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domenica 23 gennaio 2011
AL DALL’ARA LO SHOW DI DI VAIO E IL FAR WEST DI ZARATE
Il capitano (doppietta) guida il Bologna alla rimonta (3-1). Doppia rissa, in campo e all’imbocco tunnel. La questione societaria e la fotogallery amatoriale
BOLOGNA – No, non ci siamo trasformati in http://www.stadiodallara.com/, anche perché dovremmo vedere come sistemare quella questione dell’apostrofo, se no sembrerebbe il sito di una nota casa automobilistica da competizione… Abbiamo semplicemente approfittato dell’anticipo di ieri del Parma col Catania per trovare il tempo per andare a ficcare un po’ il naso anche a Bologna, dove era dallo scorso campionato che non ci facevamo vedere (allo Stadio. In Corte Galluzzi, invece, c’eravamo già stati…). Non siamo neppure andati a fare le spie di Leonardi e Marino, che tanto non avrebbero bisogno del nostro report giornalistico, al limite a loro potrebbe interessare qualche analisi più tecnica che sinceramente non siamo in grado di fare. E poi la pratica Bologna il Parma la ritirerà fuori questa primavera. Siamo andati un po’ a vedere e a documentare con le nostre amate fotogallery amatoriali (un omaggio ai tanti tifosi rossoblù dei vari forum che sono venuti a visitare in queste ore il nostro sito) come se la sta passando questa banda diretta dalla panchina da Alberto Malesani e dal campo da Marco Di Vaio. Due nomi che appartengono alla storia del Parma, anche se ora stanno facendo quella del Bologna. Avrebbe potuto essercene un terzo nella stanza dei bottoni, ma, come noto, Luca Baraldi, uomo di Zanetti, è uscito di scena…
(continua all’interno anche con la fotogallery amatoriale di Bologna-Lazio)
… con estremo gaudio di tutti i suoi detrattori. Che da queste parti non sono pochi. Non vorrei si offendesse il collega Claudio Beneforti di Stadio, se lo annovero tra questi , ma lui è stato l’unico a fare un riferimento diretto al vecchio che non avanza più durante la conferenza stampa di Malesani. Quando questi ha fatto l’elogio di Pavignani, il neo Presidente pro-tempore (“Ieri è venuto a dirci negli spogliatoi tre parole che hanno saputo toccare le nostre corde, inutile che stia qui a dirvele, noi le sappiamo…”), ha subito aggiunto un pensierino anche per il Presidente uscente Zanetti, dichiarandosi contento qualora tornasse indietro. “Sì, ma da solo, però…” , ha subito
obiettato Beneforti, senza, peraltro, essere seguito nella gag dagli altri colleghi presenti. Alle volte non basta vincere, si vuole stravincere, e si esagera. Non è per fare il guastafeste, ma il miracolo sul campo che sta facendo il gruppo Malesani potrebbe essere vano se la Società non troverà modo di farne uno altrettanto grande sui conti economici del club, al momento piuttosto disastrati, e, stando alla relazione del manager abiurato, con nove milioni di debiti in più rispetto a quelli mostrati da Consorte alla intera compagine azionaria nel dicembre scorso. Di più: entro il 15
febbraio dovrebbero essere circa 7,5 i milioni di euro liquidi da sborsare per sistemare le prime pendenze. Poi ne seguiranno tante altre. E con questi chiari di luna la rinuncia al socio forte è un chiaro autogol. Parlo di rinuncia all’uomo forte perché è vero che questi, Zanetti, si è dimesso di sua sponte, però è altrettanto evidente che gli erano stati fracassati gli zebedei per un mese intero dal suo ingresso nella compagine societaria per via del solito Baraldi. Di questo argomento ho a lungo esternato nel post dal titolo: “Riflessioni sul caso Bologna”, dunque eviterei di ripetermi ancora. Ne approfitto, però, per chiarire un punto che forse avevo lasciato
indietro e che può essere utile per far capire la questione alle gentili curiose croniste che se (ce) lo chiedono e a tutti i lettori: perché è così stretto il legame tra l’AD non idolatrato dalle folle e il Signore del Caffè. Semplice, perché, a coinvolgere Zanetti nell’ultima operazione Bologna – come ammesso dallo stesso ex presidente durante la presentazione – era stato Baraldi, che aveva già in precedenza tentato di avvicinarlo al club e lui gli aveva detto di no. Una volta che Baraldi è riuscito a convincerlo ad entrare nella partita, cosa avrebbe dovuto fare il Re del Caffè: dirgli grazie ed arrivederci?
Coerentemente, invece, ha preso cappello una volta capito che il suo piano non era condiviso dalla maggioranza dei soci. In democrazia funziona così. Peccato, però, che lui avesse informato tutti, fin dal l’inizio, delle sue intenzioni. Scusate la digressione societaria, ma da Grillo Parlante quale sono, non potevo evitare di farlo sia pure in una serata di festa per il Bologna, perché il 3-1 sulla Lazio non deve far perdere di vista il pericolo fallimento che è tuttora dietro l’angolo.
Avevo proposto qualche settimana fa, sempre su questo Diario virtuale, le analogie tra il
Baraldi Bis bolognese e quello parmigiano. Stavolta, invece, mi cimenterei nel parallelo tra le gestioni straordinarie dello spogliatoio in situazioni difficili di due tecnici, sia pure così diversi tra di loro: Cesare Prandelli (Parma 2003-2004, dopo il crac Parmalat) e Alberto Malesani (Bologna 2010-11) dopo la “curiosa” gestione Porcedda . Entrambi sono riusciti a far rendere al massimo il gruppo, cementandolo nelle difficoltà. Michele Gallerani, inviato di Sky a Bologna, mi ha spiegato che non è la prima volta che accade, tuttavia a me è parso bello quando, prima
dell’inizio del match, tutti insieme, squadra, tecnici, collaboratori della panchina si sono uniti in un tutt’uno per darsi forza reciproca prima di una gara che, come avrebbe poi spiegato il mister in sala stampa andava vinta per forza. A proposito del “nostro” Gallerani, si è beccato le congratulazioni dei tecnici del service fiorentino per essere stato l’unico giornalista ad essersi presentato, in dieci anni, con l’auricolare personalizzato. “Per una questione di igiene e comodità”, ha chiosato il cronista, che poi avrebbe ricevuto i complimenti anche per l’abilità con cui si è mosso durante
una intervista facendo un movimento utile per l’operatore per inquadrare meglio l’intervistato. Divertente anche il prepartita, sempre ai microfoni Sky del “Gallero” con in rapida successione Longo, apprezzato DS (o giù di lì) del Bologna e il presidente laziale Lotito. Il primo ha detto che avrebbero tenuto in ostaggio “Liborio” (al secolo Kozak, attaccante ceco) ed il Latinista, il quale gli ha spiegato a distanza che, come gli aveva pronosticato, non essendo andata in porto una certa operazione, Liborio se ne starà a Lazio, non essendoci sul mercato qualcuno che possa fare meglio di lui.
Per la cronaca Reja lo ha inserito durante la ripresa. Una pazza ripresa in cui al di là del secondo gol di Di Vaio (che già aveva rimediato, assieme a Ramirez all’iniziale svantaggio firmato da Floccari in apertura, anche se curiosamente nel tabellino del Corriere di Bologna on line la segnatura viene attribuita all’assist-man, il Profeta Hernanes) per il definitivo 3-1,i fuochi d’artificio sono nati a meno di dieci primi dal termine quando si è scatenata una furibonda rissa costata l’espulsione a Gimenez, scattato dalla sua panchina per difendere (stando alla
ricostruzione di Malesani) il connazionale Ramirez (poi trasportato all’ospedale per dei controlli) colpito duro da Dias, a propria volta cacciato dal modesto Sig. Rocchi di Firenze (doppio giallo, uno per il fallo, uno per la rissa). Far west ancor più clamoroso a gara terminata all’imbocco del tunnel, laddove si è scatenata una gazzarra con indubbio protagonista Zarate che è riuscito perfino a consegnare una “pizza” all’assistente Faverani, trovatosi accidentalmente sulla traiettoria del fendente proibito. Il tutto era nato da una pallonata scagliata dallo stesso Zarate (“Evidentemente
un po’ nervoso”, ha minimizzato Malesani) a Rubin. Il giocatore biancoceleste è stato affrontato prima da Moras e poi da Di Vaio. Attenzione ai provvedimenti disciplinari che potrebbero derivare da queste “scene che – come direbbe la Gialappa’s – nessuno vorrebbe vedere su un campo di calcio”… Lo stesso Di Vaio, durante la quarta intervista nella stessa partita concessa a Gallerani (roba da record del momento), ha chiesto scusa per essersi lasciato un po’ andare... In effetti spintoni e manate non sono certo mancati. Più fair play in sala stampa con Malesani più
interessato a reclamizzare l’impresa che la gazzarra e Reja che asseriva di non aver visto la sceneggiata finale, ma solo quella durante i minuti regolamentari… Senza Porcedda – come ha detto un avventore della sala hospitality, dalla quale all’intervallo se n’era andato togliendosi il bracciale il giornalista Simone Monari di Repubblica, una volta che gli era stato riferito che la sua presenza in quell’area non risultava gradita ai soci – il Bologna sarebbe ora in corsa per la Europa league (a quota 28, avanti di un punto rispetto alla Samp e a 5 lunghezze dalla sorprendente Udinese di Guidolin)… Già Porcedda: quello a cui nessuno in sei mesi ha rotto gli Zebedei… (gabriele majo)
FOTOGALLERY AMATORIALE DI BOLOGNA-LAZIO 3-1
Cliccare su ogni singola immagine per vederla ingrandita























































































































































































































































(continua all’interno anche con la fotogallery amatoriale di Bologna-Lazio)
Avevo proposto qualche settimana fa, sempre su questo Diario virtuale, le analogie tra il
FOTOGALLERY AMATORIALE DI BOLOGNA-LAZIO 3-1
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9 commenti:
Se siete così entusiati di Baraldi perchè non ve lo riprendete? Ma forse vi farebbe più comodo a Bologna da dove potrebbe inoltrarvi i graditi Valiani e Pasi e portarvi via le zavorre tipo Piasnu... Questo fino a ieri, domani chissà chi altri avrebbe potuto girarvi a prezzi di favore... Pertanto non posso che rilevare come queste vostre incursioni nelle questioni bolognesi siano inutili e, almeno a me, sgradite. Senza rancore, ma preferirei che per una volta scriveste un commento sinceramente solidale per i cugini bolognesi, piuttosto che queste esternazioni di dubbia apprensioni per le sorti petroniane.
Anch'io trovo veramente assurdo che nel sito StadioTardini.com si continui parlare del Bologna. Io Baraldi lo trovo disgustoso, e lo dico da parmigiano e tifoso del Parma. Noi a Parma Baraldi non lo vogliamo, sarebbe visto come una mosca nella minestra. A Parma Baraldi spero non metta mai più piede come dipendente del Parma. Chiedo a te, tifoso del Bologna, di illustrarci bene i motivi della vostra antipatia verso il MODENESE Luca Baraldi, antipatia che ovviamente non può che farmi piacere.
Paolo
Caro Paolo, mi fa piacere il tuo intervento. Io, pur col Bologna nel Cuore, ho sempre piacere quando un'atra squadra come può essere il Parma dà lustro alla nostra regione. Non mi piace quando i giornalisti (o presunti tali) come quelli di stadiotardini.com fingono interesse e partecipazione per le sorti bolognesi quando traspare evidente la propria avversità o la coda di paglia nei maganimi consigli che ci riservano (in primis quelli su Baraldi). Io non ho nulla di personale nei suoi confronti, ma se i giocatori del Bologna mi dicono di essere stati offesi ed ingiustamente accusati da Baraldi di scarsa professionalità o addirittura di aver venduto la partita (Bologna - Lazio dell'anno scorso), io devo credere loro. Almeno in nome della grande professionalità che hanno indiscutibilmente manifestato in questi 6 mesi senza stipendio. E' una questione di principio, non c'è Zanetti che tenga! Coi tifosi del Parma provo solo simaptia. Con gli autori di certi articoli subdoli proprio no.
Gentilissimi Paolo e BolognaNelCuore grazie per le Vostre osservazioni e per l'educazione con il quale manifestate il vostro dissenso rispetto al mio pensiero. Mi spiace che le mie parole possano apparire subdole, ma in coscienza so che non le sono e quindi sono tranquillo. Mi era capitato di assistere alla presentazione a Corte Galluzzi, in quanto persona che stima Baraldi, e mi sembrerebbe poco intelligente da parte mia negarlo, ma nello stesso tempo questa stima non mi impedisce di riconoscere eventuali castronerie da lui commesse, e con grande onestà intellettuale ne ho anche scritto nell'articolo precedente a questo. Posto che la sensazione che avevo avuto era di una guerra santa nei suoi confronti, per motivi che a me appiaono futili, mi sono inserito nel dibattito portando altre argomentazioni. Dopo di che essendomi occupato del suo insediamento mi sono ovviamente dovuto occupare anche delle dimissioni. Riferendo i fatti a mia conoscenza e le mie opinioni. Dopo di che, grazie all'anticipo del Parma con il Catania, ieri ho avuto tempo di venire a Bologna e ne ho scritto su questo blog del quale sono il curatore, sebbene sia dedicato allo stadio Tardini. Ma di argomenti che possano interessare i tifosi del Parma penso di averne tirati fuori. E non vedo cosa ci sia da scandalizzarsi. I colleghi bolognesi sono più volte venuti a Parma per scriverne della squadra di calcio: io non posso, forse, fare altrettanto? Le questioni di "campanile" non mi interessano: non sono un tifoso ma un giornalista, e da professionista dell'informazione cerco di dare il mio onesto contributo quando scrivo. Poi, che tenga per la squadra della mia città, per la quale ho lavorato direttamente per 5 anni, e alla quale ho dedicato gran parte della mia vita lavorativa penso sia fisiologico, ma ciò non impedisce che possa sinceramente avere dei timori per le sorti dell'unica altra squadra della Regione in serie A, il Bologna. Quindi non sto fingendo interesse o apprensione: l'interesse e l'apprensione ce li ho davvero. Se qualcuno dei miei contenuti non piace me ne dolgo: tuttavia è inutile che vi rivolgiate a me al plurale, perché io esprimo la MIA idea non quella dei tifosi del Parma, che non intendo assolutamente coinvolgere in questo ambito, anche perchè non è assolutamente detto che la pensino come me. Infine debbo due parole al collega Beneforti, il quale mi ha contattato, con estrema gentilezza e fair play, per spiegarmi che lui ieri non voleva "stravincere" (come ho scritto io nel mio pezzo) nei confronti di Baraldi - persona e professionista che non stima - ma solo fare una battuta. Precisando che lui scrive sempre quello che pensa. Esattamente come succede a me. Gabriele Majo
Caro Gabriele, accetto la tua "difesa" nonostante tu non abbia per nulla trattato gli argomenti che inducono il 90% dei Bolognesi e probabilemente anche una buona parte dei tuoi concittadini (vero Paolo?) a non apprezzare Baraldi. Tu porti una stima personale senza oggettive motivazioni. Il tuo, pare un sostegno incondizionato (legittimo), ma che non può rimanere tale se ti proponi di fare incursioni in casa di chi ha buoni motivi per pensare il contrario. A maggior ragione se gli si imputa di aver fatto affari poco furbi proprio con la squadra per cui tifi e scrivi (Valiani, Pasi, Pisanu, Elia ecc...). In queste condizioni, sarebbe buona cosa, almeno, portare motivazioni precise e convincenti o provare in modo costruttivo che le tesi avverse a Baraldi sono in realtà infondate. E' per questo che, senza acrimonia, continuo a considerare il tuo intervento legittimo, ma quantomeno inutile, se non fastidioso per chi sta soffrendo come nessuno in italia, situazioni societarie al limite del paradosso. La prova del disappunto sono le decine di commenti avversi (taluni purtroppo poco educati) che gli iscritti a Zerocinquantuno hanno lasciato al tuo intervento. Se dunque la tua apprensione per le sorti del Bologna era reale, allora quantomeno non sei riuscito per nulla a trasmetterla. Purtroppo rimango convinto che il tuo campanilismo abbia prevalso sullo spirito di sincera solidarietà, ma potresti convincere tutti del contrario facendo un versamento ad una delle Associazioni che sostengono il capitale sociale del Bologna... Ciaooo!!! PS. Il Bologna non è l'unica squadra di Serie A della nostra regione, oltre al Parma...
Ciao BolognaNelCuore e innanzitutto grazie per avermi segnalato in conclusione l'errore che ho commesso nell'enumerare le squadre regionali in serie A. Ma dalla Lunezia fatichiamo a vedere fino alla Romagna... Comunque chiedo scusa ai tifosi del Cesena per averli colpevolmente dimenticati.
Circa i commenti arrivati su 051 a proposito dei miei due articoli sul Bologna posso ritenermi soddisfatto, perchè se è vero che nel secondo intervento i negativi superano i positivi, non si può altrettanto dire per il primo, accolto con maggiore favore. E c'è una razionale motivazione per questo calo dell'indice di gradimento: il secondo è stato vergato dopo la partita, al top del'ubriacatura generale per l'impresa degli uomini di Malesani. Non potevo certo pensare di raccogliere chissà quali applausi arrivando (tra l'altro da Parma) come un "grillo parlante" a rompere le scatole ricordando che ci sono sempre immanenti le questioni economiche. A questo va aggiunto che, secondo la tua stima, a Bologna sareste al 90% contro Baraldi mentre io appaio a favore. Con questi chiari di luna non potrei certo pensare di venire lì a candidarmi per le elezioni, no? Tu asserisci che io non ho motivato la mia difesa d'ufficio a Baraldi: in realtà credo di averlo fatto, anche se chiarisco subito che non percepisco da lui compensi come avvocato. E neppure come giornalista. E quindi non è che sia tenuto a fare chissà quale arringa. Io, stupitomi per quanto avvenuto a Corte Galluzzi, ho cercato di capirne i motivi (dell'ostracismo generale) e ho tratto le mie conclusioni. Che non ho la presunzione di credere siano la verità: semplicemente è il mio punto di vista. Per me è da perfetti autolesionisti, in nome del peccato originale (cioè i fatti post-Lazio dello scorso campionato, per i quali con una certa onestà intellettuale, pur stimando Baraldi ho riconosciuto che nel caso specifico ha sbagliato di grosso) rompere il difficile equilibrio che si era creato per il salvataggio del Bologna con l'ingresso in Società del più solido tra gli imprenditori disponibili, alias Zanetti. (CONTINUA)
(CONTINUA DA COMMENTO PRECEDENTE) …Ho notato, e da collega mi sono permesso di evidenziarlo, un ruolo "anomalo" in questa partita svolto dalla stampa. da colleghi che conosco e stimo da anni, tanto come posso stimare Baraldi. E mi ha fatto piacere il civile e costruttivo dialogo con Beneforti che avevo tirato in mezzo nei miei commenti, anche se abbiamo differenti vedute a proposito del manager, sia dal punto di vista professionale che personale. Ma ognuno rispetta la posizione dell'altro senza che vanga meno il rispetto reciproco. Proprio Beneforti mi ha spiegato ieri il motivo della sua avversione a Baraldi: appunto l'operazione Pisanu-Valiani, con annessa lezioncina di Baraldi alla lavagna per spiegarne la validità tecnica e non solo economica. Lo scorso anno sono stato spesso al Dall'Ara e non mi era mai parso di udire commenti positivi unanimi sulla Freccia di Pistoia, che poi a Parma sarebbe esplosa (a Bologna non l'ho mai visto giocare sui livelli di Parma). Così come posso testimoniare che Pisanu sia un ottimo giocatore, sotto tutti i punti di vista, tranne, purtroppo per lui, quello fisico. Quando venne ceduto al Bologna stava bene, aveva appena finito di recuperare dall'ultimo infortunio. Purtroppo, però ne va spesso soggetto e quindi la scommessa tecnica non è andata a buon fine. Ma quanti errori si fanno sui calciatori? Si parla poi di plusvalenza: ebbene, se anche l'avesse fatta, cercando di portare un po' di ossigeno in quelle casse così asfittiche, avrebbe fatto (poiché immagino sia lecita) il suo dovere di manager, lo stesso di Leonardi al Parma con il maxi-scambio con il Genoa (peraltro non del tutto perfezionato) che ha portato al trasferimento di Antonelli e Paloschi, in cambio di Modesto e Palladino. Dite di Elia? E Pasi allora? Io posso testimoniare le tante perplessità dei parmigiani per il passaggio in rossoblù di quello che era ritenuto uno dei migliori talenti del vivaio. In conclusione: i capi di imputazione a me paiono nettamente inferiori rispetto ai vantaggi che il Bologna avrebbe potuto averne se Zanetti e Baraldi avessero potuto lavorare in pace. Detto con il cuore e senza questioni di campanile. Grazie Gmajo
che stia scrivendo su un blog escluso da tutti non le fa pensare alla pochezza degli argomenti che propone? il peggior sito di parma in assoluto...poi il bologna
Gusy
Gentile Gusy, non comprendo cosa significhi l'espressione "blog escluso da tutti" ? Escluso da che? Escluso "da tutti" tutti chi? Escluso da cosa? Non capisco. Lei è liberissima di valutare stadiotardini.com il peggior sito di Parma in assoluto, del resto come dico sempre de gustibus non disputandum est. Se avessi coscienza che gli argomenti proposti fossero di una pochezza assoluta non starei qui a perderci tutto il tempo che ci spendo a starci dietro. Ma evidentemente non ho questa consapevolezza. E non ci trovo nulla di male a parlare del Bologna, squadra nella quale sono tuttora presenti personaggi che hanno fatto la storia del Parma e che è interessante seguire, specie per via delle tante analogie per le traversie vissute (nel passato e nel presente) dai due club. Senza dimenticare che nelle nostre montagne (di Parma) i felsinei, curiosamente, vantano un numero di supporter superiore ai crociati. La mia offerta, fatta con cuore e passione, ma anche, mi scusi la presunzione, con spirito giornalistico è questa. Se a Lei non piace pazienza. Penso che tra poco apparecchierò lo stesso la mia tavola. Ma lasci stare "tutti": non credo che Lei sia portavoce di tutti, come del resto io mi picco di esserlo solo di me stesso, non avendo mai avuto la presunzione di credere di poter rappresentare tifosi o altri. Grazie. Saluti. Gmajo
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