lontano, non fischia neanche la punizione, decide (male) il guardalinee. Ma vedrete che P&B giudicheranno tutto il giusto. Al massimo ci racconteranno che Langella andava per sbieco (sì, di 5 gradi...) e che quindi Costacurta meritava solo il giallo. E vuoi vedere che assolveranno Stagnoli? Un errore poi a Cagliari lo commette anche l’altro assistente, Contini, quando ferma una discesa di Sheva per fuorigioco inesistente.
Bologna-Atalanta (Farina) - Rigore per fallo di Mingazzini su Giunti: ci vuole tutta l’esperienza del bolognese a frenare la corsa quando sente l’avversario alle spalle, ma il contatto esiste ed è anche doppio: una spintarella con il braccio e un colpetto alla gamba. Immagini non decisive sull’annullamento del gol di Gautieri, giudicato non regolare dai moviolisti. Tiro da trenta metri, respinta, riprende il giocatore dell’Atalanta che va in gol dopo essere scattato forse qualche centimetro al di là del penultimo difensore. E’ una questione così incerta che non si può mettere sotto accusa il guardalinee Foschetti.
Brescia-Parma (Collina) - Annullato un gol del Brescia, ma appare evidente il fallo di Domizzi ai danni di Marchionni. Dunque decisione giusta. Chiede un rigore Gilardino dopo un contatto con Di Biagio, ma fa bene Collina a non fischiare nulla, non c’è fallo, oltretutto può giudicare da posizione felice.
Fiorentina-Siena (Rosetti) - Immagini non molto chiare su uno scontro in area viola tra Ariatti e Vergassola. Non ci sembra che l’arbitro lasci continuare per dare il vantaggio all’altro senese Chiesa che conquista la palla, evidentemente per il torinese non si tratta di fallo da rigore: Rosetti giudica da cinque metri.
Inter-Udinese (Paparesta) - Duro intervento di Van der Meyde ai danni di Felipe nel primo tempo, l’arbitro fa la faccia feroce nel rimproverare l’interista ma si limita a mostrargli un giallo. Da discutere anche un contatto tra Di Michele e Materazzi dal quale l’interista esce assolto.
L’arbitro si dimentica di congratularsi con Adriano dopo la discesa inarrestabile del secondo gol. Una stretta di mano ci sarebbe stata bene, quelli dell’Udinese non si sarebbero offesi. Lazio-Chievo (Tagliavento) - Alla seconda apparizione in serie A il giovane parrucchiere di Sangemini mostra di essere sempre vicino all’azione e di non perdonare le scorrettezze. Ci sono entrambi i due falli che procurano a Tiribocchi un cartellino giallo (tirata di maglia ad un avversario) e un secondo (entrata da dietro sul tallone di Couto) con conseguente espulsione.
Lecce-Palermo (Dondarini) - In apertura il palermitano Raimondi va a pescarsi un inutile quanto giusto giallo per ostacolare una rimessa del portiere Sicignano che ha la palla tra le mani e si appresta a rinviarla. Un portiere in questo frangente non può essere sfiorato. Una curiosità sul primo gol del Lecce, se Vugrinec non realizzasse il gol con un preciso pallonetto, probabilmente Guardalben incorrerebbe nella doppia punizione: espulsione e rigore. Invece la palla s’insacca e lo scontro con l’attaccante passa logicamente in cavalleria. Perde le staffe e si fa allontanare dal campo Guidolin che non condivide alcune interpretazioni dell’arbitro, specialmente in occasione di alcuni interventi fallosi su Toni (il più grave è quello di Ledesma) e di un’ammonizione mancata a Vugrinec.
Reggina-Samp (Rizzoli) - Cinque gialli nel primo tempo, l’arbitro non perdona nulla: nella ripresa ne fa le spese Zenoni che prende il secondo giallo per evidente fallo su Balestri. Nel finale serratissimo, continue mischie davanti ad Antonioli, sfugge a Rizzoli una evidente tirata di maglia in area di Bazzani su Franceschini.
di Angelo Pesciaroli
(7a giornata, 24 ottobre 2004)
Milan-Inter (Rosetti) - Una giusta ammonizione a Cordoba nel primo tempo e poi per la terna lavora solo sul fuorigioco. Sul primo di Kakà l’arbitro non fischia inutilmente perché la palla finisce agli avversari. Sul fronte d’attacco del Milan si esibisce tre volte il guardalinee mantovano Copelli, quello che lavora dalla parte opposta rispetto alle panchine: prima sbaglia su Crespo, poi ferma giustamente Seedorf e Sheva.
Nella ripresa un fatto non comune: gli interisti prendono quattro ammonizioni e tutte per fallo su Kakà lanciato nelle sue caratteristiche volate. Nell’ordine il giallo lo prendono Cordoba, Materazzi, Favalli e Cambiasso. Una bella turnazione che evita il cartellino rosso. Nel Milan ammonito solo Ambrosini per fallo su Cambiasso. Nessuno di loro va in diffida.
Roma-Palermo (Trefoloni) - La posizione di partenza di Montella nell’azione che gli procura il rigore per fallo di Grosso è di quelle che fanno discutere due giorni senza trovare accordo. Ed è la conferma che la regola del fuorigioco, pur ritoccata cento volte, fa sempre discutere. E’ in fuorigioco chi gioca la palla o chi sfrutta successivamente la sua posizione di fuorigioco. E su questo siamo tutti d’accordo. Sino a due anni orsono ci hanno però detto che contava la sovrapposizione dei due tronchi (per essere fuorigioco doveva esserci luce). Dopodiché la FIFA s’è corretta e B&P hanno riferito alla nazione che contavano anche i piedi. Ebbene ieri nel fermo immagine, al momento decisivo, Montella ha un piedi in fuorigioco ed uno no. Ad una precisazione di questo genere né il regolamento, né i sorteggiatori B&P sono arrivati. Speriamo che ci rispondano in settimana, con un’altra bella lezione per aspiranti arbitri. E all’Olimpico l’interpretazione diventa decisiva per la partita, procurando il rigore trasformato da Totti. Comunque, nel bene o nel male, la responsabilità è tutta del guardalinee Papi, Trefoloni era in un punto da cui non poteva giudicare. Nessuna discussione sul doppio palo colpito da Totti, la palla viaggia dal legno sinistro al destro senza il minimo effetto, non supera mai la linea. Giusta secondo noi l’ammonizione a Mancini che trascina la gamba cercando il rigore. Chievo-Reggina (Collina) - Anche qui fuorigioco al proscenio. Reggina gravemente danneggiata da una decisione del guardalinee Ricci di Ostia, il quale alza la bandiera nel momento in cui Bonazzoli riceve la palla gol. Ed invece l’attaccante è perfettamente in linea con gli ultimi avversari, le telecamere offrono immagini probanti al cento per cento. Starebbe piazzato bene anche Collina, ma come può un arbitro smentire un assistente sul fuorigioco quando la bandierina va su perentoriamente? Come accade spesso, l’arbitro prenderà sulla propria schiena bastonate che spettano solo all’assistente. Samp-Brescia (Saccani) - Un vero regalo il rigore per presunto intervento scorretto di Falcone su Mannini. Tanto più che qualche minuto prima l’arbitro non era stato altrettanto severo per un intervento nell’altra area, autore Di Biagio su Bazzani. L’unica decisione giusta è quella di far ripetere al Brescia il rigore, al momento del tiro Domizzi è già in area quasi al fianco di Di Biagio. Prima dell’espulsione di Zoboli per fallo su Flachi (seconda ammonizione) fanno un pò di confusione le televisioni con i cartellini. In effetti Bazzani subisce solo un cartellino giallo, non viene espulso. Piuttosto per Falcone potrebbe essere chiesta dal procuratore la prova tv per un colpo ad un avversario. Parma-Lazio (Messina) - Sfugge all’arbitro un brutto colpo di Gilardino a Couto a metà del primo tempo, non scatta neanche l’ammonizione. Così pochi minuti dopo l’arbitro, con la stessa benevolenza, deve far finta di niente su una scorrettezza, meno clamorosa, di Zauri su Potenza. Nel secondo tempo Sereni para inutilmente un rigore di Morfeo, giustamente concesso per una vistosa trattenuta di Lopez su Bresciano. Messina-Lecce (Farina) - Un solo neo, ininfluente sul netto risultato: sul gol con cui Di Napoli accorcia provvisoriamente le distanze, l’azione si svolge attraverso un fuorigioco di Sullo che opera il passaggio decisivo da posizione irregolare. Livorno-Bologna (Nucini) - Discussioni per un contatto in area tra Cristiano Lucarelli e Petruzzi, le immagini non riescono a chiarire. Sul gol decisivo si alza un braccio in area del Bologna, ci sembra quello di Torrisi, pr reclamare un fuorigioco, ma l’azione invece è regolarissima.
Udinese-Fiorentina (Racalbuto) - Qualche dubbio sul primo gol dell’Udinese, realizzato da Mauri sul cross della bandierina: un attimo prima, però, le immagini non chiariscono se il calcio d’angolo c’è oppure se si tratta di un abbaglio di arbitro e guardalinee.
di Angelo Pesciaroli
(giornata n. 8, 27 ottobre 2004)
Lecce-Inter (Rodomonti) - A cinque minuti dalla fine di una partita piena di colpi di scena, Cruz cerca di passare alla storia della giornata aggiustandosi il pallone con la mano in una posizione invidiabile. Ma l’arbitro, per fortuna sua, riesce a pescarlo. Per il resto gli altri gol dell partita sono tutti buoni ed è giusto al 19’ del primo tempo il fuorigioco che viene fischiato a Bojinov solo davanti a Fontata. Sarebbe perfettamente in gioco Adriano quando manca clamorosamente la palla del terzo gol.
Clamorosa una papera del guardalinee Biasutto quando ferma per un fuorigioco Adriano che non avrebbe avversari davanti alla porta. Le telecamere dimostrano che il brasiliano parte da posizione irregolare. Chiariscono meno, invece, in occasione di un fallo di Ledesma su Karagounis nei pressi del limite dell’area. L’impressione è che l’episodio avvenga qualche centimetro fuori della linea, ma non c’è certezza, si può sostenere anche la tesi contraria.
Milan-Atalanta (Bertini) - Poco prima del gol con cui Tomasson sblocca il risultato c’è uno contrasto molto sospetto in area di Coloccini su Budan. Le immagini non spiegano molto, non può far testo l’espressione di Budan che si rialza senza toni accusatori, facendo segno di no con la mano. Quel gesto potrebbe significare tutto. Limpido invece il successivo gol di Tomasson sull’altro fronte.
Lazio-Messina (Cassarà) - Sarebbe da cartellino giallo un brutto intervento su Rocchi verso la mezz’ora del primo tempo. Il cartellino lo prendono poi Cucciari giustamente da una parte e dall’altra Giannichedda. Di Napoli protesta per essere stato fermato in un’azione importante, ma ha ragione il guardalinee. Ma l’errore è ancora più grave sull’altro fronte quando Rocchi viene fermato, per fuorigioco inesistente, dall’altro guardalinee Lion che, operando sotto la Tevere, è a circa 40 metri dall’azione che si svolge tutta sotto la Monte Mario. Nel finale giustamente ammonito De Sousa che ha la stessa ispirazione di Cruz a Lecce ma viene preso in castagna. Chievo-Samp (Paparesta) - Buono il gol realizzato da Volpi con tiro da lontano, ci sono un paio di compagni davanti alla porta di Marchegiani ma, ammesso che siano in fuorigioco, la loro posizione è chiaramente ininfluente.
Bologna-Udinese (Ayroldi) - Locatelli si fa parare da Morgan De Sanctis il calcio di rigore giustamente accordato dall’arbitro perché lo sgambetto di Bertotto su Amoroso avviene dentro l’area. Ci sono fortissimi dubbi invece sull’annullamento di un gol dell’Udinese alla mezz’ora del primo tempo perché Fava appare in linea con i difensori, sbaglia dunque il guardalinee Farneti ad alzare la bandierina. Palermo-Livorno (Morganti) - Buono il gol con cui il Palermo passa in vantaggio, infatti sull’iniziativa di Toni sulla destra, Mutarelli rimane sempre dietro il compagno e dunque viene a trovarsi in posizione regolare nel raccogliere e sfruttare la respinta di Amelia su tiro del centravanti.
Vidigal realizza il gol dell’1-1 vincendo un contrasto nell’area avversaria, ma non sembra esserci fallosità nella pur robusta azione del centrocampista labronico. Reggina-Fiorentina (Tombolini) - Il gol con il quale Paredes sblocca il risultato all’inizio del secondo tempo è buono, il reggino colpisce la palla tra spalla e testa, dando l’impressione di commettere un fallo, invece l’irregolarità non esiste. Severo Tombolini quando ammonisce per simulazione Maresca in area avversaria. Nel finale stesso metro di severità per un fallo commesso da Ariatti. Brescia-Siena (Dondarini) - Regolare il gol di Pecchia che rimane sempre dietro la linea della palla nella ficcante azione condotta da Chiesa sulla sinistra. Rischia molto Di Biagio per un fallo da tergo mentre cerca di recuperare su un avversario.
Cagliari-Parma (Rizzoli) - E’ giusto limitarsi all’ammonizione per un intervento scorretto di Bega, ma ci vorrebbe il rosso quando Grella colpisce con una gomitata Langella ed anche quando Morfeo effettua un duro intervento su Bega. Sfugge all’arbitro, ma poi emerge nella moviola, un furtivo intervento di mano di Bega che ruba un pallone prezioso a Gilardino nell’area di rigore dei sardi.
di Angelo Pesciaroli
(giornata n. 9, 31 ottobre 2004)
A prescindere dall’esito e dai meriti delle due squadre in campo a Marassi, dal punto di vista televisivo, e nella circostanza senza inganni da parte della telecamera, si deve dire che il Milan ha vinto la partita con un gol irregolare. Quando Shevchenko tira in porta in occasione dell’azione che porta al gol decisivo, essendo uscito un po’ a farfalle il portiere Antonioli, davanti all’ucraino neo-papà c’è solo un uomo della Samp, Sacchetti che ha al proprio fianco Serginho in fuorigioco attivo sulla linea della porta. Bisognerebbe interrompere il gioco e dare punizione a favore della Samp per due motivi: Serginho è in fuorigioco attivissimo inoltre commette anche un fallo su Sacchetti che sulla linea della porta tenta un intervento disperato. Insomma il brasiliano impedisce fallosamente il tentativo disperato del doriano di impedire il gol a Sheva. Sacchetti tocca sì la palla senza riuscire però a respingere in modo utile.
In un’occasione del genere, non essendoci stato un lancio o un tiro lunghissimo da dietro, la responsabilità dell’errata valutazione è soprattutto dell’arbitro Farina anche se non ne può uscire indenne il guardalinee Stagnoli. Si rivedano la partita e recitino il mea culpa.
Notazione curiosa all’inizio del secondo tempo: per due minuti (lancio di fumogeni) in televisione non si vede assolutamente nulla: e se fosse servita una prova tv di quegli istanti?
Parma-Atalanta (De Marco) -.Se le nuove leve allevate da Bergamo e Pairetto sono queste, sarà meglio elevare l’età massima degli arbitri ai cinquant’anni. Con questi giovani la situazione non potrà che peggiorare. Come giustamente ha fatto notare Casarin, una partita delicatissima di bassa classifica, come Parma-Atalanta, non poteva essere messa in seconda fascia. Ma, a proposito del mai troppo vituperato sorteggio, deve battersi il petto anche il presidente dell’Atalanta, Ruggeri, che in Lega non muove un dito contro questo sistema che impedisce la crescita degli arbitri. E pensare c’è chi vorrebbe il sorteggio assoluto, in modo che un De Marco possa andare a rovinare anche un Juve-Roma o un Milan-Inter.
Il primo errore dell’arbitro è il non vedere che in occasione del gol dell’1-0 Gilardino si aggiusta la palla con il braccio. Quanto al successivo rigore, il parmense accentua le conseguenze di un intervento certamente non pulito di Sala. Un «piccolo rigore» lo definisce Casarin su Sky. Ma il rigore c’è o non c’è, non può essere piccolo o grande o rigorino. E poi qualche minuto prima un altro rigore a Gilardino non era stato concesso per un contatto con lo stesso Sala forse meno «piccolo». Ma la scelta degli episodi da enfatizzare in tv non è sempre felice. Roma-Cagliari (Rosetti) - Due rigori in una partita non sono cosa normale nel campionato italiano ed infatti Rosetti è il primo che concede il bis nella stagione attuale in A, in coerenza con quelli (uno a partita però) concessi di recente nella premondiale Rep.Ceca-Romania e nella Coppa Uefa Panionios-Newcastle. A proposito, poiché al momento in campo internazionale non è scattata alcuna deroga per Collina che a febbraio farà 45 anni, con il nuovo anno solare Rosetti passerà alla classe top europea prendendo il posto di Collina al fianco di De Santis e Farina. Tornando alle cose del nostro campionato, all’Olimpico la tirata di maglia di Bega a De Rossi è da rigore. Non si discute. Ed a proposito del cagliaritano facciamo notare che Bega è già alla quinta ammonizione. Sono scelte personali e dell’allenatore. Per quanto riguarda il secondo rigore (fallo su Totti), nulla da eccepire.
Juve-Chievo (Pieri) - Regolare il gol di Zalayeta che rientra in tempo dal fuorigioco, mentre Camoranesi non partecipa all’azione. In proposito la topica più grossa la prende il guardalinee Stefano Ayroldi, fratello dell’arbitro, che ferma un’azione dei veneti per fuorigioco ininfluente. Messina-Reggina (Racalbuto) - Alla Reggina manca un rigore per una trattenuta di maglia di D’Alterio su Nakamura, ma sull’altro fronte c’è un episodio egualmente sospetto di Paredes su Iliev.
Fiorentina-Lecce (Morganti) - Senza dare troppa importanza ad ud un episodio di una partita a senso unico, c’è da rilevare che in occasione del secondo gol di Obodo il servizio parte da Nakata che riceve la palla in fuorigioco. Poiché le immagini sono in campo lungo molte trasmissioni non riescono a rilevarle.
Livorno-Brescia (Ayroldi) - Espulso per proteste il bresciano Niygaard che effettivamente lamenta un fallo in area di Vidigal. Il bresciano Sculli rischia il giallo per un brutto intervento da tergo su Melara. Ma sarà egualmente squalificato, basta il giallo preso ieri poiché l’attaccante era diffidato. Siena-Bologna (Paparesta) - Regolare il gol con cui Cipriani porta in vantaggio i rossoblu, non danneggia nessuno. Juarez rischia l’espulsione (era già ammonito) per un fallo da tergo su Chiesa che poi segnerà il gol goiello della giornata.
Udinese-Palermo (Brighi) - Al quarto d’ora del secondo tempo, Mauri dà l’impresssione di essere in fuorigioco quando porta in vantaggio la sua squadra, tanto è solo. Ma nel replay ci si accorge che l’azione è regolare: tiro in porta di Di Natale, respinta a pugni di Guardalben, riprende di testa Jankulovski ed è in quel momento che il guardalinee Lanciano deve valutare la posizione di Mauri che è regolare (ha davanti a sé il portiere ed è in linea con un difensore): conclusione di testa a porta vuota e gol valido.
P.S. Per quanto riguarda le proteste di Mancini verso Trefoloni alla fine della partita con la Lazio, tutti i giornali sono stati concordi nell’attribuire all’allenatore dell’Inter l’espressione: «Vergognati». Ma come sempre, tutto dipende da quanto lo stesso Trefoloni scriverà nel referto. A lui la scelta. Stavolta è stato un testa a testa diretto. E ricordiamo che la lettura del labiale per il giudice sportivo non è una prova, essa serve solo per movimentare le trasmissioni televisive...
di Angelo Pesciaroli
(giornata n. 10, 7 nov 2004)
La giornata dei rigori negati ma soprattutto non visti: nella maggior parte dei casi non si è trattato infatti di interpretazioni sbagliate ma di mancato controllo degli episodi. Ha cominciato sabato sera Paparesta a non punire il netto fallo di braccio di Balestri in Reggina-Juve. E ieri si sono adeguati parecchi suoi colleghi. Episodi indiscutibili: pur col poco tempo a disposizione, già nelle trasmissioni pomeridiane Carlo Longhi (in 90° minuto) e Paolo Casarin (nel dopo-partita di Sky) riescono a pescare tutti i misfatti. Addirittura c’è una teoria casariniana secondo cui storicamente novembre è il mese in cui gli arbitri non danno i rigori. Ma poiché essi hanno reazioni umane, dopo la valanga di critiche ci aspettiamo (é un consiglio da Totogol) molti rigori nel turno infrasettimanale, con critiche non ancora smaltite dagli arbitri.
Atalanta-Samp (Collina) - Tu quoque, Pierluigi. In questo caso non può trattarsi di rigore sfuggito perché l’arbitro ha la visuale apertissima rispetto all’episodio di Sala che in area fa perdere l’equilibrio a Bazzani in fase di tiro. Visto che succede a far dirigere a Collina le partite di seconda fascia messe casualmente in prima? Fiorentina-Inter (De Santis) - Al Franchi il rigore non concesso è dell’argentino Zanetti su Jorgensen. Poi c’è l’espulsione di Stankovic chen pur essendo già ammonito, si mette ad applaudire l’arbitro. E’ la situazione peggiore che possa capitare al direttore di gara: se fa finta di non vedere viene aggredito da una parte, se fa scattare il rosso passa per un esagerato permaloso. L’esperienza (ce lo chiarirà il giudice sportivo) dice che solitamente l’applauso all’arbitro è accompagnato anche da una qualche epiteto verbale. De Santis è invece di manica larga nel non «cartellinare» un rude intervento di Materazzi su Ariatti.
Cagliari-Livorno (Rodomonti) - C’è un fallo di Vargas non punito su Esposito, ma l’arbitro vede prima una scorrettezza del cagliaritano. Immagini poco chiare. Quanto all’annullamento del gol finale c’è un doppio errore, in primo luogo perché Esposito parte in linea con il penultimo avversario, in secondo perché la palla gli arriva da ultimo tocco di un avversario e non è una deviazione involontaria. Sotto accusa, prima dell’arbitro, il guardalinee Battaglia che dimentica la famosa raccomandazione di aspettare un attimo prima di sventolare. Convalidare un gol con una bandierina alzata diventa difficilissimo. Palermo-Parma (Bergonzi) - Alla Favorita i rigori non concessi sono addirittura due, equamente divisi tra le due squadre. Bergonzi, all’esordio stagionale in A (terza presenza in assoluto) giudica sicuramente non falloso, da pochissimi metri, l’abbraccio in area di Zaccardo a Gilardino. Ed invece l’episodio sarebbe da rigore. Sull’altro fronte è francamente più difficile rilevare l’intervento falloso di Bonera su Toni, anche questo apparso indiscutibile in moviola.
Bologna-Messina (Preschern) - Al Dallara il rigore non visto è del messinese Zanchi sulle gambe di Bellucci. Diversa invece la nostra interpretazione dell’altro episodio che vede il bolognese Zagorakis sfiorare col braccio un cross di Donati: il greco fa del tutto per togliere il braccio anche se viene egualmente sfiorato dalla palla.
Lecce-Udinese (Messina) - In questo caso il rigore indiscutibilmente c’è e l’arbitro non può fare a meno di comandarlo, tanto scoordinato e scorretto è l’intervento di Diamoutene che abbatte in area Jankulovsky. Rarissimo esempio di un rigore concesso senza protesta. Milan-Roma (Bertini) - All’inizio Kakà ruba palla a Ferrari che però ha un bel recupero e prende in pieno il pallone, non è rigore nonostante il brasiliano cada. Ammonizioni «preventive» di Aquilani (fallo su Cafu al 12’) e di Kakà (simulazione su intervento pulito di Cufré al 18’). Al 37’ Totti si lamenta con Bertini dell’uscita anticipata di Gattuso dalla barriera. Nella ripresa, pur lottatissima, nessun episodio da discussione. Quando Mancini manca una clamorosa occasione da gol, la linea virtuale dimostra che era in fuorigioco. Una situazione difficile da controllare per il guardalinee Griselli.
Lazio-Siena (Rizzoli) - Simone Inzaghi cerca di appoggiarsi di schiena a Cirillo che da vecchia volpe si toglie in tempo sicché l’attaccante laziale cade in area, ma non c’è assolutamente fallo. Solo per curiosità: il gol del pareggio senese nasce da una punizione invertita, è Cirillo che commette fallo su Rocchi e non il contrario. Senza dimenticare che, dopo l’errore dell’arbitro, l’azione va avanti molto elaborata ed il gol senese arriva dopo diversi secondi.
di Angelo Pesciaroli
(giornata n. 11, 10 nov 2004)
Juve-Fiorentina (S.Farina) - L’intervento di Thuram su Fantini in pieno recupero è l’episodio più discutibile della serata. Ma per la partita di Torino cominciamo dal primo tempo, con molte scorrettezze da una parte e dall’altra. Nedved, per esempio, prende subito un giallo pesante quando interviene duramente su Ariatti. Poi il giallo scatta anche per Delli Carri (fallo su Ibrahimovic) e Maresca. Grande occasione per la Juventus, ma insieme a Del Piero in fuorigioco ci sono in posizione irregolare (anche se ininfluenti) anche due suoi compagni di attacco.
E veniamo al thrilling quasi allo scadere quando Fantini sta puntando deciso verso la porta della Juve. Il fiorentino è inseguito disperatamente da Thuram che commette fallo prima di entrare in area anche se poi Fantini scivola a terra in area. L’arbitro Farina lascia correre ed è Portillo, sugli sviluppi dell’azione a mancare il clamoroso pareggio. Ci starebbero intanto una punizione per la Juve, dal limite dell’area, in secondo luogo un cartellino rosso per Thuram che stronca sicuramente un’azione da gol. Ma non è rigore.
Brescia-Milan (Racalbuto) - Nella prima fase solo un errore dell’arbitro di Gallarate che regala un calcio d’angolo a Kakà, mentre l’ultimo tocco è rossonero. Molti dubbi sulla posizione di Tomasson che sbaglia di poco la conclusione su un invitante passaggio di Dhorasoo. Ineccepibile l’espulsione del bresciano Di Biagio, il secondo fallo da ammonizione della giornata su Serginho avvalora la decisione dell’arbitro.
Inter-Bologna (Rosetti) - Grosso errore di Martins nei primi minuti di gara, protestano i difensori del Bologna, ma invece l’interista è in linea con gli avversari nel momento in cui manca il gol. E sarebbe buona anche la posizione di Burdisso quando al 9’ tenta di portare in vantaggio l’Inter. Sulla punizione-gol dei nerazzurri, c’è il fattore sorpresa per Pagliuca che vede sulla palla sia Mihajlovic che Adriano: chi tirerà? Lo fa il serbo che segna ricordando i vecchi tempi. Qualche dubbio sul secondo gol dell’Inter, quello di Adriano, che forse nell’azione danneggia Nastase. E dubbi anche su na respinta con le mani di Loviso in barriera su punizione.
Siena-Lecce (Pieri) - Regolare la posizione di Pecchia quando raccoglie l’invito di Chiesa per portare in vantaggio il Siena. Sul gol leccese di Cassetti ci sono due suoi compagni in posizione di fuorigioco nettamente ininfluente. Dunque il gol è buono. Giusto poi l’annullamento per lo stesso motivo di un gol di Chiesa. Protesta nel finale Vergassola, ma viene fermato dal guardalinee in una posizione clamorosa di fuorigioco.
Chievo-Atalanta (Saccani) - E’ regolare la posizione di Tiribocchi nel momento in cui, partendo da dietro la linea del pallone crossato, realizza il gol decisivo.
Livorno-Lazio (Nucini) - Pulita l’azione con cui Cristiano Lucarelli porta in vantaggio il Livorno, è Couto che resta piantato a terra sul salto di testa dell’avversario. Poi nel finale saltano i nervi della Lazio quando le viene negato un calcio d’angolo su tiro in porta di Simone Inzaghi che forse è deviato da Amelia. E nelle mischie finali Couto va a beccarsi un cartellino rosso per reagire troppo vigorosamente con l’arbitro toccandolo con le mani. Speriamo che Nucini non esageri.
Parma-Reggina (De Santis) - Il romano, per merito o per fortuna, non ha grossi problemi da risolvere.
Roma-Udinese (Morganti) - Discussione all’inizio per un fatto consuetudinario sul quale ogni arbitro decide a seconda dell’istinto. Succede quando Pinzi in barriera devia con un braccio una punizione di Totti: in questo caso prevale il criterio dell’involontarietà, ma la il colpo potrebbe essere anche da rosso. Pochi minuti dopo c’è un brutto intervento di Muntari a gamba tesa sullo stesso Totti: scatta solo il giallo che per il bellicoso ghanese è il quinto del campionato e potrebbe essere invce un rosso.
Giustamente punito nel primo tempo un tocco di braccio di Sartor in fase offensiva. Era proprio falloso l’intervento di Ferrari su Di Michele? L’arbitro propende per il sì e così sulla successiva punizione Di Michele porta in vantaggio l’Udinese. Per noi è un errre di Morganti.
Nella ripresa spinta di Iaquinta a Totti che risponde facendo fallo su Jankulovski. Poi il nervosismo comincia a serpeggiare e su una ficcante azione di Di Michele Sartor è costretto a commettere fallo sull’udinese che in area ha un’occasione da gol: interpretazione severa, rigore ed espulsione. Samp-Cagliari (Messina) - Nel primo tempo caduta di Suazo in area doriana, ’intervento che subisce non sembra falloso, ma spalla a spalla con l’avversario.
di Angelo Pesciaroli
(giornata n. 12, 15 novembre 2004)
Lecce-Juve (De Santis) - Ieri a Lecce non si doveva giocare perché il campo era impraticabile. Sembrava una risaia vercellese, su troppi punti del terreno il pallone non rimbalzava. E’ un discorso che s’inquadra nell’offesa continua arrecata al pubblico pagante che si disamora anche per questi motivi. Visto che alla premiata ditta B&P piace fare riferimento al regolamento di gioco, ricordiamo (regola 1, punto 9) che un campo è impraticabile per pioggia o allagamenti quando il pallone non rimbalza, galleggia in più zone del terreno e quando le diffuse pozzanghere non consentono un’idonea segnatura.
Se poi agli arbitri vengono fornite in separata sede istruzioni precise per le quali si deve giocare ad ogni costo, ognuno deve prendersi le proprie responsabilità. E’ vero che i nazionali devono sciamare in tutto il mondo ma una data per recuperare una partita a Lecce, dove le alluvioni non sono all’ordine del giorno, la si sarebbe trovata.
Se comunque il campo era impraticabile, inutile discutere gli episodi della partita. Anche lo scontro Cassetti-Zambrotta in area deve essere giudicato alla luce di quel terreno.
Lazio-Bologna (Tagliavento) - Prima discussione su una spallata in area di Seric a Cipriani che però sembra già in caduta nel momento in cui viene urtato dall’avversario. Dubbi anche per un respinta di mano di Colucci in area. Poi annotiamo due giuste ammonizioni a Filippine e Colucci.
Fatto più importante la prova tv che sicuramente sarà visionata per una gomitata e una testata di Cipriani a Talamonti. La cosa non avrà sicuramente un seguito disciplinare perché i due episodi, pur riprovevoli, non ci sembrano di una violenza pericolosa per l’incolumità dell’avversario. Su tiro di Bellucci Lopez respinge di braccio, l’arbitro giudica involontario il colpo, suscitando qualche perplessità. Episodio di gol-non-gol sulla porta del Bologna su colpo di testa di Lequi e fiacca devbiazione di Inzaghi, ma la palla non sembra entrata. Nel secondo tempo lo stesso Dabo viene giustamente espulso per seconda ammonizione da fallaccio. Un rinvio alla disperata di Zagorakis su debole tocco di Inzaghi sembra un gol fantasma non dato. Il rigore pro Lazio sembra giusto, Gamberini cade nella trappola del dribbling di Di Canio. Nel finale Di Canio e Tare si avvinghiano a terra nel finale e sono giustamente espulsi. Reggina-Roma (Collina) - Dell’episodio Colucci parliamo altrove, per il resto si nota nel primo tempo solo un corner negato a Totti dal guardalinee Ivaldi.
Udinese-Messina (Rodomonti) - E’ buono il gol del messinese Amoruso, tenuto in gioco da un avversario.
Fiorentina-Livorno (Trefoloni) - Tre episodi sui quali i filmati non riescono a fornire prove valide al cento per cento. Succede per una parata del portiere Amelia che sembra avvenire oltre la linea. Non ci sono certezze. Succede per il gol dell’1-0 probabilmente convalidato in maniera giusta a Riganò, tenuto in lea per questione di centimetri dai difensori del Livorno. Succede infine per l’annullamento di un altro gol di Riganò per questione anche stavolta di centimetri. Il guardalinee Grilli o è un fenomeno oppure è da mettere a riposo. Ma nessuno potrà stabilirlo con certezza.
Una curiosità in occasione del gol incassato dalla Fiorentina su punizione. Va incontro al battitore, per opporsi in maniera irregolare, proprio Miccoli, che intanto non è un gigante, in secondo luogo per la sua preziosità in attacco dovrebbe essere preservato dalle ammonizioni. Invece non solo Trefoloni lo ammonisce, ma sulla ripetizione del tiro piazzato Il Livorno fa gol. Cagliari-Inter (Pieri) - Intervento di foga di Materazzi che cerca di arrivare sul pallone contro uno scatenato Langella, ma non ci riesce: la gamba dell’interista, ricadendo, finisce per sgambettare il cagliaritano. E’ giusto il rigore assegnato da Pieri, ricordando che sui falli di gioco in area, la volontarietà o meno è rimasta solo per quelli di mano. Per il resto basta l’eccessiva foga per rendere punibile l’episodio.
Involontario e giustamente non punito un fallo di mano di Lopez in area. Curioso atteggiamento di Adriano che comincia a diventare italiano: tocca lui la palla con la mano e chiede all’arbitro una punizione (o un rigore?) a favore. Atalanta-Brescia (Rosetti) - Discussioni su un tuffo in area di Caracciolo sfiorato da Pià: è rigore oppure no? Si può discutere per una settimana e rimanere di parere opposto. Le immagini dicono tutto e il contrario di tutto.
Milan-Siena (Bertini) - Solo perle di Sheva e nessuna discussione.
Palermo-Samp (Girardi) - Potrebbe essere concesso il rigore quando Tonetto cadendo si aggrappa alla maglia di Brienza e lo trascina a terra.
Parma-Chievo (Rizzoli) - Sembra regolare in tv il gol annullato a Bresciano. Ma la visione delle immagini è parziale.
di Angelo Pesciaroli
(giornata n. 13, 28 nov 04)
Inter-Juve (Rodomonti) - L’arbitro instaura la linea severa ammonndo Van der Meyde al 7’. Poi lascia correre un falletto di Nedved che visto in tv inganna tutti, sembra un pugno o un tentativo di pugno a Cambiasso, ma è illusione ottica. Con lo stesso metro il giallo a Blasi che al 19’, su punizione pro Inter, si stacca andando incontro alla palla. Rischia l’ammonizione anche Cambiasso per un colpo al tallone di Emerson. Giusto non dare calcio a due quando Buffon blocca una palla toccata per ultimo da Zebina: non si tratta di un passaggio volontario al portiere ma di un intervento di gioco che casualmente fa finire la palla al portiere della Juve. Poi però lo stesso Zebina viene ammonito per un fallo su Cambiasso.
Nella ripresa il replay dell’1-0 juventino da dietro la porta interista, dimostra inequivocabilmente che é la deviazione casuale di Zalayeta a mettere fuori causa Toldo.
Sull’intervento da rigore dello stesso Toldo scatta il giallo e non il rosso perché nei pressi ci sono Ze Maria e J.Zanetti in tentativo di recupero. Poi si può discutere per un anno sulla chiara occasione da gol o meno.
Finale: dopo aver sorvolato su un intervento di Thuram ai danni di Adriano in area (qualche dubbio resta), Rodomonti concede 2’ di recupero ed al 47’, mentre la Juve si accinge a battere un calcio d’angolo, fischia la fine. Si può discutere se fossero giusti 2’ oppure 3’, ma una volta segnalato il tempo di recupero esso (regola 7) può essere protratto solo per battere un rigore non un calcio d’angolo. Samp-Parma (Messina) - Quella di ieri è stata una giornata in cui le tirate di maglia in area sono state tutte, o quasi, punite. E in Italia si è persa l’abitudine. Il più coraggioso e preciso - perché il fatto avviene a pochi secondi dallo scadere - è Messina il quale sancisce rigore ed espulsione a pochi secondi dallo scadere, quando Bovo tira in piena area emiliana la maglia di Flachi sulla schiena: gesto evidentissimo. Lazio-Cagliari (Ayroldi) - Anche nel caso di Simone Inzaghi il rigore c’è tutto, la cintura di Maltagliati appare evidente. Per la sua frenesia in area di rigore ed anche fuori Inzaghino fa sempre nascere qualche dubbio sui falli subiti. Ma stavolta il fallo, visto in tv, è indiscutibile. Tornando indietro, è corretta la posizione dello stesso Inzaghi quando manca un’occasione per portare la Lazio sul 2-0. Indiscutibile anche l’espulsione di Peruzzi che atterra Esposito in chiara occasione da gol. Sul primo del Cagliari lo stesso Esposito parte in posizione regolare, è Oscar Lopez a sbagliare l’uscita. Sembra involontaria infine una deviazione di braccio di Bega in area. Messina-Fiorentina (Paparesta) - Giusta applicazione del fuorigioco quando è annullato un gol di testa di Riganò da una parte e sull’altro fronte viene fermato Amoruso in posizione favorevolissima per far gol. Discutibile, per non dire regalata (perché Paparesta di regali non ne fa) la concessione del rigore ad Amoruso per un contatto con Viali nel quale non si ravvisa un fallo del giocatore fiorentino. Evidentemente Paparesta è lontano dall’azione e giudica da una posizione infelice. Nelle trasmissioni pomeridiane giudicano alla stessa nostra maniera sia Longhi che Casarin il quale definisce l’episodio un ”rigorino”. Cioè non rigore. Chievo-Milan (Collina) - Il fatto principale della partita è un’uscita a valanga di Marchegiani su Crespo che non avrebbe altri ostacoli tra lui e la rete. Il portiere si tuffa coraggiosamente e tutte le immagini televisive dimostrano che devia il pallone: non è rigore. Con l’arbitro sono d’accordo sia il guardalinee Papi che l’attaccante argentino, molto leale. E il filmato finisce per dare ragione a tutti, all’arbitro, a Crespo e a Marchegiani.
Atalanta-Reggina (Bertini) - Marcolini protagonista su Mesto, prima lo colpisce ad una caviglia e prende il primo giallo, più tardi replica con un pericoloso colpo a piede alto sul corpo dello stesso Mesto. Logica espulsione, ma il secondo intervento, pericolosissimo perché diretto all’altezza del ventre, sarebbe meritevole di un rosso diretto. C’è anche un colpo di braccio sospetto di Montolivo su tiro del reggino De Rosa, ma il fatto avviene da due metri di distanza e deve essere considerato involontario. Bologna-Lecce (Saccani) - E’ in fuorigioco Petruzzi quando al 39’ manca una favorevole conclusione. L’arbitro evidentemente non vede un brutto intervento di Paci su Bellucci che meriterebbe il giallo. Poiché sarebbe il secondo, il leccese dovrebbe andar fuori, l’episodio passa in cavalleria. Molto sospetto un intervento di Colucci su Bojinov in area, sarebbe da rigore, il giovane bulgaro reagisce e viene punito. Il danno e la beffa.
Brescia-Palermo (Trefoloni) - Nell’azione che porta il Palermo sullo 0-2 il passaggio di Toni a Brienza avviene con la parte alta del braccio, non di testa. Delle due l’una: o l’arbitro non vede oppure considera involontaria la deviazione. La qual cosa non può essere esclusa.
di Angelo Pesciaroli
(giornata 14, 5 dic 04)
Roma-Sampdoria (Tombolini) - Thrilling finale sul calcio d’angolo per la Roma sul quale Tombolini assegna il calcio di rigore con cui il risultato va in parità. Grossa mischia in area sul cross di Totti dalla bandierina, subiscono falli Dellas e Corvia, dalle immagini è difficile capire quale sia punito. Ma aiuta tutti Tombolini mimando il gesto dell’abbraccio ed allora si tratta di quello di Bazzani ai danni di Dellas. C’è anche un secondo contatto nel quale è Pagano che danneggia Corvia, ma il chiarimento dell’arbitro che indica Dellas a terra risolve i dubbi. Molto prima, sempre nel secondo tempo, aveva reclamato anche Montella su un’uscita di Antonioli. Ma in questo caso dalle immagini si è visto che è Montella ad inciampare sulla gamba distesa del portiere e non il contrario.
Andando sempre a ritroso, nel primo tempo dopo un fuorigioco sbagliato a Montella al 16’, discussione quando Falcone appoggia la palla al suo portiere che la raccoglie con le mani. Sarebbe calcio a due nell’area piccola, cioè un inferno, evidentemente l’arbitro ritiene che il passaggio del doriano ad Antonioli non sia volontario. Ma non è così. Juve-Lazio (Dondarini) - Dopo una felice interpretazione (non c’è fuorigioco) di una rovesciata di Del Piero sullo 0-1, con parata di Simoni, due episodi puniscono il neo-internazionale arbitro di Bologna: sono rigori non concessi. Il primo, a metà della ripresa, è una tirata di maglia di Talamonti ad Ibrahimovic, dopo un serrato e lungo duello tra i due. Il secondo avviene nel finale di partita con un tuffo di Buffon sui piedi di Simone Inzaghi: il braccio del portiere in tuffo va tra i due piedi dell’attaccante che viene sbilanciato. L’arbitro, nella circostanza, controlla male anche l’ultimo tocco alla palla che è di Buffon, dunque sarebbe calcio d’angolo. Stavolta stranamente Inzaghino non protesta, chiede solo il corner. Insomma non si accorge di aver subito il rigore. Si riveda in tv.
Nel secondo tempo rimane impunito un calcione di Ibrahimovic a Siviglia. Una cosa poco elegante. Reggina-Brescia (Racalbuto) - Evidente fallo di Stankevicius su Tedesco trattenuto per la maglia: sarebbe calcio di rigore. La prima conseguenza è che Tedesco si prende invece un giallo per simulazione. La seconda sarà magari che i due sorteggiatori nella loro esternazione settimanale daranno ragione a Racalbuto e quindi a se stessi (l’arbitro era in prima fascia nell’anti-tecnico sorteggio, perché farsi un autogol?). Fiorentina-Bologna (De Santis) - Un lungo lancio per Riganò è fermato per fuorigioco dal guardalinee mantovano Pirondini: l’attaccante della Fiorentina è in linea col penultimo avversario. Cagliari-Chievo (Trefoloni) - C’è tutto il rigore concesso per il fallo su Langella che sblocca il risultato. E’ il quarto che gli attaccanti del Cagliari si procurano in 14 giornate, non male. Sul gol di Abeijon c’è un suo compagno in sospetto fuorigioco, ma completamente ininfluente.
Lecce-Livorno (Morganti) - E’ netto invece il fuorigioco quando viene annullato un gol del Lecce all’inizio della partita: giudica bene il guardalinee Titomanlio. Poi partita piena di episodi in area, se l’arbitro concedesse tre o quattro rigori non ci sarebbe da sorprendersi. Andiamo per ordine: molto discusso su cross di Della Bona un colpo di braccio di Vidigal, che muove l’arto ed il regolamento dice che l’involontarietà esiste quando il pallone colpisce un braccio immobile. Poi c’è il rigore concesso per fallo di Alessandro Lucarelli su Cassetti, ma in televisione si vede che sbraccia anche il leccese, se c’è fallo identico tra un difensore ed un attaccante le regole provilegiano il primo. Riprendiamo: c’è qualche dubbio momentaneo sul gol realizzato da Giacomazzi, ma la moviola lo fuga subito perché sulla destra c’è un difensore del Lecce che esce in ritardo. Poi è impunita una bella spinta di Stovini a Cristiano Lucarelli in area. Infine sarebbe da rigore anche un intervento di Doga su Cassetti.
Fate voi i conti, di rigori se ne é visto uno solo, in compenso Cassetti ha preso anche un giallo per simulazione. Palermo-Atalanta (Rizzoli) - L’errore più grosso è l’annullamento iniziale di un gol di Brienza per fuorigioco inesistente: quando parte infatti il passaggio del compagno Barone, Brienza è nettamente dietro la linea della palla. In questi casi bisogna imparare e non prendersela sempre con l’arbitro: al 99 per cento la colpa è del guardalinee Cavuoti, non all’altezza della situazione.
C’è il rigore di Biava su Budan, Casarin nel dopo-partita di Sky ritiene che sarebbe necessaria anche l’espulsione. Ma invece ci sono due giocatori del Palermo nelle vicinanze, dentro l’area, e secondo noi possono ancora tentare di metterci una pezza. Dunque secondo noi è giusto il giallo per Biava. Tra l’altro in campionato ci sono molti precedenti simili di data recente: l’omogeneità, così difficile da ottenere, non guasta?
Udinese-Siena (Rosetti) - C’è un colpo di mano sospetto di Pinzi in area, ma la palla arriva a due metri, è questo il motivo per cui l’arbitro torinese opta per l’involontarietà. Nel complesso da segnaslare la giornataccia dei guardalinee Ceniccola e Ferraro che segnalano fuorigioco inesistenti, in azioni molto interessanti di Chiesa e Di Michele. Anche se equilibrati restano sempre errori.
di Angelo Pesciaroli
(giornata 15, 12 dic 04)
Bologna-Juve (Pieri) - Un paio di errori dei guardalinee nel primo tempo. Prima bloccano un’azione importante di Cipriani mentre sono Thuram e Cannavaro a scontrarsi tra di loro, poi assegnano a Camoranesi un angolo che non c’è. Discute il Bologna su una palla-gol di Emerson, ma l’azione è pulita non c’è fuorigioco di Del Piero. Sfuggono poi un calcetto di Appiah a Cipriani e viene di nuovo sbagliato un fuorigioco su Cipriani da parte dell’assistente Ambrosino. Finale giallo con due episodi che riguardano Cipriani in area, la prima volta in uno scontro con Zebina che solleva dubbi, ma non sembra fallo lampante (come ammette a caldo lo stesso attaccante). Poi nel finale, invece, appare netto un intervento falloso di Thuram su Cipriani, tibia contro tibia: per noi è rigore. Per quanto poi riguarda la punizione con cui Nedved risolve la partita, nel contrasto con Capuano, appena entrato, il primo ad appoggiarsi di schiena scorrettamente è Ibrahimovic. L’azione andava fermata a questo punto, ma Pieri vede solo la seconda fase dell’azione.
Samp-Messina (Messina) - Un intervento di Zanchi su Bazzani all’inizio potrebbe essere da rigore. Secondo noi invece non è punibile Flachi che colpisce la palla con un braccio in barriera su un calcio di punizione battuto da Di Napoli. La distanza era quella giusta e si vede Flachi addirittura deviare alla sua destra, finendo dietro un compagno, lasciando un varco aperto. Per noi è la palla che gli sbatte sul braccio e non il contrario.Se sull’episodio Flachi ci piace essere prudenti, il rigore ci starebbe invece tutto, secondo noi, nel finale di gara per un intervento falloso di Palombo su Di Napoli. Non si riesce a capire come l’arbitro la ritenga una simulazione (ma il giallo non scatta!!) o un tentativo di sfondamento dell’attaccante.
Brescia-Roma (Dondarini) - La cabala continua a funzionare: l’arbitro di Bologna vantava quattro vittorie su quattro con la Roma, la quinta arriva puntualmente per l’incredibile quanto netto colpo di mano di Mareco in area qualche secondo prima dello scadere. Già una volta in Brescia-Roma con questo arbitro nel recupero ne successero di tutti i colori, ma la Roma vinse. A fine primo tempo, Mexes subisce un fallo, ma Dondarini inverte la punizione dal limite dell’area della Roma assegnandola al Brescia. Proteste naturalmente e il tempo di gioco scade. Esso può essere protratto per far battere un rigore, ma se una squadra si attarda a protestare perché subisce una punizione dal limite non può trarre vantaggio dal suo comportamento. Chissà se B&P lo scriveranno. Poi nel secondo c’è un netto fallo di mano di Cufré, secondo noi fuori area, ma almeno un cartellino giallo dovrebbe scattare. Calcione a D’Agostino, la Roma getta in fallo laterale la palla. Ma ne era in possesso, è diverso il caso di chi pretende che sia l’avversario a calciare fuori la palla.
Siena-Inter (Farina) - All’inizio c’è una brutta gomitata di Vieri che però è schivata da Portanova. Per regolamento il tentativo dovrebbe essere egualmente punito con un giallo. Inutile parlare invece di prova tv perché essendo stato mancato il bersaglio non esiste violenza. Ineceppepibile l’espulsione di Argilli che si sostituisce al proprio portiere nel respingere un tiro di Vieri, ma Adriano spedisce il rigore sul palo. Sembra da rigore anche un fallo di Materazzi su Foglio, ma le immagini non sono probanti. Nel finale quando Favalli viene ammonito potrebbe scattare subito il rosso, ma era diffidato e cambiando il colore il prodotto non cambia: salterà il prossimo turno.Curiose proteste del Siena, nel finale: quando entra Cruz, Cambiasso non esce dal centro del campo. Ma dal posto del quarto uomo deve passare chi subentra, mentre chi esce può andare fuori da dove vuole. Basta non restare mai in dodici.
Milan-Fiorentina (Rodomonti) - Netto e indiscutibile il rigore quando Delli Carri tira per il braccio Crespo. Rodomonti lo assegna e si raccomanda ai giocatori di non invadere l’area prima deml tiro. Sono tutti sulla linea, ma appena l’arbitro si gira per fischiare Seedorf lo beffa scattando in anticipo per raccogliere la respinta e segnare di testa. A quel punto soltanto uno sbandieramento del guardalinee Copelli avrebbe potuto aiutare l’arbitro. E’ una valutazione regolamentare del tutto ininfluente sull’andamento successivo della partita. Poi, se non ci fosse il 2-0 sul clamoroso autogol di Chiellini, potrebbero scattare l’espulsione di Lupatelli e il rigore per netto fallo del portiere.
Reggina-Cagliari (De Santis) - Episodio curioso nel finale. L’arbitro sancisce una giusta espulsione di Franceschini, quasi in contemporanea con il fischio finale, per fallo da tergo su Suazo. Il regolamento vale anche al 90’.
Chievo-Palermo (Bertini) - Sull’1-0 per il Chievo sbaglia un gol Toni. Ed è la fortuna dell’arbitro e del guardalinee Ivaldi perché l’attaccante sarebbe in netto fuorigioco. Livorno-Parma (Saccani) - Tre interventi dubbi in area su Gilardino, il primo è di Galante, il secondo di Alessandro Lucarelli, il terzo livornese rimane non identificato. Ma il rigore per Saccani non c’è mai.
di Angelo Pesciaroli
(giornata 16, 19 dic 04)
Un’altra giornata di errori clamorosi. Non sarà una bel Natale per arbitri, assistenti e chi li guida. Si è cominciato sabato con il rigore negato a Crespo da Bertini, si è proseguito con errori clamorosi di Ayroldi a Lecce e di Tombolini a Udine per limitarci ai casi più clamorosi. E la moviola in campo non avrebbe corretto quel tipo di errori: non si è trattato di palla entrata o meno in porta o di fuorigioco discutibile (e i guardalinee hanno fatto la loro parte). Gli errori più clamorosi sono venuti su contatti in area, sui quali la moviola può solo far imbestialire gli spettatori, non risolvere le incertezze in campo. Del resto Blatter proprio ieri dalla Svizzera ha chiuso la porta alla moviola, salvo che per il gol-non-gol se sarà perfezionato un meccanismo sicuro. Aperto invece uno spiraglio per la deroga a Collina.
Udinese-Lazio (Tombolini) - Cominciano ad accorgersi tutti che il sorteggio ha fatto danni gravissimi sulla qualità media degli arbitri. Ma anche in regime di sorteggio si potrebbe evitare - attraverso le fasce - di mandare al massacro un arbitro come Tombolini a Udine. In ripetute occasioni, nel corso della carriera, il marchigiano è stato contestato in maniera violenta da Pozzo. I sorteggiatori, prima di formare la griglia, potrebbe studiare un po’ di storia. Dopo un’Udinese-Empoli 0-0 (gennaio ’99), dopo un rigore non concesso a Jorgesen, Pozzo disse semplicemente che bisognava sospendere Tombolini per sei mesi. La seconda valanga friulana cadde in Udinese-Vicenza 2-3 (2001) quando l’arbitro marchigiano annullò per fuorigioco non segnalato dal guardalinee Farneti due gol, a Sosa a Iaquinta. Ultima perla il famoso gol di mano convalidato a Guly lo scorso anno in Bologna-Udinese 2-0. In questa situazione è normale che arbitrando a Udine Tombolini non si senta tranquillo e dunque punisca col rigore un contatto tra Seric e Di Michele, dove non si vede fallo. E’ ancora normale che se Siviglia tenta un recupero da tergo su Iaquinta l’arbitro mostri subito il rosso. Ed è normale che quando lo stesso Di Michele in azione difensiva nella propria area commette un rigore l’arbitro non lo conceda. Ad onor del vero le moviole pescano anche un rigore di Lequi su Iaquinta molto più evidente di quelli concessi. A titolo di cronaca: dal giorno in cui l’Udinese non dette seguito al preannunzio di reclamo per errore tecnico di Dattilo nella partita con il Brescia, non ha più perso ma ha quasi sempre vinto. E Dattilo non ha più visto la serie A...Però nessun dubbio sul fatto che l’Udinese sia fortissima. Lecce-Sampdoria (Ayroldi) - Espulso Diamoutene per presunto fallo su Rossini lanciato a rete con rigore conseguente. Con più di un’immagine buona a disposizione, nel dopopartita di Sky Zeman e Casarin discutono per un quarto d’ora buono senza mettersi d’accordo, ognuno rimane della sua idea: per l’allenatore Diamoutene non tocca l’avversario, per l’ex designatore il fallo c’è tutto. Come dire: che risolverebbe in questi casi la moviola in campo? E’ netto e grossolano l’errore del guardalinee Alvino che fischia un fuorigioco inesistente a Flachi (al massimo è in linea) con espulsione di Novellino che protesta. Altro errore sul fuorigioco quello segnalato a Rossini su passaggio di Doni.
Roma-Parma (Racalbuto) - Sul gol del Parma realizzato da Bovo c’è l’illusione ottica di due emiliani in fuorigioco, ma sono tenuti in posizione regolare da Montella che al momento del colpo di testa del suo ex compagno è stranamente sulla linea della propria porta. Lo stesso Montella va poi a cercarsi un’inutile ammonizione per fallo di braccio in fase d’attacco. Salterà il derby. In tempi in cui si parla tanto di finto fair-play e di palla gettata in fallo con troppa facilità, c’è un episodio da analizzare: il 2-0 della Roma viene realizzato con un giocatore del Parma a terra in area. Non ci sono proteste ed è segno di maturità, perché Racalbuto è ad un metro, può giudicare da solo ed è lui che deve ordinare eventualmente l’interruzione del gioco. In effetti l’infortunio del parmense a terra non era grave.
Bologna-Reggina (Rosetti) - Ottimo ritorno del torinese che sta per diventare di nuovo padre. Sono ben visibili, nei due rigori concessi, l’aggancio di Mozart al piede di Cipriani e il fallo di mano di Bellucci in area. Ineccepibile l’espulsione di Siviero per fallo su Cipriani in azione da gol. Carlo Longhi pesca in 90° una tirata di capelli di Pagliuca a Mesto. Prova televisiva? Per ammetterla il giudice dovrebbe intanto ricevere il filmato dal procuratore ed in secondo luogo ritenere il fatto pericoloso per l’incolumità del reggino. Ci siamo capiti... Semmai se ne riparlerà dopo le feste.
Palermo-Cagliari (Farina) - Gialli per tre diffidati del Palermo, Corini, Grosso e Zauli, un buon vantaggio per la Reggina alla ripresa del campionato. E’ regolare la partenza di Toni sul gol del 3-0.
In Inter-Brescia e Fiorentina-Chievo non accadono cose discutibili.
di Angelo Pesciaroli
(giornata 19, 16 gen 05)
CAGLIARI-JUVE (Racalbuto) - Non è regolare il gol con cui la Juve passa in vantaggio. Seguite i fotogrammi: cross di Zebina verso il centro area, corta respinta di testa di Maltagliati, stop di petto di Nedved che avanza. In questo momento Trezeguet è in fuorigioco, se Nedved tirasse in porta il francese sarebbe estraneo all’azione, passivo. Invece la palla toccata dal boemo va verso Trezeguet che diventa attivo tornando indietro per cercare il pallone e contrastare Esposito in agguato. In quel momento dovrebbe andar su la bandierina di Consolo. Invece il gioco viene fatto proseguire ed Emerson segna. Per il resto da correggere solo, per il telespettatore, un’inesattezza regolamentare del telecronista che nel primo tempo, parlando di un intervento di Nedved, restringe il concetto di «danno procurato» all’area di rigore. Vale invece per i contrasti in ogni parte del campo. Il ”sacro testo” non dice specificamnte ”danno procurato” ma parla di negligenza, imprudenza o vigoria sproporzionata.
CHIEVO-ROMA (Morganti) - Nell’azione dell’1-0 Pellissier, sul lungo lancio, è tenuto in gioco da Ferrari. Tiribocchi manca una succulenta occasione per il 3-1, ma sarebbe in fuorigioco. Regolare per questione di centimetri la spettacolare azione con cui Montella ottiene il 2-2. A Totti viene risparmiato un giallo quando ferma una palla di mano fuori area. Mani alzate dei veronesi sull’errore di Montella che potrebbe portare la Roma sul 3-2, ma sono proteste campate in aria perché in fuorigioco è Mancini che non partecipa.
MILAN-UDINESE (Trefoloni) - Quando Sheva realizza il gol dell’1-1 ci sono dubbi sulla sua posizione, ma con il fermo immagine svaniscono poiché a tenere in gioco tutti c’è un giocatore dell’Udinese che marca Seedorf dall’altra parte dell’area. Pirlo dovrà saltare la prima di ritorno, a Livorno, per cumulo di ammonizioni: giallo meritato per il pestone a Mauti. Trefoloni, comunque, aumenta la sua striscia positiva con il Milan che ora è fatta di 9 vittorie e un pareggio. Ieri ha perdonato un sacrosanto giallo a Gattuso per duro intervento su Jankulovski.
PARMA-LECCE (Palanca) - Episodio thrilling all’inizio per intervento di Sicignano su Gilardino, ma è giusto non punirlo. Primo rigore per il Parma: in questa occasione Diamoutene commette il fallo, ma è giusto non espellerlo perché nelle vicinanze c’è un altro giocatore del Lecce in grado di interferire. Secondo rigore: chiarissimo il colpo di mano di Stovini, però quando Morfeo batte realizzando, Gilardino ha già invaso l’area, dunque è giusto far ripetere il tiro dal dischetto che viene poi sbagliato. Altro thrilling nel finale, quando vengono sanciti 5 minuti di recupero che diventano 6 per un infortunio a Vucinic. Ebbene il gol-vittoria del Parma proprio sul filo del cronometro, qualcuno dice dopo 6’3” di recupero. Ricordiamo che si può prolungare il gioco solo per un calcio di rigore.
LAZIO-PALERMO (Saccani) - Bazzani comincia la corsa con la Lazio facendosi ammonire dopo il gol perché si toglie la maglia. Dalla Samp si è portato 4 ammonizioni, ora è già alla quinta. E pensare che sarebbe sufficiente limitarsi al classico gesto alla Ravanelli per non prendere il giallo dopo un gol. Emanuele Filippini si mette le mani nei capelli quando viene punito il suo colpo di spalla al petto di Brienza: ma a rivedere con pazienza le immagini non è facile stabilire chi dei due commetta effettivamente fallo. Ne nasce la punizione con cui Toni realizza il pareggio. Ed andiamo all’annullamento del gol di Rocchi (punizione toccatagli nel finale) per un’altra analisi. A prima vista viene a tutti da dire che nella circostanza il gioco è fermo, dunque apparirebbe giusto l’annullamento. Ma a circondare l’arbitro non sono i giocatori della Lazio per reclamare la giusta distanza della barriera, bensì quelli del Palermo che contestano la punizione. Dunque la palla è in gioco, non c’è bisogno del fischio, Saccani non compie il classico gesto di mostrare il fischietto. Tanto è vero che quando lo sveglio Giannichedda mette il pallone a terra per toccare a Rocchi la punizione, Grosso e Morrone si staccano subito dal gruppo che sta protestando e cercano di parare su Rocchi. E’ c’è Terlizzi che da dietro va sull’attaccante. Dunque in teoria il gol è buono..
SAMP-BOLOGNA (Gabriele) - Non ci sono problemi. Non essendoci altro, le trasmissioni estrapolano un episodio della mezz’ora di gioco, quando Colucci cadendo sfiora fortuitamente il pallone con le mani. E’ chiaro che non commette fallo.
ATALANTA-SIENA (De Santis) - Sul gol di Sinigaglia c’è un compagno in fuorigioco, ma la circostanza è chiaramente ininfluente.
LIVORNO-MESSINA (Paparesta) - Poche immagini e mal sfruttate. Se invece ci fosse la ricchezza di materiale di un Milan-Inter, ci sarebbe da valutare un colpo proibito di Cristiano Lucarelli a Rezai non visto. E da analizzare un sospetto di fuorigioco nel momento in cui parte il lungo lancio per l’azione del secondo gol. Infine sul terzo, l’azione parte da centrocampo con una netta spinta ad Amoruso.
di Angelo Pesciaroli
(giornata 20, 23 gen 05)
Un errore grave già sabato a San Siro quando viene segnalato dal guardalinee Ricci un inesistente fuorigioco che porta all’annullamento di un gol di Vieri. E ieri durante il bel primo tempo di Fiorentina-Roma, vengono annullati due gol (uno per parte) su errore dei guardalinee Copelli (internazionale!) e Strocchia: in entrambi i casi c’era un difensore in linea. Insomma i guardalinee continuano a peggiorare a vista d’occhio. Nella domenica si aggiungono molte interpretazioni contrastanti, se non diametralmente opposte, degli arbitri per interventi fallosi in area del portiere su attaccanti in situazione da gol: rigore discutibilissimo quello fischiato contro Peruzzi a Roma, perdonati invece Dida e Amelia in Livorno-Milan per interventi quasi analoghi. Diverso il tipo di errore sul rigore concesso a Di Canio, ne parliamo tra qualche capoverso.
Disparità di trattamento c’è stata anche sulla gestione dei cartellini gialli. Ne hanno fatto le spese, con l’espulsione, Nesta e Montolivo.
LIVORNO-MILAN (Farina di Roma) - Partita difficile con mille episodi sui quali le immagini hanno dato quasi sempre torto all’arbitro. Nei primi minuti passa completamente in cavalleria un bell’abbraccio di Vidigal su Ambrosini in piena area. Poi secondo noi era da rigore l’intervento di Dida che, tuffandosi coraggiosamente sui piedi di Cristiano Lucarelli, finisce per toccare la gamba dell’avversario danneggiandolo. Immagini chiare e secondo noi indiscutibili. Ma nel pomeriggio di Sky ne nasce una disputa tra Paolo Casarin, convinto come noi del rigore e Ancelotti che, tirato per i capelli, parla invece di simulazione del milanese. Il rigore contro Dida avrebbe dovuto comunque comportare un cartellino giallo e non rosso (ricordiamoci che le regole nuove, ammesso che siano approvate dalla FIFA, andranno in vigore dal prossimo campionato) Sull’altro fronte sarebbe da rigore l’intervento del portiere Amelia il quale si tuffa in avanti, alza le mani per tentare inutilmente di intercettare il pallone, nel riportarle in basso danneggia nettamente Shvechenko. Ed è più che sospetta, ma non ci sono immagini chiarissime, un’altra spinta in area del Lucarelli difensore ai danni ancora di Shevchenko. Poi c’è troppa severità dell’arbitro Farina nell’espellere Nesta per seconda ammonizione. Secondo Ancelotti il difensore nella protestava con Protti, a questo proposito le immagini non sono probanti, ma a noi sembra invece che sia punito con il secondo giallo l’intervento falloso di Nesta, non la protesta.
Giusto invece l’annullamento di un gol di Crespo che realizza dopo un’evidente spinta a Balleri.
LAZIO-SAMP (Cruciani di Pesaro) - Ed andiamo alle decisioni contrarie sul portiere. Per le immagini mostrate, il rigore di Peruzzi su Flachi non c’è. Può rimanere solo un lievissimo dubbio che potrebbe essere fugato da un’immagine presa da dietro la porta della Lazio che purtroppo non ci è stata offerta. Ed ecco un esempio di come la differente copertura o la differente scelta creino una diversa ”condicio” tra un campo e l’altro. Non c’è, secondo quanto si vede, neanche il rigore per la Lazio che viene astutamente cercato dall’astuto Di Canio il quale allarga la gamba per cercare il piede di Palumbo. L’unica decisione importante giusta la prende il guardalinee dottor Pisacreta che, operando davanti alle panchine, fa annullare un gol realizzato da Di Canio.
FIORENTINA-ROMA (Ayroldi) - L’arbitro pugliese sbaglia tanto non aiutato dagli assistenti nel primo tempo. Detto dei fuorigioco, da segnalare che nella partenza del gol che porta sull’1-1 la Roma, è Ayroldi a centrocampo ad ignorare, allungando il braccio per far proseguire il gioco, un intervento di Dacourt che sembra scorretto. Nella ripresa fanno un pò sorpresa i 6 minuti di recupero che diventano in corsa sette. LECCE-ATALANTA (Gabriele) - Mentre è giusto un giallo per simulazione a Bojinov, c’è una diversità di trattamento tra Lazzari che compie un fallo da giallo su Cassetti e Montolivo il quale si prende il secondo giallo e dunque l’espulsione per un intervento abbastanza veniale. Immagini molto nitide stavolta dallo stadio di via del Mare, con qualche azione rivista da dietro entrambe le porte. Non succede spesso.
MESSINA-PARMA (Bertini) - Arbitro longanime nei riguardi dell’iraniano Rezaei che ferma con maniere forti ma astute Gilardino abbracciandolo in due riprese in pochi metri.
SIENA-PALERMO (Collina) - Ottima interpretazione del vantaggio in occasione di un fallo di mano palermitano con palla ripresa da Chiesa, poi Collina usa metro longanime per due trattenute in area di Cirillo e Colonnese a danno di attaccanti palermitani.
UDINESE-REGGINA (De Marco) - Sul tiro-gol di Bonazzoli, ammesso che esista una posizione di fuorigioco laterale di qualche compagno, essa è del tutto ininfluente. JUVE-BRESCIA (Rodomonti) - In questa partita c’è poco da discutere.
di Angelo Pesciaroli
(giornata 21, 30 gen 01)
Per il quinto turno consecutivo non si verifica un’espulsione per fallo su avversario lanciato a rete. In attesa di una possibile revisione del regolamento internazionale nella prossima stagione (mai più rigore ed espulsione assieme), gli arbitri italiani con tacito accordo o con incredibile coincidenza non decretano più espulsioni del genere, sia il fallo dentro o fuori area.
MILAN-BOLOGNA (De Santis) - Il Milan contesta l’annullamento di un gol di Dhorasoo. Il rossonero nella stessa azione prima salta insieme a Juarez ed il contrasto è spalla contro spalla, è giusto non intervenire. Poi la palla finisce di nuovo tra i piedi di Dhorasoo che prima di tirare in porta effettivamente spinge, in maniera leggera, Locatelli. De Santis annulla. In Tv («Sky calcio show») Casarin mostra questa leggera spinta in contraddittorio con Adriano Galliani che non riesce assolutamente a coglierla, «la vedi solo tu» continua a ripetere all’ex designatore. Conclusione: dal punto di vista televisivo gli estremi per l’annullamento ci sono. E Longhi in ”90°” lo conferma. Siamo anche noi di questo parere, le discussioni nascono perché la realtà di ogni domenica dice che vengono perdonati troppi spintoni più evidenti. Nella stessa partita non è assolutamente da rigore un furtivo abbraccio di Juarez su Sheva che non viene danneggiato, mentre un fallaccio su Pirlo dello stesso Juarez, nella ripresa, sarebbe da cartellino.
REGGINA-LAZIO (Saccani) - Paredes commette un brutto fallo su Cesar, il laziale per tutta risposta da terra scalcia per due volte in maniera clamorosa l’avversario. Ci sarebbero gli estremi per l’espulsione, invece Saccani mostra solo il cartellino giallo al brasiliano. Invece di ringraziare, Cesar in pieno raptus poco dopo commette un altro fallo su Nakamura e Saccani allora non può fare a meno di tirar fuori il secondo giallo. Nel primo tempo c’è anche un episodio in mischia in area laziale nel quale Bazzani danneggia Mesto. Poteva starci il rigore.
Infine discussione sul momento in cui viene realizzato il decisivo gol della vittoria reggina: i minuti di recupero sanciti sono tre, l’orologio di Sky segna 47’50” quando la palla varca la linea della porta di Peruzzi. ROMA-MESSINA (Pieri) - Giusto annullare un gol di Amoruso viziato da fallo su Mexes. Alcune immagini prese in campo stretto sui protagonisti potrebbero far pensare ad una posizione dubbia di Cassano sul suo gol, ma la visione in campo largo certifica invece la regolarità del bel gol realizzato dal pugliese. L’arbitro non fa una nella figura con i suoi superiori quando in campo accetta senza reagire qualche epiteto non propriamente elegante.
ATALANTA-JUVE (Collina) - Può sembrare severa l’interpretazione di Collina quando concede il rigore alla Juve, ma il fallo di Motta su Camoranesi, una furtiva tirata di maglia, c’è. Longanime invece la misura che porta l’arbitro ad ammonire soltanto Mingazzini e Olivera. Il primo compie per primo un fallaccio da espulsione sul bianconero, il secondo reagisce clamorosamente. Potevano essere espulsi entrambi. Nel finale, invece, l’arbitro non vede un pugno (nell’area del portiere!) ad Ibrahimovic, ci sarebbero gli estremo per il rigore e l’espulsione. Gialli pesanti, comunque, per il citato Olivera e per Zebina.
BRESCIA-LECCE (Rosetti) - Non è punibile un intervento di Stankevicius su Rullo e l’episodio comunque avviene fuori area. Netto invece il calcione a Di Biagio da parte di Diamoutene, abbastanza esperto quest’anno di falli in area. Ma Caracciolo spedisce il rigore sul palo. CAGLIARI-FIORENTINA (Morganti) - E’ da considerare giustamente involontaria una deviazione di braccio di Delli Carri su tocco di Suazo da distanza brevissima. SAMP-SIENA (Paparesta) - Sul gol di Vergassola ci sono giocatori che si sbracciano in area, ma le manovre scorrette non influenzano la realizzazione della rete senese. Sull’1-1 di Rossini per la Samp c’è Simone Inzaghi forse in posizione di fuorigioco, le immagini non sono chiarissime e in ogni caso l’attaccante ex laziale non disturba nessuno, dunque gol regolare.
PALERMO-INTER (Trefoloni) - Seri dubbi dopo 7 minuti per un contatto in area dell’Inter di Cambiasso che con eccessiva foga rientra su Brienza danneggiandolo: potrebbe anche essere rigore. Alla mezz’ora altro sospetto contatto in area interista di Veron su Zaccardo. Al 38’ fuorigioco segnalato dal guardalinee Ambrosino a Martins che invece è in linea. Nel finale di tempo sfugge a tutti, anche al telecronista, una palla che in area del Palermo finisce sul braccio teso di Zaccardo, fallo forse involontario e da non punire, ma episodio curioso.
Nella ripresa Biava e Stankovic, già ammoniti, provano a farsi cacciare con una serie di ripicchette, ma non ci riescono. Sul gol del 2-0 di Vieri c’è Martins in fuorigioco ma non ostruisce la visuale a Guardalben nè lo danneggia. Nel finale perdonata una manata di Materazzi sulla faccia di Possanzini.
di Angelo Pesciaroli
(giornata 22, 2 feb 05)
LAZIO-BRESCIA (Tombolini) - Rigore negato alla Lazio, Dallamano mette la sua gamba tra quelle di Rocchi che perde l’equilibrio. Sembra esserci indecisione da parte di Tombolini che alla fine ammonisce ingiustamente il laziale per simulazione. E’ un grosso errore, decisivo per il risultato di una partita di zona salvezza.
JUVE-SAMP (Messina) - Regolare il gol con cui Diana porta in vantaggio la Sampdoria, sul lungo traversone proveniente da destra il doriano è tenuto in gioco da Camoranesi. La palla supera tutti, batte sulla traversa ed a quel punto non conta più il fatto che Diana sia davanti a tutti, la sua posizione va analizzata al momento del lancio ed é lì che il doriano è in posizione regolare.
MESSINA-MILAN (Bertini) - Classico esempio di come gli arbitri italiani hanno già deciso di applicare un nuovo regolamento che - sempre se sarà approvato dall’IFAB il 26 - andrà in vigore dall’anno prossimo: il portiere Storari che commette rigore (naturalmente concesso) su Kakà lanciato in area viene solo ammonito e non espulso. Fischietti italiani precursori, ma fuori legge, né si può sostenere la tesi che Kakà non sia in situazione da gol.
FIORENTINA-PALERMO (Bergonzi) - Arbitro molto tollerante all’inizio su frequenti incursioni del Palermo in area viola. Poi Zaccardo è ammonito per un fallo di mano volontario. Analoga severità il giovane Bergonzi non dimostra, invece, quando lascia giustamente proseguire Obodo verso la porta per la norma del vantaggio, ma a posteriori dovrebbe ammonire Ferri che blocca in maniera molto scorretta Miccoli. E se l’arbitro è girato in avanti, dovrebbe essere il guardalinee Lion a dargli una mano. Lo diciamo perché il cartellino giallo avrebbe fatto scattare l’espulsione del giocatore palermitano, già ammonito.
INTER-ATALANTA (Racalbuto) - Fa gridare al gol a metà del primo tempo Veron con una palla che viene respinta poco prima della linea da Capelli, ma si tratta soltanto di un’illusione ottica, la respinta avviene al di qua della linea. Qualche giusta lamentela di Vieri con Racalbuto: sui calci d’angolo l’ariete interista è oggetto di frequenti blocchi e tirate di maglia.
LECCE-ROMA (Trefoloni) - Al 20’ un fallaccio su Dellas sarebbe da cartellino ma nel primo tempo l’arbitro toscano usa un metro molto generoso. Nella ripresa invece Trefoloni decide di cambiare musica ed espelle giustamente Ledesma per una spinta molto vistosa a Totti. Protestano i giocatori del Lecce, ma l’arbitro giudica l’episodio da tre metri, dunque non può essere in errore. Dubbi su un episodio in area leccese ai danni di Cassano.
LIVORNO-REGGINA (Brighi) - Il primo gol con cui la squadra di Mazzarri passa in vantaggio scaturisce in una mischia paurosa, ma l’azione sembra pulita, Mozart non ostacola il portiere del Liuvorno. Situazione confusa allo scadere del primo tempo, un giocatore toscano tocca la palla con la mano convinto che sia uscita e che dunque dovesse essere rimessa dal fondo. Ma le immagini lasciano dubbi su questo fatto, era davvero uscita quella palla?
SIENA-CAGLIARI (Castellani) - Fulminea l’azione con cui Taddei fa scattare Chiesa, per la velocità nasce qualche dubbio, ma il fermo-immagine dimostra che l’attaccante scatta in posizione irregolare. Giusta l’espulsione di Lopez per un fallaccio. Dubbi anche sull’annullamento di un gol del Siena, il fuorigioco visivamente c’è, ma l’impressione (non completamente chiarita dalle immagini) è che a rimettere in gioco tutti sia il tocco di un difensore del Cagliari.
UDINESE-CHIEVO (Tagliavento) - Regolarissimo il gol di Jankulovski che s’inserisce da dietro. Nel secondo tempo l’annullamento di una rete del Chievo è giustificato da una evidente spinta di Tiribocchi ad un avversario.
di Angelo Pesciaroli (giornata 23, 6 feb 05)
Altra brutta domenica piena di errori arbitrali, dopo il terribile anticipo di Marassi dove Dondarini insieme a Bojinov avrebbe dovuto quando meno espellere anche Volpi. Le topiche più grosse della giornata, come si vede, sono firmate da elementi della penultima generazione, segno evidente che il ricambio accusa grosse difficoltà per la scarsa caratura e preparazione dei rincalzi. La scuola italiana è inaridita. ROMA-BOLOGNA (Dattilo) - Avevamo segnalato sabato il pericolo derivante dall’inserimento di Roma-Bologna in seconda fascia. Puntualmente i sorteggiatori si sono fatti autogol ed ora eccoli davanti all’ennesimo caso di questa tormentata stagione. Magari leggeremo domani che Dattilo ha indovinato tutto. L’arbitro calabrese, invece, di fronte ad un evento eccezionale, quale il gol all’ultimo secondo, non ha potuto che mediocremente rifugiarsi nel classico «fallo di confusione», annullando l’autogol di Loviso a favore della Roma. E’ vero che il fischio dell’arbitro arriva un centesimo di secondo prima che la palla entri in rete, deviata di testa nella propria porta dal citato Loviso (non da Montella), ma non si capisce quale fallo commetta De Rossi. Nella mischia si vede che il romanista allunga le braccia verso Nastase, ma a palla già passata. Ci sono altri errori, nel primo tempo il più evidente è quello del guardalinee Cuttica che segnala un fuorigioco inesistente a Cassano su lancio di Totti. Restano anche impuniti in area un fallo di Daino su Cassano e uno di mano di Mexes in area forse non involontario. PARMA-INTER (Collina) - Partita complicatissima che ha comportato una sola decisione facile per l’arbitro, il rigore e l’espulsione di Materazzi per la deviazione sulla linea di porta con la mano, episodio per il quale l’arbitro ha prudentemente chiesto conferma al guardalinee Niccolai che non si è astenuto dal dargliela.
La prima decisione difficile per Collina, quella che ha lasciato aperte le interpretazioni anche dopo le moviole, è per il fallo di Coco su Gilardino: sulla linea dell’area o mezzo centimetro fuori? E’ la stessa situazione verificatasi sabato in Palermo-Juve per l’episodio di Mutarelli su Zambrotta. Noi propendiamo per il rigore in entrambi i casi. La seconda discussione verte sul colpo di braccio di Cannavaro in area parmense su zuccata di Materazzi in piena mischia, probabilmente Collina è coperto, il movimento del difensore parmense sembra volontario. Nel finale ci sarebbe anche un giallo da dare a Martins che si aiuta con la mano in fase di attacco. Non ci rimette nessuno, però, perché Martins è ancora a quota zero in fatto di ammonizioni.
REGGINA-SIENA (Morganti) - Nel primo tempo è giusto non punire un intervento in area di Alberto su Nakamura. Nel finale invece è annullato in maniera secondo noi errata un gol - sarebbe stato decisivo per il risultato - per presunto fallo di De Rosa sul portiere senese Fortin: il giocatore della Reggina salta in netto anticipo per colpire la palla e spedirla in rete e urta il senese solo in ricaduta, a gol realizzato. La regola dice che il portiere non può essere disturbato, ma quando salta in anticipo oppure contemporaneamente ad un avversario, non quando arriva per secondo verso la palla.
MILAN-LAZIO (Rosetti) - Pestone di Gattuso a Cesar, a metà campo, nel corso del primo tempo. L’intervento non sembra cattivo e l’arbitro non interviene però il brasiliano è costretto ad uscire. Poi un grosso dubbio: perché Rosetti, quando concede il rigore alla Lazio, ammonisce e non espelle Stam dopo il calcio sul petto di Rocchi? Può esserci una doppia ragione per il rosso: occasione da gol e gioco violento, l’arbitro evidentemente non vede e lascia decidere il guardalinee Farneti. Infine sull’assist di Kakà per il 2-1, Crespo è in linea con Seric ultimo difensore. CAGLIARI-LECCE (Gabriele) - Ineccepibile l’espulsione del portiere Sicignano che - fuori area - abbatte Langella che non avrebbe altri ostacoli verso la porta. L’occasione è buona per ricordare che in un caso del genere la soluzione sarà la stessa anche nelle prossime stagioni. L’eventuale abolizione del cartellino rosso in favore del giallo - sempre che la riforma sia approvata dalla FIFA il 26 febbraio - riguarderà solo i falli che stroncano una chiara occasione da gol in area, perché si ritiene che la concessione del rigore restituisca ad una squadra la chiara occasione da gol. Ma per i falli fuori area tutto resterà come prima.
ATALANTA-LIVORNO (Rizzoli) - Makinwa forza un varco tra Galante e Grandoni cadendo in area, secondo noi è giusto non concedere il rigore. Poi è corretto annullare un gol dello stesso attaccante dell’Atalanta, il fuorigioco è chiaro. CHIEVO-MESSINA (Cassarà) - Ci sembra rigore il colpo di braccio di Luciano in barriera da calcio di punizione: l’arto del giocatore si sposta verso la palla, non avviene il contario. BRESCIA-UDINESE (Farina) - Dopo la ruggine della partita di andata, compito facile per l’arbitro con Muntari che prende la solita ammonzione: con dieci cartellini gialli è il primatista stagionale in materia.
di Angelo Pesciaroli
(giornata 24, 13 feb 05)
Prima degli episodi vi proponiamo la storia del guardalinee Silvio Gemignani di Poggio Garfagnana, gran protagonista - in negativo - ieri a Torino. Dovete sapere che arbitri e assistenti non possono essere più nominati internazionali se hanno superato i 40 anni. Se due stagioni fa, alla soglia di questa età, il toscano Gemignani non fosse stato promosso, si dice che avrebbe protestato persino il Vaticano. Quel 1° gennaio del 2003 persero la qualifica Stevanato e Di Mauro, guardalinee ancora validi, che non erano al limite massimo di età. Ebbene a distanza di due anni, Gemignani ha già perso quei gradi di internazionale con molto anticipo (in teoria poteva rimanere sino al 2008). E’ una cosa che nell’AIA avviene raramente. Ma se Bergamo e Pairetto hanno degradato Gemignani una ragione deve pur esserci. Ma perché le conseguenze le deve sopportare il nostro campionato, visto che il toscano è rimasto nei ranghi italiani, utilizzato anche per partite importanti? Oggi se ne lamenteranno anche i tifosi della Juve visto che gli errori di Gemignani mettono in discussione una vittoria della loro squadra. JUVENTUS-UDINESE (Rodomonti) - Non si offenda comunque il signor Gemignani: dopo questi nostri rilievi gli può al massimo capitare di essere utilizzato più spesso da B&P. Veniamo alla partita: due gli interventi negativi dell’assistente nel giro di pochi minuti nella ripresa. Prima fa annullare un gol di Fava - la Juve conduce già per 2-0 - realizzato da pochi metri su cross di Bertotto: eppure è il gigante Ibrahimovic, retrocesso in difesa, a tenere in gioco Fava. Poi Gemignani ferma Di Natale che potrebbe andare in gol: in questo caso l’udinese è tenuto in gioco da Zebina. A proposito: quando c’è una somma di errori del genere, in Italia nove osservatori su dieci caricano sulle spalle e sulle pagelle dell’arbitro anche gli errori degli assistenti sul fuorigioco. Tecnicamente non è giusto, l’arbitro non può smentire il collaboratore sul fuorigioco, salvo casi eccezionalissimi.
SIENA-MESSINA (Bertini) - Campionario di svarioni su entrambi i fronti. Il gol di De Napoli è realizzato in netto ed indiscutibile fuorigioco. Errore anche in occasione del gol di Chiesa su punizione: il fallo non c’è, così come non è da rigore (e stavolta l’arbitro ci prende) un intervento di Cirillo su Iliev. Molti più dubbi per un intervento di Zampagna in fase difensiva nella propria area su Tudor. Giusta l’espulsione di Portanova che commette un fallo tanto ingenuo quanto inutile inutile su Di Napoli.
REGGINA-MILAN (Racalbuto) - Si salva con il giallo Nesta quando va a bloccare Mesto che andrebbe da solo in porta, avendo di fianco anche un compagno in posizione regolare. Secondo noi l’intervento del milanista sarebbe da rosso perché un contatto, magari con il piede c’è. Poi in occasione dello svarione di Zamboni (autogol) passa in cavalleria una bella manata di Kakà sulla faccia di Tedesco. L’azione dovrebbe essere fermata. Macché.
BRESCIA-CAGLIARI (De Marco) - Si sente fortemente l’esigenza di rinnovamento tra gli arbitri, ma poi ti accorgi che sono stati cresciuti male anche le ultime generazioni. Il giovane ligure, dopo non aver punito un’evidente trattenuta su Delvecchio in area, convalida un gol del Brescia con Zoboli che nella stessa azione tocca per ben due volte la palla con la mano. Clamorosa poi l’espulsione di Budan per seconda ammonizione su Sculli: il cagliaritano insegue l’avversario e lo tocca in maniera impercettibile sulla mano. Non sarebbe assoltamente da giallo. FIORENTINA-PARMA (Paparesta) - Due episodi discutibili: Ariatti su Bettarini in area e Maggio su Gilardino ultimo uomo fuori. Sul primo evidentemente l’arbitro ritiene che il primo ad aiutarsi sia l’ex doriano. Sul secondo Paparesta è lontano e le immagini tv non sono probanti al cento per cento.
LIVORNO-SAMP (Tagliavento) - Brutto episodio che potrebbe essere da prova televisiva: azione in area del Livorno, la palla finisce nelle mani del portiere. Quasi contemporaneamente Flachi cade a terra simulando di aver subito fallo e per tutta risposta si prende un calcio, non mortale, da Grandoni. A questo punto il doriano reagisce con uno sputo sulla gamba dell’avversario, ben inquadrato dalla telecamera. Lo sputo è considerato violenza morale - senza differenza tra viso e gamba - che agli effetti dell’applicazione della prova tv è valutata al pari della violenza fisica. Gli altri requisiti ci sono tutti: l’azione d’attacco è finita, l’arbitro non è intervenuto. Potrebbe essere da rigore un fallo di Pisano su Cristiano Lucarelli. BOLOGNA-PALERMO (Messina) - Un gol di Zaccardo è annullato giustamente, la deviazione di un compagno lo fa trovare in fuorigioco al momento del tiro. Si salva dall’espulsione Corini che, già ammonito, si aggiusta una palla con il braccio, l’arbitro evidentemente non vede. LECCE-CHIEVO (Morganti) - Non vi parrà vero ma dobbiamo dire bravo ad un guardalinee, Pirondini: su un lancio di quaranta metri, riesce a capire che Vucinic va in gol dopo essere partito da posizione regolare. P.S. In una domenica costellata da errori, Collina ha festeggiato i 45 anni a casa sua, non sul campo.
di Angelo Pesciaroli
(giornata 25, 20 feb 2005)
Sette espulsi tra sabato e ieri: eguagliato il record stagionale della prima e della quarta di andata. Con tre rossi in una partita il fiorentino Rocchi si affianca ad un altro collega giovane, Tagliavento (tre in Lazio-Bologna). Non a caso parliamo di giovani perché molti arbitri, invecchiando, dimenticano sempre più spesso il cartellino rosso nello spogliatoio. L’ultimo anziano a cadere nella strana «distrazione» è stato Farina nell’anticipo Messina-Juve. Corre persino il rischio di qualche «prova televisiva» per gli scontri che ci sono stati sabato.
Altra giornata penosa per molti guardalinee che si sono macchiati di errori grossolani. Più di qualcuno meriterebbe di fare la fine del famoso...Sacconi non più designato. CHIEVO-LAZIO (Rocchi) - Arbitro severo, ma non in tutte le occasioni. Ad esempio potrebbe espellere Moro che, ammonito al 17’ del secondo tempo, sei minuti più tardi molla un brutto colpo alla nuca di Bazzani. Rocchi aumenta poi la vigilanza e sulla successiva espulsione di Brighi pesano evidentemente frasi poco carine del giocatore. Finale a tolleranza zero: ne fanno le spese Baronio per un calcione a Liverani e Couto che restituisce più tardi la cortesia a Pellissier. ROMA-LIVORNO (Gabriele) - E’ buono il gol annullato a Totti, in fuorigioco infatti c’è Mancini sulla sinistra, completamente estraneo all’azione, mentre il capitano romanista è tenuto in gioco da Galante. Errore di Stefano Ayroldi, il guardalinee fratello dell’arbitro.
SIENA-FIORENTINA (Racalbuto) - Espulso Pasquale che, dopo essere stato tirato per la maglia da Ariatti, allunga il braccio verso il volto dell’avversario senza colpire. Racalbuto punisce, molto severamente, il tentativo, mentre sarà di manica larga su un intervento molto duro di Cirillo su Donadel. Infine su una punizione battuta da Miccoli c’è poi errore collettivo arbitro-guardalinee nell’annullamento di un gol di Pazzini. Il fischio dell’arbitro arriva un attimo prima che la palla entri in rete, ma è un fischio sbagliato perché in fuorigioco sarebbe Delli Carri estraneo all’azione, mentre sono in posizione regolare sia Riganò che raccoglie il cross, sia Pazzini che sfrutta il successivo passaggio dell’ariete viola. SAMP-REGGINA (Dondarini) - Marassi gli porta male. Sarà bene che B&P ritengano il bolognese «precluso» per le gare interne della Samp, così rischiano di rovinare uno dei pochi arbitri costruiti da loro. Dopo i clamorosi episodi di Samp-Fiorentina, ieri Dondarini ha voluto strafare sanzionando col giallo Palumbo (oltretutto in diffida) per simulazione: era stato invece colpito da un intervento, piede contro piede, dell’avversario Balestri. Secondo errore sul rigore concesso alla Samp, De Rosa colpisce con il braccio una palla toccata con colpo di tacco dal doriano Gasparroni. Più involontario di così....
Rara curiosità quando Borriello, chiamato nell’intervallo tra i due tempi a sostituire Boudianski, si prende un giallo per essere entrato in campo senza preventiva segnalazione. Il regolamento internazionale dice questo, okay, ma vi pare giusto che un giocatore sia sanzionato per la dimenticanza del dirigente che non segnala al quarto uomo la sostituzione durante l’intervallo?
PARMA-BRESCIA (Collina) - Garbata polemica a distanza tra Casarin (Sky), primo maestro di Collina in A, quando l’arbitro, nel concedere un giusto rigore per fallo di Bonera su Delvecchio non espelle il difensore. Si parla di anticipo virtuale di una regola (mai insieme rosso e rigore sul cosiddetto fallo da ultimo uomo) che non è ancora in vigore. Se sarà approvata sabato prossimo dalla FIFA andrebbe in vigore l’anno prossimo. Nel caso in questione probabilmente Collina ritiene che un altro difensore del Parma stia recuperando in area.
Nulla da eccepire sull’espulsione di Domizzi (fuori area): per Collina il regolamento vale anche al famoso «primo fallo» e l’occasione da gol è chiara. Giusti anche il rigore concesso per un clamoroso intervento di Wome e l’annullamento di un gol di Gilardino. L’unico che la fa franca, a parte Bonera, è Stankevicius che commette un fallaccio su Bresciano. PALERMO-LECCE (De Santis) - Nulla da eccepire per il rigore concesso per colpo alla schiena di Stovini su Toni: è il nono fischiato contro il Lecce in questo campionato. Lo scorso anno il limite massimo (ma a fine campionato) fu quello dell’Empoli con 13 rigori contro. Da aggiungere che si tratta del primo rigore concesso da De Santis in questo campionato. ATALANTA-BOLOGNA (Palanca) - Annullato un gol buono dell’Atalanta su errore dell’ennesimo guardalinee, M.Farina. Di questi tempi il consiglio sarebbe di ascoltarli di meno, ma di fronte ad una bandierina alzata un arbitro purtroppo non ha scampo. Regolare il secondo gol dei lombardi, Makinwa arriva da dietro.
di Angelo Pesciaroli
(giornata 26, 27 feb 2005)
Inter-Milan (De Santis) - Poche discussioni nel primo tempo, un giallo di Seedorf per fallo da dietro su Martins, poi un fallo di mano di Gattuso con gioco fatto accortamente proseguire, sullo sviluppo dell’azione infatti Favalli può tirare in porta. Prima del riposo Cafu calpesta Stankovic a terra, potrebbe trattarsi di eccessiva foga, non punibile in questo caso perché la palla è fuori campo. Di tutto riposo per De Santis anche il secondo tempo nel corso del quale Cafu guadagna un giallo pesante.
Lecce-Messina (Rizzoli) - E’ il caso del giorno dei cui risvolti si parla in altre pagine. Dal punto di vista regolamentare - senza entrare nelle altre considerazioni che giustamente si possono fare - il rigore su Giacomazzi non c’era e non è stato dato. Che poi il giallo avrebbe potuto essere risparmiato è una considerazione giusta ma non investe il lato tecnico. Ai giovani arbitri si può inoltre spiegare che, una volta riconosciuto l’errore, l’arbitro avrebbe dovuto far riprendere il gioco scodellando la palla. Non l’ha fatto. Lazio-Parma (Messina) - Partita piena di episodi difficilissimi da dirimere. In tv sembra giusto il rigore concesso alla Lazio con Bonera che colpisce il pallone a braccia larghe alle spalle di Bazzani. Oddo batte alla Corini, con quella lieve frenata che fa sempre correre un brivido sulla schiena dei tifosi perché qualche arbitro potrebbe ritenere non regolare il tipo di battuta. Poi c’è un fallo quasi identico, sull’altro fronte, da parte di Zauri, Messina è ad un metro, non interviene, l’unica spiegazione è che consideri il movimento del laziale determinato da un ostacolo a gamba alta di Olive. Nel finale ci sono altri falli in area laziale su Pisanu e Gilardino che fanno perdere la pazienza a Carmignani il quale viene espulso.
Palermo-Roma (Rosetti) - Il gol del vantaggio di Brienza è buono perché Panucci tiene in gioco tutti. Rete della Roma annullata a Corvia: l’immagine a velocità normale potrebbe far supporre che Montella effettivamente danneggi con una spinta Biava. In realtà l’immagine allargata fa nascere grossi dubbi in proposito, l’azione potrebbe essere infatti regolare. E’ a quel punto che l’arbitro fischia, quindi è superfluo far notare che Corvia era in posizione di fuorigioco, il fischio dell’arbitro per la presunta scorrettezza di Montella arriva infatti prima. Inutile discutere in proposito. Indiscutibile l’espulsione di Barone, secondo giallo per fallaccio su Panucci. Per il resto non è da rigore un intervento Dellas su Zauli, mentre sfugge all’arbitro una scorrettezza di Corini su Cassano.
Juve-Siena (Collina) - Indiscutibile il rigore per cintura di Taddei in fase difensiva. Discutibili due episodi non puniti, in area di rigore, uno di Tudor e uno di Cannavaro, ma non si è trattato di cose eclatanti.
Cagliari-Atalanta (Ayroldi) - Protesta il Cagliari per la punizione da cui scaturisce il gol di Sala, ma l’intervento a gambe larghe di Abeijon su Marcolini è netto. Poi furtivo colpetto di mano in area dello stesso ”Abe” ed è giusto il rigore concesso dall’arbitro che non accetta la protesta del sudamericano e lo espelle. Bisognerebbe spiegare ai giocatori, prima della gara, quali arbitri non sopportano proteste e falli: sabato avevamo sottolineato che Ayroldi nella stagione aveva già espulso 12 giocatori.
Reggina-Chievo (Pieri) - Giusta l’ammonizione di Franceschini, fallo frontale su Luciano. Lo stesso intervento se da tergo sarebbe da rosso. Ricordiamo che a Cardiff è stata presa una decisione per la quale dall’anno prossimo i falli pericolosi per l’incolumità dell’avversario saranno puniti col rosso anche se frontali. Sullo stesso Franceschini commette un fallo da rigore D’Anna, ma l’episodio sfugge all’arbitro.
Bologna-Livorno (Rodomonti) - Dubbi per un contatto in area di Balleri su Tare, l’arbitro è vicino e non interviene.
LA NOVITA’ CHE NON CI SARA’ - Campionato irregolare dal punto di vista arbitrale. Il caso emblematico è la mancata espulsione di Stam in Milan-Lazio, ma ce ne sono stati molti simili, in A e - specialmente - in B. E’ accaduto da quando Bergamo e Pairetto annunciarono che dall’anno prossimo - su proposta italiana - sarebbe stata abolita la doppia sanzione rigore/espulsione sui falli da ultimo uomo in area. Da quel giorno molti arbitri italiani, più o meno incosciamente, anticiparono la (presunta) nuova regola. Conclusione beffarda: sabato scorso a Cardiff (riunione FIFA), la proposta - che era della federazione gallese non di quella italiana - è stata addirittura ritirata. Cioè non è stata neanche discussa. Ne deriva che i cartellini rossi trasformati anzitempo in gialli restano a macchiare la storia di questo nostro campionato. Ricordiamo che nella stessa riunione di sabato Blatter ha confermato: finché comando io di moviola in campo non si parla. Capito, Aldone? Il microchip nel pallone Adidas, per evitare gol fantasma, è infatti tutt’altra cosa, la telecamera non c’entra. Ma veniamo alle partite di ieri.
di Angelo Pesciaroli
(giornata 27, 6 mar 05)
Messina-Lazio (Paparesta) - Il caso principale della domenica, dopo i «fasti» del sabato sera, è il gol non concesso alla Lazio nel primo tempo, su tocco finale di Rocchi dopo un batti e ribatti nell’area piccola del Messina. Prima della respinta decisiva di Zanchi sembra proprio che la palla varchi interamente la linea di porta. Logicamente non si può avere la sicurezza, perché la palla stessa supera secondo quanto si vede in tv quando è alta e viene respinta prima che ricada a terra. Servirebbe subito il famoso meccanismo Adidas che dovrebbe evitare i gol fantasma una volta per sempre, ma non è questione di pochi giorni. Dovrà prima essere sperimentato nel Mondiale giovanile del prossimo autunno e se supererà la prova potrebbe entrare in funzione in Italia e negli altri Paesi con il campionato 2006-07. Salvo complicazioni tecniche.
Quanto ai falli importanti, veri o presunti, a noi non sembrano da rigore quelli su Muzzi e Antonio Filippini. Quest’ultimo toccato da Giampà cade di poco fuori l’area di rigore.
Fiorentina-Reggina (Morganti) - Proteste per un contatto tra Pazzini e Franceschini in area della Reggina dal quale esce con il naso sanguinante il giocatore viola, ma è difficile dalle immagini stabilire se il fallo è da rigore. Indiscutibile invece quello concesso più tardi per fallo di Pavarini in uscita su Obodo. Il portiere reggino stende l’avversario senza sfiorare la palla. Batte Miccoli e fa gol. E sulla maniera di battere i rigori di Miccoli si potrebbe ripetere il discorso più volte fatto con Corini del Palermo: è regolare quella specie di finta (in teoria non permessa dal regolamento) che entrambi fanno prima di calciare? Gli arbitri sinora hanno dato sempre ragione ai due giocatori, dunque sono evidentemente infondati i nostri dubbi.
Inter-Lecce (Rodomonti) - Il nocciolo della partita è il rigore concesso all’Inter nel finale. Il leccese Angelo su una palla che spiove verso Cruz cerca di recuperare allungando il piede e, secondo l’arbitro, finisce per colpire con il piede l’attaccante argentino:dunque calcio di rigore. Potrebbe esserci l’illusione ottica dello stop di braccio da parte di Cruz, ma un esame attento al rallentatore esclude questa ipotesi. Restano però i dubbi su un episodio che neanche la televisione, a velocità normale ed al rallentatore, riesce a risolvere. Livorno-Palermo (Tombolini) - Puntuale ammonizione pesante per Toni che si aggiusta con la mano in pallone in fase di attacco. Poi, al quarto d’ora, in un duello in area, Protti finisce a terra ma non subisce fallo. Regolare l’azione che porta in vantaggio Nel finale del primo tempo Cristiano Lucarelli si prende un giallo per caduta in area e viene ammonito da Pennabianca Tombolini: «Ma io non chiedo nulla» si scusa il livornese con l’arbitro. Niente da fare, il giallo scatta egualmente. Poi ammonizione severa per Balleri per un fallo non drammatico. A metà ripresa Zaccardo, già ammonito, va a cercarsi un secondo giallo per un fallo che sembra davvero inutile su Vigiani. Non appena il Palermo resta in dieci, il Livorno pareggia in mischia, la palla entra di un metro buono, per i telecronisti c’è un attimo e di terrore solo perchè sono coperti dai giocatori. Mano di Conteh a metà ripresa non vista dall’arbitro.
Parma-Cagliari (Cassarà) - Ne succedono di tutti i colori. Bovo spinge Lopez, sarebbe rigore, non viene concesso. Paolo Cannavaro compie un brutto blocco su Esposito ma non viene punito. Poi l’arbitro sorvola su un fallo egualmente punibile ad opera di Bresciano. Terzo episodio un lungo duello in are cagliaritana tra Maltagliati e Gilardino, si aiutano entrambi, è giusto non intervenire. Nel finale è ineccepibile l’espulsione di Frei che esce dall’area per stroncare in maniera molto dura un’incursione di Suazo. Non si tratta di chiara occasione da gol, ma di gioco violento. Samp-Chievo (Dondarini) - Rigore concesso ai veneti per fallo di Volpi su Semioli. Sul tiro dal dischetto D’Anna fa gol ma entrano in area molti giocatori del Chievo, dunque l’arbitro annulla e fa ripetere la battuta. Sul secondo tiro Antonioli para, c’è la stessa invasione d’area da parte dei giocatori dal Chievo, ma stavolta è corretto non far ripetere il tiro. Sulla questione spesso sbagliano anche i commentatori: il tiro di rigore va ripetuto quando l’invasione di area anticipata può procurare un vantaggio a chi batte il rigore. Dunque se uno se lo fa parare è ininfluente che i suoi compagni abbiano rubato spazio in area. Mensah è espulso per fallo su avversario lanciato a rete, sembra che l’arbitro decida su sollecitazione di uno dei guardalinee.
Siena-Brescia (Farina) - Tudor si prende la prima squalifica con la maglia del Siena proprio nel finale di gara. Quando si rema in fondo alla classifica è più difficile uscire indenni dai cartellini.
Udinese-Bologna (Rosetti) - Partita senza problemi, il torinese può partire tranquillo per fare da quarto uomo a Collina mercoledì in Chelsea-Barcellona.
di Angelo Pesciaroli
(giornata 28, 13 mar 05)
Chievo-Juve (Paparesta) - Nel primo tempo solo un paio di fuorigioco sbagliati, uno per parte. Ci starebbe una punizione a due in area quando Thuram salta a piede molto alto vicino alla testa di Luciano. Nel secondo episodio decisivo quando la terna arbitrale non vede che un tiro di Pellissier rimbalza nettamente dentro la porta della Juve. Arbitro lontanissimo, a circa 30 metri dalla porta, il gol non viene dato su segnalazione del guardalinee Papi di S.Mauro a Signa nei pressi di Firenze. Quando arriverà il famoso microchip nel pallone? Doppia espulsione nel finale, Potenza spinge Olivera e questi reagisce in malo modo. Per il giocatore del Chievo il rosso sembra eccessivo.
Paparesta in questo campionato fu discusso dalla Juve per l’annullamento di un gol di Ibrahimovic a Reggio Calabria.
Reggina-Messina (De Santis) - All’inizio del secondo tempo di Reggina-Messina, l’arbitro, davanti ad un nutrito lancio di fumogeni nella porta che dovrebbe essere difesa dal portiere del Messina, ha ordinato di invertire di nuovo il campo. Ed il secondo tempo si è giocato con i portieri nelle stesse porte del primo tempo. Il fatto riporta subito alla memoria l’analogo provvedimento preso da Collina (dopo consulto con il guardalinee Babini) in Foggia-Bari dell’8 giugno ’97 dopo otto minuti dall’inizio del secondo tempo e con il portiere del Bari Fontana bersagliato dai tifosi foggiani.
Ma senza riandare così lontano nel tempo, un episodio meno noto ma simile è avvenuto il 12 dicembre scorso in Perugia-Verona 0-2. Al 40’ del secondo tempo, dopo un nutrito lancio di oggetti contundenti, fumogeni e bengala, l’arbitro Nucini fu costretto ad invertire il campo e la partita si concluse. Provvedimenti: 40.000 euro di multa con diffida al campo del Perugia. Inutile perder tempo con quanto dice il regolamento tecnico: la prassi ormai è codificata di fatto nella giustizia sportiva italiana, ci saranno sanzioni contro la Reggina, magari superiori a quelle del Perugia, ma il risultato non verrà toccato.
Cagliari-Roma (Collina) - Seri dubbi, quando il risultato è ancora sullo 0-0, per un intervento in area di Maltagliati su Cassano che gli piomba davanti improvvisamente: il contatto in area avviene. Ricordiamo che non è necessario il requisito della volontarietà, insomma potrebbe essere episodio da rigore. Poi è indubbiamente severo il rosso diretto per il fallo di De Rossi ai danni di Suazo. Dal punto di vista del regolamento la decisione è ineccepibile, da quello del metro prevalente nel nostro campionato no. Indiscutibili invece le ammonizioni a Daniele Conti e Dellas per falli di gioco. Erano entrambi diffidati, staranno a casa nel prossimo turno. Milan-Samp (Rosetti) - A dimostrazione di come può essere diverso il metro di valutazione, subito dopo quello di De Rossi citiamo l’episodio di San Siro dove Costacurta interviene violentemente su Flachi. Tra De Rossi e Costacurta il fallo più pesante è del milanista che invece resta in campo, solo ammonito. Eppure Rosetti ha un metro di valutazione «internazionale» come Collina, anche se con molti meno anni di carriera. A posteriori, cioè nel filmato tv, appare punibile anche l’entrata di Tonetto che procura una brutta ferita a Nesta.
Bologna-Siena (Dattilo) - Partita piena di errori e di omissioni. Si comincia con la mancata espulsione di Cozza per duro intervento da dietro su Bellucci: nella giornata di ieri sono stati puniti falli meno clamorosi. Poi c’è una curiosità alla fine del primo tempo quando viene accordato un calcio di punizione a favore del Bologna nel minuto di recupero: si perde molto tempo per colpa della barriera del Siena che non si mette alla distanza giusta e l’arbitro decide improvvisamente di fischiare la fine del tempo danneggiando così il Bologna. Quanto meno dovrebbe scattare qualche cartellino per l’ostruzionismo dei senesi. Indiscutibile, secondo noi, il rigore per intervento di Manninger su Tare, ma - a dimostrazione di quanto possano essere discutibili gli episodi televisivi - non c’è assolutamente compattezza tra i moviolisti. Palermo-Udinese (Messina) - Dubbi sulla posizione di partenza di Di Michele nell’azione del primo gol. Sul secondo invece, c’è Conteh a tenere in gioco tutti. Giusto il rigore per il Palermo che Corini spedisce alto poco prima della fine.
Brescia-Livorno (Ayroldi) - Tre rigori in una partita non costituiscono un record assoluto, ma stagionale sì, il massimo era di due. Indiscutibile il primo, in area viene tirato nettamente per la maglia Di Biagio. Molto, ma molto discutibile, per non dire inesistente, invece il primo rigore accordato al Livorno quando viene punita una presunta deviazione di Di Biagio su tiro di Protti, ma le immagini dimostrano che la palla non cambia assolutamente direzione dunque non può esserci un tocco proibito del bresciano. Poi il bresciano esagera nelle proteste e prende un inevitabile rosso. Il terzo rigore sancito da Ayroldi è generoso secondo il metro solitamente usato dai nostri arbitri nelle mischie in area, ma in questo caso almeno un abbraccio-spinta di Alessandro Lucarelli a Caracciolo è visibile. Atalanta-Parma (Pieri) - Discussione su due falli da rigore non sanzionati, uno per parte. Il primo è una trattenuta di Natali ai danni di Gilardino, il secondo, sull’altro fronte per una trattenuta di Bovo ai danni di Motta. Con in campo Ayroldi anche a Bergamo ieri ci sarebbero stati almeno due tiri dal dischetto.
di Angelo Pesciaroli
(giornata 29, 20 mar 05)
Livorno-Cagliari (Rosetti) - In questa partita c’è l’episodio che farà discutere di più anche per l’originalità. E’ il tentato (per fortuna non andato a segno) scappellotto da parte del portiere Amelia sulla nuca del guardalinee Cuttica. Il fatto accade, alla fine del primo tempo poco dopo l’espulsione di Galante (e il relativo rigore). Il difensore rinvia il pallone con la mano, a terra, a un passo dalla porta: Rosetti nella mischia non vede, ma riesce a farlo, miracolosamente, il guardalinee Cuttica di Alessandria. Proteste a non finire, rigore battuto, fischio finale del tempo e mentre giocatori e terna arbitrale stanno rientrando negli spogliatoi, piombando alle spalle di Cuttica Amelia ha questo raptus che non va per sua fortuna a segno. Il guardalinee Cuttica non se ne accorge, altrimenti farebbe espellere il giocatore. E’ quindi scontato che la questione finirà davanti al giudice con la prova televisiva (salvo rapporto del commissario di campo o dell’inviato dell’ufficio indagini). L’art.31 del Codice di Giustizia dice:«Limitatamente ai fatti di condotta violenta avvenuti a gioco fermo o estranei all’azione di gioco, sfuggiti al controllo degli ufficiali di gara, il Giudice può adottare provvedimenti sanzionatori a seguito di riservata segnalazione della Procura». Dunque il testo non limita la prova alle sole scorrettezze tra giocatori. Ne deriva che il filmato col tentato scappellotto all’assistente potrà essere presentato. E’ un caso nuovo, non ci sono precedenti del genere con la prova tv in serie A, sarà importantissimo seguire l’evoluzione sino alla CAF, parlare oggi di una o di cinque giornate di squalifica sarebbe comunque avventato proprio perché si tratta di un caso inedito. Essendo fermo il campionato gli sviluppi ci saranno nella prossima settimana.
Tornando alla partita, nella stessa azione che genera il rigore non c’è all’inizio un fallo su Amelia, é lui a finire contro un giocatore del Cagliari.
Roma-Milan (Paparesta) - Primo tempo senza problemi, un non semplice fuorigioco preso bene su Crespo, una giusta ammonizione per Stam che spinge da dietro Cassano in un’azione interessante. Nella ripresa Cafu potrebbe anche essere espulso per un’entrata a piedi pari (il classico «carrillo») che procura una brutta ferita a Cufré. Nel finale espulsi Panucci che toglie di mano un palla-gol a Crespo e Totti, cui saltano i nervi con un fallo inutile.
Parma-Palermo (Rodomonti) - Un rigore per parte, le decisioni possono essere accettate, il fatto curioso avviene quando il guardalinee Stagnoli - ancora loro alla ribalta! - vorrebbe far annullare il primo gol del Palermo per fuorigioco influente di Zauli. C’è un lungo conciabolo tra Rodomonti e il collaboratore al quale l’arbitro sembra - e sottolineamo il sembra - dire: «Adesso basta, lasciateci sbagliare da soli», con riferimento alle recenti prodezze di altri guardalinee. Rodomonti ascolta ma da buon abruzzese non si piega e convalida il gol. Sulla decisione i giudizi dei moviolisti si spaccano, noi personalmente - guardando l’immagine presa di spalle a Brienza che tira - non vediamo Zauli sulla direttrice della palla ma solo il parmense Cannavaro che opera una lieve deviazione. Non si può escludere che Stagnoli abbia confuso l’autore di questo tocco. Poco da discutere sulle altre decisioni. L’espulsione e il rigore di Cannavaro per fallo su Toni nella ripresa sono solari. Giusto l’altro rigore concesso al Parma per fallo di mano di Biava.
Sampdoria-Atalanta (Farina) - Rigore pro Samp (fallo di mano di Bernardini) segnalato dal guardalinee G. De Santis. Flachi lo sciupa. Poi novità spettacolare nella punizione con cui la Samp va in vantaggio. Barriera schierata, Volpi prende la rincorsa per battere, poi si ferma reclamando per la distanza della barriera. Contemporaneamente parte Doni e fa gol cogliendo di sorpresa gli avversari. Più che casuale il fatto ci sembra ben studiato. Non ci sono proteste da parte degli avversari. Inter-Fiorentina (Bertini) - Gialli pesanti per Obodo e Viali che salteranno la partita con la Juve.
Udinese-Lecce (De Santis) - Il gol realizzato da Pinardi appare viziato di un fuorigioco di misura. L’assistente Battaglia resta tagliato fuori da un controllo ottimale dell’azione, è dietro di qualche metro. Severa l’interpretazione di De Santis sull’espulsione di Diamoutene. «Un metro premondiale» lo definisce su Sky. Ma non esiste il metro premondiale, ma solo quello regolamentare. Chievo-Brescia (Collina) - Collina usa lo stesso metro di De Santis nel valutare volontario il fallo di mano di Zambrella che frutta un calcio di rigore trasformato dal veronese D’Anna. Si può aggiungere che l’arbitro può decidere da pochi metri di distanza con visuale apertissima.
Messina-Bologna (Trefoloni) - Il metro invece cambia al sole di Sicilia. Al San Filippo vengono perdonati Gamberini (trattenuta da rigore su Zampaglia) e Parisi, fallo da espulsione (fuori area) su Nervo. Generosità imparziale.
di Angelo Pesciaroli
(giornata 30, 03 apr 05)
Udinese-Roma (arbitro: Bertini) – Visto in tutto il mondo, anche in Patagonia, ki schiaffo di Cufrè a Di Michele. L’episodio avviene in area, comporterebbe l’espulsione e il rigore, arbitro e guardalinee non vedono. Ora nessuno si sogna di giustificare il gestaccio di Cufré che meriterebbe di essere punito dalla stessa società. Ma con il regolamento in vigore in Italia – discutibile quanto vi pare – la prova tv contro il giocatore della Roma non può essere usata perché manca il terzo dei tre elementi necessari che sono: 1) fatto violento (e fin qui ci siamo); 2) sfuggito agli ufficiali di gara (e ci siamo ancora); 3) avvento a gioco fermo o estraneo all’azione di gioco. E da questo punto di vista non ci siamo perché la palla a Udine in quel momento è in gioco e sta per essere crossata da un giocatore dell’Udinese proprio nella zona dove è Cufrè, nei pressi del dischetto. Bertini è a metà strada ma volge le spalle al giocatore della Roma.
Anche se oggi il procuratore federale presenterà la prova, gli organi giudicanti la riterranno non visionabile per il terzo dei citati motivi. Una riprova l’abbiamo in questo campionato: in Bologna-Reggina del 19 dicembre, Pagliuca ostacolato da Mesto lo tirò via prendendolo per i capelli, un fatto diverso ma di eguale gravità rispetto a quello di Cufrè. Ebbene, dopo aver visionato altri filmati, oltre a quello presentato dalla Procura, il Giudice Sportivo sentenziò che la “condotta di Pagliuca non era in alcun modo funzionale alla partecipazione all’azione” e squalificò il giocatore per un turno. Ma la Disciplinare (29 dicembre) cancellò la squalifica perché l’intervento di Pagliuca era da considerare “funzionale all’attiva partecipazione del portiere e non avulso, ma contestuale all’azione di gioco che si stava svolgendo nella zona del campo occupata dai due giocatori. Tali considerazioni fanno venir meno una delle condizioni per utilizzare le immagini”.
La scorrettezza di Cufrè avviene nelle stesse condizioni. Il gioco è in corso ed in quella stessa area di rigore affollata di uomini, Lo schiaffo toglie a Di Michele la possibilità di raccogliere il cross. Longhi in “90°” interpreta bene il regolamento. La norma è sicuramente discutibile, ma se non fosse così formulata lòa squadra avversaria potrebbe chiedere la ripetizione della gara: se Cufrè fosse punibile, all’Udinese mancherebbe un calcio di rigore, nella fattispecie decisivo. Ci pensi dunque la Roma a punire il giocatore. Nella stessa partita ci sono dubbi sul primo gol dell’Udinese per un fuorigioco influente di Iaquinta e forse anche su quello del 3-3.
Lazio-Livorno (Messina) - La tirata di maglia si Alessandro Lucarelli a Muzzi, in occasione del rigore concesso alla Lazio è netta. Il fatto che decine di simili episodi rimangono impuniti non può portare a dire che l’arbitro nella circostanza sbaglia. Altrettanto giusto è il rigore pro Livorno quando nel finale Zauri mette giù rudemente Colombo. Avrebbe potuto esserci anche l’espulsione: non ci sono altri ostacoli tra il livornese e la porta.
Atalanta-Chievo (Paparesta) – La gente si domanderà come mai il portiere Marchegiani, quando atterra Makinwa, viene punito con rigore non accompagnato da alcun cartellino. Evidentemente l’arbitro non ritiene l’azione né da gol (cartellino rosso), né promettente (giallo). Il fatto avviene sulla linea laterale dell’area, forse un’ammonizione ci può stare. Sicuramente il metro è più severo quando Paparesta punisce un atterramento di Semioli da parte di Motta. Ci pensa D’Anna a rimettere le cose a posto sbagliando il tiro dal dischetto.
Lecce-Siena (Rosetti) – Regolare la partenza di Konan sul gol che porta in vantaggio il Lecce. Sembra invece viziato da fuorigioco quello di Maccarone, c’è Tudor influente accanto a Sicignano. Un gol del genere sarebbe da annullare anche prima dell’entrata in vigore (l’anno prossimo) della definizione più severa del fuorigioco passivo. Il Lecce chiede un rigore a pochi minuti dalla fine, ma l’intervento scorretto di Vergassola su Eremenko avviene poco fuori dell’area.
Palermo-Messina (Pieri) – Aronica va fuori per secondo giallo, ma il suo intervento su Zauli potrebbe essere direttamente da rosso. Zampagna reclama il rigore per un intervento di Brienza, le immagini dimostrano che si aiutano entrambi. Giusto l’annullamento di un gol di Toni che rientra dal fuorigioco in ritardo.
Reggina-Parma (Tombolini) – Cardone protesta quando l’arbitro concede il rigore per un intervento su Tedesco, ma la decisione sembra giusta. Regolare l’ultimo gol, l’azione del Parma è velocissima, ma Simplicio parte da dietro.
Cagliari-Samp (Ayroldi) – Non ci sono problemi né discussioni.
L’EPISODIO DI BOLOGNA – Nell’anticipo di Bologna, l’arbitro Farina e il guardalinee Niccolai compiono una prodezza, riconosciuta anche da Mazzone quando pescano Bellucci in fuorigioco vicino alla bandierina del calcio d’angolo. In situazioni così complicate, gli arbitri e i guardalinee dovrebbero avere maggiore rispetto del pubblico che paga e vuol capire. Se Farina avesse costretto l’Inter a riprendere il gioco battendo la punizione dal punto giusto, tutti avrebbero compreso che si era trattato di fuorigioco di Bellucci. Invece Toldo ha battuto la punizione a metà strada tra la porta e il punto del “delitto”: e nessuno di quelli che avevano pagato il biglietto ci ha capito nulla.
di Angelo Pesciaroli
(giornata 31, 17 apr 05)
Siena-Milan (Collina) - Le statistiche sono fatte anche per essere smentite, sicchè il Siena per la prima volta (al sesto tentativo) riesce a vincere una partita con Collina. Ma il fatto avviene con la collaborazione del guardalinee Baglioni che annulla sullo 0-0 un regolarissimo gol di Shevchenko, a conclusione di una prevedibile e quasi abituale triangolazione del Milan che non vede mai nessuno in fuorigioco: prima del tocco decisivo Shevchenko riceve l’assist stando ben dietro la linea del pallone. Per la serie «dagli assistenti mi guardi Iddio chè dagli arbitri mi guardo io». Sull’altro fronte non commette lo stesso errore Farneti, in occasione del gol di Crespo, la posizione di Cafu è sicuramente ininfluente. Brescia-Atalanta (De Santis) - 45’55” del secondo tempo, in area bergamasca Rivalta spinge nettamente Vonlanthen: rigore con decisione indiscutibile. Il tiro da fermo di Di Biagio viene parato da Calderoni, ma, sorprendendo tutti per disabitudine al fatto, l’arbitro ordina la ripetizione. Questo tipo di decisioni sono invero molto rare, ma rivedendo dieci volte le immagini ci si rende conto che due giocatori dell’Atalanta effettivamente invadono l’area. Sul tiro bis Di Biagio realizza e stavolta non c’è nessun suo compagno con i piedi in area. C’è di nuovo qualche giocatore dell’Atalanta, ma il rigore è da ripetere quando l’invasione procura un vantaggio anche teorico alla squadra che commette l’infrazione. La maggior degli arbitri è propensa in queste situazioni a chiudere un occhio, e qualche volta entrambi, ma non si può per questo concludere che De Santis nell’occasione sbagli. Non dimentichiamo che lui e Rosetti sono seguiti costantemente dalla Fifa: solo uno dei due farà i Mondiali, tra un anno, e la scelta degli svizzeri sarà basata sul rispetto del regolamento, non sul senso comune o sulla logica.
Nella stessa partita un episodio in area (Domizzi su Budan) non ci sembra degno del rigore.
Bologna-Lazio (Tagliavento) - Si salva da una possibile sanzione Liverani quando, per un fallo da tergo di Giunti, apre pericolosamente il braccio verso il viso dell’avversario. Indiscutibile il rigore a favore della Lazio: la Lazio ruba il tempo agli avversari nel battere una punizione che non ha bisogno del fischio e Gamberini finisce per bloccare irregolarmente Giannichedda. Più tardi Siviglia anticipa in elevazione Tare e ricadendo lo sfiora, ma non è roba da rigore.
Livorno-Fiorentina (Bertini) - Pestone di Ariatti su Protti in area, indiscutibile il penalty. Sul raddoppio Lucarelli parte da posizione irregolare.
Juve-Lecce (Trefoloni) - Quando Vucinic porta in vantaggio il Lecce è ininfluente una posizione di fuorigioco di Pinardi. Rigore giusto concesso al Lecce: netto il blocco-ostruzione di Cannavaro su Konan. Inter-Cagliari (Saccani) - Sull’1-0 nascono dubbi per un intervento in area di Bega ai danni di Cruz. Il raddoppio di Martins è inquinato da un fallo su Agostini. Poi su punizione di Mihajlovic, Abejon in barriera ruba spazio e forse devia col braccio: quanto meno il tiro sarebbe da ribattere.
Chievo-Parma (Farina) - Fiscale l’espulsione di Bovo per seconda ammonizione dopo un falletto su Pellissier. Sarebbe più punibile un brutto intervento di Sammarco su Gilardino.
COPELLI RECIDIVO - Non bastava l’episodio clamoroso di sabato a Marassi: un altro guardalinee, il fiorentino Baglioni, come abbiamo visto, ieri ha giocato un brutto tiro a Collina a Siena. Ma torniamo all’episodio clamoroso di sabato sera a Genova ed al rigore inesistente segnalato dal guardalinee Copelli che ha messo nei pasticci Rodomonti. L’assistente di Mantova è fortemente recidivo, avendo giocato un brutto scherzo anche a Paparesta in Reggina-Juventus 2-1 del 6 novembre. Balestri colpì nettamente la palla con la mano in piena area calabrese, proprio davanti al guardalinee con l’arbitro molto lontano: era chiaramente episodio da rigore ma in quell’occasione Copelli si astenne dal segnalare qualsiasi cosa. Non parliamo poi del famoso diverbio con Stankovic in Siena-Lazio, quando il giocatore serbo finì per passare dalla parte del torto (4 giornate di squalifica ridotte a 3). Ma chi ha proposto l’anno scorso la promozione di Copelli a internazionale, Bergamo o Pairetto? La mania di protagonismo di questo assistente ci sembra eccessiva: dategli allora il fischietto e toglietegli la bandierina.
di Angelo Pesciaroli
(giornata 32, 20 apr 05)
Juve-Inter (De Santis) - Arbitro molto permissivo con Ibrahimovic all’inizio di partita: è sospetta una prima testata a Cordoba che deve andarsi a far medicare fuori del campo, ma questo può essere solo un fatto di gioco. Pochi minuti più tardi, è però, si affrontano ancora Ibra con Mihajlovic, prima il bianconero spinge l’avversario sulla spalla, poi entrambi cadono a terra, di guardano in cagnesco e si scambiano una testata, il più aggressivo dei due è Ibrahimovic ma se l’arbitro spedisse fuori entrambi non farebbe un soldo di danno. Ne deriva comunque un giallo pesante per Ibra. La stessa fine fa Appiah poco più tardi, per un fallo da dietro su Martins: nessuno dei due bianconeri sarà in campo domenica sera all’Olimpico contro la Lazio. Regolare lo 0-1 di Cruz che salta più in alto di tutti per colpire di testa e semmai danneggia qualche avversario solo nel ricadere quando la palla sta già entrando in rete.
Nella ripresa sospetti per un intervento in area di Miha su Nedved. Poi Ibra si lamenta per una spinta subita da Zanetti in area ed avrebbe anche ragione, ma l’arbitro lascia proseguire. Altri due episodi in area dell’Inter riguardano una spinta di Zanetti a Nedved e un altro intervento dubbio di Mihajolovic su Ibrahimovic. Tutti discutibili, ma non per l’arbitro.
Cagliari-Lazio (Brighi) - Il gol del pareggio di Siviglia sembra in sospetto fuorigioco. Batte un calcio di punizione lungo Oddo ed in quel momento tutto è regolare: la palla va verso Dabo e Siviglia trova un bel varco per avanzare e raccogliere il passaggio di testa del compagno e concludere a rete: è in linea oppure più avanti di tutti? Il sospetto di fuorigioco è forte ma non esiste certezza.
Roma-Siena (Dondarini) - Potrebbe essere da rigore nei primi minuti un intervento in area di Mignani su Montella. Nel secondo tempo c’è invece un fuorigioco dello stesso Montella che sfiora il gol. Fa sensazione l’espulsione di Totti che prende il rosso su segnalazione Ayroldi, fratello dell’arbitro, per un colpo a Colonnese. Qualche minuto prima, però, era sfuggito all’arbitro uno schiaffo di Tudor allo stesso Totti che sarebbe stato da espulsione. Brutte immagini, la fase ci sembra di gioco, non possiamo giurare sulla possibilità di prova tv.
Milan-Chievo (Paparesta) - Forse al Milan manca un altro gol ed è quello annullato a Crespo quando la partita era ancora sullo 0-0 che al momento della conclusione era ancora tenuto in gioco da un avversario. Questione comunque di centimetri, piedi allineati, corpo un po’ al di là, si può discutere per una vita. Arbitro severo con il Milan, non perdona nulla, prendono gialli pesanti Gattuso in campo e Costacurta addirittura per proteste dalla panchina. Nel finale molto dubbia una spinta di D’Anna a Shevchenko, potrebbe essere anche da rigore. Altro episodio molto sospetto un affossamento di Stam nel finale a due passi dalla porta del Chievo.
Palermo-Brescia (Rosetti) - E’ un botta e risposta a distanza tra i due nostri arbitri in lizza per un posto ai Mondiali 2006. E’ successo - non è un nostro sospetto, ma un’informazione - che a Francoforte, all’ultimo raduno, un papavero della Fifa ha raccomandato che i rigori devono essere battuti puliti, senza invasioni d’area e senza finte da parte di chi batte. Ed ecco che al De Santis di Brescia risponde Rosetti, competitore del romano. Il fallo è di Biava su Zambrella, viene concesso il rigore: il tiratore è lo stesso, Di Biagio, non c’è invasione da parte dei compagni, viene forse punita una sua finta? In questo caso Di Biagio realizza anche al secondo tentativo. Poi è evidente il rigore concesso al Palermo per una spinta da dietro a Toni. Indiscutibile nel finale il rosso a Terlizzi che abbatte letteralmente Stankevicius.
Fiorentina-Messina (Nucini) - Miccoli bersagliato dall’arbitro per simulazione alla fine del primo tempo ed all’inizio della ripresa. Discussione sul momento in cui il Messina pareggia: l’arbitro concede 6 minuti di recupero e il pareggio del Messina con Di Napoli arriva al 49’30”, dunque con ampio margine rispetto al fischio di chiusura.
Lecce-Bologna (Rocchi) - Vucinic sfiora il gol in partenza, c’è un fuorigioco di un compagno ma forse ininfluente. C’è un errore grosso nel finale di partita, quando Torrisi abbatte Eremenko, la nostra impressione è che l’arbitro sbagli a non concedere il rigore optando per la simulazione di Eremenko.
Reggina-Atalanta (Pieri) - Qui manca un rigore, molto sospetto un intervento in area di Natali contro su Esteves.
Parma-Samp (Collina) - Proteste del Parma per alcune valutazioni di Collina nella ripresa: immagini non troppo chiare.
Udinese-Livorno (Palanca) - Regolarissima l’azione che porta in vantaggio i friulani, Mauri arriva da dietro.
di Angelo Pesciaroli
(giornata 33, 24 apr 05)
Bologna-Fiorentina (Bertini) - Con Dainelli (fallo su Torrisi) sarà un’altra settimana all’insegna della polemica sulla prova tv. In calendario il ricorso alla Disciplinare della Juve per Ibrahimovic. E per Totti la prova potrà essere sfoderata dalla Roma per dimostrare che il calcio di Totti a Colonnese non esiste. Nella partita di Bologna si registra un grave episodio che sfugge a Bertini. Si tratta di un brutto colpo in fase di attacco di Dainelli, manata sul viso di Torrisi. Che si tratti di episodio violento non ci son dubbi, resta solo da vedere se sarà considerato avulso dall’azione di gioco oppure connesso. Purtroppo non si riesce a vedere nella stessa inquadratura l’autore del colpo proibito e la palla. Nel primo caso (era una fase di gioco) la prova sarà ammissibile; nel secondo no, ma negli ultimi tempi la soggettività interpretativa sull’argomento (vedi contraddizione tra le decisioni di Pagliuca, prosciolto, e di Cufré, sanzionato) ha sollevato perplessità negli osservatori. Insomma o si arriva a codificare meglio il concetto di «fatto violento avulso dal contesto del gioco» oppure la confusione resterà enorme. Ma poiché le regole non possono essere cambiate in corsa, nel caso Dainelli-Torrisi ci sarà comunque chi resterà scontento. Per noi, se la prova sarà ammessa, sulla sanzione a carico di Dainelli non ci sono dubbi. Nel secondo tempo Torrisi cerca di vendicarsi con una tacchettata verso l’avversario che, per fortuna, non sembra andare a segno. Viene anche fermato Bellucci, in azione promettente, per un fuorigioco che non esiste.
Samp-Roma (Paparesta) - Giustamente annullato per fuorigioco un gol di Diana nel primo tempo. Lo stesso Diana nel secondo tempo elude il controllo di Paparesta quando ficca un dito nell’occhio di Cufrè che non reagisce.
Poi c’è il rigore assegnato alla Samp per un’entrata da dietro dello stesso Cufrè su Doni: la pestata sul piede c’è, la soluzione dell’arbitro sembra però severa. Più netto, ma non mortale neanche in questo caso, il fallo su Cassano ad opera di Sacchetti. Ci fosse stato un altro arbitro, per esempio Bertini, al posto di Paparesta, a Genova non ci sarebbe stato alcun rigore.
Lazio-Juve (Trefoloni) - Primo tempo faticosissimo per Trefoloni con interventi duri da parte di entrambe le squadre: il cartellino giallo in pochi minuti colpisce Tacchinardi (fallo su E.Filippini) e Siviglia (su Del Piero). Lo evita invece Couto che dà una gomitata a Cannavaro non vista. L’arbitro prosegue con il giallo a Thuram (su Rocchi) ed a Emanuele Filippini (su Zambrotta). Poi Siviglia su Olivera e Tacchinardi su E.Filippini rischiano il secondo giallo. La Lazio chiede il rigore per un intervento di Thuram su E.Filippini: il contrasto, fanno cenno quelli della Juve, è spalla a spalla, la decisione dell’arbitro fa comunque discutere per la violenza dell’urto. L’ultimo giallo del primo tempo lo prende Cannavaro. Nella ripresa la Lazio rimedia altri due gialli con Oddo e Dabo sicché a Lecce mancherà di quattro titolari. Trefoloni azzecca una bella quaterna.
Atalanta-Palermo (Rodomonti) - Azione pericolosa di Toni stretto in area tra Rivalta e Natali, ma l’attaccante riesce egualmente a tirare in porta. Chissà se Collina (era uscito per questa partita nel sorteggio annullato ora al vaglio dell’ufficio indagini) avrebbe dato rigore...
Messina-Inter (Farina) - Lunga trattenuta di Rezaei che prende il polso di Materazzi e lo trascina a terra: potrebbe starci il rigore, anche se il maestro Casarin in Sky non la pensa in questa maniera. In campo l’arbitro fischia fallo contro Materazzi.
Poi dubbi sull’altro fronte per un intervento scorretto dello stesso Materazzi ai danni di Yanagisawa: dentro o fuori area, le immagini infelici non sono purtroppo probanti. Le 24 telecamere di San Siro avrebbero risolto il dilemma, la ”par condicio” non esiste. Mani interiste alzate in occasione del gol della vittoria messinese che ci sembra regolarissimo. Ammonizione pesante per Emre. Brescia-Reggina (Morganti) - E’ valido il gol di Stankevicius, su azione confusa in area della Reggina dopo un calcio d’angolo battuto dai lombardi. Intanto non c’è fuorigioco, in secondo luogo c’è un fallo su un giocatore del Brescia. Se Morganti non ha visto nulla la convalida è casuale, in caso contrario si tratta di un’ottima applicazione del vantaggio.
Chievo-Cagliari (Tagliavento) - Il calcio di punizione contro Langella, fischiato nella metà del campo del Chievo, è frutto di uno svarione dell’arbitro che non avrebbe mai sospettato che ci sarebbe nato in contropiede il gol sull’altro fronte. Il gol di Pellissier è regolarissimo, l’attaccante del Chievo viene tenuto in gioco da Lopez.
Livorno-Lecce (Tombolini) - Giusto annullare un gol di Konan, il fuorigioco c’è. Ci sembra esatta anche la punizione per carica al portiere Amelia. L’intervento dell’arbitro evita al Livorno di prendere un gol. Nel finale, nell’azione che precede di qualche secondo il gol decisivo di Lucarelli, non viene vista una gomitata dello stesso ariete livornese contro Esposito del Lecce. L’azione che ha deciso la gara avrebbe dovuto essere interrotta.

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Lecce-Juve (De Santis) - Ieri a Lecce non si doveva giocare perché il campo era impraticabile. Sembrava una risaia vercellese, su troppi punti del terreno il pallone non rimbalzava. E’ un discorso che s’inquadra nell’offesa continua arrecata al pubblico pagante che si disamora anche per questi motivi. Visto che alla premiata ditta B&P piace fare riferimento al regolamento di gioco, ricordiamo (regola 1, punto 9) che un campo è impraticabile per pioggia o allagamenti quando il pallone non rimbalza, galleggia in più zone del terreno e quando le diffuse pozzanghere non consentono un’idonea segnatura.
Poteva dirlo anche a Collina (remenber Perugia-Juventus). Solo quando le decisioni sono (?) a favore della Juve allora c'è qualcosa di losco.
Vedetevi poi il commento sul rigore di Toldo in Inter-Juve e paragonate la mancata esplusione del portiere con quella di Giandonato in Chievo-Juve di questo campionato.
Che strano poi che con gli arbitri della famosa "cupola" la Juventus abbia totalizzato, in media, meno punti che con quelli "onesti"