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sabato 22 gennaio 2011

RIFLESSIONI SUL CASO BOLOGNA

L’ostracismo a Baraldi la causa più evidente, ma conterebbe anche la situazione finanziaria del club, che secondo l’analisi del manager avrebbe almeno 9 milioni di euro in più di debiti
baraldi e morandiPremesso che parlare di cosa avviene a casa d’altri è esercizio apparentemente facile – sparlare e gossippare è uno degli sport maggiormente in voga in Italia, e non solo – ma in realtà è difficile qualora si intenda confezionare un’analisi obiettiva e documentata, mi cimento in un esercizio di riflessione su quanto accaduto ieri sul far della sera a Bologna, quando si è manifestato quello che il candido Gianni Morandi, presidente onorario del club felsineo ha definito un “fulmine a ciel sereno”, ovverosia le dimissioni del Presidente Zanetti e dei suoi stretti collaboratori, l’Amministratore Delegato Luca Baraldi e Stefano Trombetti (AD Segafredo).
(Continua all’interno)

SAM_9312Beh, “fulmine” sì. Ma “ciel sereno” mica tanto. Perché in realtà la quiete a Bologna, da quando c’era stato il re-insediamento dell’odiato Luca Baraldi al timone operativo della Società, la calma non c’è mai stata. E me ne sono personalmente accorto avendo avuto la ventura di partecipare, il 23 dicembre scorso, alla conferenza stampa di presentazione di Bologna 2010, documentandola su www.stadiotardini.com, con tanto di video delle invettive del kamikaze Emanuele Righi e delle non meno dure considerazioni dei giornalisti Francesca Blesio e Stefano Biondi, voci SAM_9265parlanti in quella occasione del fronte compatto della stampa, unita nel dissenso verso il manager di ritorno. Stampa che era partita lancia in resta dopo essere stata armata dai giocatori e dai tifosi che non avevano perdonato all’allora direttore generale alcuni sospetti espressi sul curioso andamento di Bologna-Lazio della passata stagione (2-3 in rimonta dei biancazzurri, inizialmente sotto di due gol). Io fossi stato in Baraldi mi sarei risparmiato tali esternazioni, sia a caldo che a freddo, che rimangono un errore di forma e di sostanza, perché quand’anche avesse SAM_9268avuto dubbi sull’andamento corretti della gara avrebbe dovuto esporli nelle sedi opportune e non parlando a ruota libera con supporter e giornalisti. Ma al di là di questo indubbio peccato originale – sono cose che nel calcio succedono, se ne sono sopportate ben di peggio dappertutto ed immagino anche a Bologna – c’è qualcosa che sfugge sia a me, che al veterano Gian Carlo Ceci che pure era presente, in questo ostinato ostracismo, qualcosa che non riesco a capire, che potrebbe andare al di là della motivazione ufficiale chiaramente emersa durante la SAM_9320presentazione a Corte Galluzzi, quando Zanetti, in maniera piuttosto imprudente ne ha parlato, tirando in ballo perfino l’Ufficio Inchieste, pur essendo in diretta televisiva… Avevo già avuto modo di esprimere il mio parere in quei giorni – ed è per questo che torno ora sull’argomento che con il Parma (e dunque col nostro blog) c’entra fino lì, a parte gli indubbi vantaggi che potrebbe ricavarne qualora l’ultima tormenta procurasse ulteriori danni sportivi alla classifica del club del capoluogo – per me l’intera piazza rossoblù è stata oltremodo autolesionista nella gestione SAM_9304dell’affaire Baraldi. E confermo a maggior ragione questo parere dopo gli ultimi clamorosi sviluppi di ieri. Non riesco a capacitarmi come un ambiente che ha saputo farsi abbindolare da Porcedda, dopo gli stenti dei Menarini, sia riuscita a rompere il giocattolo che così difficilmente era statomesso insieme al fotofinish appena prima di quello che sembrava un inevitabile fallimento. Lo stesso regista dell’operazione Consorte (il quale pare abbia già presentato la fattura con un discreto onorario per la sua opera) lo aveva detto chiaramente che fino a SAM_9291cinque minuti prima dell’inizio della conferenza stavano per portare i libri in tribunale. La stampa – mi perdoneranno i colleghi bolognesi, ai quali voglio un gran bene per avermi sovente ospitato tra loro con spirito di simpatia e collaborazione – amplificando i malumori di tifosi e giocatori (soprattutto questi ultimi) hanno contribuito all’harakiri collettivo che si sta consumando sotto le Due Torri. Il push dei consiglieri di minoranza (che tutti uniti facevano però la maggioranza) sì è materializzato perché il presidente Zanetti, rottosi gli zebedei per le continue risse, ha SAM_9307deciso di lasciare la presidenza e il CDA, pur mantenendo il suo pacchetto azionario, anche se mi pare di avere letto che sia a disposizione di chi voglia acquistarlo. Mi si perdonerà l’ignoranza, anche perché non ho il piacere di conoscere né il Sig. Pavignani, né la sua Plastica Marconi (e non essendo un agente della Tributaria neppure il suo fatturato o il suo conto in banca), ma mi pare una solenne Tafazzata essere riusciti nell’impresa di far uscire di scena l’imprenditore economicamente più importante dell’intera cordata, essendo il proprietario di un colosso SAM_9325multinazionale, la Segafredo. Egli ha saputo con pazienza sopportare la festa rovinata in occasione dell’insediamento, le indebite pressioni ricevute in questo mese per la sua scelta di puntare su un uomo (Baraldi) nel quale evidentemente nutre fiducia al punto tale da arrivare perfino all’atto più estremo, le dimissioni, pur di non cedere. Ho letto tra i commenti dei tifosi del Bologna sui siti delle testate locali che Zanetti si sarebbe comportato da buffone. No, direi il contrario: si è comportato da uomo. E quello che ha fatto è indubbiamente inusuale e depone a suo SAM_9309favore. Uno più debole avrebbe ceduto al volere delle folle. Non penso neanche sia un atto di sfida del tipo: e mo’ cavatevela da soli, anche se lo si potrebbe interpretare leggendo nel comunicato di ieri queste parole: “Prendo atto che io ed i miei collaboratori non siamo in grado di svolgere in maniera soddisfacente quanto merita il Bologna FC. Al futuro Presidente, certo che avrà maggiori capacità gestionali rispetto a noi, auguro ogni successo.” Ho ragione di credere, però, che al di là del fumo della sacrosanta rottura di scatole di questo mese ci sia pure dell’arrosto più SAM_9315concreto. Nello stesso comunicato di ieri si legge anche: “Avendo riscontrato sia divergenze sugli aspetti finanziari sia ambigui comportamenti nell'ambiente interno ed esterno alla società, ivi inclusa certa stampa locale…”. Della seconda parte di questa frase si è diffusamente già parlato: della prima, ancora no. Divergenze sugli aspetti finanziari. Il suo uomo di fiducia (Baraldi) non più tardi di ieri mattina aveva informato il Presidente – su carta intestata del Bologna Calcio – che esistevano “numerose e rilevanti differenze tra quanto prospettato e quanto SAM_9310effettivamente riscontrato nella contabilità della Società.” Situazione emersa dopo che Baraldi aveva portato avanti il primo compito che gli era stato affidato, cioè quello di “valutare la situazione finanziaria della Società”. In particolare l’AD uscito di scena aveva rilevato “una maggior cifra dei debiti – d’importo pari ad almeno 9.000.000,00 di euro circa – rispetto a quelli individuati nel dicembre scorso”. Situazione che secondo Baraldi “renderà con tutta probabilità necessario un ulteriore intervento dei soci, da realizzarsi con altro aumento di capitale sociale, oltre a quelli già eseguiti ed in corso di esecuzione, per un importo pari almeno ai maggiori oneri SAM_9297sopra ricordati.” Senza tali interventi, a parare del manager sarebbe “impossibile garantire al Bologna la continuità aziendale”. Insomma problemi seri che sarebbero già stati insormontabili contando su un azionista forte come Zanetti: immaginarsi con lui defilato. Eppure a Bologna si è preferito quisquigliare di altri argomenti come la mancata salita sul charter della squadra di qualcuno dei nuovi soci, poiché impedito dal nuovo, ma ormai già vecchio, management. Una sia pur piccola esperienza all’interno di una Società di calcio l’ho fatta, nel recente passato, ed ho imparato SAM_9320che la prima cosa da fare è cercare di proteggere la squadra dalle turbolenze esterne. Il provvedimento preso era, immagino, indirizzato a questo, senza dimenticare che lo stesso Pavignani era entrato negli spogliatoi, durante l’assenza di Zanetti, per parlare con Di Vaio & C.della bega Baraldi e cose similari. Scusatemi, eh? Ma non esiste al mondo un comportamento del genere. La sacralità dello spogliatoio è inviolabile: figurarsi se durante i lavori si può presentare un socio per esternare malumori o peggio ancora fare il capopopolo, cavalcando un malessere già alle stelle. SAM_9258Questo significa volere il bene del Bologna? Mah ! Ricordo ancora quando Beretta, che non è Mourinho, quello che lo avrebbe ribattezzato Barnetta, ebbe l’ardire di mettere alla porta il presidente Angiolini (il quale lo aveva acquistato perché era quello che costava meno sul mercato e non certo per la sua personalità) che, ingenuamente, credeva di poter partecipare alla riunione tecnica prima della partita. Come uditore, eh? Non per andare a riferire di litigi interni alla compagine societaria… I giocatori, poi, hanno lo status di lavoratori dipendenti. Sia pure alcuni coperti Majo2d’oro, ma sempre lavoratori dipendenti sono. Non mi pare vi sia, tra i loro diritti/doveri, quello di andare a sindacare o peggio influenzare la linea di chi li ha assunti. E pazienza se, come mi hanno raccontato alcuni colleghi il 23 dicembre scorso, a Bologna c’è l’abitudine di portare i calciatori su un palmo di mano fin dai tempi di Signori. Il giochino del : “No a Baraldi” si è ingrandito un po’ troppo e come la pallina sul piano inclinato ha finito per creare conseguenze inimmaginabili. Ora Baraldi non c’è più e tutti saranno contenti. Ma non c’è più neppure Zanetti e dove potrà andare a finire il Bologna dell’azionariato popolare lo si potrà sapere solo più avanti. Suerte Bologna. Con tutto il cuore. Da un parmigiano. Gabriele Majo

6 commenti:

Daniele Labanti ha detto...

Caro Gabriele Majo, sono venuto a conoscenza di questo scritto tramite l'implacabile passaparola dei link su internet. Lei è liberissimo di pensarla come vuole, ma non si permetta di attribuire etichette a colleghi che non conosce. Con queste righe dimostra un pressapochismo che non le fa onore e una tutt'altro che chiara comprensione di ciò che è accaduto a Bologna. A meno che lei non sia in grado di dimostrare chi, come e quando ha armato la stampa, e successivamente quale stampa (è un po' troppo generica come affermazione).
Cordialità
Daniele Labanti
Corriere di Bologna

PICCININI CLAUDIO ha detto...

RIPORTO PARTE DI UN ARTICOLO CHE FORSE CHIARIRA' LA SITUAZIONE ANCHE A TUTTI I GIORNALAI SUPPONENTI COME TE.

Zanetti si è presentato dicendo “il mio impegno è dare tranquillità per molti anni”.
E’ durato meno di un temporale estivo dopo aver specificato che non è un ricco scemo.
Il metodo Zanetti è stato arrogante, arrogante nell’entrata e arrogante nell’uscita con quella nota di finti auguri alla società Bologna 2010 e la considerazione sarcastica “prendo atto che io ed i miei collaboratori non siamo in grado di svolgere in maniera soddisfacente quanto merita il Bologna FC.”
Era già stato richiamato da Consorte a “governare” e non a “comandare” e del resto, con tutte le considerazioni che si possono fare sull’opportunità di alcune esternazioni dei soci non possiamo dimenticare che si tratta di persone che hanno dato per il Bologna un contributo proporzionalmente maggiore con ritorni di immagine nulli o quasi, forse negargli anche il numero di telefono del Presidente non è un buon modo di iniziare.
se Zanetti è uscito dal Bologna per gli articoli su Baraldi possiamo trarre la conclusione che alla prima vera tempesta sarebbe uscito comunque. Ma ovviamente non è così, non scherziamo, è offensivo per Zanetti pensare che un imprenditore del suo calibro possa essere condizionato da qualche articolo che criticava il suo A.D.
Lo scoramento che sento in queste ore per l’uscita di scena di Zanetti deriva dalla voglia di credere che davvero il multimilionario del caffè “avrebbe garantito anni di serenità” e anzi, vorrei credere che più che serenità in fondo covassimo qualche sogno, qualche ambizione, la voglia di recuperare dignità, di sedere al tavolo di chi è rispettato.
Il fatto è che Zanetti aveva detto che la sua intenzione era mettere quei 4 milioni di euro.
Fine, al momento erano finiti lì.
Sarebbe stato un dramma perdere Zanetti se Zanetti avesse avuto voglia del Bologna, di Bologna, di fare della squadra un elemento trainante del progetto.
I fatti dicono che non era così.
Allora ripartiremo, senza doverci necessariamente stracciare le vesti perché forse il Zanetti che rimpiangiamo non era lo stesso Zanetti che pensavamo fosse.
Adesso due parole sui “nanetti”.
Perché se è vero che la stampa non ci è andata tenera con Mr Segafredo non è che si siano risparmiati i commenti su Scapoli (Scapoli e Ammogliati ad esempio) o sugli altri soci, i “nanetti” appunto, che non saranno dei dell’olimpo come il Signor Caffè, ma non è che sono un branco di pezzenti abituati a spendere centinaia di migliaia di euro per venire pubblicamente ridicolizzati, è gente che fattura decine o centinaia di milioni di euro.
Forse questa uscita di scena sprezzante e arrogante li spronerà a fare ancora meglio e a mettere ancora più entusiasmo (che è quello che chiedo più dei soldi: genuino entusiasmo) in questa impresa.
Consorte raccontava oggi che conta di chiudere il bilancio in attivo e che il Bologna ha solo problemi di cassa, non problemi economici. Mi sembra un passaggio fondamentale per il nostro futuro. Raccontava anche che mentre il giorno di Natale lui e altri stavano lavorando qualcun altro spariva dall’altra parte del mondo e qualsiasi cosa ne pensiate il dato fondamentale è che agli altri soci questo comportamento ha dato fastidio, motivo per il quale il fatto diventa rilevante.
Zanetti rimarrà l’unico presidente del Bologna a non aver visto una partita al Dall’Ara.
Ripartiamo fiduciosi e rammaricati. Fiduciosi perché i soci del Bologna sono al loro posto e per ora dobbiamo confidare in loro e nella loro voglia di dimostrare chi sono.
Ripartiamo anche rammaricati perché di questa ennesima figura da poveri intelligenti, lo dico a Zanetti almeno fino a che non spiegherà il suo gesto, non ne sentivamo proprio il bisogno.
Amare il Bologna significava evitare questa polemica a due giorni da una partita importante e ad una settimana dalla chiusura del mercato, ma dimenticavo: queste sono cose rilevanti solo per gli scemi.

Anonimo ha detto...

GABRIELE MAIO TUA MADRE è UNA TROIA BAGASCIA
MUORI PEZZO DI MERDA
FATTI VEDERE IN TRIBUNA A BOLOGNA E TI TAGLIO LA GOLA IN BAGNO FROCIO

Gabriele Majo ha detto...

Innanzitutto grazie a coloro che hanno commentato sia qui, sia sul sito unofficial del Bologna 051 che ha riportato le mie parole. Grazie a tutti meno che all'anonimo delle 20.07, al quale faccio presente che domani sarò al dall'Ara. E lo aspetterò in bagno (che schifo). Almeno dimmi chi sei, cuor di leone da tastiera.
Grazie al giornalista Daniele Labanti del Corriere di Bologna: avrò anche dimostrato pressapochismo, ma credo di aver offerto - pur essendo passata del tutto inosservato - un diverso punto di vista che al momento ha favorito il dibattito. E ho anche offerto una interpretazione dei motivi veri per cui Zanetti ha lasciato (e cioè gli ulteriori nove milioni di debito, motivazione che altri meno superficiali di me non hanno indicato). Io non dico che tutti i colleghi si siano fatti condizionare dai giocatori. Ma molti si. E molti sono pure reo-confessi. E poi basta riascoltarsi la conferenza del 23 dicembre. Poi non so se sono io ad avere capito male.
A Claudio Piccinini dico che quella dei giornalai è una onesta ed onorata categoria, cui peraltro non mi fregio (per loro fortuna) di appartenere, sicché eviti di offenderli. Grazie per l'articolo che mi ha indicato, così ho potuto arricchire la mia personalissima rassegna stampa sull'argomento. Certo è che personalmente sono convinto di quello che ho scritto. Non so se sia una interpretazione giusta o meno, ma l'ho fornita con obiettività e sincerità. E ringrazio i tanti tifosi del Bologna che mi hanno riconosciuto questa onestà intellettuale. Del resto quando "compongo" cerco di essere il più possibile distaccato, senza condizionamenti di tifo o pro o contro. Chiarisco anche che non avevo alcuna intenzione di prendere in giro, poiché parmigiano, il Bologna: avendo seguito questa squadra per alcuni anni come cronista mi spiacerebbe andasse a fare una brutta fine. Grazie a tutti per l'attenzione e il contributo al dialogo. E scusate se ho ficcato il naso 100 km più in là del Tardini.

Unknown ha detto...

Majo, amichevolmente (...e personalmente...) parlando ho l'impressione che tu abbia messo un po' troppo sul piedistallo Zanetti;
-il primo problema è che voleva fare il presidente tuttofare con SOLO 4 mln.(se vuoi fare tutto tu, COMPRALO TUTTO...);
- Appena arrivato prende come braccio destro Baraldi (con Moggi, Menarini e Porcedda fanno i meno amati a Bologna...);
- va in vacanza 10 gg. appena insediato (con tutti i casini che aveva il Bologna, DOVE VAI ?!?...);
-Ultima cosa: visto che si era lamentato dei soci che parlavano a dx e sin. sui giornali invece che discuterne in CdA, NON poteva attendere un paio di giorni e discuterne APPUNTO in CdA ??
Zanetti, se vuoi tornare, torna con un po' di voglia,un altro pochino (...) di EURO e SENZA BARALDI, GRAZIE !!!!
Saluti a Lei e alla lunezia.

Gabriele Majo ha detto...

Salve Piergiacomo, e grazie per il contributo. A me non interessava mettere sul piedistallo Zanetti, ma ho trovato veramente auto-lesionistico da parte del sistema Bologna rinunziare ad un magnate per una futile questione di principio. Tutto qui.
Non aveva più del 40% delle azioni per via di come era stata orchestrata la manovra di salvataggio: ma un azionista di riferimento del genere era da preservare. Un domani avrebbe potuto togliere ulteriormente le castagne dal fuoco, datosi che la situazione economica è quella che è. Con i "nanetti", invece, è razionalmente difficile ipotizzare un futuro roseo e tranquillo.
Come già ho riferito in diverse occasioni Zanetti aveva indicato come suo uomo di fiducia Baraldi fin dal suo primo approccio. I soci lo sapevano perfettamente. Del resto era stato il poco amato dirigente il primo a coinvolgere - e a convincere - il Signore del Caffè al salvataggio del Bologna. Il legame si è dimostrato indissolubile come era giusto che fosse.
I patron le vacanze (specie se già programmate) se le sono sempre fatte quando meglio ritevnevano opportuno in tutte le squadre del mondo. Del resto Zanetti aveva detto chiaro e tondo che lui non avrebbe avuto compiti operativi, per i quali aveva delegato, in sua vece, Baraldi.
Una volta percepito che il ventilatore diffusore dei fanghi (chiamiamoli così) non veniva spento, trascorsi 30 giorni ha mollato la presa. Specie considerando che nel frattempo il suo uomo di fiducia gli ha ulteriormenete aperto gli occhi sulla drammaticità della situazione economico-finanziaria del club che avrebbe nove milioni di euro di debiti in più rispetto a quelli che erano stati prospettati. A questo proposito specifico che io sarò anche un rompiscatole a tirare a mano la questione economica dopo la grande vittoria sulla Lazio, però i cronisti, specie i grilli parlanti come me, hanno il dovere di essere razionali per cercare di far comprendere i pericoli anche ai tifosi, che ovviamente sono più passionali.
Un'ultima considerazione: come ho già avuto modo di scrivere la squadra andrebbe preservata dalle problematiche gestionali della Società. Essere andati alla vigilia della gara dell'Epifania (con Zanetti assente) ad esternare nello spogliatoio delle beghe societarie non è stata una mossa encomiabile. Grazie per l'attenzione. Gmajo