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venerdì 28 gennaio 2011

PACI, SQUALIFICA RIDOTTA A DUE GIORNATE

La Corte di giustizia federale accoglie il ricorso del collegio di difesa del Corazziere cui è stata comminata una ammenda di 5.000 euro  - Le sue  prime dichiarazioni a fcparma.com
SAM_1191(ASCA) - ROMA, 28 gen - La Corte di Giustizia Federale della Figc ha ridotto da 4 a 2 gare la squalifica del giocatore del Parma Massimo Paci e da 3 a 2 gare quella del laziale Mauro Zarate. Lo rende noto un comunicato precisando che e' stato respinto il ricorso del Bologna per lo stop di due turni inflitto a Gimenez.
(gmajo) Un risultato migliore ancora rispetto alle nostre ragionevoli aspettative della vigilia, quando ipotizzavamo lo sconto di una sola giornata per il Corazziere. (Continua all’interno)
…Evidentemente il collegio difensivo del calciatore, rappresentato dal domiciliatario Avv. Galli, e dagli altri legali del club giunti da Parma, cui vanno rivolti i complimenti, sono riusciti a dimostrare che l’intervento su Eder non poteva essere identificato in condotta violenta (che prevede un minimo di tre turni di stop), ma solo un fallo di gioco. Massimo Paci potrà quindi essere a disposizione di Marino già nella gara interna, infrasettimanale, con il Lecce, che seguirà la trasferta a Genova, dove sconterà la seconda ed ultima giornata di squalifica. La Corte della FIGC ha quindi sanzionato il difensore con una ammenda di 5.000 euro.
"Sono felice". Questa la prima reazione di Massimo Paci alla notizia della riduzione della sua squalifica riportata da fcparma.com . "Sapevo di essere nel giusto e ho sempre sentito dentro di me che questa vicenda si sarebbe conclusa positivamente. Mi dispiace che Eder si sia fatto male, ma come ho già detto e ridetto, il mio non era un fallo intenzionale e penso che alla fine questa squalifica di due giornate, con ammenda, lo confermi. Voglio infine ringraziare la società e tutti quelli che mi hanno difeso e sostenuto".

2 commenti:

Unknown ha detto...

caro gabriele mayo
i giornalisti sono una componente fondamentale,insieme (ovviamente) alla società parma calcio ed ai tifosi, nel determinare risultati e prestazioni.
un circuito trino autoalimentantesi a crescita esponenziale. tale reciprocità positiva deve essere una competenza distintiva del fare calcio in una piazza come parma diversamente da altre.
i giornalisti non devono essere cani da compagnia o da riporto del "padrone",ma cani da guardia, quello si, del bene del parma.
p.s.: perchè, per es., non scrivere un articolo sottolineando i meriti della società per la riduzione della squalifica di Paci?

Gabriele Majo ha detto...

Caro Elvis, sopra al suo commento è riportata la notizia della riduzione della squalifica di Massimo Paci e poi un "corsivino" a mia firma nel quale è appunto specificato che il risultato va al di là delle mie ragionevoli aspettative e facevo i miei complimenti all'ufficio legale del Parma (cui pure li ho fatti a voce, congratulandomi per il successo ottenuto). Non credo sia necessario aggiungere altro, no? Ho dato a Cesare i meriti di Cesare. E l'ho fatto più che volentieri.
Il discorso sul ruolo dei giornalisti ci porterebbe assai lontano: la mia linea è quella di dire sempre le cose come stanno. E se c'è da elogiare si elogia e se c'è da fare dei distinguo li si fa. Il problema è la "complicità": lo dicevo 20 anni fa e lo ripeto adesso: il rapporto deve essere di massima correttezza nel rispetto dei ruoli. Purtroppo va di moda che tra dirigenti (o calciatori) e giornalisti si vada a cena insieme: a parte le feste comandate a me non era mai successo prima nè ora. Le notizie le trovavo lo stesso senza per forza dover avere una frequentazione diretta con coloro dei quali dovevo scrivere. Io mi sento molto meglio. Certo chi deve rendere conto al proprio capo servizio o direttore ha altre problematiche e può scegliere altre vie. Io preferisco quella dell'ognuno al posto suo con il massimo della libertà da ambo le parti. Ma non sempre può essere così, siamo realisti. Nel calcio e nella politica (ma anche nell'economia e nello spettacolo). Le dice niente Minzolini? Era un campione nello scrivere il dietro le quinte di Montecitorio. Ora dirige il Tg 1. Tornando al ragionamento iniziale: secondo me un bravo giornalista non deve essere tifoso. Ma obiettivo. Ed io mi sforzo di esserlo. Anche se nel mio cuore c'è il Parma. Saluti Gmajo